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Dai dischi alle nuvole

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Sono sempre leggermente paranoico riguardo alla sicurezza dei miei file, specialmente delle fotografie. Da quando mi si è fulminato un disco fisso sul pc che usavo al lavoro, qualche anno fa, ho toccato con mano che molta parte della nostra vita è ormai affidata a registrazioni elettromagnetiche poste su fragili piattini che girano alla velocità del suono, e che prima o poi cedono.

Ero passato dai salvataggi su cd a quelli su dvd, sempre in duplice copia, ma ormai non bastano più nemmeno quelli, all’ultimo controllo la mia cartella delle immagini pesava 54 giga e tenerla sincronizzata solo con l’ausilio di dischi da 4 giga è uno sforzo vano.

Così ho apprezzato non poco l’introduzione di un sistema di backup automatizzato in leopard, ed ho comperato l’anno scorso una time capsule per essere tranquillo del tutto – quella che adesso dà problemi nell’aggiornare il firmware; ho anche un hard disk esterno da 320 giga dove copio di quando in quando le foto e la musica, usando lo spartano ma efficace programma aRsync.

Ovviamente tutte le immagini sono replicate sul macbook pro, e quando l’estate faccio la spola con la montagna porto là, nel piccolo mac mini, le foto dell’anno precedente. Ah, collegato al mac mini c’è un vecchio iomega da 160 giga che viene riempito da time machine ogni volta che il mini si aggiorna con le foto che gli porto dalla città.

Complessivamente quindi ho quattro dischi fissi in casa più due a cinquanta chilometri di distanza, oltre ad alcuni dvd che non aggiorno più molto spesso.

La gran parte delle mie foto finisce poi, in formato però solo jpg e non raw, su flickr, che le archivia al di là dell’oceano.

Fatte queste premesse (ho già detto che ho il terrore di perdere i file?), mi sembrava doveroso tentare anche qualche sistema di backup online, che sta prendendo piede di questi tempi.

Ho tentato di sfruttare lo spazio disco di mobile me, che essendo parte del prezzo che pago rappresenta la prima scelta per un salvataggio nella nuvola, ma l’esperienza è veramente desolante: copiare dei file tramite il finder è quasi impossibile, il processo è lentissimo e spesso porta al crash dello stesso finder con necessità di riavvio; male, molto male.

Mi piace molto dropbox, ma per ora mi affido solo ai due giga dell’account gratuito: questo è un servizio velocissimo ed affidabile, e mantiene sincronizzati tra vari computer i file in maniera molto efficiente, tanto che ho salvato sulla cartella sincronizzata anche il file di 1password, in modo da averlo sempre aggiornato anche sul portatile.

Ho tentato poi anche con mozy e backblaze, anche qui solo con l’account di prova, ma non ho proceduto poi oltre una volta che ho sperimentato la lentezza del backup.

Non è certo colpa loro, ma la velocità attuale della linea internet in upload comporta che per salvare l’intero disco o quasi, come ad esempio propone backblaze, servano dei mesi di collegamento ininterrotto, con effetti poi sulla velocità della navigazione in genere.

Sto provando ora anche sugarsync (mi piace fare questi esperimenti) ma ho già capito che è attualmente improponibile salvare tutto il disco in remoto, e che occorre selezionare i file più importanti. Tuttavia la strada è questa, e tra pochi anni avremo tutta la nostra vita digitale nella nuvola, e non più solo la testa ;-).

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Written by erling

21 marzo 2009 a 00:06

Pubblicato su foto, rete

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