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Spazio 1969

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Non posso dire di ricordare il primo allunaggio, avevo solo tre anni e probabilmente nel momento cruciale dormivo beato, ma ho un vivo ricordo di un telegiornale che raccontava e mostrava immagini di una strana automobile guidata dagli astronauti sulla luna, si tratta quindi o dell’apollo 15 (30 luglio 1971), o 16 (21 aprile 1972) o 17 (11 dicembre 1972). Ora che il primo esploratore lunare è morto mi è tornato alla mente quel ricordo, insieme alla riflessione che l’immaginazione infantile della mia generazione è stata estremamente influenzata dagli storici eventi che capitavano in quegli anni.

Noi da bambini giocavamo agli astronauti, e non si faceva altro che prendere spunto dalla realtà, sicuri che da grandi avremmo visto e forse partecipato di persona ad imprese spaziali sempre più audaci. Purtroppo non è andata proprio così, e come qualcuno ha fatto notare in occasione della scomparsa di Armstrong, nessuno nato dopo il 1935 è mai stato sulla luna.

Poi nel 1977 uscì al cinema guerre stellari, e l’immaginazione infantile cambiò direzione, agganciandosi non più alla realtà ma alla finzione cinematografica. L’avventura spaziale non era più una possibilità concreta, ma una storia che avveniva in una galassia lontana lontana.

Dal 1969, primo allunaggio, al 1977, guerre stellari, ci sono stati meno di dieci anni di giochi stimolati dalla realtà, e chi è nato prima o dopo quel breve intervallo felice ha avuto altri riferimenti, immaginari e non legati all’attualità.

Nessuno è più tornato sulla luna da allora, ed i miei figli conoscono la geografia dei mondi di George Lucas, ma non del nostro sistema solare. Solo chi ha la mia età è stato così fortunato da vivere insieme al programma apollo, negli anni dell’infanzia.

Prima o poi comunque confido che qualcuno, forse i cinesi o gli indiani, rimetterà piede sul vecchio satellite, ed io nella vecchiaia riprenderò a sognare le avventure che giocavo da piccolo, mentre altri bambini ancora non nati ne inventeranno di nuove.

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Written by erling

28 agosto 2012 at 22:22

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i favolosi anni sessanta

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Ho appena finito di leggere un bel libro, intitolato How Apollo flew to the moon di W. David Woods, che è anche il curatore del sito Apollo flight journal.

E’ un resoconto molto dettagliato sulle modalità tecniche con cui le missioni Apollo hanno potuto raggiungere la luna e riportare felicemente a terra astronauti e materiale; in occasione del quarantesimo anniversario del primo sbarco lunare, mi sono reso conto di conoscere molto poco di questa esplorazione tanto affascinante, e così ho deciso di combattere la mia ignoranza.

Non ero tanto interessato al lato soggettivo delle missioni viste e vissute dagli astronauti, quanto al funzionamento dell’immensa macchina che ha portato l’uomo sul nostro satellite naturale, e questo libro è proprio calibrato in questa direzione. Leggendolo, ed imparando un po’ alla volta le motivazioni delle varie scelte ingegneristiche, legate ai mille vincoli ed agli stretti parametri imposti dalle leggi naturali ad una missione tanto complessa e pericolosa, ho sentito sempre più forte un senso di stupore ed ammirazione per le migliaia di persone che hanno contribuito a questa grande avventura.

Dapprima ho pensato che in fondo negli anni sessanta non tutti erano sotto l’effetto di allucinogeni, ma c’era molta gente che sapeva ragionare molto bene.

Poi però riflettendo meglio mi sono reso conto che il programma Apollo è stato forse il coronamento degli ideali di libertà ed immaginazione al potere di quel decennio; solo allora si potevano spendere tanti soldi e tante energie in un’impresa che era certo figlia della guerra fredda, ma era soprattutto il coronamento di un sogno antico.

Come per altri campi, il favoloso decennio ha rappresentato l’età d’oro dell’astronautica, quando si sono incrociate la tecnologia sufficientemente matura, la pubblica opinione ancora appassionata ed appunto l’immaginazione ancora potente e nella cabina di comando.

Divento nostalgico di un’epoca che non ho vissuto, ho bisogno di ferie mi sa…

LM

Il mio contatto ravvicinato con le missioni Apollo: il modulo lunare esposto allo science museum di Londra

Written by erling

20 dicembre 2009 at 18:21

Pubblicato su libri, scienza

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Quarant’anni dopo

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Ho pochi ricordi del periodo delle esplorazioni lunari, non sono così vecchio, soltanto qualche immagine di un telegiornale con Tito Stagno che mostrava buffe figure di uomini saltellanti, e ricordo anche uno strano veicolo a ruote, il che mi certifica che non si tratta del primo sbarco, ma di uno degli ultimi (apollo 15, 16 o 17, mi dice wikipedia).

Penso al modo migliore di trasmettere ai miei figli il senso dell’incredibile avventura che è stata l’esplorazione lunare, leggo i resoconti sul sito della Nasa, ammiro le foto e i video, e mi dico che una simile impresa può stare certamente al livello di guerre stellari per la fantasia di un bimbo, con in più il vantaggio che è accaduta realmente.

Cercherò un bel libro illustrato, se lo trovo, e magari tra qualche tempo un bel telescopio amatoriale per ammirare la luna, chissà, magari prima o poi ci si ritornerà

Written by erling

20 luglio 2009 at 21:26

Pubblicato su scienza, vaghezza

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