Viaggiar si deve

viaggi, foto, mac e il resto

Archive for ottobre 2011

Domani a Parigi

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Approfittiamo del piccolo ponte e partiamo domani per la città che non vediamo da ormai 14 anni. Pochi giorni, giusto un assaggio da dare ai bambini ed un’occasione di ritrovare cose note e di scoprire le novità.

Alla fine del secolo scorso il viaggio si era svolto in treno, era durato un’intera settimana senza fanciulli a cui badare, avevo una macchina fotografica con tante pellicole, non pensavo a georeferenziare le foto, né trovare tesori con il geocaching, né collegarmi ad internet almeno una volta al giorno, probabilmente avremo telefonato una volta ai genitori da una cabina.

Ci eravamo entusiasmati alla vista del nuovo istituto del mondo arabo, ed alla biblioteca nazionale appena inaugurata. Ricordo che proprio là, ad una nuovissima postazione di lettura con computer, avevo usato per la prima volta un atlante digitale che non era ancora google earth ma un più primitivo prodotto microsoft, e solo le insistenze della fidanzata non ancora moglie mi avevano costretto ad allontanarmi da quel luogo incantato.

Avevamo completato il giro della moderna Parigi visitando i giardini André Citroën e la fondazione Cartier, oltre al museo d’Orsay ed alla Citè des Sciences, alla quale eravamo arrivati con la barca lungo i canali che partono dalla Senna, poi a zonzo senza meta per sette bei giorni.

Ma è inutile guardarsi indietro, pensiamo al futuro: i progetti definiti per il fine settimana sono quelli di salire sulla torre Eiffel e di vedere Notre-Dame e la Gioconda, come da desideri dei piccoli, poi improvviseremo.

Written by erling

27 ottobre 2011 at 22:32

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Foto nella nuvola

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Sto facendo qualche esperimento con l’aspetto più interessante del nuovo iOS 5 e della nuvola che lo segue, che a me, vecchietto come sono, ricorda anche nell’iconcina la nuvoletta di Fantozzi. Mi sembra di aver capito che la collezione delle foto sulla nuvola non è un rimpiazzo moderno della vecchia galleria di mobile me, ma semplicemente un modo per travasare le foto da un mezzo all’altro, dall’iphone al mac, all’ipad e viceversa.

Cose notevoli: le foto restano trenta giorni sulla nuvola, poi evaporano e non sono più reperibili, occorre quindi salvarle sull’altro mezzo (tipicamente il mac, che ha più spazio, come suggerisce apple). Non è quindi un alloggio permanente, ma appunto un transito tra un mezzo e l’altro.

Inoltre: non c’è modo di cancellare una foto una volta che è sulla nuvola, o almeno non l’ho trovato, si può resettare tutto o aspettare i trenta giorni.

Mi domando come si possa inserire questo nuovo meccanismo nel normale flusso del fotografo digitale; forse una volta passata l’emozione della novità il tutto si risolverà in un ponte senza fili tra hipstamatic ed iphoto, ma purtroppo iphoto per me non è la casa definitiva delle foto e dei film, dato che li gestisco poi in lightroom.

Quindi le alternative sono: collegare con il cavetto il telefono al mac, ed importare in lightroom come faccio adesso, oppure aprire iphoto dove trovo già le foto scattate sull’iphone e piovute dalla nuvola, esportarle nella nuova cartella e farle trovare da lightroom con un’importazione dal disco anziché dal telefono. Ho qualche sospetto che alla fine non ci saranno grandi miglioramenti nella velocità di acquisizione.

Aggiornamento: sembra del resto che la spedizione dal telefonino alla nuvola funzioni soltanto in presenza di una rete wifi, quindi niente trasferimenti sul campo, ma solo in casa.

Aggiornamento 2: sembra anche che si possano caricare solo le foto, e non i film, il che in effetti è anche abbastanza logico dal punto di vista dei tempi di caricamento, ma ulteriormente scomodo dal lato pratico.

Aggiornamento 3:I trenta giorni non c’entrano, le foto più vecchie vengono cancellate una volta che si superano le mille immagini caricate

Written by erling

13 ottobre 2011 at 21:40

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Un applescript per cartasì

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Uno di quei dettagli che si possono aggiustare manualmente, ci si mette poco tempo e si deve fare solo una volta al mese, ma avendo un potente mac dà fastidio che non ci pensi lui: gli estratti conto della cartasì hanno un nome piuttosto scomodo per un’archiviazione efficiente, ovvero sono del tipo “Cartasi_Settembre_2011.pdf”, mentre a me piacerebbe che fossero del tipo “Cartasi 2011 09.pdf”, che consente un ordinamento immediato.

