Viaggiar si deve

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Archive for gennaio 2009

25 anni fa

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Mentre tutti i siti dedicati al mondo Mac festeggiano i 25 anni dalla nascita del primo Macintosh, mi ha colpito un’altra notizia, anch’essa storica ma meno allegra: la chiusura da parte di Microsoft della divisione che si occupa di Flight Simulator.

Nel 1984, non solo Apple produceva il primo Macintosh, non solo il romanzo di Orwell prevedeva un mondo nuovo, ma usciva la versione 2.0 di Flight Simulator, la prima che modestamente ho sperimentato, inizio di una passione virtuale che con alti e bassi mi ha accompagnato in questi venticinque anni.

Che dire, Apple ringiovanisce e mi sembra sempre più destinata al dominio totale globale, mentre Microsoft taglia una delle sue storiche radici, in una mossa che sa di disperazione.

Questa sera, con un mac, giocherò ancora un po’ a FS, in ricordo dei tempi che furono.

Fs 3
Flight simulator 3.0 in DosBox

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Written by erling

25 gennaio 2009 at 00:12

Pubblicato su simulazioni, software

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l’arte della retorica

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Sarà anche solo retorica, ma non capita spesso di leggere un discorso come questo (qui una traduzione); al confronto, i nostri sembrano vuoti e, appunto, retorici. Anche la concisione, 2414 parole contro 3175.

Forse si sente che uno crede a quello che dice, e l’altro no.

Written by erling

21 gennaio 2009 at 23:33

Pubblicato su vaghezza

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Gigapixel e ministampe

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Ora che sono alla portata del pubblico i quadri del Prado in formato gigante, forse ritornerà nella giusta prospettiva il mito del megapixel, ovvero la falsa credenza che quanti più puntini si registrino, tanto migliori siano i risultati.

Si parla per le immagini dei quadri presentate in google earth di 14 gigapixel (*); per un quadro come l’annunciazione del Beato Angelico che misura 175×180 cm, ovvero 31500 cm quadrati, si tratta di una densità di 444444 pixel al centimetro quadrato, ovvero 666 pixel al centimetro lineare, circa 1700 dpi, o pixel per pollice.

Una fotografia scattata con la mia Nikon D70 da 6 megapixel, che ha dimensioni di circa 3000 x 2000 pixel, se stampata a 1700 dpi sarebbe grande circa 4,5 x 3 cm. Normalmente quando stampo qualche foto non vado al di là del classico formato 14×20, che corrisponde ad una densità di stampa teorica di circa 380 dpi. Se stampassi nel formato 10×15 avrei una densità teorica di 500 dpi, ovvero poco meno di un terzo di quella di google. (dico teorica perchè non credo che molte stampanti la sappiano rendere)

In conclusione la super risoluzione di google non è nemmeno cinque volte la risoluzione di stampa di una foto amatoriale, nonostante 14 gigapixel siano molto più di cinque volte i sei megapixel della mia reflex.

Ovviamente paragonare una “stampa” di 175×180 cm con una di 14×20 porta a questi risultati vagamente incongrui, ma era tanto per sottolineare che i mega e i gigapixel sono necessari per stampe grandi, mentre per il 10×15, o per il 20×30, avere 6, 10 o 3 megapixel non porta a differenze visibili, molto meglio quindi investire in un buon obiettivo.

(*) Ho notato che il concetto dei 14 gigapixel ha lasciato nello sconforto molti giornalisti, che non hanno saputo tradurre l’espressione che ha usato google di quattordicimila megapixel, ed hanno indicato invece soltanto 14 milioni di pixel.

Written by erling

21 gennaio 2009 at 00:20

Pubblicato su foto, hardware

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Il bello e l’utile

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E’ da qualche giorno che ho installato la nuova versione di iWork, e giocherello con il foglio elettronico Numbers, con un misto di ammirazione e di dubbio: non sarà per caso troppo bello questo programma, e troppo fuori dai canoni comuni?

Il fatto è che si tratta di un foglio di calcolo come solo apple potrebbe inventare: esteticamente raffinato, semplice ed amichevole, ma diverso, e in un campo in cui esiste un monopolio praticamente universale, molto più granitico che non tra i sistemi operativi per dire, la diversità genera spaesamento anche tra chi usa con soddisfazione il mac, ma passa pur sempre otto ore al giorno davanti ad excel.

