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Nuovamente a casa

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Eccomi di ritorno dal viaggio in Bretagna, durante il quale il principale strumento di collegamento con il mondo, l’ipad, è stato monopolizzato dai bambini, e così la debole inclinazione a raccontare il viaggio mentre avveniva si è spenta senza ribellarsi, se non per qualche cinguettio su twitter a cui rinvio per la cronaca in diretta.

Ma mi sembrerebbe una pigrizia imperdonabile chiudere l’esperienza senza scrivere un piccolo riassunto, e quindi eccolo di seguito:

  • Vannes ed il golfo di Morbihan: incantevole cittadina e piccolo arcipelago all’interno di un golfo, ricco di testimonianze preistoriche (Carnac è a due passi). Si può facilmente perdere il conto dei giorni passando da una spiaggia ad un cerchio megalitico, il tutto in un clima caldo ma non asfissiante come al sud.
  • La Pointe du Raz e la costa della Cornovaglia, selvaggia ma visitata da milioni di visitatori, il che rappresenta una forte contraddizione, ed ammirare le falesie ed i fari facendo la fila sui sentieri è un po’ come camminare sui sentieri dolomitici in agosto, ovvero da evitare se proprio non si può farne a meno. Dato che ci è toccato questo periodo, sospendo il giudizio in attesa di rivedere i luoghi in bassa stagione.
  • Brest, porto militare senza un’anima visibile al turista. Città deserta il sabato sera, la via principale larghissima, a misura dei tram che corrono su due file di binari, un monumento in stile nordcoreano ad un estremo ed il monumentale ponte all’altro, il capoluogo del Finistere non ci ha particolarmente entusiasmato, ma la giuria decide di essere clemente nel giudizio a motivo della totale distruzione patita da Brest nel corso della seconda guerra mondiale, che ne ha abbassato di molto le attrattive.
  • Gli enclos parossiaux, una settantina di villaggi minuscoli nell’entroterra tra Brest e Morlaix che non vantano una semplice chiesetta come tutti i paesini di questo mondo, ma dei recinti che oltre al tempio contengono il cimitero, l’ossario ed una specie di “arco trionfale” da dove passavano le processioni. Una grandeur dei tempi andati che lascia un po’ sconcertati per la sproporzione tra le dimensioni delle opere e quelle dei paesini che le ospitano, ma certo ognuno di questi recinti è ammirevole ed unico, oltre che felicemente ignorato dalla maggioranza dei turisti.
  • La cosiddetta foresta di Huelgoat, uno si aspetta una vasta estensione arborea con un giusto grado di autenticità, tipo sentieri della SAT per intenderci, che sono una comodità al servizio dell’esploratore civilizzato inserita in un contesto comunque naturale. Invece Helgoat è poco più di un parco cittadino, con le attrazioni a poca distanza l’una dall’altra e molto ben segnalate, senza dubbio il punto più deludente del giro.
  • Dinard e Saint-Malo sono invece due punti felici, le cittadine marittime nate o meglio scoperte all’inizio dell’epoca della villeggiatura, ricche di palazzi signorili dell’inizio del novecento e fornite di spiagge comode e spaziose, quanto almeno permette la marea…
  • Le maree dell’oceano, spettacolari! Il mare che avanza a vista d’occhio e costringe centinaia di bagnanti a ritrarre asciugamani e carabattole nel giro di pochi minuti ha una forza ben diversa che il mare delle nostre latitudini, per non parlare di un’intera baia che si riempie e si svuota d’acqua.
  • Come la baia del famoso monte di Saint Michel, forse l’esempio principale di questo fenomeno. Il monte in sè è da vedere assolutamente in bassa stagione, noi abbiamo rinunciato a causa della calca che fin dai primi metri di salita ci impediva ogni speranza di movimento autonomo

Ci sono poi decine di altri paesini affascinanti, come Cancale dove si mangiano le ostriche fresche al porto, o Dinan dal sapore medievale, ed in sintesi la regione bretone ha molto da offrire al viaggiatore; l’unico difetto è dato dall’affollamento agostano, ma nella nostra epoca molto spesso i viaggiatori scelgono la meta, e non il periodo.

Ora mi resta il consueto lavoro a consuntivo, di preparazione della documentazione fotografica, e poi si penserà al prossimo giro.

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Written by erling

19 agosto 2012 a 17:52

Pubblicato su viaggi

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