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Archive for aprile 2011

Un giorno di futuro con la vecchia nikon

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Oggi nel gruppo di gestione dei bimbi c’era una vecchia ma sempre magnifica Nikon FM2, e si pensava di usarla con una vecchia ma sempre magnifica pellicola T-max 400, anche per mostrare alle giovani leve gli strumenti precedenti alla generazione digitale.

Facce stupite ed interessate al funzionamento dell’otturatore ed al caricamento della pellicola, poi la scoperta che mancava la batteria, estratta per evitare brutte sorprese durante la prolungata inattività della fotocamera.

Il bello della FM2 è che funziona benissimo senza batteria, l’unica cosa che non è attiva è l’esposimetro; come ovviare? Con una veloce ricerca sull’app store, naturalmente.

Ho scaricato in un lampo un buon esposimetro, e lo ho usato per impostare la macchina fotografica. Non viviamo in un futuro affascinante?

Naturalmente il bello è che non so ancora se le foto sono riuscite. Occorrerà finire il rullino da 36, portarlo a sviluppare in un negozio che ancora tratti queste anticaglie, ed aspettare con ansia e pazienza i risultati. La parte difficile è stata spiegare ai bimbi che no, questa volta le foto non si potevano vedere subito.

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Written by erling

29 aprile 2011 at 21:31

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Spiegazione abbastanza convincente

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Quella di apple (qui) riguardo al caso dei geodati salvati dall’iphone in modo eccessivo e poco pertinente.

Mi ero sempre chiesto come faceva un telefonino ad essere così rapido e preciso ad acquisire la posizione, molto più rapido di un gps vero e proprio, e sospettavo che la triangolazione con le torri telefoniche avesse un ruolo, ma non pensavo proprio che ci fosse dietro un apparato tanto complesso.

L’acquisizione e l’invio dei dati sulla posizione ha quindi un senso ed un’utilità, che si apprezza una volta chiariti i dettagli tecnici; evidentemente però l’applicazione pratica di questa idea non è stata perfetta.

Resta quindi la sensazione di un approccio un po’ leggero alla questione della riservatezza dei dati degli utenti, a dimostrazione che in questo campo nemmeno i migliori sono immuni da errori.

Abbiamo ormai in tasca delle macchinette che definire magiche non è solo un’esagerazione pubblicitaria, e la gestione delle loro enormi potenzialità richiede molta ma molta intelligenza, non solo ingegneristica ma anche psicologica, ed educativa per spiegare agli utenti certi meccanismi tecnici che possono essere facilmente equivocati.

Tutto bene quindi per ora, ma i pericoli per la vita digitale non finiscono mai, adesso devo solo cambiare la password di wordpress

Written by erling

28 aprile 2011 at 20:57

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la misteriosa arte dell’HDR

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Durante l’ultimo viaggio, preso da un impulso improvviso, ho scattato a villa Taranto un paio di raffiche in bracketing, due serie di tre foto ciascuna con una distanza di uno stop. Mi sembrava che potessero meritare un tentativo di hdr, del tutto estemporaneo.

Ho sempre diffidato di questa tecnica: si vedono in giro delle immagini palesemente artificiali dall’aspetto di una pittura gotica, che non mi sembrano definibili come fotografie, ovvero rappresentazioni fotomeccaniche della realtà visiva, ma semmai appunto pitture, ovvero rappresentazioni visuali di una realtà immaginata. Immagini pienamente degne, per carità, ma non proprio quello che io intendo per fotografia.

Ad ogni modo, a parte le disquisizioni, alcune foto in hdr sono interessanti e possono dare un tocco di profondità in più all’immagine, così ho scaricato un programmino open source e valido, luminance, ed ho tentato di capirci qualcosa.

Il procedimento ha notevoli possibilità creative, ed ottimizzare tutti i parametri richiede sicuramente esperienza, tempo e competenza, tutte caratteristiche che vorrei possedere in misura maggiore, comunque anche restando sui parametri generali si ottengono risultati interessanti.

