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Foto antiche con mezzi moderni

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L’ultima versione di hipstamatic compie un altro passo verso la perfezione: durante lo sviluppo di una fotografia non occorre più attendere parecchi secondi prima di scattare la successiva, ma si può subito comporre e riprendere ancora, proprio come succedeva con le vecchie pellicole; e proprio come con le pellicole appare un numero, un contatore che indica quante foto sono ancora da sviluppare.

Ci avviciniamo quindi ancora di più all’ideale della vecchia instamatic, ovvero composizioni pochissimo accurate, colori aleatori ed un sapore inconfondibile di anni settanta.

La domanda è quindi inevitabile: perchè mai dobbiamo dannarci per costruire mezzi sempre più precisi e dalla qualità sempre più raffinata, capaci di riprodurre la realtà in modo sempre più accurato, e poi cercare di imitare la tecnologia di trenta-quarant’anni fa, con la sua resa approssimativa e variabile?

La risposta ha probabilmente a che fare con il concetto dell’arte che interpreta e trasforma la realtà, anzichè semplicemente riprodurla. Una fedele riproduzione dell’esistente andrà bene per una rivista scientifica, ma per stamparla sul National Geographic occorre anche che si intuisca una storia dietro la raffigurazione.

Oppure il motivo del fascino dell’antica tecnica sta nella sua imprevedibilità, ed in una lezione di umiltà: posso lavorare per un bel po’ con lightroom su un’immagine ottenuta da una reflex, e non avere lo stesso effetto di scoperta e di interpretazione che mi dà un’applicazione su un telefonino da cinque megapixel.

O ancora un elemento di pigrizia: posso avere belle immagini su cui ci si può fermare a guardarle una seconda volta, semplicemente col telefonino, non serve spendere ore di tentativi con complicati programmi.

Un altro elemento da considerare è comunque la relativa complicazione che nasce dalla scelta dei vari obiettivi e pellicole in hipstamatic. Gli effetti sono sì casuali, ma non del tutto, si possono in parte governare scegliendo i giusti strumenti.
E quando si incrociano casualità e determinismo scoppiano scintille e nascono le cose più interessanti.

E qui mi fermo prima di elaborare una filosofia della simulazione di foto istantanea…

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Written by erling

26 febbraio 2011 a 00:00

Pubblicato su foto, iphone, software

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