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Archive for agosto 2010

Le foto in montagna, ovvero il peso della reflex

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Adesso che i bambini non sono più lattanti, si inizia a fare qualche gita in montagna non troppo impegnativa, ma nemmeno del tipo da passeggino. Domenica siamo stati ai laghi di Colbricon, una salita facile nel bosco di Paneveggio con finale al cospetto delle Pale di San Martino, giornata splendida e circa 450 metri di dislivello.

Porto sempre con me la fedele Nikon D90, ma in questo tipo di gite, dove il peso dello zaino è già consistente, prendo soltanto un obiettivo, il 35 mm. f 1.8 che è abbastanza leggero e compatto e mi dà una visione paragonabile ad un normale 50 mm del tipo classico: abbastanza versatile quindi, ma già questa scelta riduttiva mi priva di uno dei punti di forza delle reflex, ovvero la possibilità di cambiare obiettivo a seconda della situazione.

La macchina fotografica poi deve essere a portata di mano in tempi rapidi, non si può certo pensare di fermarsi, togliere lo zaino dalla schiena e rovistarci dentro per estrarre l’apparecchio, o meglio si potrebbe anche fare, ma al prezzo di scattare non più di cinque-sei foto in una giornata; pertanto tengo la reflex appesa al collo mediante la classica cinghia, ma la soluzione è scomoda, la macchina penzola e sobbalza ed è sempre in mezzo quando occorre usare le mani per qualche compito diverso dalla fotografia.

Così, nella discesa di ieri, ho provato ad accantonare la nikon, rimessa nello zaino, ed a tenere tra le mani il nuovo iphone 4, dotato di una fotocamera da 5 megapixel, ed a sperimentare il nuovo giocattolo, ricavandone alcune distinte impressioni.

  • Intanto il peso, la nikon in questa configurazione pesa 958 grammi, contro i 185 grammi dell’iPhone con la sua custodia imbottita; dato che comunque il telefonino non si può lasciare a casa, c’è quasi un chilo di troppo nella nikon.

  • Maneggevolezza: la reflex si impugna molto meglio dell’iphone, non c’è alcun dubbio, ed è assai più rapida nella risposta, dato che basta accendere, mirare e scattare, mentre l’iphone va sbloccato inserendo il codice e la messa a fuoco non è così istantanea, senza contare che ho sempre il timore che mi scivoli di mano.

  • Trasporto: qui ovviamente il telefonino la vince, si tiene tranquillamente in tasca e si estrae all’occorrenza, mentre la reflex come ho detto ciondola in modo scomodissimo.
  • Risultati: il punto più importante, e qui la nikon è ancora superiore, anche se alcuni scatti con l’iphone non sono niente male, ad esempio…

    Pale di San Martino

    Cavalli

    In formato piccolo è estremamente difficile indovinare quale foto è scattata con quale macchina.

Conclusioni? direi che l’iPhone è magnifico per tutte le circostanze in cui non si può avere una reflex in mano, ma la soddisfazione che dà una vera macchina fotografica non è ancora eguagliata dal minicomputer tuttofare. Magari mi compero un marsupio e risolvo anche il problema delle mani occupate…

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Written by erling

30 agosto 2010 at 21:00

Pubblicato su foto, gite, iphone

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la mappa del viaggio in Lituania

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non so se si riesce ad inserire qui:

faccio un tentativo.

Written by erling

14 agosto 2010 at 21:24

Pubblicato su bicicletta, viaggi

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Nomen omen

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Dicono che la gente ha con il proprio telefonino un rapporto speciale, diverso da quello che ha con gli altri oggetti.

Non so se sia vero, ma Apple incoraggia la personalizzazione dell’iPhone costringendo il proprietario a dargli un nome la prima volta che esegue la sincronizzazione tramite iTunes.

Così il vecchio iPhone (versione 3g del 2008) ha ricevuto il nome di Mercurio, il dio messaggero, mentre il nuovo iPhone 4 acquistato oggi mi ha impegnato un po’ di più nella scelta.

Volendo mantenere il concetto di messaggi e messaggeri sono arrivato ai venti – zefiro era un nome papabile – poi all’astrazione di velocità e da lì a leggerezza, velocità ed esattezza ovvero al grande Calvino.

Da qui il passo è brevissimo e si arriva a Calvin, ed al suo amico Hobbes. Nella preistoria informatica, quando usavo Windows, il disco C: era sempre Calvin ed il disco D: era sempre Hobbes; sono lieto quindi adesso di riprendere la tradizione e di avere un nuovo Calvin tra le mani.

Ah, l’antenna va benissimo.

Calvin & Hobbes

Written by erling

13 agosto 2010 at 22:38

Pubblicato su iphone, vaghezza

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Semplicità e molteplicità

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L’iPhone esemplifica bene il valore della semplicità propugnato da apple. Esiste un solo modello di telefono apple, mentre tutti gli altri produttori ne propongono a centinaia, così come esistono pochissimi modelli di computer apple a fronte di centinaia costruiti dalle altre marche.

