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Archive for the ‘libri’ Category

I libri su kindle non si comprano

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Ho seguito con un certo sconcerto la storia dell’utente norvegese che ha regolarmente acquistato dei libri per il kindle, ma avendoli comperati in un modo che agli occhi di amazon non era del tutto regolare (cioè in Gran Bretagna e non in Norvegia dove non erano in vendita), si è trovata con il dispositivo cancellato da remoto, senza alcuna possibilità di recuperare quanto acquistato.

Si scopre così, in modo brutale, che i libri cartacei si comprano, mentre i libri elettronici si noleggiano. Amazon lo dice chiaramente qui, ma non è altrettanto chiara quando mette in bella mostra il pulsante “compra ora”, che non è la stessa cosa di “noleggia ora”.

Che fare dopo questa rivelazione? Io ho deciso di infrangere i termini d’uso e, senza troppe difficoltà, ho tolto i lucchetti ai miei acquisti, salvando al sicuro sul mio computer le versioni senza DRM dei libri che ho comperato su amazon. Non si sa mai, magari domani il kindle mi si romperà e comprerò un altro lettore, e mi seccherebbe non poter trasferire la mia piccola biblioteca digitale dove e come voglio.

Il bello è che l’estrema facilità di togliere questi benedetti impedimenti rende del tutto assurda l’intera impalcatura dei DRM; si spera che anche per i libri la situazione si evolverà come per la musica, e prevarrà il buonsenso. Se mi proponi di comperare qualcosa, poi mi devi concedere il diritto di usare quell’oggetto come voglio, e se poi ne abuso facendo il pirata, allora e solo allora mi dovrai considerare colpevole, e non a prescindere.

Written by erling

28 ottobre 2012 at 11:17

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DRM, perchè tanta vana fatica?

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Alla ricerca di libri in formato digitale, ho fatto un giro sulle prime, scarne, librerie online, ed ho anche acquistato un libro da bookrepublic, convertendolo poi con calibre nel formato mobi in modo da poterlo leggere su kindle. Fin qui il processo è stato relativamente semplice, anche se non semplicissimo come acquistare su amazon. Fortunatamente il libro che ho comperato non era “protetto”, quindi la conversione è riuscita al primo colpo.

Ho poi incontrato qualche libro con il sistema DRM di Adobe, ed un sito come il libraio, che consente di scaricare gratuitamente un testo di prova, in modo da impratichirsi con il sistema, che è veramente intricato.

Occorre per prima cosa scaricare adobe digital editions, un software pesante, lento, macchinoso e con un aspetto del tutto estraneo alla semplice efficacia di Snow Leopard.

Poi, avendo un account adobe, si può anche autorizzare il computer alla lettura del libro scaricato.

Poi si scarica il libro, non direttamente dal sito che lo vende, ma tramite passaggio dal suddetto pachiderma adobe, e si ottiene un file in formato epub che non è compatibile con il mio kindle.

Poco male, lo trasformo con calibre, ma il povero calibre si rifiuta di convertire i file protetti da DRM. Che fare? le parole magiche sono in questo caso:

adobe adept drm python scripts

e google si incarica di portarci la soluzione.

Cinque minuti di lavoro, ed ho il file mobi non più protetto; a cosa serve tutta la manfrina dei DRM quindi? A scoraggiare gli utenti onesti, a stimolare i ladri, a gonfiare i prezzi della merce digitale.

Sembra che gli editori dei libri non abbiano imparato nulla dagli editori musicali, che ormai hanno rinunciato in gran parte al vano tentativo di bloccare le copie.

Written by erling

19 ottobre 2010 at 21:45

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Biblet, prime (brutte) impressioni

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Ora che sono dotato di un kindle, sto attento alle notizie che ogni tanto si sentono relative alla disponibilità di libri italiani; leggere in inglese è un utile esercizio, ed in questo ambito si trova veramente di tutto, ma ogni tanto sarebbe anche bello trovare qualcosa in italiano, a parte il giornale quotidiano (la Stampa, unico disponibile finora, chissà che anche gli altri prima o poi si sveglino).

