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Archive for luglio 2010

Da Nida a Klaipeda

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Questo tratto è senza dubbio il più appagante dell’intero viaggio, e segue una delle piste ciclabili più interessanti che abbiamo mai incontrato, oltre cinquanta chilometri su un tracciato completamente separato dalle auto che attraversa boschi di tipo sempre vario, passando dal lato della laguna a quello del mar Baltico.

Lungo il percorso si ammirano poi le dune grigie, una zona forse ancora più particolare di quella vicino a Nida, costituita in parte da dune di sabbia libera ed altre ricoperte da una leggera vegetazione che ne frena il movimento. Del resto anche lungo la ciclabile basta fare qualche passo al di là della striscia d’asfalto per accorgersi che sotto l’erba ed i licheni il terreno è sabbioso.

Il tempo regge fino a che ci fermiamo per mangiare i nostri panini, quando inizia la pioggia, che con pause fortunatamente piuttosto lunghe ci accompagna fino all’arrivo a Klaipeda, regalandoci la visione tipica dei luoghi che non è certo quella soleggiata che si vede nelle cartoline.

Terminiamo così dove è iniziato il nostro viaggio in bici, da domani ci si veste un po’ più normalmente e si prosegue un po’ più normalmente in auto.

Written by erling

29 luglio 2010 at 21:23

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Il deserto lituano

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Giornata libera oggi a Nida, non si pedala molto ma si resta in zona per ammirare le bellezze uniche al mondo che si trovano da queste parti.

Per la prima volta vediamo anche il sole, e ne siamo ben lieti. Saliamo sulle dune di Parnidis, le uniche in cui è permesso ai turisti di calpestare la sabbia finissima: queste formazioni particolarissime sono infatti a rischio, la sabbia si muove e le dune si abbassano anche a causa della gente che ci cammina sopra, un classico caso in cui il turismo porta benessere ad una zona prima legata alla pesca, ma rischia anche di distruggere il motivo stesso del richiamo per i turisti.

L’aspetto affascinante è, oltre alle dimensioni imponenti di queste colline sabbiose che si estendono per centinaia di metri verso sud, per una sessantina in altezza e praticamente per tutta la larghezza della striscia curoniana, il contrasto tra la sabbia e la vegetazione fitta che si trova a pochi metri, alberi imponenti in parte piantati proprio per contrastare il movimento delle dune che in passato hanno seppellito interi villaggi e che oggi appunto rischiano di finire nel mare.

La cittadina offre poco altro, si vede che è una zona di villeggiatura ma chiaramente le dimensioni sono ridotte, qualche piccolo negozio, qualche albergo e diverse case estive, tutto a dimensione umana, non c’è caos.

Il nostro albergo è talmente a dimensione umana che offre la colazione soltanto a partire dalle nove, il che significa una partenza piuttosto ritardata per chi come noi si muove molto lentamente; siamo riusciti ad anticipare alle otto e trenta la colazione di domani, ogni minuto è prezioso in vista dei sessanta chilometri che ci attendono.

Written by erling

28 luglio 2010 at 15:45

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Alla fine del mondo

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Poche cose sconvolgono il ciclista come il suono della pioggia battente al risveglio. L’idea di iniziare il cammino sotto una fitta pioggia, trascinando i bambini per una trentina di chilometri su una strada a tratti sterrata, non è quella che uno si prefigura pensando ad una vacanza ciclistica nel Baltico.

Vengono pensieri di abbandonare tutto, rimorsi di aver coinvolto un’altra famiglia principiante di questo tipo di viaggio, si valuta l’alternativa di chiamare un taxi, ma servirebbe piuttosto un camioncino per portare oltre a noialtri anche quattro bici, due cammellini e due carrellini.

Poi si fa colazione, e mentre si discute la pioggia cessa, restano le nuvole scure e sembrano comunque un invito a non scoraggiarsi, così si parte.

Facciamo bene a partire, la strada è varia ed interessante, a parte cinque chilometri di strada bianca molto malmessa, che ci costringe a procedere lentamente; ogni tanto piove, e ringraziamo la tecnologia moderna che ci fornisce di impermeabili da ciclista a prova di nubifragio. I bambini a tratti pedalano, a tratti stanno in due in ogni carrello e non si bagnano, così non abbiamo sulla coscienza la loro salute compromessa dal liquido elemento.

Finisce anche il tratto sterrato, improvvisamente come era cominciato, e non possiamo evitare di chiederci cosa impedisca di asfaltare una strada anche abbastanza trafficata come quella tra Silute e Vente; vediamo ovunque cartelli di finanziamenti europei per progetti di ogni tipo, dal benessere delle cicogne alla toponomastica delle piste ciclabili, possibile che non ci sia qualche euro per asfaltare un tratto di strada?

Ad ogni modo arriviamo senza ulteriori problemi a Vente, ammiriamo il faro denominato alla fine del mondo, adibito negli anni venti a stazione ornitologica ed usato ancora oggi a tale scopo, per cui si vedono tutt’intorno delle alte reti usate per catturare ed inanellare gli uccelli migratori.

