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Due mappe sono meglio di una

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Adesso abbiamo di nuovo le mappe di google sull’iphone, ma non è detto che funzionino sempre meglio di quelle Apple. Provate qui a Trento a cercare la piazza Verzieri, google non capisce di cosa si tratti a meno che non si inserisca il nome completo di piazza Santa Teresa Verzieri, ed anche allora non mostra tanto il luogo geografico quanto i bar ed i ristoranti, usando un carattere di dimensioni molto generose.

Rispetto alla vecchia versione, quella che girava su iOs 5, mi sembra che il lato pubblicitario delle mappe di google sia ancora più pronunciato, quasi al prezzo della leggibilità dei dati geografici. Non parliamo poi dell’aggressività con cui la nuova applicazione ti chiede di collegarti con il tuo account, e di come in automatico venga impostato l’invio dei dati sulla posizione al grande server, che li usa ovviamente per il nostro bene.

Le tanto vituperate mappe di Apple invece trovano al primo colpo la piazza che cerco, e non mi propongono pubblicità in modo smaccato, anche se la pulizia della mappa viene rovinata da una serie di iconcine che corrispondono ad esercizi commerciali o altri punti di interesse. Il problema è che queste segnalazioni sembrano messe a casaccio, senza un criterio.

Non c’è sicuramente tutto, anzi, ed avere una mappa che indica un solo ristorante in una zona dove ce ne sono tre o quattro fa venire dei sospetti. Se in una zona che conosco ci sono tante lacune, come posso avventurarmi in luoghi sconosciuti?

Dovremo quindi usare due mappe, e fare confronti di volta in volta? Se google può fallire nella ricerca, oltre ad essere così interessata a dove ci troviamo, mentre Apple mostra un mondo tanto lacunoso, bisogna ancora una volta usare il cervello, tanto per cambiare.

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Written by erling

18 dicembre 2012 at 22:24

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Google wave: e adesso?

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Ho avuto un invito per google wave e naturalmente mi sono fiondato a provare la novità del momento: sono entrato nel sito e mi sono sciroppato la presentazione del Doctor Wave che mi ha dato un primo indirizzo su cosa sia questa nuova onda.

Dico subito che non sono entusiasta dell’invenzione, che viene presentata come l’email del nuovo secolo, o meglio l’email come sarebbe se fosse inventata da zero oggi. Già il fatto che serva una presentazione per capire come orizzontarsi nell’interfaccia insospettisce, e rivela che modernizzare la posta elettronica comporta il distacco dal semplice paradigma di messaggi, spedizioni e analogie postali al quale siamo abituati fin da piccoli.

Le onde sono delle mail potenziate, messaggi ai quali si collabora in tempo reale, dei documenti visibili e gestibili da molte persone insieme, delle chat che si registrano, e molte cose ancora che devo capire.

Tutto interessante e futuribile, niente da dire, ma non appena l’interfaccia si sarà un po’ raffinata e sarà non dico alla pari ma almeno non troppo distante dalla potente semplicità di gmail, allora forse si capirà un po’ meglio cosa farne di questo mezzo; adesso occorre usare parecchia fantasia, o leggersi una delle wave che si trovano incorporate e che dà degli esempi pratici.

Altro punto interessante questo: quando mai è servito spiegare a cosa serve un’email? per le onde, google mette alcuni casi esplicativi: brainstorming, organizzare eventi, condividere foto, progetti, note.

Forse dovrei avere vent’anni ed abitare in Australia, come i due googlisti che spiegano in un video gli utilizzi della nuova creatura, ma non mi vedo ad invitare gli amici da qualche parte e concordare i dettagli con l’onda.

C’è poi un ulteriore punto a sfavore: oggi come oggi per usare l’onda bisogna avere un account su google, quindi posso spedire un’email a chiunque ma posso inondare solo gli utenti google!

Chissà, probabilmente tra dieci anni la useremo tutti, ed il mio scetticismo iniziale si dimostrerà un errore, per ora comunque mi sembra che al di là di gruppi di nicchia (multinazionali con gente sparsa per i continenti che deve collaborare a documenti, o squadre di amici ipertecnologici che progettano viaggi con le mappe integrate nelle onde), al di là di questi dicevo, sarà difficile scalzare la semplice funzionalità della posta. Anche in ambito lavorativo, dove le competenze informatiche sono mediamente basse, vedo una lunga strada prima che l’onda sostituisca la mail, o anche solo che ne raggiunga l’ubiquità.

Ma prevedere è difficile, specialmente il futuro, come diceva Bohr, e non pretendo di indovinarla.

Written by erling

26 novembre 2009 at 23:10

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le gite in Google Earth

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Un piccolo strumento utile all’escursionista moderno è un gps logger, ormai se ne trovano a poco prezzo ed io ne ho uno già da più di un anno che uso principalmente per georeferenziare le fotografie, ma anche per tenere traccia della strada percorsa.

Ora che i bimbi crescono, si può lentamente iniziare a fare qualche gita in montagna, iniziando dalle cose più facili, e domenica siamo stati alla Bocca di Saval, dislivello breve e molti fiori da ammirare, oltre ad una cache proprio sul posto.

