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Archive for agosto 2012

Spazio 1969

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Non posso dire di ricordare il primo allunaggio, avevo solo tre anni e probabilmente nel momento cruciale dormivo beato, ma ho un vivo ricordo di un telegiornale che raccontava e mostrava immagini di una strana automobile guidata dagli astronauti sulla luna, si tratta quindi o dell’apollo 15 (30 luglio 1971), o 16 (21 aprile 1972) o 17 (11 dicembre 1972). Ora che il primo esploratore lunare è morto mi è tornato alla mente quel ricordo, insieme alla riflessione che l’immaginazione infantile della mia generazione è stata estremamente influenzata dagli storici eventi che capitavano in quegli anni.

Noi da bambini giocavamo agli astronauti, e non si faceva altro che prendere spunto dalla realtà, sicuri che da grandi avremmo visto e forse partecipato di persona ad imprese spaziali sempre più audaci. Purtroppo non è andata proprio così, e come qualcuno ha fatto notare in occasione della scomparsa di Armstrong, nessuno nato dopo il 1935 è mai stato sulla luna.

Poi nel 1977 uscì al cinema guerre stellari, e l’immaginazione infantile cambiò direzione, agganciandosi non più alla realtà ma alla finzione cinematografica. L’avventura spaziale non era più una possibilità concreta, ma una storia che avveniva in una galassia lontana lontana.

Dal 1969, primo allunaggio, al 1977, guerre stellari, ci sono stati meno di dieci anni di giochi stimolati dalla realtà, e chi è nato prima o dopo quel breve intervallo felice ha avuto altri riferimenti, immaginari e non legati all’attualità.

Nessuno è più tornato sulla luna da allora, ed i miei figli conoscono la geografia dei mondi di George Lucas, ma non del nostro sistema solare. Solo chi ha la mia età è stato così fortunato da vivere insieme al programma apollo, negli anni dell’infanzia.

Prima o poi comunque confido che qualcuno, forse i cinesi o gli indiani, rimetterà piede sul vecchio satellite, ed io nella vecchiaia riprenderò a sognare le avventure che giocavo da piccolo, mentre altri bambini ancora non nati ne inventeranno di nuove.

Written by erling

28 agosto 2012 at 22:22

Pubblicato su scienza, vaghezza

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Nuovamente a casa

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Eccomi di ritorno dal viaggio in Bretagna, durante il quale il principale strumento di collegamento con il mondo, l’ipad, è stato monopolizzato dai bambini, e così la debole inclinazione a raccontare il viaggio mentre avveniva si è spenta senza ribellarsi, se non per qualche cinguettio su twitter a cui rinvio per la cronaca in diretta.

Ma mi sembrerebbe una pigrizia imperdonabile chiudere l’esperienza senza scrivere un piccolo riassunto, e quindi eccolo di seguito:

  • Vannes ed il golfo di Morbihan: incantevole cittadina e piccolo arcipelago all’interno di un golfo, ricco di testimonianze preistoriche (Carnac è a due passi). Si può facilmente perdere il conto dei giorni passando da una spiaggia ad un cerchio megalitico, il tutto in un clima caldo ma non asfissiante come al sud.
  • La Pointe du Raz e la costa della Cornovaglia, selvaggia ma visitata da milioni di visitatori, il che rappresenta una forte contraddizione, ed ammirare le falesie ed i fari facendo la fila sui sentieri è un po’ come camminare sui sentieri dolomitici in agosto, ovvero da evitare se proprio non si può farne a meno. Dato che ci è toccato questo periodo, sospendo il giudizio in attesa di rivedere i luoghi in bassa stagione.
  • Brest, porto militare senza un’anima visibile al turista. Città deserta il sabato sera, la via principale larghissima, a misura dei tram che corrono su due file di binari, un monumento in stile nordcoreano ad un estremo ed il monumentale ponte all’altro, il capoluogo del Finistere non ci ha particolarmente entusiasmato, ma la giuria decide di essere clemente nel giudizio a motivo della totale distruzione patita da Brest nel corso della seconda guerra mondiale, che ne ha abbassato di molto le attrattive.
  • Gli enclos parossiaux, una settantina di villaggi minuscoli nell’entroterra tra Brest e Morlaix che non vantano una semplice chiesetta come tutti i paesini di questo mondo, ma dei recinti che oltre al tempio contengono il cimitero, l’ossario ed una specie di “arco trionfale” da dove passavano le processioni. Una grandeur dei tempi andati che lascia un po’ sconcertati per la sproporzione tra le dimensioni delle opere e quelle dei paesini che le ospitano, ma certo ognuno di questi recinti è ammirevole ed unico, oltre che felicemente ignorato dalla maggioranza dei turisti.
  • La cosiddetta foresta di Huelgoat, uno si aspetta una vasta estensione arborea con un giusto grado di autenticità, tipo sentieri della SAT per intenderci, che sono una comodità al servizio dell’esploratore civilizzato inserita in un contesto comunque naturale. Invece Helgoat è poco più di un parco cittadino, con le attrazioni a poca distanza l’una dall’altra e molto ben segnalate, senza dubbio il punto più deludente del giro.
  • Dinard e Saint-Malo sono invece due punti felici, le cittadine marittime nate o meglio scoperte all’inizio dell’epoca della villeggiatura, ricche di palazzi signorili dell’inizio del novecento e fornite di spiagge comode e spaziose, quanto almeno permette la marea…
  • Le maree dell’oceano, spettacolari! Il mare che avanza a vista d’occhio e costringe centinaia di bagnanti a ritrarre asciugamani e carabattole nel giro di pochi minuti ha una forza ben diversa che il mare delle nostre latitudini, per non parlare di un’intera baia che si riempie e si svuota d’acqua.
  • Come la baia del famoso monte di Saint Michel, forse l’esempio principale di questo fenomeno. Il monte in sè è da vedere assolutamente in bassa stagione, noi abbiamo rinunciato a causa della calca che fin dai primi metri di salita ci impediva ogni speranza di movimento autonomo

Ci sono poi decine di altri paesini affascinanti, come Cancale dove si mangiano le ostriche fresche al porto, o Dinan dal sapore medievale, ed in sintesi la regione bretone ha molto da offrire al viaggiatore; l’unico difetto è dato dall’affollamento agostano, ma nella nostra epoca molto spesso i viaggiatori scelgono la meta, e non il periodo.

Ora mi resta il consueto lavoro a consuntivo, di preparazione della documentazione fotografica, e poi si penserà al prossimo giro.

Written by erling

19 agosto 2012 at 17:52

Pubblicato su viaggi

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Bretagna

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Niente viaggio in bici questa volta, problemi vari lo impediscono, ma non ci tiriamo indietro. Domani si parte in cuccetta alla volta di Parigi, e dopo un paio di giorni nella capitale si va a Rennes, dove ci aspetta un’automobile che spremeremo a dovere in un tour della Bretagna.

La terra di Asterix ci ispira, vedremo nei prossimi giorni cosa ci attende.

Written by erling

2 agosto 2012 at 17:08

Pubblicato su viaggi

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