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Archive for marzo 2009

Darwin spiegato ai piccoli

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Tutti conosciamo Charles Darwin, e quest’anno lo sentiremo nominare un po’ più spesso del solito, dato che il 2009 è il duecentesimo anniversario della nascita del grand’uomo ed il centocinquantesimo anniversario dalla prima edizione della sua grande opera.

Qui a Trento il museo di scienze naturali ha organizzato una piccola mostra destinata ad avvicinare (principalmente) i bambini alle idee del grande naturalista.

L’esposizione non è molto estesa, e più che spiegare suggerisce le tappe dello sviluppo della teoria dell’evoluzione. Ci sono dei giovani in abiti che dovrebbero ricordare l’ottocento i quali hanno il compito di raccontare ai picoli visitatori la storia del viaggio del Beagle, e di far trapelare alcune idee chiave, principalmente la variabilità e le trasformazioni nel tempo delle specie animali.

Direi che lo scopo viene raggiunto, il racconto non è troppo lungo da annoiare i piccoli uditori e gli allestimenti sono abbastanza esotici e fantasiosi per tenerli avvinti; al termine i bimbi sono invitati a lasciare un disegno in tema su un librone gigantesco appositamente allestito.

Il fatto che a distanza di parecchio tempo l’evoluzione sia totalmente assodata sul piano scientifico e tuttavia non ancora accettata da molte persone è abbastanza deprimente, basta fare una banale ricerca su google di un termine come evoluzione e si trova al terzo posto un sito che la nega, e solo al sesto un portale serio che la sostiene.

Non disperiamo, possiamo sempre farci una risata con i Darwin awards, facendo nostro il motto tutte le persone migliorano il pool genetico: alcuni per nascita, altri con la loro dipartita.

Written by erling

27 marzo 2009 at 23:38

Pubblicato su scienza

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A che serve l’iPhone

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Dopo più di cinque mesi di utilizzo, mi azzardo ad esporre una teoria sulle modalità d’uso del più piccolo computer costruito da Apple.

Telefono: non è fondamentale. Non ho riscontrato nè aumento nè diminuzione dell’uso rispetto al telefonino che avevo prima.

Musica: è fondamentale, ma di nuovo non c’è nè aumento nè diminuzione dell’uso rispetto agli ipod che avevo prima.

Foto: la fotocamera è pessima, non c’è niente da fare, non va al di là di un uso di emergenza, quando proprio si vuole avere un ricordo in mancanza di una macchina fotografica; sono contento che non abbiano implementato la capacità di registrare i video, perchè sarebbero stati di certo una cosa indegna.

Internet: sapere di avere la grande rete in tasca dà un senso di sicurezza; l’uso effettivo magari non è elevatissimo, dato che spesso ho a disposizione uno schermo grande per navigare, e non devo quindi usare il piccolo iphone, tuttavia la sensazione psicologica di connessione è almeno pari a quella di collegamento voce che abbiamo tutti ormai da qualche anno, da quando hanno inventato i telefonini. Il collegamento permanente in mobilità è senza dubbio un passo dal quale non si torna più indietro, un po’ come il collegamento flat a casa.

GPS: funziona molto bene, veloce e preciso nell’acquisizione, e ci sono anche alcuni bei programmini che sfruttano in modo intelligente la possibilità di conoscere la propria posizione, cito solo around me e geocaching.

Programmi, anzi applicazioni: sembra che la grande scelta dell’App store si stia configurando come un grande bazar di giochini da poco prezzo e di scarsa longevità.

Attualmente ho sul computer 82 applicazioni, e ne uso con regolarità forse meno di cinque oltre a quelle di base come mail, safari e calendario – qualche altro nome a caso, google earth, accuweather, x-plane. Almeno per il sottoscritto non è quindi ancora nata la killer application.

Dunque, serve a qualcosa l’iPhone oltre che a possedere un oggetto di design? Direi di sì, serve soprattutto ad avere potenzialità, a tenere in tasca un computer che ha poco da invidiare ad un portatile, e con il quale quarant’anni fa magari sarebbero andati sulla luna, invece che usarlo come spada laser. Oggi si usa invece in mille altri modi, segno dei tempi ma segno anche della versatilità dello strumento che ha ancora molto spazio per crescere e stupirci.

