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Archive for the ‘scienza’ Category

Il futuro è oggi

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Non ricordo chi ha detto che non è vero che il futuro è il posto dove vivremo il resto della vita, perché noi viviamo sempre nel presente, ma oggi il presente è in effetti futuro.

Sono riuscito ad ingarbugliare il concetto, ma il 2013 è il futuro del 1969, l’anno in cui, ispirato da un’odissea nello spazio, che peraltro avveniva in un tempo futuro, ormai per noi passato, un musicista ha pensato ad una stravaganza nello spazio.

Un vero astronauta del 2013 ha ora ripreso l’idea ed ha messo insieme il miglior spot pubblicitario per la stazione spaziale mai visto, oltre ad instillare un altro pizzico di normalità nella straordinaria impresa di vivere nello spazio.

La vita è breve, ma il progresso accade, ed ogni tanto lo si nota.

Written by erling

18 maggio 2013 at 18:39

Pubblicato su musica, scienza

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Spazio 1969

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Non posso dire di ricordare il primo allunaggio, avevo solo tre anni e probabilmente nel momento cruciale dormivo beato, ma ho un vivo ricordo di un telegiornale che raccontava e mostrava immagini di una strana automobile guidata dagli astronauti sulla luna, si tratta quindi o dell’apollo 15 (30 luglio 1971), o 16 (21 aprile 1972) o 17 (11 dicembre 1972). Ora che il primo esploratore lunare è morto mi è tornato alla mente quel ricordo, insieme alla riflessione che l’immaginazione infantile della mia generazione è stata estremamente influenzata dagli storici eventi che capitavano in quegli anni.

Noi da bambini giocavamo agli astronauti, e non si faceva altro che prendere spunto dalla realtà, sicuri che da grandi avremmo visto e forse partecipato di persona ad imprese spaziali sempre più audaci. Purtroppo non è andata proprio così, e come qualcuno ha fatto notare in occasione della scomparsa di Armstrong, nessuno nato dopo il 1935 è mai stato sulla luna.

Poi nel 1977 uscì al cinema guerre stellari, e l’immaginazione infantile cambiò direzione, agganciandosi non più alla realtà ma alla finzione cinematografica. L’avventura spaziale non era più una possibilità concreta, ma una storia che avveniva in una galassia lontana lontana.

Dal 1969, primo allunaggio, al 1977, guerre stellari, ci sono stati meno di dieci anni di giochi stimolati dalla realtà, e chi è nato prima o dopo quel breve intervallo felice ha avuto altri riferimenti, immaginari e non legati all’attualità.

Nessuno è più tornato sulla luna da allora, ed i miei figli conoscono la geografia dei mondi di George Lucas, ma non del nostro sistema solare. Solo chi ha la mia età è stato così fortunato da vivere insieme al programma apollo, negli anni dell’infanzia.

Prima o poi comunque confido che qualcuno, forse i cinesi o gli indiani, rimetterà piede sul vecchio satellite, ed io nella vecchiaia riprenderò a sognare le avventure che giocavo da piccolo, mentre altri bambini ancora non nati ne inventeranno di nuove.

Written by erling

28 agosto 2012 at 22:22

Pubblicato su scienza, vaghezza

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Venere in cucina

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L’ultima volta, otto anni fa, me l’ero perso, la prossima sarà tra parecchio tempo, così mi ero preparato ad assistere al transito di Venere, contando di riuscire con poca fatica ad appostarmi nella mia stessa casa per ammirare quel puntolino nero percorrere la faccia del sole.

L’orario non comodissimo ma nemmeno impossibile, il giorno prima avevo verificato che la geometria domestica consentiva l’apparizione del sole mattutino sia sul poggiolo a sud che, per pochi centimetri quadri, all’interno della cucina.