Un aspetto importante è senza dubbio l’allineamento delle foto; scattando a mano libera è inevitabile che ci siano dei piccoli spostamenti tra un’inquadratura e la successiva, ma fortunatamente il programma consente di impostare un allineamento automatico prima di procedere con la fusione.

Il senso dell’intera procedura è infatti quello di unire, o come si dice appunto nel gergo, fondere, le tre (o più) immagini della stessa scena, che hanno esposizioni diverse, in un’unica immagine finale che contiene tutti i valori di esposizione raccolti, e quindi ha, ipoteticamente, sia i dettagli delle ombre che delle luci.

Una volta ottenuta questa superimmagine si tratta però di restituirla in un formato visibile sui nostri apparati – monitor e stampanti – che non riescono a mostrare contemporaneamente gli estremi valori di luminosità che la realtà contiene, e che il nostro occhio percepisce normalmente. Occorre quindi ridurre artificialmente la gamma contenuta nell’immagine hdr, e qui entra in gioco l’arte strana ed alchemica dei programmi di restituzione, ed ovviamente il gusto di chi li esegue.

In breve, mi sono divertito a sperimentare, consapevole di aver solo sfiorato la superficie di un oceano di possibilità. Sia come sia, ecco i miei primissimi hdr!

HDR villa Taranto

HDR villa Taranto

Written by erling

23 aprile 2011 at 17:25

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Movimenti sospetti

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Così l’iphone, come un bravo turista metodico, registra tutti i luoghi dove è stato, ed avendo una memoria di ferro non gli sfugge nulla, anche perchè prende delle note dettagliate e le scrive in un file raggiungibile con moderata difficoltà (sono riuscito a trovarlo e leggerlo anch’io in cinque minuti, seguendo le istruzioni trovate in rete).

Questo ovviamente ha causato un po’ di subbuglio, non solo tra gli addetti ai lavori, ma anche sulla stampa generalista, che fiutando lo scandalo ci si butta a pesce.

A cosa serve questo file di ricordi georeferenziati? Sarà vero che nei termini di servizio è previsto che apple possa raccogliere i dati geografici in forma aggregata ed anonima, ma allora in qualche modo questi dati dovranno essere trasmessi al megacervellone centrale, e quindi non servirebbe mantenerli indefinitamente nella disponibilità dell’utente, e di chi eventualmente può accedere ai suoi file.

Se invece i dati non vengono inviati ad apple, come affermano gli esperti che hanno esaminato il caso, allora perchè vengono raccolti e nascosti in un luogo facilmente accessibile per un hacker non troppo evoluto?

Comunque la si veda, un trattamento di dati personali disinvolto ed eccessivo; non ho motivo di immaginare che apple voglia usare la conoscenza dei miei spostamenti per nulla di malefico, a parte forse in un futuro non troppo lontano piazzare della pubblicità mirata – come del resto penso che nemmeno vodafone li usi per scopi maligni, e ne raccoglie certo da più tempo di apple.

Tuttavia resta un senso di fastidio per la leggerezza che viene dimostrata nella gestione dei dati degli utenti, la stessa sensazione che avevo ai tempi del mio abbonamento a mobile me, dove non ero riuscito a capire esattamente quali standard di sicurezza venivano usati per idisk.

Nessun danno evidentemente, ma una dimostrazione del fatto che ad ognuno il suo mestiere, e apple non è molto forte nel campo della trasparenza, lo sanno tutti.

Written by erling

22 aprile 2011 at 19:01

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Orta san Giulio, la gemma inaspettata

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Normalmente le perle che ti propongono le guide turistiche, in particolar modo le guide di massa come le lonely planet, sono da prendere con le molle, in quanto è quasi una contraddizione in termini propagandare un gioiello nascosto tramite un mezzo che viene letto da migliaia di utenti interesssati, e pensare che il gioiello resti nascosto.

