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Il catalogo é questo (probabilmente)

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É sempre più facile fare foto tecnicamente accettabili, quando non proprio ottime, usando un’attrezzatura del tutto normale. Ormai il telefonino ha sostituito la compatta e la mirrorless ha preso il posto della reflex, e nel mio caso sono parecchi mesi che non tolgo dall’armadio la vecchia Nikon, senza sentirne la mancanza. Durante il viaggio in bici ho usato la fujifilm x100, leggera e di qualità sicuramente non inferiore ad una reflex, ma durante i lunghi tratti piovosi ho sfruttato la superiore compattezza ed impermeabilità dell’iPhone nella custodia lifeproof (non indistruttibile peraltro) ed ho portato a casa immagini e filmati che pochi anni fa non avrei mai potuto realizzare.

Tutto questo miscuglio di apparecchi porta però a qualche inconveniente: non è più come una volta quando si scaricavano le foto dalla scheda di memoria in una cartella del computer e si passava a catalogarle, scegliendo le migliori e trattandole per ottenere delle buone stampe, su carta o a video. Adesso le fonti sono due o tre, magari anche qualcuno della famiglia ha fatto qualche foto con il telefonino, magari sono sulla nuvola, così si devono scaricare, mettere tutte nello stesso posto ed alla fine dei trattamenti ripartono tutte di nuovo verso un’altra nuvola.

La mia sensazione é che a mano a mano che evolve la tecnologia “nuvolosa” la gestione locale diventa sempre meno importante ed in prospettiva anche meno accurata, in quanto le foto sono sempre di più e si fa fatica a controllarle tutte, mentre i computer remoti migliorano in continuazione ed impareranno le nostre abitudini fotografiche, riconosceranno le facce fotografate, i luoghi, il tipo di scena e così via.

Arriveremo presto ad una situazione in cui il vero catalogo sarà quello registrato sulla nuvola, ed in locale terremo solo le parti che di volta in volta ci interessano. La cosa da capire é di quale marca sarà questa nuvola, nel mio caso i contendenti sono Apple e Adobe, ma ovviamente ci sono diversi altri candidati. Cinque anni, ed il catalogo non sarà più questo.

Written by erling

5 ottobre 2014 at 15:06

Pubblicato su foto

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Che sia la volta buona?

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Finora lightroom mobile non si é rivelato un gran che, ma forse comincia ad apparire un po’ di concorrenza seria:

Once you’ve enabled it on your iOS devices, iCloud Photo Library automatically keeps all your photos and videos in iCloud, at full resolution in their original formats, including RAW files. You can access and download them anytime from your iPhone, iPad, iPod touch, or the web.

Due cose notevoli qui, l’invio automatico delle foto sulla nuvola e la gestione del formato raw, oltre all’annunciata possibilità di correggere le foto su un qualunque apparecchio e di propagare le modifiche sugli altri. C’é tempo ancora qualche mese prima di vedere in azione la nuova pensata di apple, e non dubito che nel frattempo Adobe troverà qualche contromisura. Le cose finalmente si muovono nella direzione giusta.

Written by erling

7 giugno 2014 at 22:57

Pubblicato su foto, lightroom, Mac

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Lightroom sulla tavoletta

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Era la previsione più facile del mondo, tanto che perfino il sottoscritto ci era arrivato da solo qualche mese fa, e finalmente è stato annunciato il compagno mobile di lightroom.

Prime impressioni: per essere una versione 1.0 funziona alla perfezione, lo sviluppo delle foto sull’ipad (air) è impressionante, rapido e preciso tanto da non credere di stare modificando le immagini con le dita anziché con il mouse. La sincronizzazione non è velocissima, ma soddisfacente e senza alcun errore.

Dove ancora siamo indietro, e dove è indubbiamente superiore Photosmith, è nella gestione dei metadati, che si limita essenzialmente alla bandiera positiva o negativa: niente titoli, commenti, keywords, decisamente c’è spazio per migliorare.

Serve ancora a poco, non certo a sviluppare le foto sul campo, perché non c’è modo di importare le immagini direttamente dalla macchina fotografica, ma solo dalle foto di ipad (photosmith invece, associato con una scheda eye-fi, cattura senza problemi le foto direttamente dalla fotocamera). Direi che oggi come oggi ci sono solo due utilizzi, ovvero caricare un portfolio sull’ipad per mostrarlo in giro, ed aggiungere o spostare immagini tra una collezione ed un’altra, oppure, dopo aver importato le foto in lightroom sul computer, passarle all’ipad per una rapida selezione con qualche aggiustamento di esposizione, comodamente seduti sul divano.

Non mi sembra poi da sottovalutare l’interfaccia elegante ed intuitiva, questa sicuramente superiore a photosmith, e con un’impronta familiare a chi usa lightroom e photoshop.

