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Misura per misura

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Ho scritto tempo fa di un programmino che registra sul telefonino le attività, principalmente bicicletta, camminata, corsa, e, grazie ad una serie di siti “satelliti”, consente di ottenere una miriade di statistiche che dovrebbero aiutare l’aspirante atleta a progredire verso la meta del benessere fisico.

Non sfugge a nessuno però l’implicazione di registrazione totale che un simile apparecchio prefigura: ogni spostamento è registrato e ricordato, fintanto che il telefonino è acceso, in un grande deposito nella mitica nuvola, e chissà se qualcuno mai oltre al legittimo proprietario potrà accedere a quei dati?.

Il problema con questi sistemi, secondo il mio debole parere, è che a fronte di un tangibile e spesso gratuito beneficio che apportano all’utente, presentano dei rischi che sono aggregati, ovvero nessuno andrà mai a rubare dal database di moves le attività del singolo individuo, ma un deposito che contiene gli spostamenti di decine di migliaia di persone è sicuramente molto interessante per aziende, pubblicitari e forse anche governi.

Non c’è solo moves naturalmente, in questi giorni sta facendo scalpore ad esempio l’assunzione nel consiglio d’amministrazione di dropbox di Condoleeza Rice, ovvero di una delle persone che hanno dato spinta al programma di sorveglianza totale globale che ci perseguita. Possiamo fidarci ancora di dropbox, o dobbiamo boicottarlo? Eppure è così comodo, e poi chi volete che si metta a leggere i miei documenti una volta che sono nella nuvola di dropbox? A chi possono interessare?

Anche qui, se il prodotto è gratis vuol dire che sei tu il prodotto che viene venduto, e senza voler rinunciare alla comodità di un sistema di sincronia come dropbox, occorre abituarsi al fatto che quello che si mette in rete è molto probabilmente leggibile da qualcuno, pertanto su dropbox non potrò mettere i miei piani per la dominazione del mondo, che invece magari affido a wuala, server europei e dati criptati alla partenza.

Ho quindi rimosso da dropbox un po’ di roba, senza però arrivare al boicottaggio totale (la pigrizia è più forte della giusta indignazione, e su questo contano i sorveglianti, si sa…), invece ho interrotto la registrazione su moves, non tanto per timori di privacy quanto perché quando vado a correre non mi porto il telefonino ma registro la mia performance sul garmin, e cade quindi la premessa fondamentale del programma, ovvero di avere una vita misurata in ogni momento…

Written by erling

13 aprile 2014 a 18:56

Pubblicato su rete

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