Viaggiar si deve

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Niente è per sempre

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Che bello traslocare, non avrei mai pensato di dirlo ma il fatto di spostare fisicamente oggetti da un luogo all’altro è un’occasione per scoprire diverse cosette sul tempo che passa.

Ad esempio, non era difficile da intuire, che la tecnologia invecchia in modo accelerato. Ho trovato in cantina un vecchio apparato, iomega clik, che usavo nei miei primi viaggi “digitali”, come nel 2000 nello Yemen, e grazie alle cartucce da 40 Megabyte mi consentiva di scattare senza preoccuparmi di finire la scheda di memoria. Lo userò mai ancora? certamente no, dato che oggi in una cartuccia da 40 mega potrei farci stare forse quattro immagini, per non parlare del collegamento tramite porta parallela che non è esattamente di serie sull’imac. Ha un qualche valore economico? esattamente 19,89 dollari su amazon, da non crederci ma lo vendono ancora. Lo butterò via quindi, riciclandolo in modo responsabile presso il CRM? Neanche per sogno, lo porterò dalla vecchia alla nuova cantina, e lì continuerà a riposare nella sua borsetta.

Clik!

Altri dieci anni indietro nel tempo, e ritrovo la mitica HP 42S; l’ho ripresa da un cassetto e mi sono commosso, ripensando a quando, all’inizio degli anni ’90, la tenevo in mano più dell’iphone oggi, e la usavo non tanto come sostituto del cervello e della memoria, come capita con internet ed i telefoni intelligenti, ma come supporto, e per farla funzionare in modo utile il cervello serviva eccome.

HP 42S

Altri ritrovamenti non sono così felici: ad esempio c’è una serie di cassette video 8 che leggendo le etichette si direbbero interessanti, ma in mancanza di un’adeguata strumentazione per leggerle resteranno ad ossidarsi fino alla notte dei tempi.

Che dire poi dei floppy disk, tutti etichettati e carichi non tanto di byte quanto di ricordi: giochi, programmi, utilità in DOS o windows, roba della seconda metà degli anni ’80. Nemmeno questi mi azzardo a buttarli via, probabilmente molti sono ancora leggibili ma ci vuole un vecchio computer, e tanto tempo da perdere, ed entrambi i requisiti mi difettano al momento.

Ultima chicca, il foto cd kodak, una perla degli anni ’90 quasi illeggibile oggi, ma che al tempo mi fece spendere parecchi soldi nell’illusione di aver trovato il modo per salvare su disco le fotografie. Mi sbagliavo, ma vent’anni dopo potrebbe essere divertente far rivivere quelle scansioni. Devo indagare meglio, o accontentarmi della lettura non fedelissima che ne fa iPhoto, la versione di Leopard che ho sul vecchio portatile.

Il futuro è sempre più rapido, per fortuna abbiamo le cantine che congelano il passato.

Written by erling

17 novembre 2013 a 22:29

Pubblicato su hardware

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