Viaggiar si deve

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Archive for febbraio 2012

Coscienza pulita

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Mi è appena caduto l’occhio su una nuova sezione del sito apple americano, questa: Supplier responsibility.

E’ un bel segno dei tempi che un produttore così importante metta sul proprio sito una sezione su un argomento etico apparentemente slegato dalla descrizione di mac ed iphone vari.
Certamente fino a pochi mesi fa non ci interessava molto sapere come venissero prodotti i nostri bellissimi giocattoli apple, e da chi, e in quali condizioni lavorative, ma da qualche periodo si è fatta intensa la pressione dell’opinione pubblica sui costruttori dei moderni oggetti del desiderio perché siano più responsabili ed umani, come direbbe il grande Fantozzi, anche verso chi materializza in Cina i sogni disegnati in California.

Probabilmente ci sono molti sensi di colpa da parte del consumatore medio occidentale, che sospetta che non potrebbe avere il suo giocattolo se chi lo costruisce lavorasse come lavoriamo noi, ovvero protetti da quelli che sono – non da moltissimi anni invero – diritti indubitabili, come un orario non eccessivo, una retribuzione adeguata, un’istruzione continua, ambienti di lavoro sicuri e sani.

Vale la pena di leggersi quello che scrive apple, per scoprire che questi diritti non sono proprio così pacifici dappertutto, ma, ripeto sarà un segno dei tempi, oggi ci si bada molto di più anche in Asia. Apple come sempre vuole rassicurare i propri affezionati clienti, e garantisce di prendersi a cuore anche la user experience di chi produce, non solo di chi utilizza i mac.

Tutto bene dunque, fino a prova contraria la ditta ha un capitale di fiducia ancora più grande di quello monetario, e deve stare attentissima a non fare passi falsi in un campo delicato come questo, certo fa specie che se non ci fossero state le sollecitazioni di giornali ed opinione pubblica probabilmente apple non avrebbe reagito con questa pubblicazione, e forse nemmeno intrapreso iniziative tanto decise per responsabilizzare i propri produttori.

In alcuni campi evidentemente l’innovatore deve essere ancora guidato, per trovare la strada giusta.

Written by erling

19 febbraio 2012 at 23:16

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L’ossificazione del Mac

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Quando era stato presentato Os X lion, l’anno scorso, mi aveva fatto una brutta impressione: mi sembrava che di questo passo il venerabile computer da casa, in italiano desktop, si sarebbe trasformato in una versione gigante dell’ipad, e la cosa non mi piaceva, poiché pensavo di poter usare un iMac da ventisette pollici in maniera meno limitata di quanto costringesse a fare la pur eccellente tavoletta computazionale senza tastiera.

Mi sbagliavo, ed uso lion apprezzandone le qualità ogni giorno senza trovarmi limitato rispetto al precedente Os, specialmente grazie al magnifico strumento che è il magic trackpad, che ha rimpiazzato completamente il mouse ed ha portato l’immediatezza del multitocco anche sul computer.

Così vedendo oggi le novità previste per il prossimo felino, approvo con soddisfazione la decisone di togliere alcuni elementi di incongruenza che restavano, come le note che appaiono nella posta o le cose da fare nei calendari.

Le notifiche sul desktop le avevamo da anni grazie a growl, riposi in pace a questo punto, mentre sul programma messaggi che prende il posto di iChat non mi pronuncio, non avendo mai usato il vecchio e non prevedendo di adoperare il nuovo.

Potenzialmente importantissima è l’integrazione totale con iCloud. Salvare un documento, anzi nemmeno serve più salvare, basta chiudere il programma, e trovarlo subito sulla nuvola e sugli altri iCosi, è la via maestra, irrinunciabile non appena sarà attivata.
Insomma, poche novità ma che senza dubbio valgono il biglietto da trenta euro che probabilmente sarà richiesto.

Le grandi novità ormai le vediamo sui sistemi portatili, ed i sistemi fissi saranno al traino, è inevitabile quando i numeri di vendita sono quelli di oggi. Non che sia un male, anzi, magari arriverà qualche buona idea per rinvigorire il settore dei computer domestici.

Written by erling

18 febbraio 2012 at 19:57

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A tentoni nell’oscurità

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Ogni tanto mi sovviene che, per qualche imponderabile caso fortuito, queste note affidate al mezzo più fragile e più rapido conosciuto dall’uomo – ovvero le memorie magnetiche connesse attraverso vie telematiche – questi radi appunti dicevo, potranno magari in un futuro essere rinvenuti da uno storico interessato a conoscere i nostri tempi, e chissà quanto si stupirà costui nel ritrovare svariati argomenti ben poco collegati con la cosiddetta attualità.

Quando mi si accendono queste fantasie, mi dico che potrei fare anche qualche commento su fatti correnti, tanto per lasciare qualche traccia che dimostri che ai tempi di internet non tutti vivevano nelle grotte, sconnessi dalle notizie.