Traghettiamo poi ed attraversiamo la laguna curonese, per giungere a Nida, ultimo paese lituano sulla lingua di terra prima del confine con la Russia. La prima impressione è di maggior benessere e maggior turismo rispetto ai paesini del delta del fiume.

Written by erling

27 luglio 2010 at 15:45

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Il viaggio a Rusne

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“Non sono gli anni, sono i chilometri!” Questo ci diciamo oggi alla fine della tappa odierna; la fatica e l’arrivo a sera inoltrata sono dovuti non tanto alla nostra veneranda età ed al trascinamento di carrelli e cammelli (intesi questi ultimi come gli accessori che consentono al bimbo di pedalare “appeso” al telaio della bicicletta del genitore)

, non tanto dicevo all’età quanto al numero di chilometri da percorrere ogni giorno.

Oggi infatti ci siamo limitati ad un numero di chilometri più gestibile, ovvero 45, e siamo riusciti a goderci l’isoletta di Rusnè sul delta del fiume Nemunas: il classico posto dimenticato da tutti, che nel pieno della stagione estiva vede come popolazione turistica noialtri ed un paio di camperisti che ovviamente non possono accedere alle stradine che i ciclisti possono raggiungere.

E fanno male, perchè arriviamo ad un centro visitatori del parco naturale probabilmente pensato in epoca sovietica e solo leggermente rinfrescato dall’indipendenza ad oggi, ma che vanta un guardiano molto premuroso che parla russo e due parole di tedesco col quale ci intendiamo, e capiamo dove andare per osservare un po’ meglio questa piatta estensione. Pedaliamo quindi ed arriviamo ad un’alta torre di osservazione sui bordi della palude, dalla quale si ammira il delta del fiume e le onnipresenti nuvole basse.

Nessun turista, la poca gente locale che incrociamo è stupita dal nostro armamentario di cammelli e carrelli, fortunatamente ci siamo premuniti dei viveri a Silute prima di partire perchè qui non si trova un locale, solo un piccolo supermercato poco fornito.

Dimenticavo, cicogne ovunque con i nidi sul camini e sui pali appositamente predisposti.

Written by erling

26 luglio 2010 at 21:40

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bici baltiche

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Secondo giorno di pedalata nella zona occidentale della Lituania. Ieri ci siamo mossi da Klaipeda verso nord, fino ad arrivare a Palanga, interamente o quasi su pista ciclabile che attraversa boschi e zone marittime fino a sbucare alla cittadina prettamente balneare di Palanga. Molta gente sulla ciclabile, grazie anche al sabato soleggiato, poi al ritorno ci sorprende un acquazzone violento, che rinfresca l’aria calda ed umida e tutto considerato ci rende il resto della gita più piacevole.

Oggi da Klaipeda siamo arrivati a Silute, vicino al delta del fiume Nemunas che esploreremo domani.

Tappa molto lunga, troppo per i nostri standard di famiglia poco allenata e con bimbi piccoli, quasi settanta chilometri che si fanno sentire sulle gambe, poi il paesaggio per tutta la prima metà del percorso non è così interessante, a parte la periferia di stile sovietico di Klaipeda, ma per il resto… strade sterrate e poco da vedere al di là di qualche bosco e campi vari.

La seconda parte del tragitto è invece più interessante, ma il totale finale del percorso assomma ad undici ore in sella, comprese le innumerevoli pause, ed un arrivo a Silute alle otto e mezza.

Domani all’isola di Rusne, distante solo otto chilometri da qui e visitabile e proprio agio.

Written by erling

26 luglio 2010 at 21:23

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Il disturbatore

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Non si è capito bene quel che è successo, un passeggero con la voce irata non gradiva la disposizione del bagaglio a mano, qualche fila dietro.
Attesa, poi fanno capolino al portello due addetti dell’aeroporto e due poliziotti, discutono con la hostess, poi chiamano il disturbatore – almeno immagino che fosse lui – discutono anche con lui. A vederlo non sembra nemmeno un pazzo furioso, parla e spiega il suo punto di vista.
Si aspetta ancora, finchè il passeggero, con moglie e figlio, scende. Si chiude il portello ma non si parte, il comandante spiega di dover attendere il tempo autorizzato dal centro di controllo, tra un’ora e venti!
siamo qui ed aspettiamo. I lunghi viaggi producono spesso poco movimento, ma molto stress.

Written by erling

23 luglio 2010 at 14:57

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Lituania

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Domani si parte: fiondati con un metallico mostro dell’aria a 1436 km di distanza, poi con un metallico mostro della strada ad altri 200, giungeremo infine a Klaipeda da dove altri piccoli docili mostriciattoli metallici ci faranno scoprire le bellezze del delta del Nemunas e della Penisola curlandese.

Speriamo solo che non piova troppo.

Written by erling

22 luglio 2010 at 23:18

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