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Archive for the ‘Olanda’ Category

Le mappe dell’Olanda

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Ho finalmente pubblicato su everytrail le tracce con qualche foto dei quattro giorni di bicicletta in Olanda quest’estate; le pagine relative sono:

Meglio tardi che mai!

Written by erling

7 ottobre 2007 at 21:31

Pubblicato su bicicletta, gps, mappe, Olanda, viaggi

Le foto dell’Olanda

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Ho iniziato a sistemare le foto del viaggio, per ora le più promettenti sono su flickr, poi quando arriverà la nuova versione di iWeb le metterò su una pagina più strutturata.

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Written by erling

23 agosto 2007 at 06:30

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Considerazioni finali sul viaggio in bicicletta

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Un titolo leggermente pomposo per riassumere brevemente il viaggio appena concluso, di cui sono molto soddisfatto, sia per i luoghi visti che per l’organizzazione che abbiamo dato alla cosa dal punto di vista della gestione delle biciclette e dei bambini in bicicletta; non da ultimo il tempo bello ci ha facilitato la vita.

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I bambini sul carrellino.
I nostri due bambini hanno alla data del viaggio cinque e due anni, non sono pertanto abbastanza grandi da poter pedalare in modo indipendente e sono stati trainati dal sottoscritto lungo le ciclabili olandesi.
Avevo qualche timore sulla capacità dei due passeggeri di restare seduti nel piccolo spazio del carrellino da bici per tutto il tempo del viaggio senza annoiarsi, ma è stato presto fugato: dapprima il fascino della novità, poi i panorami vari che si incontravano, infine i piccoli giochi di cui erano forniti li hanno tenuti interessati e tranquilli; nel primo pomeriggio interveniva il sonno, poi ovviamente nei posti più interessanti ci si fermava e quindi c’erano abbastanza diversioni.
E’ proprio vero che per i bambini nulla di quanto fanno i genitori è strano, ci riflettevo quando abbiamo incrociato una famiglia (immagino che lo fosse) composta da due genitori e da una decina di pargoli, noi ci siamo stupiti dell’affollamento di bimbi, loro probabilmente del nostro modo di viaggiare, ma per i bambini coinvolti entrambe le situazioni erano del tutto normali.
Abbiamo scoperto poi che si ottengono miracoli con un giochino da pochi euro distribuito al momento opportuno – l’interesse per la novità dura per molto, e la tranquillità è assicurata.
Direi anche che l’età di due anni e mezzo è già adatta per viaggiare con un minimo di flessibilità: a differenza dell’anno scorso, non abbiamo avuto problemi di sorta per il cibo, ed abbiamo pranzato e cenato anche ad ore non del tutto canoniche ed in ristoranti con menù non del tutto abituali.

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L’equipaggiamento.

E’ fondamentale disporre di accessori adatti, ed impermeabili. Noi avevamo sia carrellino che borse di buona qualità, oltre a giacche a vento antipioggia, ma fortunatamente non abbiamo dovuto metterli alla prova dato che il tempo è stato clemente. Ci manca quindi l’esperienza della pedalata sotto la pioggia, ma avendola già sperimentata diversi anni fa sono ben felice di averla evitata. Riproveremo l’anno prossimo.

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La tecnologia.
Parte del divertimento, almeno per me, sta nella pianificazione, ed oggigiorno questa si svolge grazie al collegamento internet ed al gps; praticamente in tutti gli alberghi avevamo a disposizione un collegamento internet veloce, e così mi sono documentato, ho scaricato le tracce gps per il percorso del giorno dopo ed ho visualizzato il percorso fatto caricando le tracce da me registrate in google earth.
Ovviamente le tracce registrate servono anche a georeferenziare le foto, grazie a programmi come GpsPhotoLinker che associano la traccia all’ora registrata sulla fotografia.
Vedrò di pubblicare le tracce dei nostri percorsi non appena possibile.

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L’Olanda
E’ semplicemente il paradiso del ciclista: piatta, con piste protette e con un atteggiamento collettivo che pone l’automobile un paio di gradini al di sotto delle due ruote. Per il ciclista con figli al seguito è il massimo che si possa desiderare.

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Written by erling

17 agosto 2007 at 13:46

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L’Aia, per finire

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Un incantevole piccolo museo, il Mauritshuis, vale da solo la deviazione per l’Aia. Non è pretenzioso, ha come unico vezzo quello di porre una gigantografia sulla facciata principale, ma la stessa ragazza che ti guarda enorme da dieci metri d’altezza non ha lo sguardo aggressivo delle donne in vetrina di Amsterdam, bensì un leggero sorriso da vera Monna Lisa del nord; il suo unico vezzo è un orecchino di perla gigante.

L’esposizione però è ricca di altre opere, tra cui ci sono piaciuti i paesaggi invernali di Avercamp, i ritratti di Rembrandt e di Van Dyck, ed in generale l’ambiente raccolto di un piccolo palazzo nobiliare dell’epoca d’oro olandese, che contiene pochi quadri, ma praticamente tutti capolavori.

Meno di due ore in totale, con due bambini al seguito che sono stati fin troppo bravi a sopportare la visita, ma anche loro hanno avuto qualche spunto nell’ammirare un ritratto buffo o una scena di pattinaggio.

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Written by erling

16 agosto 2007 at 22:07

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Amsterdam, senza bici

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Siamo da un paio di giorni nella capitale, ultima tappa del nostro viaggio ciclistico; qui però abbiamo lasciato le biciclette ben legate nel giardino dell’albergo, troppo complicato girare in centro con un carrellino per bambini. Abbiamo anche meditato di noleggiare due bici con seggiolino per bimbi, ma il tempo freddo e ventoso (ieri ed oggi la massima era sui venti gradi) ci ha fatto desistere.