Oggi ho fatto qualche esperimento per riportare il percorso su google earth, ed intanto qui ho messo il file kml, che se uno vuole si scarica ed esamina.

Non contento, grazie al plugin che recentemente google ha messo a disposizione, ho creato una pagina apposita, in modo che non serva nemmeno far partire google earth (certo che però occorre avere il plugin nel browser).

Mi piacerebbe anche provare ad inserire qui il plugin, ma dubito sia possibile:

Written by erling

15 luglio 2009 at 21:35

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Un altro pezzettino di Mac cede a Google

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Non ho dei bei ricordi di google desktop per il mac, lo avevo installato ed era lento e pesante, cercando di duplicare quello che già funziona, ovvero spotlight; ora però è uscita anche per il mac la piccola casella di ricerca che, con leggerezza e velocità, rischia di prendere il posto del fedele ma non più aggiornato quicksilver.

La sto usando da un paio di giorni, e mi piace, trova le cose rapidamente e fa partire i programmi, anche se in questa funzione forse non è così rapido come quicksilver: inserendo un paio di lettere quicksilver ti fa vedere, dopo un attimo di pausa nel quale mostra la prima applicazione, una lista con tutti i possibili risultati, mentre GSB mostra il primo candidato, poi una piccola lista di altre possibilità, e per vederle tutte occorre cliccare sull’ultima casella, o scorrere in basso con la rotella del mouse.

Questo approccio forse è più ordinato, non so, bisogna però farci l’abitudine. Certo è che la grande G ha colpito ancora, ed un altro pezzetto della mia vita digitale rischia di prendere la sua impronta.

Immagine 2.png

Written by erling

11 giugno 2009 at 23:27

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Google street view e la privacy in Italia

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Ho appena letto un eccellente articolo su ogle earth che commenta le differenti reazioni in Gran Bretagna ed in Svezia sull’avvento del servizio di google che permette di vedere le strade delle principali città con immagini a 360°.

Riassumendo indebitamente, ma consiglio di rifarsi all’articolo originale, l’idea è che mentre in Gran Bretagna ci sono state numerose obiezioni, in Svezia non è così, ed una delle ipotesi per spiegare questo diverso comportamento è legata al diverso grado di trasparenza delle due società.

Le case svedesi hanno le finestre illuminate e senza la minima traccia di tende o cortine che impediscano la vista dall’esterno, ma nessuno all’interno teme di essere spiato dai vicini, e considera un dovere ravvivare con un po’ di luce le lunghe notti invernali, anche a beneficio dei passanti. Il diritto di pubblico accesso è una tradizione con una lunga storia in Svezia, non così in Gran Bretagna, ed in generale il paese scandinavo sembra più disposto a scegliere l’apertura al pubblico rispetto alla protezione della riservatezza del singolo.

E da noi? Non ho trovato grandi commenti all’introduzione di street view in Italia, e meno commenti ancora sul servizio analogo proposto da pagine gialle, che copre anche più città rispetto al concorrente.

Strano, perchè non mi sembra che la società italiana sia alla pari di quella svedese quanto ad apertura e trasparenza, anzi… da noi le finestre sono chiuse con le tendine ben tirate, e magari dietro la tenda c’è un occhio vigile che osserva la strada per vedere cosa succede, quindi un servizio potenzialmente pericoloso per la privacy come quello di google avrebbe potuto dar luogo a molte polemiche, invece niente.

Le spiegazioni che mi vengono in mente sono essenzialmente due: da noi mancano i giornali scandalistici come quelli inglesi, che montano casi sul nulla, ed enfatizzano l’ipotetico pericolo rappresentato dall’avere la propria abitazione in bella vista sulla rete, gonfiandolo per vendere più copie.

O meglio, i nostri giornali preferiscono montare altri casi, in quanto – seconda spiegazione – la percentuale di popolazione che usa questi strumenti è relativamente modesta, chi naviga su internet si iscrive a facebook e non pensa certo di usare street view, è già abbastanza se può navigare con l’adsl, figuriamoci scaricare immagini delle strade.

Sia come sia, a mio modesto avviso street view è uno strumento utilissimo ed anche divertente, ed i potenziali pericoli di abuso sono facilmente gestibili; il fatto che per ora sia passato inosservato è decisamente una fortuna.

Written by erling

20 aprile 2009 at 22:21

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Everytrail su Google earth

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Arrivo un po’ tardi su questa, ma da un po’ si possono vedere su google earth le tracce salvate su everytrail, basta abilitare il layer in livelli\galleria.

I tracciati vengono segnalati da un’iconcina accanto al luogo di partenza, poi cliccando si può far partire la vista animata con tanto di fotografie; per credere, provare dalle parti del Bohuslän.

Written by erling

20 dicembre 2008 at 00:24

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Il mondo in tasca, ma davvero

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Penso che la giornata di oggi sarà ricordata; se non lo avessi già comperato, questo software da solo basterebbe a convincermi a passare all’iPhone, e non solo, ma il vedere nel post di presentazione su un blog ufficiale di google nientemeno che una schermata della mia città mi sembra una potente coincidenza.

Non pensavo di arrivare a vivere tanto nel futuro.

venusphone

Written by erling

27 ottobre 2008 at 23:57

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