Tutto questo preambolo solo per giustificare le impressioni che vado a scrivere di seguito, legate all’agonia economica della Grecia, che dura ormai da un paio di anni, ed alla totale incapacità dell’Europa di risolvere questo problema, che in termini relativi è piccolo rispetto alla capacità economica dell’Unione Europea, ma che ormai comincia a incidere profondamente sulla popolazione di uno degli stati della ricca e civile Europa, conosciuta in tempi più felici come faro di civiltà e progresso.

Sulle cause ed i rimedi non pretendo di pontificare, le mie basilari competenze economiche mi portano a dare credito ad esempio alle tesi esposte qui; probabilmente nei tempi futuri studieranno la gestione del caso greco come un esempio da manuale degli errori da non commettere, ma più che la (mala)gestione finanziaria mi colpisce e mi rattrista la totale e plateale indifferenza della parte ricca del continente verso la parte povera, in una situazione in cui le colpe non sono del resto completamente da addebitare a quest’ultima, ed esiste un rischio concreto anche per i paesi ricchi di farsi del male giocando col fuoco.

Miopia, totale mancanza dell’elemento solidale che si presumeva insito nell’idea di aver messo in comune dieci anni fa la moneta, arroganza nell’imporre ricette ogni volta risolutive ma in realtà ogni volta soltanto dolorose e peggiorative, le migliori menti politiche europee ci guidano da anni a tentoni nell’oscurità.

Dieci anni fa è stato emozionante prelevare dal bancomat le prime banconote in euro, e viaggiare d’un tratto senza preoccuparsi del cambio, o comperare in altri paesi confrontando direttamente i prezzi con i nostri. Pareva che fosse solo il primo passo verso un’unione più diretta, anche politica tra i nostri paesi, ed invece questo slancio si è bloccato e siamo al punto in cui ogni Stato si tiene ben strette le proprie competenze e teme il contagio degli elementi deboli.

Ora che si vedono foto da Atene con la bandiera europea dipinta con la svastica l’entusiasmo iniziale sta scemando rapidamente; personalmente sono ancora convinto che l’euro ci abbia portato benefici maggiori ai danni, bisognerebbe però portare a termine l’opera e completare l’unione politica. Purtroppo in questa fase nessuno ci tiene troppo, del resto lo spettro di una guerra tra i paesi europei, che aveva spinto inizialmente verso l’integrazione, è ormai lontano, o almeno lo sembrava fino alle scorse settimane…

Written by erling

14 febbraio 2012 at 23:56

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500px

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Sono chiaramente l’ultimo ad averlo scoperto, ma il sito di 500px mi sembra molto ben fatto e mi sono iscritto d’impulso.
E’ di una caratura molto più alta rispetto a flickr, qui si trovano dei portfolio di gente molto ma molto in gamba, ed è un piacere sfogliarli; nel mio piccolo ho pensato di postare su 500px una selezione di foto di viaggio che mi sono piaciute.
Non garantisco né continuità né qualità all’altezza dei fotografi che bazzicano il sito, ma chissà che non sia un incoraggiamento a migliorare la tecnica e la post-produzione.
Dimenticavo il link: le mie foto su 500px

Written by erling

12 febbraio 2012 at 18:03

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Senza tempo

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Dunque adesso con l’ipad si leggono i giornali con una bella facilità, e con un’ottima resa; mi sono abbonato alla Repubblica ed in pochi minuti (secondi a volte), ogni mattina ho il giornale pronto e servito, con allegati, film e fotografie.

E’ da un paio di mesi che mi diverto a sentirmi all’avanguardia, ma mi rendo conto che non è tutto oro quello che luccica; purtroppo la giornata ha sempre 24 ore, e la lettura tranquilla di un quotidiano ne pretenderebbe una certa parte. Sono ormai di più le giornate in cui sfoglio rapidamente i titoli che quelle in cui ho il tempo di approfondire qualcosa.

La vita digitale si dimostra sempre più famelica, e vorrebbe assorbire tutto il mio tempo: ora che i bambini sono leggermente più autonomi e non corrono pericoli immediati se non li guardo ogni minuto, c’è sempre una serie di incombenze che si mette in fila davanti a me dopo la giornata di lavoro.

Sono ben felice di aver definitivamente seppellito la televisione, e credo che le distrazioni che hanno preso il suo posto siano decisamente più appaganti ed istruttive, basti pensare alle immense possibilità di conoscenza che ci dà la grande rete, o ai potentissimi strumenti che ha oggi un fotografo digitale con una camera chiara nel computer, pronta ad ogni sperimentazione.

La tranquilla lettura di un quotidiano la considero ancora un lusso, e nella scala delle priorità è risalita solo di un pochino, grazie all’ipad; nemmeno la tecnologia può regalarci il tempo, al massimo ce ne fa risparmiare un po’, e con l’altra mano ce lo ruba proponendoci nuovi giochi e distrazioni.

Written by erling

3 febbraio 2012 at 22:57

Pubblicato su ipad, vaghezza