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Archive for dicembre 2010

Lisbona in sei giorni

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Come Cenerentola che corre per non perdere la carrozza, anche noi nel giorno del rientro abbiamo rischiato per pochi minuti di non prendere l’ultimo treno utile da Milano, ma ce l’abbiamo fatta, e siamo arrivati a casa proprio intorno alla mezzanotte, con solo qualche ora di ritardo sul previsto.

Il lungo finale del viaggio non ha comunque modificato la nostra ottima impressione di questa città, metropoli piccola e dall’aspetto dimesso, da cui traspaiono però i segni di una storia importante e di un impero tra i più ricchi dell’occidente.

Mi ha colpito, ma non ci vuole molto a colpirmi con queste cose, il monumento agli esploratori di Belem: sarà forse brutto e poco originale, ma raggiunge lo scopo che deve avere un monumento, ovvero ti fa pensare a quello che rappresenta, vale a dire a persone che cinquecento anni fa affrontavano l’ignoto ed il pericolo attraversando l’oceano, e così facendo conquistavano la gloria, i soldi ed il progresso della conoscenza umana, regalando nel contempo la sifilide alle popolazioni che incontravano.

Non voglio adesso addentrarmi in un bilancio critico dell’espansionismo portoghese del sedicesimo secolo – non ne ho ovviamente le competenze – ma solo lasciare un piccolissimo appunto sull’emozione suscitata dal calpestare il terreno nel luogo che ha visto partire tanti esploratori alla volta dell’ignoto, concetto che ai tempi nostri è quasi inconcepibile, al più il bravo viaggiatore ha il dubbio, dopo aver consultato l’apposita app sull’iphone, di riuscire a prendere un treno oppure il successivo.

Lisbona sembra riservata e tranquilla, pochi turisti, un paio di scritte sui muri che in un inglese sgrammaticato ma chiarissimo proclamano turists are terrorist, e davanti ad uno di questi graffiti mi trovo proprio una turista che lo fotografa, dando così forse ragione all’ignoto opinionista.

Una gemma nascosta, il museo Gulbenkian, da vedere in un paio di ore e che anche i bimbi apprezzano per la sua ridotta e ben selezionata offerta.

Insomma, una di quelle mete che non si scoprono subito del tutto, e dove resta la voglia di tornare.

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Written by erling

30 dicembre 2010 at 22:50

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Lisbona a turno

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Non ci era mai capitato finora, ed a pensarci è un segno di grande fortuna, ma in tutti i viaggi con i bambini mai nessuno si era ammalato nel bel mezzo del soggiorno all’estero.

Non questa volta: febbre, un po’ di tosse e mal di testa, i sintomi della piccola malata si sono fatti sentire fin dall’arrivo giovedì, e durano a tutt’oggi.

Non che l’umore ne abbia risentito più di tanto, a Natale si gioca come non mai con i nuovi doni, ma i genitori si devono adattare e modificare i piani adeguandoli alla nuova contingenza.

Peccato, perchè questa è una città che ci ha subito affascinato, e sarebbe bello poterla esplorare tutti insieme, invece dobbiamo uscire a turno, ieri anche con il figliolo sano, oggi ovviamente non c’è stato verso, troppo da giocare per avere voglia di camminare sotto la pioggia.

Siamo contenti di aver preso anche questa volta un appartamento, lo spazio è fondamentale dovendo gestire una bambina chiusa in casa tutto il giorno, e comunque la zona è interessante, nel cuore del quartiere del Bairro Alto.

Camminando in questi due giorni abbiamo visitato, a puntate, la zona da qui fino a Rossio e Baixa, ovvero il centro-ovest. Non abbiamo ancora toccato Alfama o altre zone più lontane, per ora. L’impressione è molto buona, sarà il clima invernale, i pochi turisti, le case decorate con le strane piastrelle; non sembra di camminare in una metropoli, capitale moderna di uno degli imperi più estesi della storia dell’occidente, ma in un paese piccolo e addormentato, dalle stradine strette e sempre in salita e con la gente che parla una lingua curiosa dalle vocali strascicate.

Insomma nonostante le relative avversità ce la caviamo bene, a parte il pranzo di Natale che è stato un po’ sottotono, ma non per cattiva volontà: è che l’unico supermercato del circondario è piuttosto piccolo e poco fornito, evidentemente chi vuole preparare grandi cenoni non si fornisce lì.

Written by erling

25 dicembre 2010 at 18:07

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Vecchio contro nuovo

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In partenza per Lisbona, il primo passo è arrivare all’aeroporto di Malpensa, e per fare questo abbiamo prenotato un comodo treno. Peccato però che il treno sia in ritardo di quaranta minuti, il che comporta l’impossibilità di prendere la coincidenza a Verona.