Cercando qua e là ho trovato intanto un utile tutorial che mi è servito per rinfrescarmi la memoria, e ad evitare blocchi sulla gestione dei file, che spesso mi dà dei problemi.

Ho creato quindi un’azione cartella in modo che, quando scarico il file nella cartella download, il file viene rinominato in modo acconcio e viene poi trasferito nella cartella di dropbox per l’archiviazione.

Sono piuttosto contento del risultato, così lo propino qui, che resti immortalato nei secoli, e chissà che non serva a qualcuno!

Written by erling

10 ottobre 2011 at 21:45

Pubblicato su Mac

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Una misura di qualità

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Be a yardstick of quality è una frase che potrei tradurre con sii un riferimento per la qualità, o un esempio, una pietra di paragone. Riassume in breve la ricetta, non tanto del successo quanto della serietà di ciò che uno intraprende.
È facile e diffuso l’atteggiamento di accontentarsi di un risultato, di ritenere che lo sforzo sia stato sufficiente e che non valga la pena impegnarsi ancora. Invece la qualità non si ottiene facilmente, ma quando manca si nota subito.
E chi produce e mantiene un prodotto o un servizio di qualità, o in campo professionale si sforza di tenere uno standard elevato, ottiene soddisfazione e riconoscimento.
Per me la storia di Apple e del suo fondatore è tutta qui: costruire le cose per bene, ma davvero per bene, togliere il superfluo, e farle semplicemente funzionare, o funzionare semplicemente.
Poi certo occorre capire cosa costruire, dove dirigere la rotta, e qui ci vuole il genio, ma nel nostro piccolo possiamo essere anche noi dei paragoni di qualità, e tentare di seguire l’esempio che vediamo funzionare.

Written by erling

6 ottobre 2011 at 23:19

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Una gita con tre gps

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Siamo in ottobre, ma le giornate sono ancora tiepide e limpide, così oggi siamo partiti per fare una gita in val di Peio, e precisamente al lago Pian Palu: un paio di ore di salita, dalla diga alla malga Paludel; casualmente i bimbi non erano con noi, avevano preferito la compagnia di zii e cugini in quel di Malè, e così, avendo meno da gestire sul lato dell’infanzia, ho pensato bene di fare un esperimento confrontando ben tre gps.

Oltre al modello professionale che mi serve per il geocaching, ovvero l’Oregon 550t, avevo come sempre il fido transystem 747, che essendo piccolo e leggero trova sempre spazio nel mio zaino. In più ho voluto sperimentare un programmino per iphone, trails, che finora avevo sempre usato solo per pochi tratti cittadini, più per curiosità che per altro, non fidandomi ad usarlo su percorsi lunghi per timore di scaricare la batteria del telefono.

Parto subito con un elogio a quest’ultimo programma: la registrazione dei punti è stata perfetta, senza divagazioni di decine di metri come capita spesso nei primi punti registrati dal logger 747, e questo per merito delle impostazioni che consentono di non registrare i punti che hanno un errore maggiore di un limite fissato. Non credo che la precisione sia dovuta all’aiuto che l’iphone ha nel determinare la posizione grazie all’appoggio della rete telefonica, visto che per tutto il tragitto non c’era segnale telefonico.

Unico difetto, il numero delle registrazioni non è stato molto elevato, ma questo per colpa mia, che ho impostato la distanza minima tra un punto e l’altro a cinquanta metri; basterebbe diminuire questo valore per avere una traccia più densa. Ho evitato di farlo temendo appunto di scaricare la batteria, ma in realtà era un timore infondato, poiché al termine della giornata il telefono si è scaricato per poco più della metà, e sospetto che un fattore di consumo sia stato anche la mancanza di copertura telefonica, e la conseguente maggiore potenza impiegata dall’iphone per tentare di collegarsi.

Il garmin dal canto suo non ha avuto problemi di sorta, a parte un piccolo disallineamento nel finale, in presenza del punto più stretto della valle. Ovviamente i punti della traccia sono molto più densi, ed avendo inoltre le mappe Kompass installate si aggiunge un elemento di tecnodivertimento alla gita.

Per ultimo il piccolo logger transystem; oggi ha avuto un paio di sbandamenti sia nella salita iniziale che verso la fine, e sospetto che ci sia il modo di impostare anche lui affinché scarti i punti con un errore troppo marcato; dovrò studiare meglio il software che utilizzo per scaricare i dati.

Conclusioni: il gps professionale funziona bene, il piccolo programma per iphone si dimostra valido e divertente, il logger leggero ha qualche leggerezza che forse si potrà correggere.

Malga Paludel

Written by erling

2 ottobre 2011 at 22:51

Pubblicato su gite, gps

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