Non ci siamo comunque fermati, ed abbiamo girato a piedi, caricando sul passeggino tradizionale uno dei bimbi. Siamo alloggiati nella zona dei musei, quindi le distanze sia verso il Rijksmuseum che verso il museo Van Gogh non sono proibitive. In questi due giorni abbiamo visitato i due principali musei ed abbiamo compiuto la tradizionale crociera sui canali, oltre ad un giro in centro.

Bisogna dire che quest’anno i due bambini sono molto più facili da gestire e resistono molto meglio alle fatiche dell’esplorazione urbana, magari anche con l’aiuto di un regalino ricevuto in mattinata che li tiene occupati ed interessati; in questo modo uno dei genitori a turno sta con loro e si riposa nelle “aree di sosta” dei musei, mentre l’altro gira in santa pace ammirando i quadri.

La città è interessante, anche se forse non tanto quanto le campagne ed i paesini che abbiamo visitato nei giorni scorsi, o meglio è un altro genere di ambiente e di vacanza, tuttavia non poteva mancare come primo impatto olandese per i tre quarti della famiglia, quindi siamo soddisfatti dell’esperienza.

Ancora domani qui, poi domenica si riparte per tornare a casa, ma stiamo già meditando di fare una deviazione e passare dall’Aia per dare un’occhiata ad un piccolo museo

Written by erling

10 agosto 2007 at 21:31

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Il parco di Hoge Veluwe in bici

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Con un balzo spaziotemporale azzardato, reso possibile dall’auto e non certo dalla bici, ci siamo fiondati a Deventer per dormire, e ci siamo poi portati oggi al parco di Hoge Veluwe, famoso per essere uno dei maggiori d’Olanda e per contenere, assieme ad ambienti incontaminati e a decine di chilometri di percorsi per biciclette, quello che è forse il più ricco contenitore di opere di Van Gogh, ovvero il museo Kröller-Müller.
Oggi il tempo è freddo e coperto, fortunatamente non piove ma siamo costretti ad estrarre i capi pesanti ed a coprire i bimbi nel carrellino con le giacche a vento. Non si pedala molto, una decina di chilometri per arrivare al museo, poi durante la visita per fortuna la piccola Costanza pensa bene di dormire sul passeggino che ci hanno prestato all’ingresso, cosicchè possiamo vedere i quadri con una relativa tranquillità, avendo da gestire soltanto il fratellino più grande.
I bimbi hanno poi il loro momento di apprezzamento dell’arte nel parco esterno, che raccoglie una serie di opere sulle quali si può correre ed arrampicarsi, in particolare la famosa Jardin d’email di Jean Debuffet che rappresenta per loro una pista per correre ed esplorare.
Ritorniamo nel pomeriggio a Deventer, e verifichiamo che una volta chiusi i negozi, alle 17.30, la città si svuota completamente, e la sera c’è ben poca attività; è un peccato, perchè la cittadina è graziosa.
Domani ad Amsterdam.

Written by erling

8 agosto 2007 at 21:45

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La vecchia Zelanda in bicicletta

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Arrivati a Middelburg con un tempo pessimo, ne siamo ripartiti alla mattina diretti a Veere, con il sole che ci procurava un certo ottimismo sulla tenuta del clima. Abbiamo scelto un itinerario tra i moltissimi possibili, acquistando una cartina all’ufficio turistico che ci pareva proporre un tragitto della distanza giusta, e che toccasse dei punti interessanti.
Così è stato in effetti, e partiti dall’incantevole paesino di Veere abbiamo pedalato tra le campagne su stradine battute unicamente da colleghi ciclisti, arrivando poi a Domburg, l’altro centro marittimo della zona; qui abbiano potuto ammirare la versione nordica della riviera, che differisce da quella mediterranea essenzialmente per la temperatura dell’aria e dell’acqua, e per il vento che obbliga i bagnanti ad esibire accessori adatti per proteggersi dalle folate fredde. Per il resto l’umanità da spiaggia, i gabbiani e gli stabilimenti marini ricordano molto le nostre latitudini. Altra differenza fondamentale, arrivano tutti in spiaggia con le bici, quindi si trovano enormi parcheggi per biciclette e solo pochi posti per le auto.
Dopo aver pranzato al sacco su una duna sopra la spiaggia, siamo ripartiti ed abbiamo attraversato una zona boscosa, detta Mantelingen, che costeggia il mare, arrivando poi a Veere nel primo pomeriggio: in totale 37 chilometri, in un ambiente naturale relativamente intatto e per noi molto curioso ed interessante, con la compagnia di frotte di ciclisti che, a differenza di quella degli automobilisti, non infastidisce ma anzi ci fa scoprire nuovi accessori e sistemi diversi per portare i bambini – abbiamo anche visto dei passeggini agganciati alle biciclette e trasportati insieme ai piccoli passeggeri, in modo da disporre del mezzo una volta arrivati a destinazione.
La Zelanda è decisamente una zona turistica, ma trattandosi di un turismo su due ruote, e quindi più “gentile”, non viene snaturata e si lascia scoprire; il tempo bello che abbiamo trovato ovviamente ci ha reso la vita più facile, ma anche quando fa brutto, come al nostro arrivo il giorno prima, si può visitare la città di Middelburg a piedi, e come ripiego non è dei peggiori.

Written by erling

8 agosto 2007 at 21:41

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