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Geo-classifiche

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Il geocaching non è uno sport competitivo, per quanto ne so non esistono gare per vedere chi sia il più bravo a trovare i tesori, che senso avrebbe? Ci sono solo dei raduni o eventi che raccolgono gli appassionati di tanto in tanto.

In ogni caso, il solo fatto di contare le cache trovate da ciascuno introduce un pizzico di competizione e di curiosità: quanti geocacher ci saranno al mondo? quanti avranno trovato più cache di me?

Manco a dirlo, qualcuno si è preoccupato di rispondere a queste domande, e di farlo in modo automatico, ed ecco qui sotto il risultato per il sottoscritto:

Ecco, un post solo per mostrare che con le mie 200 cache raggiunte da poco sono già nei primi cento cacciatori italiani; da altra fonte ho visto che in Germania c’è più del dieci per cento di tutte le cache mondiali! un geocacher tedesco con 205 ritrovamenti si troverebbe ad essere non nei primi cento, ma nei primi trentamila!

E’ vero però che la popolazione complessiva tedesca è maggiore di quella italiana, e quindi guardiamo in Svezia: un geocacher svedese con 205 ritrovamenti si trova nei primi tremila, e perfino in Norvegia e in Danimarca ci sono più appassionati che da noi, ed ovviamente molte più cache da cercare.

Più partecipanti -> più cache nascoste -> più ritrovamenti per ciascuno -> migliori posizioni in classifica.

Ne discende che per i cercatori nelle nostre zone non c’è molta possibilità di scalare le vette della geoclassifica; fortuna che come dicevo non è uno sport competitivo.

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Written by erling

11 maggio 2011 at 19:25

Pubblicato su geocaching

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Geocaching alla danese

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Non so se considerarlo un segno di maggiore civiltà o al contrario di allontanamento dai valori di vera saggezza, fatto sta che in Danimarca ci sono molte più cache che da noi.

Quando dico molte intendo superiori di un ordine di grandezza, ad esempio una cittadina come Faaborg ne conta almeno una decina per duemila abitanti, mentre Trento ne ha solo quattro o cinque per centomila persone. Il confronto tra Copenhagen e Roma è impressionante.

Molte cache sono semplici da trovare, poste in punti interessanti, altre in zone senza alcuna attrattiva, ma in generale è evidente che la pratica del geocaching ha molti più adepti qui che non da noi.

Forse è solo questione di tempo ed un po’ alla volta il geocaching si diffonderà anche in Italia a livelli maggiori, o forse da queste parti il contatto con la natura è più stretto e fioriscono gli sport che avvicinano a boschi e panorami.

Written by erling

8 agosto 2009 at 18:20

Pubblicato su bicicletta, Danimarca, geocaching, viaggi

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Statistiche del geocaching

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Il geocaching è uno sport che mi ispira molto; non solo me del resto, visto che all’ultimo sguardo il sito di riferimento vantava quasi novantamila cacciatori registrati.

Al di là della bellezza intrinseca del gioco, il cui funzionamento viene spiegato molto bene dall’articolo di wikipedia cui ho fatto riferimento sopra, mi ha incuriosito la presenza di alcuni aspetti diciamo di contorno, testimonianza della popolarità del geocaching.

Ad esempio, un posto come cacherstats, dove sono elencati quasi sessantamila cacciatori che hanno al loro attivo almeno 200 cache scoperte; si tratta di un’indagine indiretta, attuata controllando alcune cache a campione e ricavando da lì i profili.

Si può dedurre, intanto che due terzi degli utenti registrati su geocaching.com sono cacciatori molto attivi (io ho ancora una lunga strada da fare prima di arrivare a duecento), poi che esistono persone che hanno fatto una professione di questo hobby, non può essere diversamente per poter trovare 1000 cache in meno di un mese, quindi di riflesso esistono sponsor attivi ed interessati a promuovere i loro apparecchi gps mostrandone il lato divertente oltre che quello utile.

Interessante è anche che diecimila persone (quasi il 12% degli utenti registrati) hanno al loro attivo almeno mille cache. Mille cache, vi garantisco, è un grande numero, significa che la passione occupa non solo i fine settimana ma che ad esempio si progettano le vacanze in funzione del geocaching.

Per aiutare tutta questa gente, oltre a vari negozi che forniscono gli accessori dovuti, ci sono anche dei programmi per gestire da computer le statistiche e le prossime mete, ne ho trovati almeno due: gsak e GCStatistic per mac, oltre ad un sito che fornisce le statistiche online.

Il nostro sport mi sembra quindi in ottima salute. Da un punto di vista personale, non avendo speranza di raggiungere grandi numeri nè tantomeno di fare una professione di questo hobby, devo puntare alla qualità dei ritrovamenti, e finora direi che sono stati tutti soddisfacenti.

Profile for kebnekaise

Written by erling

6 giugno 2009 at 07:59

Pubblicato su gps

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Geocaching con l’iphone 2.0

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Ho sperimentato la versione 2.0 del software di geocaching di Groundspeak, che finalmente ha risolto la mancanza più evidente, quella di una mappa con la quale orientarsi nella ricerca dei tesori.