Le tabelle che non usano tutto lo spazio, ma si ridimensionano e lasciano il campo a testi ed immagini ben impaginati, la gestione delle differenze e somme di tempo, efficacissima ed elegantissima, la creazione dei grafici… è tutto nuovo e strano, ma molto appagante.

Allo stesso tempo è troppo diverso, continuo a dirmi, come faccio a salvare un foglio di numbers in un formato standard, cosa resterà di questa fresca novità una volta compressa ed ingabbiata in un file .xls?

Insomma, a prescindere dal fatto che per l’utilizzo domestico mi basta ed avanza OpenOffice, se dovessi cedere all’impulso estetico non esiterei un attimo a comperare iwork ed a pensare di poter creare piccole opere d’arte numerica, se invece guardassi all’utilità della cosa resterei nella gabbia di Office, OpenOffice, NeoOffice

Written by erling

16 gennaio 2009 at 00:21

Pubblicato su Mac, software

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Lightroom e l’unexpected end-of-file

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Il sintomo: in alcune occasioni, rare all’inizio ed ora mi sembra più frequenti, l’immagine viene caricata in lightroom, ma esaminandola a pieno schermo appare in bella evidenza la minacciosa scritta “an unexpected end-of-file occurred“.

La causa: il primo pensiero è andato alla scheda di memoria difettosa, che non è riuscita a scrivere adeguatamente l’immagine catturata dalla macchina fotografica; ho provato con una scheda nuova di zecca, ma anche questa ha presentato gli stessi problemi.

Ho provato a cercare lumi in rete, ed ho trovato qui, su un forum adobe, una serie di ipotesi varie ed a volte anche contraddittorie che coinvolgono la scheda, il lettore, il sistema operativo, nessuna delle quali mi convince pienamente.

Ho il sospetto che nel mio caso il difetto stia nella macchina fotografica, e mi sovviene che in alcune circostanze, mentre stavo scattando in esterni, la macchina non riconosceva più la scheda (appariva un messaggio “formatta”), ma bastava estrarre e rimettere la scheda di memoria per far sparire l’avviso.

Forse l’inverno ed il freddo non sono ben tollerati dalle parti più esposte della macchina fotografica; in particolare il contatto tra la scheda e la macchina avviene per mezzo di un connettore a pettine formato da piccoli “aghetti” che stanno in un alloggiamento non certo stagno, e probabilmente con il freddo non comunicano a dovere con la memoria.

Per verificare se fosse un problema riproducibile ho tentato oggi un esperimento: ho scattato duecento fotografie ed ho provato ad importarle in lightroom, per vedere se e quali fossero danneggiate; manco a dirlo, tutte perfette.

Mi sa che dovrò tentare altri esperimenti, questa volta all’aperto, ma temo che non saranno decisivi. Il passo successivo sarà decidere quale tasso di errore accettare prima di cambiare macchina fotografica.

Written by erling

14 gennaio 2009 at 23:04

Pubblicato su foto, lightroom

Panoramiche con l’iPhone

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Come proposito per il nuovo anno ho in mente di esplorare la fotografia panoramica; ho in mente di comperare un obiettivo supergrandangolare, se non addirittura un fish-eye, ed iniziare con qualche esperimento.

Siti come panoguide possono servire ad imparare le basi, poi si tratta di seguire degli ottimi esempi che si trovano in rete. Mi sono anche iscritto (forse un po’ troppo prematuramente) a 360 cities, e prima o poi dovrò anche inserire qualche foto mia.

Non potendo ancora produrre dei panorami sferici, mi accontento di un piccolo programmino per l’iPhone, Pano, che consente la realizzazione di panorami e rende un po’ più utile la pessima fotocamera dell’eccellente telefonino.

I programmatori di Pano sono anche molto solleciti nel rispondere alle email: ho chiesto se potevano far sì che il programma scrivesse i dati exif nei file creati, cosa che ora non fa, e mi hanno risposto che Apple non permette queste manipolazioni (mah!)

Qui sotto una breve panoramica di capodanno:

neve-1

Written by erling

3 gennaio 2009 at 23:18

Pubblicato su foto, iphone

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Gli uomini di buona volontà

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Stasera mettendo a letto i bambini ascolto il flauto magico, e la magica musica dà speranza, nonostante la cruda realtà ne dia meno.

Written by erling

1 gennaio 2009 at 00:40

Pubblicato su vaghezza