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Archive for giugno 2013

il quinto lightroom e la coscienza del fotografo

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Sto prendendo lentamente confidenza con il nuovo lightroom 5, da poco disponibile nella forma definitiva, seppure ancora con un cosiddetto punto-zero dopo il numero di versione.

Non ci sono novità eclatanti, almeno per le mie necessità o frivolezze, ma diverse piccole migliorie che tutto considerato mi spingono in direzione dell’aggiornamento, sia pure con minore entusiasmo rispetto a quando era uscita la versione 4.

Quest’anno Adobe si è dedicata con zelo alla sezione sviluppo, intesa come sviluppo della fotografia, non del software – e già un programma che utilizza concetti come sviluppare un negativo mi cattura, come in effetti mi ha catturato fin dalla versione uno beta.

Cose utili: raddrizzare edifici ed orizzonti in modo automatico e con ottima precisione, e migliorare spesso la prospettiva, talvolta in modo sottile ma percepibile – qui sotto due esempi

Prima
Foto originale.

dopo

Foto corretta, upright auto, il crop è automatico anch’esso.

Altre cose utili in fase di sviluppo, una correzione delle irregolarità molto più sofisticata, e quasi all’altezza di photoshop, dove con irregolarità si possono intendere dai granelli di polvere sul sensore alle persone con il cattivo gusto di posizionarsi nella fotografia senza invito.

Completa il trio dei miglioramenti nello sviluppo, un nuovo filtro radiale, una specie di vignetta eccentrica (nel senso di non necessariamente centrata), che permette di attirare l’attenzione su parti della fotografia modificando luminosità, contrasto e saturazione, oltre ad una miriade di altri parametri. Altro esempio qui sotto:

prima
Foto originale.

corretta

Foto corretta, ovviamente è facile farsi prendere la mano…

Ci sono naturalmente altri miglioramenti, una novità che dovrebbe racchiudere un grande potenziale è la possibilità di creare delle smart previews, ovvero delle immagini che pesano un decimo o meno degli originali, sulle quali si può agire come su quelle vere, sia in fase di sviluppo che di gestione dei metadati, e una volta collegati al computer gli originali, che magari stanno su un disco esterno capiente, tutte le modifiche vengono riportate dalle copie ai negativi digitali.

Questo è un sistema che può attirare chi usa un portatile, e tiene gli originali in un disco a parte, ma sarà la base per la gestione nella nuvola di lightroom, che sicuramente arriverà prima o poi.

Le nuove possibilità in fase di sviluppo rendono lightroom ancora più versatile e mettono nelle mani del fotografo degli strumenti potentissimi; ad ogni passo mi trovo sempre più in difficoltà nel restare fedele alla mia idea di toccare il meno possibile le immagini. Il punto è che le foto che escono dalla macchina digitale sono spesso buone, ma non ottime, e con pochi tocchi in lightroom si possono aggiustare contrasto ed esposizione in modo da adattarle alla visione su uno schermo grande, o ad una stampa. Quindi un minimo intervento è necessario il più delle volte, ed è (anche) per questo che uno compera un programma come lightroom.

Ma se il miglioramento dell’esposizione è ormai un intervento normale ed ammesso, che dire del raddrizzare le mura di un edificio per migliorare la prospettiva? già qui si altera la geometria, non solo la tonalità, ma posso sempre giustificarmi dicendo che quello che rendo sullo schermo non è distante da quello che ho visto sul campo, anzi è probabilmente più fedele all’impressione che ho avuto nel momento dello scatto.

Quando poi tolgo persone o elementi brutti, faccio un intervento ulteriore e non posso certo affermare che al momento dello scatto la realtà era quella, ma solo, magari, che quella era la mia visione ideale.

Insomma, quanto più diventa facile modificare le immagini e tanto più uno viene tentato dal farlo, non c’è scampo, e magari i risultati sono anche buoni. Meglio un ricordo falso ma bello o uno vero ma banale?

