Viaggiar si deve

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Trasferire bit, traslocare atomi

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Non è solo l’età che avanza ad ostacolare la tenuta di queste pensate, nel 2013 la vita reale ha decisamente preso una svolta inaspettata, che ci condurrà giusto per la fine dell’anno a traslocare armi, figli e bagagli in una nuova casa. Per questo in corso d’anno pochi viaggi o nulli, pochi e sparsi aggiornamenti qui sopra.

L’esperienza di preparare un trasloco mi ha fornito tuttavia uno spunto sul feroce invecchiare delle cose e delle idee; la fatica di riporre più di un migliaio di libri negli scatoloni, cercando al contempo di spolverarli e di introdurli in ordine alfabetico, ha preso due giorni di lavoro, mentre lo spostamento del kindle che contiene un centinaio di testi è stato istantaneo. Riaprirò mai uno di quei libri di carta? difficile. Rileggerò mai qualche testo elettronico salvato sul kindle? Possibile, mi è già capitato. Quale testo ricordo meglio, potendo scegliere la versione cartacea o elettronica? Senza alcun dubbio quella su carta, dove interviene la memoria visiva che ricorda la differenza tra le pagine iniziali e quelle finali, cosa che nel kindle non è possibile. Vale la pena quindi conservare un migliaio di libri? Sicuro, e tanto più quanto più i testi sono antichi.

Musica, è stata la prima a sparire dal regno fisico; ho vissuto il passaggio dagli LP ai CD, e non ho avuto alcuna esitazione né rimpianto, poi il passaggio dai CD agli MP3, e sono stato ancora più entusiasta; non trasloco alcun supporto fisico, se non gli hard disk che contengono i quasi seimila brani, peraltro al sicuro sulla nuvola apple.

Video, ho ancora qualche dvd che gira per casa, ma la gran parte li avevo già fatti sparire. Anche i filmati hanno ormai una vita esclusivamente digitale, e trovo che questo sia un netto miglioramento.

Foto, la mia passione. Un baule di quelli da soffitta strapieno di negativi, diapositive e stampe di quando ancora usavo la camera oscura, e non la lightroom. Dal 2000 in avanti, ventisettmila immagini perfettamente catalogate con lightroom e conservate su almeno tre dischi diversi, oltre che su un paio di nuvole. Si sa, il nero delle stampe in bianco e nero nessun monitor lo eguaglia, ma anche in questo caso credo che i benefici del digitale superino di gran lunga gli svantaggi.

Concludo con una nota di nostalgia, data dal software. Ho la cantina piena di vecchi cd e di ancor più vecchi floppy disk, che non avrò il coraggio di buttare e che oggi sono praticamente illeggibili, mancando sia i computer che i software in grado di interpretare ciò che contengono; si parla di dieci, quindici anni fa, non della preistoria, eppure quasi tutto è perduto. Niente di vitale, si intende, al massimo qualche gioco in dos o qualche documento di nessun valore, ma un’ulteriore riprova del fatto che i dati digitali sono comodi, leggeri e fragilissimi.

software antico
Un tempo i programmi stavano nelle scatole

Written by erling

11 novembre 2013 a 22:15

Pubblicato su software, vaghezza

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