Così oggi ho voluto collegarmi al nuovissimo negozio online di telecom italia, biblet, che opportunamente propone di scaricare un libro gratis per sperimentare il sistema.

su questa pagina è offerto un libro in formato epub, che non è quello del kindle ma pazienza, lo convertirò con calibre, tuttavia una finestrella mi informa che il mio sistema non soddisfa i requisiti minimi per l’installazione di adobe digital editions, il sistema scelto per la gestione dei drm. Cominciamo bene!

In realtà il mio sistema è più che attrezzato per gestire l’ennesimo programma adobe, e cercando altrove riesco a scaricarlo ed installarlo. Ovviamente adobe ha le proprie simpatie per l’interfaccia utente, e quando propone di inserire il nome utente e password dell’account adobe, lo fa con una finestrella dove non è possibile incollare del testo! Dato che ho una password lunga e complicata creata da 1password, rinuncio a scriverla a mano e decido di saltare questo passo, visto che il solerte programmino di installazione mi consente di non registrarmi, a pena però di perdere la possibilità di trasferire i libri acquistati su altri computer.

Riprovo quindi a visitare il sito di telecom per scaricare il famoso libro – la coscienza di Zeno, un esordiente! – ma ancora mi appare la finestrella che mi avvisa di non avere i requisiti per l’installazione. Di bene in meglio!

Decido di continuare l’esperimento, per amore della scienza libraria, e di comperare un libro, pur non sapendo se calibre riuscirà a convertire il formato epub nel formato mobi accettato dal mio kindle, data la presenza dei malefici drm.

Non che il catalogo sia molto ricco, si trova di più su una bancarella al mercatino del sabato, comunque trovo un libretto a 6,99 euro, e mi stupisco favorevolmente del fatto che il sistema non mi chiede di registrarmi ma mi manda direttamente al pagamento: mi ero stupito troppo presto, ecco cosa mi ritrovo quando confermo l’acquisto:

Prossimamente disponibile!

Che dire, che il sistema è leggermente immaturo? Ma sì, giusto per carità di patria. Speriamo in edigita, forse andrà meglio.

Written by erling

9 ottobre 2010 at 10:10

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Nuovi mezzi per vecchi piaceri

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E’ arrivato oggi il kindle che ho ordinato, spinto da una pubblicità divertente e dalla curiosità di provare uno strumento che dovrebbe rimpiazzarne uno vecchio di secoli, il libro.

Piccolo, leggero, leggibilissimo, è praticamente come avere sotto gli occhi un foglio di carta appena leggermente lucida, tipo una rivista; impressiona il fatto che non si spegne realmente, ma ponendolo in stop il magico inchiostro elettronico si dispone a formare un ritratto di un autore, e lì resta senza consumare la batteria e senza rovinare lo schermo.

Il punto debole è uno solo, la paurosa carenza di testi in italiano; esistono benemeriti siti come liberliber ed altri simili, che propongono testi di pubblico dominio, vale a dire niente di troppo recente, ma se uno volesse qualche novità letteraria si trova a mal partito.

Cercando intorno non si trova molto, perfino una grande libreria online come bol ha una sezione di ebook ma solo in inglese, e con prezzi assurdi: un libro a caso costa qui 21,74 euro mentre su amazon si trova a 17,17 dollari, ovvero 12,75 euro al cambio di oggi, quasi la metà.

Mi sa che per ora resterò legato ai classici, e con un comodo programma come calibre li trasferirò nel formato adatto al nuovo giocattolino.

Written by erling

24 settembre 2010 at 21:28

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i favolosi anni sessanta

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Ho appena finito di leggere un bel libro, intitolato How Apollo flew to the moon di W. David Woods, che è anche il curatore del sito Apollo flight journal.

E’ un resoconto molto dettagliato sulle modalità tecniche con cui le missioni Apollo hanno potuto raggiungere la luna e riportare felicemente a terra astronauti e materiale; in occasione del quarantesimo anniversario del primo sbarco lunare, mi sono reso conto di conoscere molto poco di questa esplorazione tanto affascinante, e così ho deciso di combattere la mia ignoranza.

Non ero tanto interessato al lato soggettivo delle missioni viste e vissute dagli astronauti, quanto al funzionamento dell’immensa macchina che ha portato l’uomo sul nostro satellite naturale, e questo libro è proprio calibrato in questa direzione. Leggendolo, ed imparando un po’ alla volta le motivazioni delle varie scelte ingegneristiche, legate ai mille vincoli ed agli stretti parametri imposti dalle leggi naturali ad una missione tanto complessa e pericolosa, ho sentito sempre più forte un senso di stupore ed ammirazione per le migliaia di persone che hanno contribuito a questa grande avventura.

