Viaggiar si deve

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Archive for aprile 2012

Salvi chi può

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Negli ultimi tempi è tutto un proliferare di servizi per il salvataggio e la sincronizzazione dei dati sulla famigerata nuvola; io già da un pezzo mi affido a dropbox per tenere i documenti in sincrono tra il computer di casa e le appendici che ci si portano appresso in viaggio, già più di una volta mi è stato utile scaricare sul telefonino un pdf salvato in precedenza e sparato nella nube. Un altro elemento importante è il salvataggio in remoto dei dati, che ad un paranoico come me, già bruciato dalla perdita di un disco, sembra un bonus non da poco.

Dropbox però, nella versione gratuita, offre due giga di spazio, più qualcosa se si invitano amici o se si usa per caricare fotografie, il che per le mie esigenze domestiche è ancora sufficiente.

Per esigenze di lavoro invece ho creato un account su dropbox che si stava rapidamente riempiendo, e quindi mi sono guardato intorno alla ricerca di alternative. Ho scartato il nuovo servizio di google, timoroso del loro elastico concetto di privacy, non sia mai che mi indicizzino i file e la prossima volta che faccio una ricerca mi ritrovo qualche pubblicità molto mirata (l’ho già detto che sono paranoico?). In questo modo ho rinunciato a cinque giga gratuiti, ma pazienza.

Ho trovato invece un posto che pare fatto al caso mio, si chiama wuala e pone molta enfasi alla sicurezza dei dati, che vengono criptati sul computer dell’utente e non possono essere decrittati da nessuno senza la password, nemmeno da loro. Cinque giga gratis ed un programma, anche per il vecchio windows xp che uso in ufficio, che pensa da solo ad eseguire il salvataggio, negli intervalli scelti da me.

Finora sono molto soddisfatto, il sistema è semplice e sembra funzionare, ovvio che la vera prova si avrebbe in un’emergenza che distruggesse i dati in locale, e non ho voglia di sperimentare la cosa se proprio non devo, per ora quindi mi accontento di vedere che la cosa è automatica e non ci penso.

Giusto un accenno en passant al servizio di microsoft, skydrive, che promette ben sette giga gratuiti. Non volendo fare il fanboi mi sono perfino iscritto lì, ed ho scaricato il programma per windows xp, che, chissà come mai, si è rifiutato di installarsi. Poi dicono che uno è prevenuto contro microsoft!

Un altro servizio, più legato forse alla condivisione che al backup, è cubby, cui si accede per invito (nel mio caso ci hanno messo una settimana a darmi l’accesso); anche qui cinque giga gratis e la possibilità, diversamente da dropbox, di designare qualunque cartella come una cartella da sincronizzare.

Ci saranno naturalmente altre offerte in giro, queste sono quelle che ho scoperto con poca fatica, e noto qui per le mie statistiche che lo standard gratuito in pochi mesi si è alzato a cinque giga. Potrei enunciare una legge informatica, o di vita?, ipotizzando che poco prima che si raggiunga il limite massimo arriva un nuovo servizio o un’innovazione, ed il limite si alza.

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Written by erling

30 aprile 2012 at 17:56

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Panoprova

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Provo qui sotto ad allegare il mio primo panorama pubblicato su 360cities:

http://www.360cities.net/javascripts/krpano/krpano.swf
il lago di Monticolo in Südtirol

Ci sono alcuni diffettucci, primo tra tutti la non perfetta orizzontalità dell’orizzonte, ma tutto sommato non mi sembra malaccio. E’ solo un inizio, ma spero di proseguire e migliorare.

Aggiunta: wordpress non consente di inserire il panorama, così bisogna per forza cliccare il link :(

Written by erling

13 aprile 2012 at 21:17

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Foto asociali

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Tempo fa avevo installato instagram ma l’avevo rimossa dopo un po’. Come app fotografica non mi pareva all’altezza di hipstamatic, e non volevo trovarmi con troppi programmi che fanno le stesse cose.