Written by erling

27 marzo 2009 at 00:08

Pubblicato su iphone

Idee per il prossimo viaggio in bici

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Inizia timidamente la bella stagione, ed iniziano i piani per il prossimo giro in bicicletta: i bambini hanno un anno in più, e questa banale considerazione renderà leggermente diversa l’organizzazione del giro, poichè il più grande pedalerà da solo sulla sua bicicletta, seppur collegata alla bici della mamma, e non più sul carrellino come l’anno scorso.

Immagine 1.png

Ciò comporta che:

  1. non potremo fare tappe lunghe – il che per noi significa non più lunghe di 30-40 chilometri al giorno
  2. non potremo superare dislivelli troppo impegnativi
  3. avremo un’altra bicicletta da trasportare fin sul luogo di partenza

Il terzo punto mi fa pensare seriamente di noleggiare le due biciclette per noi grandi, per alleggerire almeno un po’ il bagaglio, ma questa è una decisione da approfondire e che per il momento lascio in sospeso.

Con questi vincoli le destinazioni appetibili si riducono di un bel po’, ed attualmente sono le seguenti:

  1. Norvegia meridionale
  2. Isola di Bornholm
  3. Isola di Gotland
  4. Danimarca centrale (Fyn)

Al momento gode di maggior credito l’ipotesi numero IV, anche per merito di un ottimo sito centrato sull’uso della bicicletta in quelle lande felici. Particolare importante, le fotografie dei ciclisti che si notano sul sito li ritraggono sempre in momenti di riposo al sole, il che rappresenta l’auspicio di una buona vacanza su due ruote.

Anche l’isola di Gotland mi ispira molto, ma forse non è così facile dal punto di vista ciclistico, oltre ad essere leggermente più scomoda da raggiungere.

Già, perchè la Danimarca non è poi lontanissima, e grazie al servizio di auto in treno si può anche evitare di guidare per una notte intera, basta solo prenotare per tempo.

Insomma, inizia ad esserci del materiale su cui riflettere, vedremo nei prossimi giorni come si combinano le cose.

Written by erling

22 marzo 2009 at 23:00

Pubblicato su bicicletta, viaggi

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Cyberduck su mobile me

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Funziona: mentre il finder fa cilecca spesso e volentieri, il validissimo cyberduck carica senza batter ciglio intere cartelle sul disco nella nuvola di mobile me.

Ha persino le impostazioni predefinite per collegarsi al sistema apple, cosicchè anche uno come me che non capisce molto di ftp o webdav si trova subito a suo agio.

Di solito per le mie scarse esigenze ftp usavo filezilla, che è quello che conosco dall’ambiente windows e che uso sul lavoro, ma non sono riuscito a configurarlo per mobile me, e così sono passato al concorrente.

Cyberduck è gratuito ma richiede con cortesia una donazione per lo sviluppo, e penso che la meriti.

Written by erling

22 marzo 2009 at 22:24

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Dai dischi alle nuvole

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Sono sempre leggermente paranoico riguardo alla sicurezza dei miei file, specialmente delle fotografie. Da quando mi si è fulminato un disco fisso sul pc che usavo al lavoro, qualche anno fa, ho toccato con mano che molta parte della nostra vita è ormai affidata a registrazioni elettromagnetiche poste su fragili piattini che girano alla velocità del suono, e che prima o poi cedono.

Ero passato dai salvataggi su cd a quelli su dvd, sempre in duplice copia, ma ormai non bastano più nemmeno quelli, all’ultimo controllo la mia cartella delle immagini pesava 54 giga e tenerla sincronizzata solo con l’ausilio di dischi da 4 giga è uno sforzo vano.

Così ho apprezzato non poco l’introduzione di un sistema di backup automatizzato in leopard, ed ho comperato l’anno scorso una time capsule per essere tranquillo del tutto – quella che adesso dà problemi nell’aggiornare il firmware; ho anche un hard disk esterno da 320 giga dove copio di quando in quando le foto e la musica, usando lo spartano ma efficace programma aRsync.

Ovviamente tutte le immagini sono replicate sul macbook pro, e quando l’estate faccio la spola con la montagna porto là, nel piccolo mac mini, le foto dell’anno precedente. Ah, collegato al mac mini c’è un vecchio iomega da 160 giga che viene riempito da time machine ogni volta che il mini si aggiorna con le foto che gli porto dalla città.

