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Mostrarsi al mondo, un bit alla volta

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Un tempo era più semplice (tanto per cambiare): la scelta si riduceva a due alternative, una proiezione di diapositive o un’esposizione di un album con le stampe. Adesso ci sono ancora amici e parenti, e l’esigenza o la volontà di mostrare loro i capolavori dell’arte fotografica, ma i modi per distribuire questo eccelso materiale si sono amplificati a dismisura.

Ciò non significa che la vita sia più semplice, anzi. Oggi come oggi uso almeno tre sistemi per far vedere le mie foto a parenti ed amici, peraltro nessuno dei quali è del tutto soddisfacente. A seconda del livello informatico e di connessione dei miei corrispondenti, distinguo queste situazioni:

  • livello zero (niente computer, niente internet): una stampa annuale di un libro ottiene ancora egregiamente lo scopo di regalare un ricordo che si può conservare – da un po’ utilizzo blurb, a motivo principalmente dell’integrazione con lightroom che mi consente di eliminare completamente iphoto;
  • livello uno (accesso ad internet, mac ma potrebbe anche essere un pc): in questo caso flickr è ancora il modo più comodo, da lightroom pubblico direttamente le immagini su flickr e i destinatari ricevono una mail che li aggiorna sulle novità;
  • livello due (accesso ad internet solo tramite ipad): qui flickr non è del tutto agevole, perché occorre aprire un browser, meglio lo streaming foto di iphoto, purtroppo questo mi costringe ad uscire da lightroom ed importare le foto in iphoto – in alternativa faccio qualche foto con l’iphone e direttamente trasmetto quelle, ovviamente questo comporta qualche problema di sincronizzazione tra quello che si fa sul telefonino e quello che si fa sul computer.

L’ideale per me è gestire tutto da un solo programma, lightroom nel mio caso, e devo dire che questo ideale è raggiunto in gran parte, devo solo indagare meglio sulle possibilità di spedire direttamente da lightroom verso lo streaming iphoto, so che è possibile ed avevo anche fatto qualche prova, ma dovrei poter indirizzare il flusso verso uno streaming particolare, destinato alle persone interessate.

Ma questi sono dettagli, perché quello che assicura la ricezione soddisfatta da parte di chi si trova all’altro capo del canale è semplicemente la qualità delle immagini: fare foto migliori dovrebbe essere uno scopo da perseguire con più tenacia rispetto a quello di spedire meglio le foto, altrimenti si finisce con il credere veramente alle fesserie della pubblicità apple: “è molto più logico insegnare ad iPhone a fare grandi foto, che trasformare tutti in fotografi professionisti”, come se fosse lo strumento a fare le foto…

Written by erling

22 settembre 2013 a 22:47

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