Si tratta quindi di cambiare la prenotazione, e qui entrano in gioco il vecchio ed il nuovo: mentre metà della famiglia affronta la lunga coda davanti alla biglietteria, l’altra metà (la mia) tenta la via nuova, mediante l’iPhone.

La cosa non sembra difficile, vedo rapidamente sul sito delle ferrovie che mi basta fornire il codice di prenotazione, PNR, ed il codice di cambio prenotazione, CP, che dovrei aver ricevuto nella mail di conferma.

Trovo la mail ed il PNR, ma del CP nessuna traccia. Arrivo anche a cercare CP su gmail, non fidandomi di spotlight, ma nulla.

Il tempo passa, il vecchio sistema della coda è lento ma efficace, e la prenotazione viene cambiata alla biglietteria.

Il nuovo non avanza: colpa delle ferrovie che inventano codici strani senza aggiungerli alle prenotazioni, ovvero colpa del nuovo esasperato se il nuovo moderato non ha successo.

Morale: siamo sul treno grazie ai vecchi sistemi, e scrivo questo post grazie ai nuovi sistemi.

Written by erling

22 dicembre 2010 at 22:58

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Il viaggio di Natale

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Ogni tanto riprende la voglia di muoversi, e di non passare le classiche feste nel classico modo; così a Natale si va a Lisbona, una meta che ancora mancava.

Il problema come sempre è che il tempo vola e si disperde in mille incombenze, e non resta quasi modo di informarsi, pianificare, cercare di prepararsi per quanto possibile all’incontro con una città importante ed antica.

Niente, si va con l’unica preparazione di una lettura frettolosa di un paio di guide, con le previsioni meteo che al momento promettono pioggia abbondante, con un bagaglio composto per la metà dai regali per i bimbi, dato che ovviamente Gesù Bambino non si fa certo scoraggiare da un trasloco temporaneo, e consegna puntuale quello che viene richiesto.

Ma non importa, vedremo quello che potremo, portandoci dietro lo spirito del viaggiatore che ha mesi a disposizione e se la prende con calma, piuttosto che quello del turista che ha un programma da rispettare. Ovviamente non abbiamo mesi a disposizione, ma facciamo come se li avessimo.

Partiamo quindi questa volta senza troppe aspettative, senza nemmeno una precisa lista delle cose da vedere, pronti però ad essere sorpresi.

Written by erling

19 dicembre 2010 at 23:31

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Hipstamatic migliora l’exif

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Ho scritto poco fa di come hipstamatic non riportasse i dati exif necessari a lightroom per visualizzare correttamente la data e l’ora di ripresa, ovvero i campi DateTimeOriginal e CreateDate.

La versione 185, appena uscita, risolve il problema! Ora direi che i campi exif sono completi e non manca più nulla, soltanto ovviamente fare belle foto.

Written by erling

10 dicembre 2010 at 19:04

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Piccole foto panoramiche

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La fotografia panoramica è un soggetto che non ho mai intrapreso sul serio, ma che ho sempre affrontato a spizzichi e bocconi, facendo qualche tentativo con la reflex e con vari software di creazione delle immagini, come ad esempio l’eccellente hugin.

Ne ho tratto la convinzione che sia un campo affascinante ma complesso, ed affascinante perchè complesso, e lo ho aggiunto alla mia crescente lista degli hobby da riservare a tempi meno indaffarati, ovvero all’età della pensione.

Ma i tempi, seppure indaffarati, avanzano e portano nuove tecnologie, e tecniche complesse ed affascinanti vengono rese più abbordabili anche all’utente meno esperto e con meno tempo a disposizione.

A settantanove centesimi di euro ho comperato oggi 360 panorama, un’applicazione che crea panoramiche “in tempo reale” sull’iphone.

Non serve più scattare le foto una dietro l’altra, spostando ogni volta la fotocamera di quel tanto, non troppo e non troppo poco, che basti ad assicurare un legame tra le successive immagini, ma la nuova applicazione crea la panoramica semplicemente spostando l’iphone in modo da inquadrare con continuità l’ideale cerchio che mi sta intorno in quel momento.

Il risultato è ovviamente lontano da una vera foto panoramica, le giunzioni si vedono e l’immagine non è sferica, mancando il cielo ed il pavimento, ma in meno di un minuto si ottiene un panorama del tutto decente ed utilizzabile, che si può pubblicare poi su un sito ed annunciare al mondo mediante un tweet.

Qui c’è il mio primo tentativo:

http://occip.it/py5iuoa0j

Che dire, non viviamo tempi interessanti?

Written by erling

2 dicembre 2010 at 23:16

Pubblicato su foto, iphone

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