Dapprima ho pensato che in fondo negli anni sessanta non tutti erano sotto l’effetto di allucinogeni, ma c’era molta gente che sapeva ragionare molto bene.

Poi però riflettendo meglio mi sono reso conto che il programma Apollo è stato forse il coronamento degli ideali di libertà ed immaginazione al potere di quel decennio; solo allora si potevano spendere tanti soldi e tante energie in un’impresa che era certo figlia della guerra fredda, ma era soprattutto il coronamento di un sogno antico.

Come per altri campi, il favoloso decennio ha rappresentato l’età d’oro dell’astronautica, quando si sono incrociate la tecnologia sufficientemente matura, la pubblica opinione ancora appassionata ed appunto l’immaginazione ancora potente e nella cabina di comando.

Divento nostalgico di un’epoca che non ho vissuto, ho bisogno di ferie mi sa…

LM

Il mio contatto ravvicinato con le missioni Apollo: il modulo lunare esposto allo science museum di Londra

Written by erling

20 dicembre 2009 at 18:21

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Embrione di una rete intelligente

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Nel bel racconto di Bruce Sterling Maneki Neko (1998) si descrive un gruppo di appassionati che ricevono istruzioni ed indicazioni dalla rete, evidentemente internet.

Queste indicazioni non hanno un significato immediato per chi le riceve, ma sono in genere di facile esecuzione (come, compera un caffè e portalo all’uomo seduto sulla panchina) e possono essere di grande importanza per chi riceve questi regali inaspettati, dato che la grande rete conosce la situazione di tutti e sa che cosa può servire a ciascuno in un certo momento.

Nel racconto poi si impara che questa intelligenza può anche difendersi in caso qualcuno tenti di contrastare le attività del network, come scopre a sue spese un pubblico ministero che vuole indagare e viene contrastato in mille piccoli modi, con “dispetti” non gravi ma continui ed esasperanti, e sufficienti alla fine a farlo desistere.

Ho pensato a questo racconto quando ho raccolto ieri nella cache di Nebida il piccolo orsetto Camou. Non starò a dettagliare come funziona un Travel Bug nel geocaching (il sito è molto esauriente al riguardo), ma leggendo le storie di questi oggetti mi sembra di cogliere un micro-embrione di questa rete intelligente, che qui ed ora si occupa solo di dirigere gli sforzi di alcuni appassionati per portare un oggetto a destinazione, ma domani chissà…

Written by erling

21 giugno 2008 at 14:56

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I rastelli di Monte Lupo

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Al mare si legge per fortuna, e si esce almeno per un po’ dalla vita connessa in rete che sperimentiamo al lavoro e nella vita quotidiana.

Normalmente al giorno d’oggi sperimentiamo un’immersione in quello spazio strano che esiste fisicamente nelle nostre macchine interconnesse, e realmente in un livello di astrazione superiore, immateriale ma reale, allo stesso modo credo della mente che sta nel cervello ma è qualcosa di più astratto, e di altrettanto reale.

Qui che siamo quasi scollegati dalla grande rete (a parte un collegamento a bassissima velocità con cellulare di vecchia generazione), ritroviamo il legame con la rete dei grandi pensatori, come si è sviluppato per millenni attraverso la parola scritta; anche qui il mezzo fisico è molto concreto, carta ed inchiostro, ma è solo un supporto a qualcosa di immateriale, reale e molto importante, ovvero le idee.

Tutta questa tirata solo per dare un accenno al libro che ho terminato oggi, Chi ruppe i rastelli a Monte Lupo del grande Carlo Cipolla, probabilmente il migliore dei brevi saggi che ha dedicato alla peste in Toscana nel 1600.

In verità la peste è solo un paravento dietro il quale agisce l’abbozzo di pensiero scientifico che si scontra col pregiudizio, religioso in questo caso; scontro epico raccontato in maniera magistrale.

Il mare è anche sopportabile, dopotutto…

Written by erling

18 giugno 2008 at 19:41

Pubblicato su libri

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