Il lago d’Orta, ed il paesino di Orta san Giulio, sono una bella eccezione a questo problema. Sarà la stagione ancora poco turistica, o forse la mancanza di infrastrutture, o di interesse per un lago piccolo e meno sviluppato del vicino lago Maggiore, chissà. Fatto sta che il paesino è incantevole, piccolo e curato, e si specchia nell’acqua e nella piccola isoletta che gli sta di fronte, sulla quale sorge un paesino gemello che lo guarda.

Ci sembra di essere gli unici turisti, in realtà qualcun altro c’è, ma si nota poco, probabilmente in estate il grande parcheggio che hanno costruito all’ingresso del paese si riempie, e le strette vie del centro si animano di folla, ma sembra comunque difficile immaginarlo preso d’assalto come una piccola Venezia, o come una delle isole Borromee, non è posto da bancarelle di souvenir.

Il nostro breve viaggio finisce purtroppo già oggi, in anticipo di un giorno, non vedremo il lago di Como e la villa del Balbianello, celebre nel nostro gruppo quale location di un episodio di guerre stellari, il virus dell’influenza ha colpito uno dei piccoli, e dirigiamo la prua verso casa. Pazienza, il lago d’Orta ha un’atmosfera fiabesca che ci ha affascinato, si vede che è il luogo natale di Gianni Rodari.

Ho fatto diverse foto, e moltissime ne hanno fatte i due figli aspiranti fotografi. Ci vorrà un po’ di tempo per una cernita rigorosa, dopodiché qualcosa si pubblicherà.


Aggiornamento: un’immagine di Orta San Giulio, tanto per capire di che si parla:

Orta San Giulio

Written by erling

19 aprile 2011 at 21:50

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Villa Taranto

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Quattro giorni a disposizione, tante idee per la testa ed alla fine una decisione: si visita una zona forse non troppo dissimile dalla nostra, mai vista e sicuramente interessante, il lago Maggiore.

Detto fatto, si parte in macchina e senza troppo traffico arriviamo a Verbania, sede del magnifico giardino di villa Taranto.

Io non sono certo un esperto e nemmeno un appassionato di piante e giardinaggio, e la mia idea dei giardini ed orti botanici è che visto uno, visti tutti; ebbene oggi siamo capitati nella settimana dei tulipani e nel pieno della fioritura delle centinaia di specie presenti nel parco, ed il mio occhio fotografico è andato in visibilio. La profusione di colori e forme è affascinante, ed abbiamo passato un paio di ore girando meravigliati nei sentieri del parco, tra colori e profumi. Da consigliare anche a chi non ama i fiori!

Serata a Cannobio, al magnifico hotel Pironi, ci trattiamo bene ogni tanto.


Aggiornamento: una foto dei magnifici tulipani.

Villa Taranto

Written by erling

16 aprile 2011 at 21:13

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L’inesorabile espansione dello spazio

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Non parlo dello spazio interstellare, ma di quello del mio disco: mi sono divertito a calcolare, grazie alla nuova versione dell’eccellente daisydisk, lo spazio occupato nei vari anni dalle foto digitali, ed ormai, avendo una collezione che inizia nel 2000, ci sono diversi anni a disposizione.

Quello che ho ricavato è un’impressionante e quantitativa conferma di come lo spazio non basti mai, il che è vero sia in un piccolo appartamento che in un disco rigido da 500 giga.

Ma senza altri commenti, ecco il grafico:

Giga per anno

Ai 23 giga di foto si aggiungono poi altri 11 giga dei 224 file di film scattati nell’anno.

Ho anche un ulteriore grafico, che indica solo il numero di foto:

Foto per anno

E’ evidente che il 2010 è stato un anno che ha visto un salto notevole nella quantità e nelle dimensioni delle foto; non so se altrettanto sia cresciuta la qualità :-)

Vedremo quindi nel 2011 come andranno le cose, e se questa espansione spaziale sarà una scusa bastante per cambiare l’iMac.

Written by erling

2 aprile 2011 at 17:07

Pubblicato su foto

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