Avevo anche cercato di stimolare l’interesse della parte giovane della famiglia, preparando uno schermo di cartoncino per proteggere il binocolo che sarebbe servito a focalizzare i raggi solari, e spiegando l’eccezionalità dell’evento che mai più avrebbero rivisto, nonostante la loro giovanissima età. Non avevo potuto mentire però: non si trattava di un’eclisse, ma di un piccolo brufoletto che avrebbe solcato il tondo viso solare, quindi la spettacolarità non sarebbe stata di livello massimo. Eravamo rimasti d’accordo che li avrei svegliati qualche decina di minuti prima del solito, se ne fosse valsa la pena…

All’ora fissata stamattina il sole non si vede però, coperto dalle nuvole, e così, già rassegnato ad aspettare 105 anni per il prossimo transito, mi sono messo a preparare il caffè, rinunciando all’evento astronomico. Ma d’improvviso il raggio di sole entra in casa, la nuvola per pochi momenti si sposta, e cerco freneticamente di approntare binocolo e macchina fotografica. Vedo per pochi secondi distintamente la piccola pallina nera, poi tento di fare una foto, proprio mentre filamenti di nuvole stanno rioccupando lo spazio del sole, e purtroppo nell’unica immagine che ho scattato si vede in prevalenza una lingua nera che copre lo spazio dove passa Venere, ma osservando bene, là in basso a destra, la piccola pallina si riesce a scorgere, e così poco sopra il lavello resta la testimonianza del passaggio del pianeta che ha il nome di una dea.

Venere in cucina

Written by erling

6 giugno 2012 at 22:23

Pubblicato su foto, scienza

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Un punto nel cielo

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Giornata limpidissima oggi, e gita settembrina in montagna. Rientrati a casa il pomeriggio, si discute di astronavi con i bambini, ed il genitore coscienzioso si preoccupa di fornire loro qualche elemento di realtà, affinchè non abbiano a riferimento soltanto il mondo, pur fondamentale, di guerre stellari.

Così si parla della stazione spaziale internazionale, una vera astronave che da dieci anni ci gira sopra le teste: ma quanto è grande, ma come fanno a salirci se è sempre in orbita… i mezzi moderni ci danno risposta, a questa ed altre domande, e tra i vari strumenti ecco un sito, heavens-above, che ci fornisce addirittura le previsioni dei passaggi, e salta fuori che proprio stasera, alle 20.06, la stazione spaziale passerà sopra la nostra città, alta in cielo, in ottima posizione per essere ammirata.

Detto fatto, ci portiamo nella vicina casa dei suoceri che dispone di una terrazza strategicamente posizionata, ed armati di binocoli scrutiamo l’orizzonte, là ad ovest, dove il cielo è ancora luminoso perchè il sole è calato da poco.

Qualche falso allarme, quella è una stella perchè non si muove, quello è un aereo perchè la luce lampeggia, ed infine, puntualissima alle 20.03, appare sopra le montagne la lucina che aspettavamo, e si muove veloce e luminosissima salendo nel cielo.

In tre minuti passa e scompare all’orizzonte, ma noi bambini siamo stupiti e soddisfatti, anche se qualcuno si aspettava di vedere un oggetto più grande di un semplice puntino, tuttavia la previsione si è avverata al secondo e possiamo dire di aver visto una vera astronave, il che non è ovviamente cosa di tutti i giorni.

Written by erling

12 settembre 2010 at 22:18

Pubblicato su scienza, vaghezza

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i favolosi anni sessanta

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Ho appena finito di leggere un bel libro, intitolato How Apollo flew to the moon di W. David Woods, che è anche il curatore del sito Apollo flight journal.

E’ un resoconto molto dettagliato sulle modalità tecniche con cui le missioni Apollo hanno potuto raggiungere la luna e riportare felicemente a terra astronauti e materiale; in occasione del quarantesimo anniversario del primo sbarco lunare, mi sono reso conto di conoscere molto poco di questa esplorazione tanto affascinante, e così ho deciso di combattere la mia ignoranza.

Non ero tanto interessato al lato soggettivo delle missioni viste e vissute dagli astronauti, quanto al funzionamento dell’immensa macchina che ha portato l’uomo sul nostro satellite naturale, e questo libro è proprio calibrato in questa direzione. Leggendolo, ed imparando un po’ alla volta le motivazioni delle varie scelte ingegneristiche, legate ai mille vincoli ed agli stretti parametri imposti dalle leggi naturali ad una missione tanto complessa e pericolosa, ho sentito sempre più forte un senso di stupore ed ammirazione per le migliaia di persone che hanno contribuito a questa grande avventura.

Dapprima ho pensato che in fondo negli anni sessanta non tutti erano sotto l’effetto di allucinogeni, ma c’era molta gente che sapeva ragionare molto bene.

Poi però riflettendo meglio mi sono reso conto che il programma Apollo è stato forse il coronamento degli ideali di libertà ed immaginazione al potere di quel decennio; solo allora si potevano spendere tanti soldi e tante energie in un’impresa che era certo figlia della guerra fredda, ma era soprattutto il coronamento di un sogno antico.

