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Archive for gennaio 2012

Lightroom 4, beta

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E’ uscita oggi la prima beta di lightroom 4; sono andato subito a scaricarla qui, ed ho aspettato pazientemente che i quattrocento e passa mega del programma si materializzassero sul mio disco.

Molte le novità, nel pannello sviluppo hanno completamente cambiato la logica dei vari comandi, e ci vorrà un po’ di tempo per prenderci la mano; due le cose più eclatanti secondo il mio punto di vista: un modulo intero per la gestione dei geodati, con tanto di mappe di google che mostrano le posizioni delle foto, e la possibilità di trascinare le foto sulla mappa per geotaggarle, oppure di selezionare e salvare le posizioni geografiche preferite in modo da attribuirle facilmente alle immagini.

Ci sarebbe anche la possibilità di abbinare le foto ad un file gpx registrato con un gps, ma nei miei tentativi il caricamento di un file dà un errore, e dando una rapida occhiata ai forum sembra un problema comune. A parte questi difetti di gioventù, il modulo del geotagging mi pare molto efficace e funzionale, direi anche meglio di quello di iphoto. Molto bene.

Un secondo punto forte è la gestione integrata dei file video, con possibilità limitate di correggere esposizione e colori (a livello globale dell’intero video, non di spezzoni di esso), e di tagliare sempre in modo non distruttivo parti iniziali e finali, come fa quicktime player sul mac. Finalmente non occorre far partire un programma esterno per vedere i film, ma si resta all’interno di lightroom, ed è anche possibile geotaggare i film, basta trascinarli sulla mappa come si fa per le foto.

C’è anche un modulo per creare i libri, ma questo dubito sarà all’altezza di iphoto, ed una serie di innovazioni nel modulo sviluppo: su queste dovrò studiare in modo più approfondito, perché a leggere le note di rilascio sembra che si tratti di una razionalizzazione, ma il primo impatto è abbastanza spiazzante.

Il programma, per quello che ho visto, mi sembra veloce, il modulo della mappa è finalmente all’altezza della concorrenza e ci sono possibilità ancora migliori di intervenire per migliorare le foto; nei prossimi giorni lo proverò in maniera più approfondita. Ovviamente, essendo ancora acerbo, non è il caso di dargli in pasto le foto originali, ma di creare delle copie su cartelle di prova.

Written by erling

10 gennaio 2012 at 23:30

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Kazimierz

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Qui vicino c’è Oświęcim, che noi conosciamo con il nome tedesco di Auschwitz, ma per questa volta non ci vogliamo andare, sono ancora troppo piccoli i bambini. Restiamo invece a Cracovia, e con una breve passeggiata ci portiamo a Kazimierz, il quartiere ebraico della città.

Leggendo le guide, si impara che dal millecinquecento fino alla seconda guerra mondiale gli abitanti ebrei del quartiere vissero in relativa tranquillità a fianco della popolazione cristiana, e riuscirono a creare un centro di cultura tra i più rinomati ed attivi dell’Europa centrale. Poi, come si sa, tutto finì ad Auschwitz ed oggi c’è solo una piccolissima frazione della popolazione ebrea presente prima della guerra.

L’impressione che si ricava arrivando a piedi a Kazimierz dal cuore ricco e monumentale di Cracovia non è comunque quella di un quartiere che stava alla pari di quelli centrali, ma di una zona molto più povera e marginale. Niente palazzi maestosi, e soprattutto al posto delle colossali chiese di Cracovia solo piccole sinagoghe, basse e poco appariscenti. Non è chiaro quanto nel quartiere sia stato distrutto, tuttavia si direbbe che, anche prima della soluzione finale, gli abitanti di questa zona della città non avessero proprio le stesse opportunità dei figli cattolici della Polonia.

Ma non mi azzardo ad entrare in una materia che non conosco, non avendo avuto modo di approfondire come sarebbe stato giusto fare; oggi ci siamo limitati alla visita della vecchia sinagoga Remuh con l’annesso cimitero, che forse anche a causa del freddo della giornata invernale ci hanno lasciato un’impressione di un mondo ricco, prezioso ma ormai quasi del tutto scomparso, i cui pochi segni rimasti vengono amorevolmente curati dai pochi superstiti.

Written by erling

5 gennaio 2012 at 20:12

Pubblicato su viaggi

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Sorprendente Cracovia

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Cracovia è una cittadina che non dimostra i settecentomila abitanti che ospita ufficialmente. Il centro è piccolo e si gira a piedi senza problemi, ed in queste prime giornate dell’anno si incontrano turisti in quantità moderata.

La piazza principale, un quadrato di duecento metri di lato, sembra un’idea troppo moderna per credere che sia stata concepita nel Medioevo, e certo la teoria di edifici che si affacciano su di essa non ha un aspetto così antico, ma dimostra l’accumulo secolare di ricchezza e capacità di attrazione di questo centro.

Gironzolando a piedi per le vie della città si notano gli edifici imponenti delle chiese, dei palazzi storici che un po’ alla volta vengono riportati all’antico splendore. Ci siamo chiesti quanto potranno costare i sessanta metri quadri che un cartello bilingue avvisa essere in vendita al terzo piano di una casa lungo la via pedonale che porta al Wavel, probabilmente molto meno che un analogo appartamento dalle nostre parti, visto che qui i prezzi sono ancora piacevolmente bassi per il turista occidentale.

Ma quello che colpisce è proprio ciò che le foto o i film non rendono, ovvero quella che comunemente si definisce atmosfera di un luogo, e che è lo scopo primo del viaggiare; si cammina per le stradine, si incrociano i moderni abitanti dell’antica città ed ancora una volta si trova la risposta alla domanda che a volte il viaggiatore si pone: chi me l’ha fatto fare? Essere qui, e non semplicemente vedere le foto o leggere una descrizione su un blog, questo ripaga di tutti i fastidi.

Poi, a parte queste gratuite considerazioni, ci sono attrattive per tutti i gusti. Purtroppo il museo Czartoryski è chiuso per restauro, e la famosa dama leonardesca sta facendo un tour dei principali musei europei, tuttavia non mancano le alternative.

A chi ama la storia della cartografia, delle esplorazioni geografiche e della scienza in generale, il Collegium maius dell’università di Cracovia farà l’inebriante effetto che ha fatto al sottoscritto: uno scrigno di tesori favolosi, che letteralmente trasuda storia da ogni mattone, e contiene pezzi unici come il primo globo raffigurante il continente americano, o una foto del (vero) globo fatta dall’Apollo 11 con dedica di Neil Armstrong!

Insomma, giornata ricca di scoperte, e nel clima invernale (purtroppo però anche qui senza neve) mitteleuropeo che secondo me si addice ad un posto simile, anche se gli abitanti magari preferiscono stagioni più calde.

Written by erling

2 gennaio 2012 at 21:11

Pubblicato su viaggi

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