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Quante foto al mondo

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Mi sono imbattuto in un articolo che tenta di stimare il numero totale di fotografie scattate nel corso della storia umana.

Il post contiene un paio di grafici abbastanza impressionanti, in particolare quello che mostra il numero di fotografie ospitato da facebook, stimato in 140 miliardi, in raffronto a quelle contenute nei server di flickr (6 miliardi), di instagram (150 milioni) e della biblioteca del congresso americano che contiene soltanto dodici milioni di immagini, ovvero meno della decimillesima parte della fototeca di facebook, ma si presume di maggior valore.

La grafica è impressionante ma sbagliata, dato che proporziona le differenze tra i siti su un asse lineare, ma mostra l’area in evidenza, in modo che balzano all’occhio non tanto i diversi valori, ma il quadrato di tali valori. La grafica corretta è qui.

A parte queste minuzie, e prendendo con un grano di sale le stime sul numero assoluto di scatti fotografici, è evidente l’aumento esponenziale delle fotografie nel corso degli ultimi anni, come del resto si nota anche empiricamente senza alcuna difficoltà.

Sembra che oggi chiunque scatti fotografie in ogni circostanza e con ogni mezzo, mentre un tempo l’attività era riservata agli appassionati che disponevano di costose attrezzature. Il singolo appassionato tuttavia non credo produca molte foto in più rispetto al passato. Se osservo i miei numeri, lightroom mi dice che nel 2000 ho scattato 1431 foto digitali, oltre probabilmente ad un centinaio su pellicola, mentre negli anni successivi non ho mai superato le duemila, oscillando tra le mille e le millenovecento. Unica eccezione l’anno scorso, che vede archiviate in lightroom più di tremila fotografie, ma nel 2011 fino ad oggi sono arrivato solo a 1527.

Sempre più immagini, sempre più facile registrare i ricordi; penso sempre che siamo sulla buona strada per arrivare ad una registrazione totale delle nostre esistenze, in maniera sempre più fedele. Se non crolla la civiltà occidentale, o quantomeno i miei supporti di registrazione, i miei figli disporranno di un resoconto fotografico della loro infanzia con una copertura non dico giornaliera ma sicuramente settimanale, e di certo in futuro ci saranno metodi per estrarre in modo automatizzato la cronistoria visuale dalle centinaia di file, cosicché potranno divertirsi a rivedere la loro crescita nei modi visivamente più variegati.
(una volta usciti dall’infanzia, ovviamente non mi aspetto di poterli seguire con la macchina fotografica in modo così assiduo, quindi dovranno arrangiarsi).

Volendo estrapolare ancora, si possono immaginare scenari dove tutta l’esistenza umana e/o del pianeta viene registrata, catalogata ed immagazzinata su server, a disposizione di storici e studiosi. Non tutta la realtà è fotografabile, e non è detto che avere a disposizione l’apparenza visibile ci conduca ad una maggiore comprensione del mondo, ma forse il nostro secolo lascerà in questo modo una traccia più duratura di quella di altre epoche. In fondo, meglio troppa informazione che nessuna informazione, e nel caso delle foto c’è sempre da imparare qualcosa guardandole.

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Written by erling

22 settembre 2011 a 22:53

Pubblicato su foto, vaghezza

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