Come per altri campi, il favoloso decennio ha rappresentato l’età d’oro dell’astronautica, quando si sono incrociate la tecnologia sufficientemente matura, la pubblica opinione ancora appassionata ed appunto l’immaginazione ancora potente e nella cabina di comando.

Divento nostalgico di un’epoca che non ho vissuto, ho bisogno di ferie mi sa…

LM

Il mio contatto ravvicinato con le missioni Apollo: il modulo lunare esposto allo science museum di Londra

Written by erling

20 dicembre 2009 at 18:21

Pubblicato su libri, scienza

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Credere e sapere

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Ogni tanto mi occupo anche dell’attualità, e nello specifico della conferenza di Copenhagen che è partita da qualche giorno, inizialmente trattata dai media al primo posto, ora sempre in evidenza ma non più al vertice dell’importanza giornalistica.

Forse la bassa posizione nella graduatoria delle notizie è una reazione contraria all’enfasi spropositata con cui qualche mese fa, o meglio ormai qualche anno fa, uscivano gli articoli catastrofici sull’imminente crollo della civiltà per effetto del riscaldamento globale. Forse invece è una semplice dimostrazione del fatto che siamo evolutivamente incapaci di prestare attenzione ad un rischio certo ma a lunga scadenza.

Poi l’argomento è complesso, nessuno ha voglia e tempo di approfondire la questione anche perchè si trovano pareri contrastanti in merito, e quindi chi non ha una preparazione specialistica rimane confuso, e giocoforza confronta le notizie, o anche solo i titoli catastrofistici, con la propria esperienza di inverni innevati e di clima variabile come sempre, e si domanda che cosa ci sia di vero e cosa di artefatto in tutto il dibattito.

Sono stato molto contento quindi di imbattermi in un post qui che mi sembra inquadrare il problema in termini lucidissimi; intanto c’è un link al rapporto ufficiale (qui nella versione di sommario) dell’IPCC, che vale la lettura, sono una ventina di pagine molto chiare che provengono dall’autorità in materia.

Nel post poi si capisce molto bene perchè per ogni tema ci siano opinioni controcorrente, e di come sia un bene per la scienza che questo accada. Sono descritte anche le scelte di chi non è esperto nella materia, ovvero diventare un esperto, fidarsi degli esperti riconosciuti dalla comunità scientifica, oppure fidarsi dei sedicenti “esperti” contrari ai primi.

Insomma, si ricava qualche elemento in più per dissipare la nebbia, poi su quale sia il modo migliore di affrontare il problema, sarà che divento vecchio ma penso che i modi di vita inquinanti saranno abbandonati solo quando sarà economicamente conveniente farlo, ovvero quando saranno disponibili soluzioni tecnologiche meno inquinanti e meno costose; pertanto i poteri pubblici devono trovare il modo di stimolare il mercato a scegliere le soluzioni giuste. Abbiamo speso miliardi per salvare le banche, spendiamone ancora per diffondere le energie alternative.

Vabbè, ho finito la tirata, torno ad espellere qualche chiletto di CO2 come tutti i bravi cittadini occidentali e cinesi.

Written by erling

11 dicembre 2009 at 18:20

Pubblicato su rete, scienza, vaghezza

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Quarant’anni dopo

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Ho pochi ricordi del periodo delle esplorazioni lunari, non sono così vecchio, soltanto qualche immagine di un telegiornale con Tito Stagno che mostrava buffe figure di uomini saltellanti, e ricordo anche uno strano veicolo a ruote, il che mi certifica che non si tratta del primo sbarco, ma di uno degli ultimi (apollo 15, 16 o 17, mi dice wikipedia).

Penso al modo migliore di trasmettere ai miei figli il senso dell’incredibile avventura che è stata l’esplorazione lunare, leggo i resoconti sul sito della Nasa, ammiro le foto e i video, e mi dico che una simile impresa può stare certamente al livello di guerre stellari per la fantasia di un bimbo, con in più il vantaggio che è accaduta realmente.

Cercherò un bel libro illustrato, se lo trovo, e magari tra qualche tempo un bel telescopio amatoriale per ammirare la luna, chissà, magari prima o poi ci si ritornerà

Written by erling

20 luglio 2009 at 21:26

Pubblicato su scienza, vaghezza

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