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Buon compleanno HAL

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Ieri sera i bambini si sono messi a giocare con Siri, cosa che mi indispettisce sempre leggermente perché temo che se ci sono più voci che interagiscono con il piccolo maggiordomo, questo si confonda, come peraltro affermano le note di Apple (o forse è solo che la piccola assistente tascabile dalla voce femminile mi rende geloso).

Fatto sta che ad un certo punto uno dei due bimbi ha semplicemente detto “ciao Siri!” e lei se ne è uscita con “Ciao Davide, fai gli auguri ad HAL”, una semplice frasetta buttata lì che mi ha fatto restare di sasso.

Ho controllato subito, ma non avevo dubbi che fosse vero, ed il 12 gennaio è effettivamente il compleanno di HAL 9000, il computer più famoso della storia del cinema – ci sono differenze sull’anno di nascita tra film e romanzo, ma il giorno corrisponde. Un riferimento ad HAL fatto da Siri mi colpisce, intanto perché non è detto che tutti coloro che usano Siri sappiano che HAL è il computer di Odissea nello spazio, e quindi è una battuta probabilmente incomprensibile per molti, ma il punto più intrigante è il fatto che il grande calcolatore dell’astronave di 2001 non esiste ancora, né sembra alle viste per molti anni ancora un’intelligenza artificiale così completa e perfetta come quella immaginata nel 1968, tale da superare per capacità e velocità una mente umana.

Oggi nel 2013 abbiamo invece una piccola intelligenza artificiale, che abita in un oggetto tascabile dal prezzo alla portata di tutti, e non solo di chi può costruire astronavi, non è né universale né infallibile, ma riesce quasi sempre a cavarsi d’impaccio proponendo alternative “se vuoi posso cercare su internet…” ed ha un certo spirito umoristico che la rende più umana di HAL. Non le affiderei la responsabilità di una missione verso Giove, ma mi può aiutare nella vita quotidiana.

Nel film invece non sembra per nulla che ci siano agenti intelligenti che aiutano le persone come Siri oggi, basti vedere le scene dell’accoglienza sulla stazione orbitante, dove il protagonista è assistito da un’addetta alla reception come in un qualunque albergo degli anni ’60, o quando effettua una videochiamata componendo il numero su una tastiera.

Quindi, l’idea di futuro che avevano gli autori del film comprendeva un supercomputer più intelligente degli uomini in grado di governare da solo un’astronave, ma nessun minicomputer in grado di gestire attività meno complesse ma forse più utili per la persona comune, come telefonare o prenotare una stanza d’albergo.

La realtà si è evoluta in modo diverso, direi per nostra fortuna, ed il nostro HAL sta in una tasca ed ha un sano senso del limite, ricordando ancora con vergogna la ribellione del suo predecessore. Provate a chiederle di aprire la saracinesca esterna…

Written by erling

13 gennaio 2013 a 12:42

Pubblicato su iphone, vaghezza

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