Ora la mappa c’è, tratta da openstreetmap in due versioni, stradale e con curve di livello, e c’è anche la possibilitá di registrare degli appunti che possono essere poi rivisti con calma accedendo al proprio account sul sito.

L’introduzione della mappa rende il software finalmente completo, tanto che nelle mie prove ho abbandonato il fido garmin etrex per usare solo il gps dell’iphone, senza sentire il bisogno di uno strumento dedicato.

Il fatto è che il piccolo computer apple è di suo estremamente versatile – come tutti i migliori computer, e con un programma ben fatto diventa uno strumento specializzato, che migliora ad ogni aggiornamento del software.

Ora, se solo mettessero in quel telefono un obiettivo degno di questo nome, potrei ridurre il peso del bagaglio di un altro po’…

Written by erling

6 aprile 2009 at 21:29

Pubblicato su gps, iphone, software

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geocaching: iPhone contro Etrex

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Forse non è molto corretto paragonare uno strumento appena uscito sul mercato con uno non più in produzione ed apparso qualche anno fa, ma in fin dei conti il garmin è solo ed interamente un gps, specificamente progettato per lo scopo di “trovare la strada”, mentre l’iphone è un computer multiuso che ha anche una funzionalità gps.

Oggi, durante una gita a Bolzano, ho provato a cercare una cache con l’aiuto dei due apparecchi: tra le vie e le piazze cittadine la visuale del cielo non era delle migliori, ma non mi aspettavo che l’etrex non riuscisse nemmeno ad agganciare i satelliti, mentre l’iphone, sia pure con qualche perdita di segnale di tanto in tanto, si è dimostrato veloce e preciso nell’acquisire la posizione.

La ricerca della cache con l’iPhone però non è molto amichevole, e qui si vede la mancanza di un’interfaccia dedicata al geocaching. Il programma della Groundspeak è utile per farsi un’idea dei tesori nascosti attorno, e per scegliere quello da cercare, ma la fase della ricerca secondo me non è ben implementata: avere soltanto una bussola disegnata non aiuta molto quando si è vicini alla meta, e magari il segnale non è del tutto preciso – si rischia di vedere l’ago della bussola che salta qua e là. Molto meglio sarebbe una piccola mappa che dà un riferimento migliore.

Fortunatamente è possibile vedere la destinazione sulla mappa standard di google del piccolo computer: in una città vedere la posizione della cache in rapporto alle vie è molto utile. Tuttavia passare dal programma gps alla mappa e ritorno è abbastanza scomodo.

Il verdetto provvisorio: se l’etrex funziona, come non ha fatto oggi, la maneggevolezza e le schermate dedicate sono punti di vantaggio rispetto all’iPhone; inoltre l’apparecchio garmin è robusto e costruito apposta per un uso senza troppi riguardi sul campo, mentre il telefono Apple, che dicono comunque robusto, ha l’aria scivolosa e fragile. Insomma in una giungla porterei di certo il garmin.

L’iPhone tuttavia funziona bene, e si possono certamente trovare i tesori del geocaching, basterebbe forse migliorare l’applicazione dedicata, o inventarne una migliore.

Ah, dimenticavo: la cache non l’ho trovata nonostante i (o a causa dei) due strumenti.

Written by erling

9 novembre 2008 at 23:20

Pubblicato su gps, iphone

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I tesori vicino a casa

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Se non fosse per il geocaching, mai avremmo visto posti come questo, a poca distanza da casa ma abbastanza impervi e sconosciuti per cui di solito uno non pensa di dedicarvi una gita, e invece…

Written by erling

22 settembre 2008 at 22:08

Pubblicato su foto, gps

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Embrione di una rete intelligente

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Nel bel racconto di Bruce Sterling Maneki Neko (1998) si descrive un gruppo di appassionati che ricevono istruzioni ed indicazioni dalla rete, evidentemente internet.

Queste indicazioni non hanno un significato immediato per chi le riceve, ma sono in genere di facile esecuzione (come, compera un caffè e portalo all’uomo seduto sulla panchina) e possono essere di grande importanza per chi riceve questi regali inaspettati, dato che la grande rete conosce la situazione di tutti e sa che cosa può servire a ciascuno in un certo momento.

Nel racconto poi si impara che questa intelligenza può anche difendersi in caso qualcuno tenti di contrastare le attività del network, come scopre a sue spese un pubblico ministero che vuole indagare e viene contrastato in mille piccoli modi, con “dispetti” non gravi ma continui ed esasperanti, e sufficienti alla fine a farlo desistere.

Ho pensato a questo racconto quando ho raccolto ieri nella cache di Nebida il piccolo orsetto Camou. Non starò a dettagliare come funziona un Travel Bug nel geocaching (il sito è molto esauriente al riguardo), ma leggendo le storie di questi oggetti mi sembra di cogliere un micro-embrione di questa rete intelligente, che qui ed ora si occupa solo di dirigere gli sforzi di alcuni appassionati per portare un oggetto a destinazione, ma domani chissà…

Written by erling

21 giugno 2008 at 14:56

Pubblicato su gps, libri, rete

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