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Dove vanno i film

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Il problema, credo, è insito nella natura temporale del film: una foto rappresenta un punto nello spaziotempo, un film un segmento, e come tale ha una lunghezza.

I film hanno diverse lunghezze, le foto nessuna, e questo fa sì che le foto siano archiviabili e gestibili in maniera più uniforme; il clip di cinque secondi girato (scattato) con la reflex può stare benissimo accanto alle foto, e può essere visto con il programma che mi fa vedere le foto. Sia iphoto che lightroom, sebbene quest’ultimo in modo indiretto, mostrano i filmini insieme alle foto.

Un film più lungo di un minuto diventa impegnativo, occorre tagliare, montare, pensare all’audio, usare quindi un programma specializzato tipo imovie, e qui entrano in gioco altri luoghi di archiviazione, i clip originali da una parte, i progetti dall’altra, i risultati finali dall’altra ancora.

Con lightroom non sono mai molto distante dal negativo originale, con imovie ogni progetto è un viaggio lungo ed impegnativo, tanto che quando finisce ed arrivo al risultato sono tentato di eliminare gli originali, sicuro come sono che non li riprenderò mai più in mano.

Poi c’è il problema dello spazio, i film occupano molto spazio e sono tentato di cancellare brutalmente ogni traccia che non sia più che buona, ma poi ogni tanto rivedo qualche vecchio spezzone e mi convinco che si tratta di testimonianze storiche della crescita dei bimbi, da non perdere per nessun motivo.

Insomma, mentre per le foto ho una chiara visione di come trattarle e quali mezzi usare per avvicinarmi a concretizzare le idee che ho in mente, per i film sono nella nebbia.

L’unica differenziazione che riesco a fare al momento è quella di tenere insieme alle foto gli spezzoni brevi o isolati, quelli fatti con la reflex o con l’iphone, e di dare in pasto a imovie i filmini fatti con la telecamera, e poi, a distanza di qualche mese, tentare di imbastire un’opera mediamente lunga e compiuta. Il bello è che la qualità della telecamera è ormai visibilmente inferiore a quella della reflex e dell’iphone, ma solo usando la vecchia cinepresa digitale mi sembra di entrare nello stato mentale di chi riprende un film, mentre gli altri strumenti sono sempre usati dal fotografo.

Riassumendo, ho il disco pieno di spezzoni, clip e film più o meno completi, ma non ho speranza di ricavarne una storia coerente, ed assieme al filmino delle vacanze mi trovo sempre con una ventina di “fotografie lunghe”. Ars longa, vita brevis.

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Written by erling

15 gennaio 2011 a 22:31

Pubblicato su foto, vaghezza

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