Viaggiar si deve

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Movimenti sospetti

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Così l’iphone, come un bravo turista metodico, registra tutti i luoghi dove è stato, ed avendo una memoria di ferro non gli sfugge nulla, anche perchè prende delle note dettagliate e le scrive in un file raggiungibile con moderata difficoltà (sono riuscito a trovarlo e leggerlo anch’io in cinque minuti, seguendo le istruzioni trovate in rete).

Questo ovviamente ha causato un po’ di subbuglio, non solo tra gli addetti ai lavori, ma anche sulla stampa generalista, che fiutando lo scandalo ci si butta a pesce.

A cosa serve questo file di ricordi georeferenziati? Sarà vero che nei termini di servizio è previsto che apple possa raccogliere i dati geografici in forma aggregata ed anonima, ma allora in qualche modo questi dati dovranno essere trasmessi al megacervellone centrale, e quindi non servirebbe mantenerli indefinitamente nella disponibilità dell’utente, e di chi eventualmente può accedere ai suoi file.

Se invece i dati non vengono inviati ad apple, come affermano gli esperti che hanno esaminato il caso, allora perchè vengono raccolti e nascosti in un luogo facilmente accessibile per un hacker non troppo evoluto?

Comunque la si veda, un trattamento di dati personali disinvolto ed eccessivo; non ho motivo di immaginare che apple voglia usare la conoscenza dei miei spostamenti per nulla di malefico, a parte forse in un futuro non troppo lontano piazzare della pubblicità mirata – come del resto penso che nemmeno vodafone li usi per scopi maligni, e ne raccoglie certo da più tempo di apple.

Tuttavia resta un senso di fastidio per la leggerezza che viene dimostrata nella gestione dei dati degli utenti, la stessa sensazione che avevo ai tempi del mio abbonamento a mobile me, dove non ero riuscito a capire esattamente quali standard di sicurezza venivano usati per idisk.

Nessun danno evidentemente, ma una dimostrazione del fatto che ad ognuno il suo mestiere, e apple non è molto forte nel campo della trasparenza, lo sanno tutti.

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Written by erling

22 aprile 2011 at 19:01

Pubblicato su iphone

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Hipstamatic ed exif

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Mi piace sempre di più Hipstamatic, tanto che ormai la tengo nella prima riga della prima pagina dell’iphone, proprio a fianco della fotocamera “ufficiale”.

Le foto che produce hanno un sapore antico, proprio da macchinetta kodak instamatic, di quelle che si regalavano ai ragazzi molti anni fa, e che mi hanno fatto amare la fotografia.


Oltre ad un sapore antico però hanno anche un cuore moderno, essendo foto digitali a tutti gli effetti e corredate perciò di tag exif. E qui nascono i problemi.

Infatti quando le dò in pasto a lightroom, per qualche motivo non viene acquisita la data e l’ora di scatto, e ciò ovviamente manda in tilt l’ordine cronologico del catalogo ed il pignolo ordine mentale del sottoscritto.

Esaminando con exiftool i file prodotti, ho scoperto che l’indicazione della data ed ora non viene indicata nel campo DateTimeOriginal e nemmeno in quello CreateDate, che di solito sono usati nei file jpg, ma in quello ModifyDate, che lightroom non utilizza per l’ordinamento delle immagini.

Che fare? Un breve studio mi ha portato ad utilizzare il comando

exiftool "-ModifyDate>Alldates" DIR

dove DIR è una directory che contiene le foto interessate (ovviamente si può anche usare solo per un file, ed allora basta indicare il nome del file anzichè della directory).

In questo modo anche gli altri campi data vengono riempiti con il dato di ModifyDate, e basta poi rileggere i metadati in lightroom.

Hipstamatic riempie poi anche il campo Make con “Hipstamatic”, il campo Model con la versione del programma (attualmente 180) ed il campo Software con i dati della pellicola, obiettivo e flash usati nell’applicazione.

Written by erling

12 novembre 2010 at 20:20

Pubblicato su foto, gps

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Georeferenziare le foto con exiftool

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Forse ho già scritto di exiftool, il magnifico strumento gratuito per la gestione di tutti i milioni di dati exif che le macchine fotografiche sempre più sofisticate registrano e scrivono insieme all’immagine.

Naturalmente un programma così completo non manca di una ricca dotazione di comandi per la gestione dei dati gps, e fino ad oggi lo utilizzavo per avere una rapida conferma, da terminale, del fatto che un file fosse corredato degli elementi geografici, ovvero che una foto fosse effettivamente georeferenziata, o geotaggata per dirla con un neologismo leggermente più esotico.

Come fare? Semplice, in una finestra del terminale si scrivono le parole exiftool -a -gps:all , si lascia uno spazio dopo all e si trascina dal finder il file interessato sopra la finestra del terminale: magicamente appare il percorso completo dell’immagine, basta premere invio ed exiftool produce la lista dei dati gps.

Comodissimo e veloce, ma c’è di più: ho scoperto per caso che è possibile anche georeferenziare le foto direttamente con exiftool ed un file di log del gps, che riporti le coordinate ed i riferimenti temporali associati.

Basta seguire le istruzioni in questa pagina, ed il gioco è fatto; non sarà visualmente appagante come houdahgeo, ma funziona ed è rapidissimo. Un utile programmino diventa sempre più utile.

