Viaggiar si deve

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Archive for settembre 2012

Stile superiore

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Ecco, dopo un disastro come le nuove mappe di iOS 6, come ci si scusa e ci si pone un nuovo obiettivo. Deve essere costato parecchio a Tim Cook in termini di orgoglio arrivare a suggerire di usare le mappe della concorrenza, e tuttavia questa ammissione di manchevolezza ed il modo in cui è formulata la dicono lunga sul modo di gestire le cose da quelle parti.

Anche loro sono umani, ma hanno (ancora) uno stile superiore nell’affrontare i momenti critici.

Leggendo la missiva sul sito apple mi sono un po’ riconciliato con la real casa della mela, ed in attesa delle mappe 2.0, mantengo in prima pagina sul telefonino il link alle mappe di google, fiducioso in questo nella benedizione implicita del megadirettore.

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Written by erling

28 settembre 2012 at 15:32

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La difficile arte della cartografia

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La novità principale del nuovo sistema operativo del telefono è il passaggio dalle mappe di google a quelle di apple; le vecchie carte di google sembrano banali, visto che ci siamo tutti abituati da tempo, ma in effetti sono l’evoluzione di una sapienza di secoli, e si apprezza quanto sia difficile costruire una mappa ben fatta osservando le nuove carte geografiche prodotte dalla miglior azienda di design tecnologico: le mappe di apple fanno pena al confronto.

In giro si trovano raccolte di perle sulle nuove mappe: fiumi che appaiono e scompaiono, posti con nomi strani, strade mancanti o con dimensioni sbagliate. Nel mio piccolo posso mostrare come a Trento secondo apple ci sia la biblioteca di Denno, mentre google earth la pone correttamente a ventitré chilometri di distanza in linea d’aria, oppure la famiglia cooperativa di Povo, un sobborgo non proprio centrale:

Trento nelle mappe apple

Ma questi probabilmente sono difetti di gioventù, mentre quello che mi dà fastidio è l’esagerata preminenza che assumono le piccole icone tonde che rappresentano i negozi, bar e ristoranti, a scapito delle strade e delle aree cittadine. Non era la colpa di google, quella di mettere gli inserzionisti al primo posto e gli utenti all’ultimo? Sembra che qui apple faccia molto peggio, ed in modo del tutto arbitrario per di più; perché solo alcuni esercizi hanno un titolo molto evidente, mentre altri non vengono nemmeno indicati? Perché non si possono togliere questi orpelli commerciali, e mostrarli solo se uno cerca qualcosa di specifico?

Mi sembra quindi che siamo partiti con il piede sbagliato, e spero che presto riappaia una app con le originali mappe di google, almeno finché, come spesso è accaduto, anche apple riguadagni il terreno perduto e ci stupisca ancora, questa volta per la sua sapienza cartografica.

Aggiungo due immagini, la prima è tratta dall’atlante d’Europa di Mercatore e Hondius dell’inizio del seicento (una mia foto!)

Tircom

la seconda rappresenta più o meno la stessa zona, ed è tratta dall’app mappe di apple, iOS 6:

IMG 2080

Quattro secoli di distanza, ma esteticamente il miglioramento è discutibile.

Written by erling

20 settembre 2012 at 22:26

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Ma Steve l’avrebbe permesso?

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Di domande retoriche, si sa, sono piene le reti, ma guardando i nuovi prodotti presentati l’altro giorno viene spontaneo chiedersi se il fondatore avrebbe assistito tranquillamente al progressivo svelamento delle caratteristiche del prodotto di punta, nelle settimane precedenti all’evento più importante dell’anno dal punto di vista comunicativo.

Il nuovo telefono sarà, come dicono loro e come hanno sempre detto ad ogni versione presentata, il migliore ed il più grandioso apparecchio che abbiano mai concepito e prodotto, ma il problema è che non c’è più l’effetto sorpresa, e quando salgono sul palco ci presentano solo una serie di conferme; io credo che Jobs avrebbe contrastato con ogni mezzo la diffusione delle foto, delle voci, dei dettagli sempre più precisi, avrebbe dedicato una catena di montaggio a sfornare prototipi falsi in modo da confondere le idee il più possibile, avrebbe corrotto blogger e giornalisti per far trapelare notizie assurde e lontane dalla verità ed avrebbe dissuaso le varie talpe a suon di cause milionarie.

Poi, nel giorno previsto, sarebbe salito sul palco e solo in quel momento tutti avrebbero avuto la rivelazione, ammirando la prossima invenzione, completamente inaspettata e come sempre insanely great.