Non ho certo la soluzione, gente come Philip Dick ci ha scritto romanzi, io mi accontento di una banale constatazione di ordine pratico: le foto digitali costano zero, e lightroom rende facile creare delle copie virtuali della stessa foto. Potrò quindi avere due versioni di ogni foto (quantomeno delle migliori), una fedele ed una “ideale”, poi a distanza di anni non ricorderò più quale era l’una e quale l’altra…

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Written by erling

16 giugno 2013 at 20:28

Pubblicato su foto, lightroom

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Il discorso di natale

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Non commento in alcun modo quello che è stato presentato due giorni fa al consueto evento Apple, anche perché passeranno dei mesi prima di vedere in pratica le novità. Voglio solo evidenziare come per la prima volta da parecchio tempo, da troppo tempo, la grandissima parte di quanto annunciato è stata una vera novità, non svelata in anticipo da decine di voci, rumors, e siti specializzati in anteprime.

Ho gustato la diretta streaming sull’ipad, e mi sono sentito come un bambino che assapora una dopo l’altra promesse di nuovi giochi e di migliorie di giochi vecchi, impaziente di provare le meravigliose novità annunciate e genuinamente sorpreso da quanto veniva via via svelato.

Poco importa se i soliti sapienti vedano anche in questa occasione una testimonianza del declino della casa, incapace ormai di rivoluzioni ma portatrice solo di perfezionamenti a prodotti già conosciuti, mi viene da dire che sarebbe bello se ci fossero anche in altri campi delle delusioni simili; noi bambini siamo contenti con poco, e già sogniamo di rinfrescare il telefonino e di imparare nuovi trucchi su vecchi strumenti.

Intanto, brava apple che è riuscita a riprendere le redini ed a bloccare le fughe di notizie; se poi i nuovi sistemi operativi, di computer e telefono, saranno alla pari delle aspettative si vedrà, ma intanto ci siamo goduti la presentazione senza doverla paragonare alle anteprime non ufficiali, che questa volta proprio non ci sono state.

Written by erling

12 giugno 2013 at 22:50

Pubblicato su Mac

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La nuova flickr

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L’impatto iniziale è abbastanza spiazzante, flickr adesso è molto diversa da prima, e segue la moda corrente di porre un flusso di foto nella pagina, senza peraltro possibilità per l’utente di impaginare le fotografie come meglio crede. Mentre la vecchia flickr faceva largo uso di margini bianchi e spazi vuoti, la nuova versione manifesta una sorta di horror vacui, e bada bene a riempire tutto lo schermo con le fotografie.

Del resto lo scopo del sito è proprio quello di mostrare immagini, sia le mie che quelle di amici, parenti e contatti, ed ovviamente posso anche accedere al lavoro di persone che sanno fare belle foto. A questo riguardo non è cambiato nulla, ci sono sempre i gruppi, e si può sempre esplorare l’universo dei milioni di immagini di flickr per scoprire qualcosa di interessante, ma il tutto è più spettacolare, con il flusso degli avvenimenti in prima pagina appena si accede al sito – nuove foto di amici e contatti vengono subito messe in bella evidenza, e raggruppate in modo efficace.

Ora, è la notizia più di effetto, ogni utente ha a disposizione gratis uno spazio da un terabyte, ed i vecchi utenti a pagamento (i vecchi pro) sono incoraggiati a passare all’account gratuito, con restituzione dell’importo equivalente al periodo che resta alla scadenza; ho provato, e mi sono stati accreditati nove euro in modo istantaneo.

L’utente gratuito dovrebbe avere l’incomodo di vedere la pubblicità nelle pagine che visita, ma ad oggi non ho ancora visto un annuncio. Sospetto che la strategia sia quella di acquisire uno strabiliante numero di utenti, attirati dallo spazio enorme di archiviazione, e poi di vendere questo numero alle agenzie pubblicitarie, e se questo è vero allora nei prossimi tempi la pubblicità farà capolino nelle pagine, ma finora ce le godiamo intatte…

Non mi dispiace la nuova versione, bisogna abituarsi un po’ al nuovo aspetto, ma è innegabile che adesso le fotografie, e solo quelle, siano in completo predominio, e tutto il resto passa in secondo piano; la singola foto occupa quasi tutta la finestra del browser, e volendo può essere vista a schermo pieno, lasciando le briciole a commenti, dettagli e cose non rilevanti. Quasi meglio di lightroom, che solo adesso, nella beta della versione 5, ha una vera modalità a tutto schermo.

Written by erling

1 giugno 2013 at 22:05

Pubblicato su foto

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