Written by erling

10 novembre 2010 at 00:04

Pubblicato su foto, gps

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Houdahgeo, dng converter ed i fusi orari

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Si scoprono sempre nuove sottigliezze nella difficile arte del geotagging. La mia procedura consueta è quella di abbinare le fotografie con le tracce gps tramite l’utilissimo programmino houdahgeo. Le foto sono già previamente convertite in formato dng tramite lightroom

Questa volta però mi sono reso conto che l’abbinamento produceva degli errori notevoli, e le foto apparivano scattate nei luoghi raggiunti un’ora dopo: si trattava con ogni evidenza di un errore legato al fuso orario della Lettonia, un’ora avanti rispetto al nostro.

Esaminando le foto con exiftool ho trovato un campo con una dicitura sospetta:

Date/Time Digitized: 2010:07:26 14:22:39+02:00

Dove quell’indicazione di +02:00 indicava non il fuso orario della Lituania, che avevo impostato nella macchina fotografica, ma quello italiano.

Per farla breve, ci ho messo un po’ a ricostruire i fatti, ovvero che il convertitore dng di lightroom inserisce questo campo, che non esiste nell’originale nef che esce dalla nikon, basandosi sul fuso orario impostato nel computer. In questo modo houdahgeo legge il fuso orario sbagliato e l’associazione con la traccia non riesce.

Facile rimediare a questo punto: o creare i file dng dopo aver impostato il fuso orario lituano sul computer, o correggere i file con exiftool.

Certo però che uno si domanda perchè mai lightroom debba inserire questo campo che non esiste nell’originale e che viene oltretutto impostato in modo arbitrario. Un eccesso di zelo, conseguenza di un eccesso di campi exif e xmp legati al trattamento della data e dell’ora, e qui la ridondanza provoca guai.

Written by erling

7 agosto 2010 at 17:45

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Georeferenziare con precisione

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Non sempre è possibile disporre di un gps; ad esempio qualche anno fa non esistevano proprio quei mini gps tascabili che registrano la posizione di ogni scatto.

Grazie ad un programmino valido come Houdahgeo comunque non è un problema se non si dispone della traccia gps, si può sempre usare una mappa o anche google earth per posizionarsi sul punto di scatto, e codificare l’immagine con le coordinate volute.

Che succede però se la posizione non è conosciuta se non con una precisione molto ridotta? Si posiziona l’immagine meglio che si può, ma ci vorrebbe un sistema per scrivere nei dati exif, oltre alle coordinate, anche la precisione delle coordinate, o meglio una stima della precisione.

Frugando un po’ nelle specifiche di exiftool, ho scoperto che ci sono due tag nei campi exif che poterbbero servire allo scopo, e precisamente GPS Status e GPSDOP. Il primo è probabilmente il più indicato, in quanto dovrebbe significare “Indicates the status of the GPS receiver when the image is recorded. ‘A’ means measurement is in progress, and ‘V’ means the measurement is Interoperability” mentre il secondo è sì un indice quantitativo della precisione del segnale, ma è forse meno pratico in quanto richiede un’indicazione numerica, ben difficile da stimare.

Basterebbe quindi usare il tag GPS Status per inserire i due valori possibili: A per indicare che si tratta di una vera misura, e V per indicare una misura posticcia ed ipotetica.

Exiftool rileva il tag, con il comando exiftool -gpsstatus test.dng e lo espone con questi commenti:

GPS Status : Measurement Void oppure GPS Status : Measurement Active

Tutto bene quindi? basta scrivere con exiftool l’indicazione di misurazione vera o finta (usando exiftool -n -gpsstatus=’A’ test.dng e exiftool -n -gpsstatus=’V’ test.dng rispettivamente) e siamo a posto?

Forse sì, ma resta il fatto che lightroom non vede proprio questo tag, e quindi non c’è modo all’interno del programma di capire se la posizione è corretta o meno. Credo che nemmeno altri programmi notino questo dato, di sicuro nemmeno la beta di lightroom 3, quindi per ora si resta al punto di partenza…

GPS _DSC2170
foto con posizione precisa foto con posizione imprecisa

Written by erling

3 maggio 2010 at 22:44

Pubblicato su foto, gps

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Sempre in dubbio su Aperture 3

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Mi diverto a fare esperimenti con Aperture, che mi sembra sempre di meno un’applicazione professionale e sempre di più un iPhoto potenziato, con tante finezze che servono magari a poco ma che sono belle da vedere (tipo il riconoscimento facciale).

Potrebbe quindi essere il programma adatto a me, che non sono certo un professionista, ma mi disturba molto la pessima gestione dei metadati, ed in particolare il fatto che esportando una copia del file originale (master, nel linguaggio apple), non vengono esportati i dati gps che si possono peraltro aggiungere in modo veramente facile ed intuitivo con la funzionalità places.

Ho fatto qualche tentativo, ed i miei risultati sono confermati anche da gente che se ne intende, ad esempio qui.

Un ripiego può essere quello di esportare una copia in jpg, che mantiene tutti i metadati, ed usare l’eccellente utility exiftool per copiare il blocco gps nei file originali, con un comando di questo tipo:

exiftool -tagsfromfile fgps??.jpg -gps:all f??.dng

(questo non funziona, copia dappertutto i dati del primo file!)

dove fgps??.jpg sono i file fgps01.jpg, fgps02.jpg … contenenti i metadati gps e f??.dng sono i file f01.dng, f02.dng … originali.

Molto laborioso, certo non nello stile apple.

L’alternativa è tenere lightroom ed usare houdahgeo per inserire i dati gps, usando sia le mappe di google che google earth, e penso che seguirò questa strada.

Written by erling

28 febbraio 2010 at 10:06

Pubblicato su foto, gps, lightroom, software

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