Già, perché da un po’ mi sono abbonato al programma fotografico adobe, ed al prezzo di 12,29 euro al mese utilizzo i due programmi, oltre adesso alla sincronizzazione sull’ipad. Comincio ad essere meno insofferente al concetto dell’abbonamento al software, fintanto che il suddetto software viene migliorato con continuità in modo da rendere sempre più conveniente il prezzo.

Written by erling

10 aprile 2014 at 21:25

Pubblicato su foto, lightroom

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365°

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Domani occorre ricordarsi di cambiare l’anno del copyright in lightroom (sulla destra, pannello metadata – edit presets – cambiare la casella copyright e salvare cliccando in alto su preset – save current settings as new preset… oppure aggiornare il preset attuale

E’ utile anche impostare la nuova cartella 2014 che accoglierà le immagini da domani in avanti, e nella schermata di import si può anche qui definire un preset affinché il programma scarichi le foto nel posto giusto.

Altri consigli/perle di saggezza per l’anno che viene o commenti sul vecchio che finisce? Siamo ancora qui, siamo di un anno indubbiamente più vecchi, forse un filino più esperti ma non è dimostrabile, mentre è certo che milioni di neuroni ci hanno abbandonati nel corso del 2013.

Al di là di queste banalità non mi piace fare bilanci perché sanno di chiusura e di fine, mentre come sempre la distanza tra oggi e domani è di un giorno, e non di un anno, pertanto mi mantengo nei limiti di un post fotografico e rinvio a domani per qualche foto della gita sulla neve che stiamo programmando, se tutto va bene e se diventerà anch’essa un ricordo, domani sera, l’anno prossimo, da un progetto che è oggi, 2013.

Written by erling

31 dicembre 2013 at 18:41

Pubblicato su lightroom, vaghezza

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Nuvole su Lightroom

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Sembra che dalle parti di Adobe stiano lavorando con impegno ad una versione di Lightroom in grado di sincronizzare i cataloghi tra computer e ipad (o iphone) per il tramite della solita nuvola che di questi tempi non manca mai.

In altri termini, si potrà eseguire del lavoro leggero sulle foto tramite ipad, ad esempio selezionare le migliori, applicare le parole chiave, mettere titoli, ed in generale gestire i metadati, e probabilmente anche del lavoro un po’ più pesante, come correzioni vere e proprie delle immagini, per poi trovare tutte le modifiche trasferite a Lightroom sul mac.

Ovviamente anche il flusso nella direzione contraria sarà possibile, in modo da usare l’ipad come vetrina delle fotografie gestite in lightroom, ma questo aspetto è già facilmente gestibile (ad esempio grazie ai plugin di Jeffrey Friedl). Il punto di novità è la possibilità di effettuare modifiche sul campo e trasferirle sul mac.

Non si conoscono ancora i tempi di rilascio né le caratteristiche complete del nuovo software, ma mi sembra uno di quei passi inevitabili che arriveranno senza alcun dubbio; ormai nessuno riesce più a lavorare seduto davanti ad un computer, ci vuole un ipad da tenere in grembo stando spaparanzati sul divano. A parte questo, ci potrebbe essere un’utilità in viaggio, quando al termine della giornata si valuta il bottino fotografico e si inizia a portarsi avanti col lavoro del vaglio critico – un conto è affrontare qualche decina di foto, un conto è qualche centinaio al rientro dal viaggio.

Attualmente esiste un programma che svolge questa funzione, photosmith, ma sul mio ipad 1 non è il massimo della velocità e non gestisce il formato raw della mia fuji x100, quindi al momento non lo posso usare, tuttavia concettualmente utilizza un meccanismo simile, e se funzionasse a dovere mi sembrerebbe molto utile.

Aspettiamo e vediamo, con la certezza che si tratterà di un’ulteriore spinta verso l’abbonamento ad un servizio anziché l’acquisto di un software, cosa che per noi utenti vecchio stampo assomiglia ad un’eresia. Del resto nessuno ci obbliga a sviluppare le foto due minuti dopo averle scattate, si può sempre aspettare di tornare in camera oscura, anzi chiara.

Written by erling

12 settembre 2013 at 22:23

Pubblicato su lightroom

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il quinto lightroom e la coscienza del fotografo

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Sto prendendo lentamente confidenza con il nuovo lightroom 5, da poco disponibile nella forma definitiva, seppure ancora con un cosiddetto punto-zero dopo il numero di versione.

Non ci sono novità eclatanti, almeno per le mie necessità o frivolezze, ma diverse piccole migliorie che tutto considerato mi spingono in direzione dell’aggiornamento, sia pure con minore entusiasmo rispetto a quando era uscita la versione 4.

Quest’anno Adobe si è dedicata con zelo alla sezione sviluppo, intesa come sviluppo della fotografia, non del software – e già un programma che utilizza concetti come sviluppare un negativo mi cattura, come in effetti mi ha catturato fin dalla versione uno beta.