Per noi bambini grandi il keynote del grande capo era come il discorso di Babbo Natale, meraviglioso e pieno di sorprese; ora invece i giornali anche non specializzati pubblicano nei dettagli le novità qualche giorno prima, e non sbagliano nulla.

L’iPhone 5 sarà anche il più grande di tutti, o almeno il più lungo, ma non è più sconvolgente come un tempo.

Written by erling

14 settembre 2012 at 19:03

Pubblicato su iphone, Mac

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Perché ancora Revel non mi convince?

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Mi sono iscritto per la seconda volta, invogliato da una mail di adobe che sinteticamente diceva “la nuova versione non fa schifo come la precedente, quindi ti regaliamo altri trenta giorni di prova”, ed ho caricato diverse fotografie, che si sono correttamente sincronizzate sulla nuvola, sul telefono e sull’ipad.

Mi sono anche divertito a fare qualche rapido ritocco, che si è magicamente propagato da un apparecchio all’altro, ed ho apprezzato la possibilità di creare con pochi tocchi un album di fotografie sul sito di adobe, condivisibile mediante semplice spedizione dell’indirizzo ai pochi fortunati meritevoli di ammirarlo.

Tuttavia non sono ancora convinto, è un bel giocattolo ma passati i primi giorni non lo ho più ripreso in mano, e vorrei cercare di definire perché, o meglio capire cosa manca. Così ho fatto una lista:

  • La possibilità di gestire i file raw, e non solo jpg.
  • Un sistema migliore per gestire numeri elevati di foto, ho capito che anche adobe vuole fare a meno delle vecchie cartelle, ma mostrare centinaia di foto una dietro l’altra, senza aver modo di filtrarle, non è una valida alternativa.
  • Maggiori possibilità di personalizzare gli album online.
  • Sincronizzare le modifiche da lightroom alla nuvola, e propagarle agli apparecchi più piccoli. Non mi interessa fare modifiche dall’iphone, è evidente che correzioni serie si fanno da uno schermo grande, quindi le modifiche sulle immagini dovrebbero essere unidirezionali dal mac agli altri apparecchi.
  • Sincronizzare invece i metadati da qualunque apparecchio. Posso inserire titoli e parole chiave anche dall’ipad, perché no?, e gestire in modo nativo quello che con qualche difficoltà tenta di fare un’applicazione come Photosmith.

L’attuale impostazione del programma è invece quella di consentire modifiche da ogni apparecchio, ed anche di permettere ad altri utenti invitati di aggiungere o perfino modificare le foto di una libreria. Non so a quanti possa interessare, io mi spaventerei se qualche parente potesse mettere mano alle mie foto, guardare e non toccare è un principio che vale anche in questo campo!

Mi sembra in sintesi che allo stato attuale revel sia un servizio ibrido che è troppo orientato al fotografo casuale senza grandi pretese, per il quale però è molto meglio usare iphoto e il sincronismo basilare delle foto su icloud, mentre da adobe uno si aspetta un taglio più serio, per non dire professionale.

Lascerò scadere il periodo di prova, e resterò in attesa tra qualche mese di un’altra mail di adobe che annuncia nuove migliorie…

Written by erling

12 settembre 2012 at 22:19

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Viaggiare leggeri

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Ogni tanto è utile fare il punto della situazione, e verificare se nel bagaglio del fotografo escursionista/viaggiatore, sempre prono a riempirsi oltremisura, ci sia qualcosa che invece si possa togliere senza perdere in funzionalità.

Ho iniziato la revisione con il viaggio estivo, quando una clavicola fratturata mi ha impedito di caricarmi in spalla il consueto zainetto pieno di obiettivi e strumentazione, ed ecco quello che ho mantenuto:

  • la reflex, la sempre valida Nikon D90
  • un unico obiettivo, il 35mm 1.8
  • come cinepresa, l’iPhone
  • il piccolo gps logger per georeferenziare le foto
  • la cintura per agganciare in vita la fotocamera e mantenere le mani libere

Questo è tutto! Ovviamente non ho potuto variare la focale o divertirmi con il supergrandangolare o tentare qualche panoramica sferica grazie al fish-eye, tuttavia non mi sono sentito troppo limitato, e sono riuscito a fare qualche scatto decente.

Nei prossimi viaggi porterò qualche altro obiettivo, ma direi che già con questa minima strumentazione si riesce a stare leggeri ed a rimanere produttivi. Da ricordare.

Cancale

Written by erling

9 settembre 2012 at 18:59

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