Complessivamente quindi ho quattro dischi fissi in casa più due a cinquanta chilometri di distanza, oltre ad alcuni dvd che non aggiorno più molto spesso.

La gran parte delle mie foto finisce poi, in formato però solo jpg e non raw, su flickr, che le archivia al di là dell’oceano.

Fatte queste premesse (ho già detto che ho il terrore di perdere i file?), mi sembrava doveroso tentare anche qualche sistema di backup online, che sta prendendo piede di questi tempi.

Ho tentato di sfruttare lo spazio disco di mobile me, che essendo parte del prezzo che pago rappresenta la prima scelta per un salvataggio nella nuvola, ma l’esperienza è veramente desolante: copiare dei file tramite il finder è quasi impossibile, il processo è lentissimo e spesso porta al crash dello stesso finder con necessità di riavvio; male, molto male.

Mi piace molto dropbox, ma per ora mi affido solo ai due giga dell’account gratuito: questo è un servizio velocissimo ed affidabile, e mantiene sincronizzati tra vari computer i file in maniera molto efficiente, tanto che ho salvato sulla cartella sincronizzata anche il file di 1password, in modo da averlo sempre aggiornato anche sul portatile.

Ho tentato poi anche con mozy e backblaze, anche qui solo con l’account di prova, ma non ho proceduto poi oltre una volta che ho sperimentato la lentezza del backup.

Non è certo colpa loro, ma la velocità attuale della linea internet in upload comporta che per salvare l’intero disco o quasi, come ad esempio propone backblaze, servano dei mesi di collegamento ininterrotto, con effetti poi sulla velocità della navigazione in genere.

Sto provando ora anche sugarsync (mi piace fare questi esperimenti) ma ho già capito che è attualmente improponibile salvare tutto il disco in remoto, e che occorre selezionare i file più importanti. Tuttavia la strada è questa, e tra pochi anni avremo tutta la nostra vita digitale nella nuvola, e non più solo la testa ;-).

Written by erling

21 marzo 2009 at 00:06

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La mela e la voda

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La mela innova, stupisce, supera se stessa, fa poca pubblicità perchè non ne ha bisogno, e quella poca è sempre ironica e ben calibrata.

La voda spara nel mucchio, vende anche l’iphone ma non sa che è un computer e così lascia che la rete vada alla malora, tanto finchè l’utente riesce a telefonare chissenefrega del collegamento internet, internet è un accessorio del telefono come un giochino, e non la ragion d’essere del computer portatile.

La mela ha un sito che è un manuale di chiarezza, la voda ha un sito cervellotico e labirintico, ma in compenso è pieno di bellone sorridenti, e la sua pubblicità te le vende a buon mercato.

Written by erling

18 marzo 2009 at 00:01

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Time capsule 7.4.1 domata

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Non ero per niente soddisfatto di come erano andate le cose con l’aggiornamento del firmware per la mia fiammante time capsule: dover ritornare (downgradare, come se fosse un verbo italiano…) alla vecchia versione a causa di problemi vari di connessione mi sembrava troppo, un vulnus alla superiorità dei marchingegni apple.

Ho trovato peraltro varie lamentele e vari suggerimenti per la risoluzione dei problemi, segno che probabilmente questa volta l’aggiornamento è stato corposo ed ha modificato pesantemente le caratteristiche dell’apparecchio, o forse anche che quando si tratta di wireless le cose sono delicate e complesse.

Sia come sia, io ho scelto la strada più semplice: ho reinstallato il firmware ed ho ripristinato le impostazioni di fabbrica (resettato, come se fosse un verbo italiano…).

Adesso tutto funziona, la soluzione è stata semplice, anche se in quattro anni di uso dei mac è la prima volta che un aggiornamento non funziona immediatamente bene.


Aggiornamento 15/3: Si sono ripresentati gli stessi sintomi, collegamenti che saltano ed utility airport che non vede più la base, oltre al disco della stessa in moto continuo. Rimesso il vecchio firmware e spedita una lamentela ad apple…

Written by erling

14 marzo 2009 at 23:35

Pubblicato su hardware

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