Cose utili: raddrizzare edifici ed orizzonti in modo automatico e con ottima precisione, e migliorare spesso la prospettiva, talvolta in modo sottile ma percepibile – qui sotto due esempi

Prima
Foto originale.

dopo

Foto corretta, upright auto, il crop è automatico anch’esso.

Altre cose utili in fase di sviluppo, una correzione delle irregolarità molto più sofisticata, e quasi all’altezza di photoshop, dove con irregolarità si possono intendere dai granelli di polvere sul sensore alle persone con il cattivo gusto di posizionarsi nella fotografia senza invito.

Completa il trio dei miglioramenti nello sviluppo, un nuovo filtro radiale, una specie di vignetta eccentrica (nel senso di non necessariamente centrata), che permette di attirare l’attenzione su parti della fotografia modificando luminosità, contrasto e saturazione, oltre ad una miriade di altri parametri. Altro esempio qui sotto:

prima
Foto originale.

corretta

Foto corretta, ovviamente è facile farsi prendere la mano…

Ci sono naturalmente altri miglioramenti, una novità che dovrebbe racchiudere un grande potenziale è la possibilità di creare delle smart previews, ovvero delle immagini che pesano un decimo o meno degli originali, sulle quali si può agire come su quelle vere, sia in fase di sviluppo che di gestione dei metadati, e una volta collegati al computer gli originali, che magari stanno su un disco esterno capiente, tutte le modifiche vengono riportate dalle copie ai negativi digitali.

Questo è un sistema che può attirare chi usa un portatile, e tiene gli originali in un disco a parte, ma sarà la base per la gestione nella nuvola di lightroom, che sicuramente arriverà prima o poi.

Le nuove possibilità in fase di sviluppo rendono lightroom ancora più versatile e mettono nelle mani del fotografo degli strumenti potentissimi; ad ogni passo mi trovo sempre più in difficoltà nel restare fedele alla mia idea di toccare il meno possibile le immagini. Il punto è che le foto che escono dalla macchina digitale sono spesso buone, ma non ottime, e con pochi tocchi in lightroom si possono aggiustare contrasto ed esposizione in modo da adattarle alla visione su uno schermo grande, o ad una stampa. Quindi un minimo intervento è necessario il più delle volte, ed è (anche) per questo che uno compera un programma come lightroom.

Ma se il miglioramento dell’esposizione è ormai un intervento normale ed ammesso, che dire del raddrizzare le mura di un edificio per migliorare la prospettiva? già qui si altera la geometria, non solo la tonalità, ma posso sempre giustificarmi dicendo che quello che rendo sullo schermo non è distante da quello che ho visto sul campo, anzi è probabilmente più fedele all’impressione che ho avuto nel momento dello scatto.

Quando poi tolgo persone o elementi brutti, faccio un intervento ulteriore e non posso certo affermare che al momento dello scatto la realtà era quella, ma solo, magari, che quella era la mia visione ideale.

Insomma, quanto più diventa facile modificare le immagini e tanto più uno viene tentato dal farlo, non c’è scampo, e magari i risultati sono anche buoni. Meglio un ricordo falso ma bello o uno vero ma banale?

Non ho certo la soluzione, gente come Philip Dick ci ha scritto romanzi, io mi accontento di una banale constatazione di ordine pratico: le foto digitali costano zero, e lightroom rende facile creare delle copie virtuali della stessa foto. Potrò quindi avere due versioni di ogni foto (quantomeno delle migliori), una fedele ed una “ideale”, poi a distanza di anni non ricorderò più quale era l’una e quale l’altra…

Written by erling

16 giugno 2013 at 20:28

Pubblicato su foto, lightroom

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Lightroom 5 beta

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Arriva la primavera, e puntuale esce la beta della nuova versione di lightroom. Faccio ormai fatica a ricordare il tempo in cui questo programma non esisteva, e mi arrabattavo a gestire le foto digitali, nuovo mezzo ancora sprovvisto di software gestionali all’altezza – mi viene in mente Adobe album, nientemeno, che ho usato per diverso tempo. Preistoria.

Questo per dire che lightroom si è ormai imposto come strumento per la fotografia digitale, ed ogni novità che lo riguarda merita attenzione. Che c’è dunque di nuovo nella nuova beta? Perfezionamenti per lo più, ma niente di rivoluzionario, secondo il mio debole parere.

Si possono correggere non più solo forme circolari ma anche pennellare la sagoma da cancellare, si possono raddrizzare le prospettive in modo automatico e, dai primi tentativi che ho fatto, con buoni risultati; c’è poi un miglioramento della vignetta che consente di evidenziare delle zone dell’immagine anche non centrali.

Non so, è solo una beta e tante cose cambieranno prima della versione definitiva, ma non mi sento così impaziente come quando era uscito lightroom 4, probabilmente. Le novità non mi sembrano eclatanti, almeno per il mio modo di lavorare con le immagini, ma attendo ulteriori prove.

Qui la lista completa delle nuove caratteristiche.

Written by erling

16 aprile 2013 at 22:36

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