Occorre avere una notevole fiducia in quello che si costruisce per mantenere a catalogo un solo tipo di prodotto, perchè in pratica si offre ad ogni utente, ad ogni esigenza, un’unica risposta, e si afferma che non occorre cercarne altre, perchè l’iPhone è il telefono perfetto, o comunque il migliore che si possa trovare.

Le altre case, costruendo decine di modelli, implicitamente evidenziano che ognuno di essi si rivolge ad un pubblico diverso, quindi di riflesso che spetta al cliente scegliere, tra tutto il catalogo, il telefono più adatto.

Apple invece mi ripete per il telefono il discorso che mi fa per il computer: prendi questo e non preoccuparti di nulla, it just works, ed in più è molto bello, noi abbiamo speso tempo, intelligenza e denaro cosicchè tu non debba perdere il tuo tempo nella scelta e sia soddisfatto di quanto abbiamo confezionato. E’ il tipo di discorso che può dar fastidio a chi è esperto nella materia e ritiene di saper scegliere da solo, ma che attira chi come me presume di saperne un po’ in campo informatico, ma solo quanto basta per rendersi conto che per scegliere oculatamente occorre investire tempo e cervello nella ricerca, risorse che in questa fase della vita sono scarse.

Chi non segue l’esempio di semplicità della apple sono le compagnie telefoniche, per le quali se due persone hanno la stessa tariffa occorre subito prevedere una qualche variante. Addentrarsi nei siti e cercare di capire le offerte dei nostri operatori è molto peggio che scegliere un telefonino nel catalogo Nokia. Ci vorrebbe anche qui un genius apple che mi mostrasse la soluzione, in modo da abbinare al miglior telefono la miglior tariffa; ma non c’è e devo innervorismi senza venire a capo di nulla.

Written by erling

11 agosto 2010 at 22:38

Pubblicato su iphone

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Houdahgeo, dng converter ed i fusi orari

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Si scoprono sempre nuove sottigliezze nella difficile arte del geotagging. La mia procedura consueta è quella di abbinare le fotografie con le tracce gps tramite l’utilissimo programmino houdahgeo. Le foto sono già previamente convertite in formato dng tramite lightroom

Questa volta però mi sono reso conto che l’abbinamento produceva degli errori notevoli, e le foto apparivano scattate nei luoghi raggiunti un’ora dopo: si trattava con ogni evidenza di un errore legato al fuso orario della Lettonia, un’ora avanti rispetto al nostro.

Esaminando le foto con exiftool ho trovato un campo con una dicitura sospetta:

Date/Time Digitized: 2010:07:26 14:22:39+02:00

Dove quell’indicazione di +02:00 indicava non il fuso orario della Lituania, che avevo impostato nella macchina fotografica, ma quello italiano.

Per farla breve, ci ho messo un po’ a ricostruire i fatti, ovvero che il convertitore dng di lightroom inserisce questo campo, che non esiste nell’originale nef che esce dalla nikon, basandosi sul fuso orario impostato nel computer. In questo modo houdahgeo legge il fuso orario sbagliato e l’associazione con la traccia non riesce.

Facile rimediare a questo punto: o creare i file dng dopo aver impostato il fuso orario lituano sul computer, o correggere i file con exiftool.

Certo però che uno si domanda perchè mai lightroom debba inserire questo campo che non esiste nell’originale e che viene oltretutto impostato in modo arbitrario. Un eccesso di zelo, conseguenza di un eccesso di campi exif e xmp legati al trattamento della data e dell’ora, e qui la ridondanza provoca guai.

Written by erling

7 agosto 2010 at 17:45

Pubblicato su foto, gps

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Kaunas e ritorno

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E così il viaggio volge al termine, questi ultimi giorni sono stati una corsa in automobile tra la Kurzeme, Riga, Vilnius, Trakai e finalmente Kaunas, da dove prenderemo domani l’aereo per tornare a casa.

Occorrerà rimettere ordine tra le impressioni, i vestiti e le fotografie che al conteggio di stasera sono 854, credo di non averne mai fatte così tante in un solo viaggio: compito non breve ma che fa parte del bello del viaggiare.

Solo rapidissimi appunti ora: Vilnius da rivedere, mi ricorda per certi aspetti Praga, piena di chiese non tutte sconsacrate e moltissime in restauro, Riga forse meno bella e più ingabbiata nel passato sovietico, Lettonia e Lituania, per quello che ne abbiamo visto percorrendoli in automobile ed in bicicletta, sono paesi con un passato sfortunato ma con una grande voglia di rifarsi, e se si pensa che sono liberi da nemmeno vent’anni si ammirano i progressi fatti.

Un punto che mi colpisce, ma sarà che è un mio pallino personale, internet libero dappertutto, dal centro commerciale all’albergo alla via cittadina, mentre da noi una legge assurda impedisce di connettersi senza un’estenuante burocrazia. I giovani parlano inglese correntemente, gli anziani russo o tedesco, e la differenza della seconda lingua indica il destino delle diverse generazioni.

Bei paesi, del tipo che ci piace molto e nei quali vorremo tornare.

Written by erling

5 agosto 2010 at 21:57

Pubblicato su bicicletta, viaggi

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