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Alla fine del mondo

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Poche cose sconvolgono il ciclista come il suono della pioggia battente al risveglio. L’idea di iniziare il cammino sotto una fitta pioggia, trascinando i bambini per una trentina di chilometri su una strada a tratti sterrata, non è quella che uno si prefigura pensando ad una vacanza ciclistica nel Baltico.

Vengono pensieri di abbandonare tutto, rimorsi di aver coinvolto un’altra famiglia principiante di questo tipo di viaggio, si valuta l’alternativa di chiamare un taxi, ma servirebbe piuttosto un camioncino per portare oltre a noialtri anche quattro bici, due cammellini e due carrellini.

Poi si fa colazione, e mentre si discute la pioggia cessa, restano le nuvole scure e sembrano comunque un invito a non scoraggiarsi, così si parte.

Facciamo bene a partire, la strada è varia ed interessante, a parte cinque chilometri di strada bianca molto malmessa, che ci costringe a procedere lentamente; ogni tanto piove, e ringraziamo la tecnologia moderna che ci fornisce di impermeabili da ciclista a prova di nubifragio. I bambini a tratti pedalano, a tratti stanno in due in ogni carrello e non si bagnano, così non abbiamo sulla coscienza la loro salute compromessa dal liquido elemento.

Finisce anche il tratto sterrato, improvvisamente come era cominciato, e non possiamo evitare di chiederci cosa impedisca di asfaltare una strada anche abbastanza trafficata come quella tra Silute e Vente; vediamo ovunque cartelli di finanziamenti europei per progetti di ogni tipo, dal benessere delle cicogne alla toponomastica delle piste ciclabili, possibile che non ci sia qualche euro per asfaltare un tratto di strada?

Ad ogni modo arriviamo senza ulteriori problemi a Vente, ammiriamo il faro denominato alla fine del mondo, adibito negli anni venti a stazione ornitologica ed usato ancora oggi a tale scopo, per cui si vedono tutt’intorno delle alte reti usate per catturare ed inanellare gli uccelli migratori.

Traghettiamo poi ed attraversiamo la laguna curonese, per giungere a Nida, ultimo paese lituano sulla lingua di terra prima del confine con la Russia. La prima impressione è di maggior benessere e maggior turismo rispetto ai paesini del delta del fiume.

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Written by erling

27 luglio 2010 a 15:45

Pubblicato su bicicletta, viaggi

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