In realtà mi sfuggiva l’afflato sociale della cosa, ma purtroppo da questo orecchio non ci sento molto bene. Oggi instagram se l’è comperata facebook per un bel miliardo.

Non so giudicare il valore dell’operazione, penso che chi scambiava foto con instagram prima lo farà anche adesso, solo il piccolo comitato antitrust che è dentro di me mugugna un po’ per questa riduzione delle possibilità: ora anche lo scambio di foto col telefonino avverrà sotto le ali di facebook, e le alternative indipendenti vanno scemando.

Come sempre in questi casi, si promette che nulla cambierà per la compagnia assimilata, ben sapendo che nel prezzo di mille milioni è compreso il diritto di scordare le promesse iniziali. Auguri a chi posta su instagram, e teniamoci stretti flickr e twitter finchè durano.

Written by erling

10 aprile 2012 at 15:37

Pubblicato su foto, Siti

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Panorama sul mondo

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Era da un po’ che ci pensavo, e mi sono concesso qualche giorno fa un regalo pasquale, approfittando di un’occasione su Amazon: un fish-eye coreano che assume vari nomi a seconda del mercato in cui viene proposto, e di cui in giro nella rete si sente parlare molto bene. Non si chiama nikon, ma costa la metà e vale probabilmente quasi altrettanto, specialmente se l’utilizzo a cui è destinato non è professionale.

A cosa serve un obiettivo tanto esotico e tanto deformante? Ovvio, a costruire delle foto panoramiche, quelle per capirci che si trovano su 360cities, e che mi hanno sempre ispirato.

Dopo un paio di giornate di utilizzo, posso esprimere qualche breve impressione: intanto, il lavoro e la progettazione di una foto panoramica è molto ma molto superiore ad una normale fotografia. Un problema che ho subito riscontrato è la decisione di quante immagini scattare; leggendo in giro mi ero fatto l’idea che quattro foto a 90° di distanza l’una dall’altra bastassero, più un’immagine del cielo (zenith, nel gergo panoramistico), ma forse qualche immagine in più non guasterebbe.

Il problema è che le singole fotografie vanno poi unite mediante un apposito software per creare la panosfera, l’immagine finale che dà l’illusione di essere immersi in una realtà che circonda completamente l’osservatore, e qui casca l’asino, cioè il panoramista principiante, dato che sia hugin che ptgui si trovano in difficoltà lamentando di non riuscire a catturare i punti comuni tra le foto, che probabilmente quindi non si sovrappongono a sufficienza; per la prossima gita devo quindi tentare di fare sei scatti più zenith, o magari otto, che mi sembra più intuitiva come rotazione.

I sacri testi consigliano di usare un cavalletto con testa panoramica, ovvero di portarsi dietro due-tre chili di roba che costa almeno mille euro; in rete però si trovano suggerimenti più alla portata dei dilettanti, e per il momento utilizzo per le mie riprese un filopode (o filopiede?) che mi consente con poco peso ed ingombro di scattare mantenendo la prescritta invarianza del punto nodale, ovvero di minimizzare le differenze di parallasse tra le varie foto.

A questo riguardo un trucco che si impara presto è quello di usare un peso sufficientemente consistente, non come ho fatto io che ho semplicemente attaccato una moneta al filo, e con il vento di oggi era come avere una bandiera!

Non mi sento ancora pronto per mostrare al mondo i miei tentativi, ma intanto sto facendo pratica e mi sembra un’attività divertente; è un ramo della fotografia che si appoggia pesantemente alla parte informatica dell’arte, basti pensare che non ha molto senso stampare una panosfera, ma si può osservarla solo tramite un computer. Quindi ci allontaniamo dalla consueta idea che uno ha della fotografia, ed esploriamo nuovi territori. Niente male.

Written by erling

8 aprile 2012 at 22:01

Pubblicato su foto, Ortisei

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