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La bella vita nella nuvola

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Mi sono abbonato al nuovo servizio di iTunes che in italiano si chiama “iTunes Match”, principalmente per la curiosità di provare una cosa nuova, ma anche spinto dalla speranza di semplificare la gestione della discografia casalinga.

Dopo qualche giorno speso nell’inizializzazione del sistema – questione di qualche ora per analizzare la libreria musicale, confrontarla con il negozio nella nuvola e spedire in cielo i brani di cui non si trova corrispondenza – posso tentare un primo bilancio.

A cosa serve dunque questo nuovo giocattolo?

Idealmente a due cose:

  • Ad aumentare magicamente la qualità audio dei brani che, anni or sono, erano stati convertiti dai cd con i sistemi che c’erano allora, meno fedeli di quanto è oggi disponibile nel negozio apple. Se una canzone sul disco corrisponde ad una esistente nel negozio, si può scaricare la versione moderna ad alta qualità e rimpiazzare la vecchia. Per inciso, questo è un modo per riciclare dei file ottenuti in maniera fortuita, magari ancora da Napster…

  • A poter finalmente cancellare da iphone e ipad la musica che in quel momento occupa spazio prezioso, sapendo che ovunque ci sia una connessione internet si possono ripristinare i brani senza più passare dal computer di casa.

Come sempre, l’ideale si scontra con la realtà, e la realtà presenta alcuni aspetti bizzarri, come un album nel quale venti brani sono “abbinati”, ovvero associati ai corrispondenti brani in vendita su itunes, ed uno è “caricato”, ovvero in mancanza di un’associazione viene spedito sulla nuvola il file, magari vecchio e brutto, che sta sul mio disco, senza sapere perché tra tutti solo uno non viene associato.

Oppure alcuni file sono talmente vecchi da essere codificati in una qualità che è troppo bassa per permettere il confronto con la nuvola, e quindi non si possono né associare né spedire online. In questi casi soccorre un trucco: creare mediante itunes una versione in qualità più alta (non importa che sia illusoria, partendo da un originale scarso), ed in questo modo il file viene associato. Tutto il mio Vivaldi era in queste miserrime condizioni, e sono riuscito ad associarlo.

Si prospetta quindi, prima della semplificazione dell’esistenza musicale, un duro lavoro di associazione, verifica e ripulitura. Come sempre, work in progress.

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Written by erling

9 maggio 2012 a 23:00

Pubblicato su software

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