Viaggiar si deve

viaggi, foto, mac e il resto

Archive for giugno 2008

Vivere nella nuvola

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Siamo ormai stabili nella casa di (semi)montagna, dove è attivo dal punto di vista informatico il piccolo mac mini che ad oggi ha 1136 giorni di vita, me lo dice il widget.

Sarebbe bello mettere in pratica il concetto del cloud computing, ed usare gli stessi dati sia qui che con l’imac della casa principale; forse potrebbe anche funzionare dal punto di vista degli applicativi sui computer, ma la lentezza esasperante dell’internet via gprs rende i collegamenti penosi.

Ovviamente quassù l’adsl resta un sogno, e si tocca con mano l’arretratezza delle patrie infrastrutture; poi ci si lamenta che i paesini di montagna si spopolano, per forza nessun giovane ci viene a vivere, se non può nemmeno mettere in piedi una qualche start-up con un minimo di collegamenti al web.

Vabbè, oggi sproloquio, ma mi sembra davvero di essere tornato indietro di dieci anni.

Written by erling

28 giugno 2008 at 23:24

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Embrione di una rete intelligente

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Nel bel racconto di Bruce Sterling Maneki Neko (1998) si descrive un gruppo di appassionati che ricevono istruzioni ed indicazioni dalla rete, evidentemente internet.

Queste indicazioni non hanno un significato immediato per chi le riceve, ma sono in genere di facile esecuzione (come, compera un caffè e portalo all’uomo seduto sulla panchina) e possono essere di grande importanza per chi riceve questi regali inaspettati, dato che la grande rete conosce la situazione di tutti e sa che cosa può servire a ciascuno in un certo momento.

Nel racconto poi si impara che questa intelligenza può anche difendersi in caso qualcuno tenti di contrastare le attività del network, come scopre a sue spese un pubblico ministero che vuole indagare e viene contrastato in mille piccoli modi, con “dispetti” non gravi ma continui ed esasperanti, e sufficienti alla fine a farlo desistere.

Ho pensato a questo racconto quando ho raccolto ieri nella cache di Nebida il piccolo orsetto Camou. Non starò a dettagliare come funziona un Travel Bug nel geocaching (il sito è molto esauriente al riguardo), ma leggendo le storie di questi oggetti mi sembra di cogliere un micro-embrione di questa rete intelligente, che qui ed ora si occupa solo di dirigere gli sforzi di alcuni appassionati per portare un oggetto a destinazione, ma domani chissà…

Written by erling

21 giugno 2008 at 14:56

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GCXD6X

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Probabilmente non sarei mai arrivato a Nebida se non fosse stato per la cache nascosta là, e così mi sarei perso un bellissimo panorama ed un viaggio lungo una strada costiera affascinante e, come si dice in questi casi, mozzafiato.

Il geocaching è spesso uno stimolo in più per visitare una zona che altrimenti magari scivolerebbe in secondo piano nella lista delle priorità, e quasi sempre non si sbaglia ad andare a cercare quel tesoro, perchè chi lo nasconde è spesso del posto e conosce i luoghi più meritevoli; insomma si tratta di uno sport che sconfina naturalmente nel turismo intelligente, con in più il gusto di risolvere dei problemi per raggiungere la meta.

Sulla costa occidentale, oltre alla cache di Nebida, abbiamo poi visto la zona delle dune di Piscinas, che anche a me che non sono fanatico del mare ha fatto un certo effetto.

Su una settimana, due giornate di lunga gita non sono da buttar via, si vede che i bambini stanno crescendo.

Written by erling

21 giugno 2008 at 14:20

Pubblicato su gps, viaggi

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I rastelli di Monte Lupo

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Al mare si legge per fortuna, e si esce almeno per un po’ dalla vita connessa in rete che sperimentiamo al lavoro e nella vita quotidiana.

Normalmente al giorno d’oggi sperimentiamo un’immersione in quello spazio strano che esiste fisicamente nelle nostre macchine interconnesse, e realmente in un livello di astrazione superiore, immateriale ma reale, allo stesso modo credo della mente che sta nel cervello ma è qualcosa di più astratto, e di altrettanto reale.

Qui che siamo quasi scollegati dalla grande rete (a parte un collegamento a bassissima velocità con cellulare di vecchia generazione), ritroviamo il legame con la rete dei grandi pensatori, come si è sviluppato per millenni attraverso la parola scritta; anche qui il mezzo fisico è molto concreto, carta ed inchiostro, ma è solo un supporto a qualcosa di immateriale, reale e molto importante, ovvero le idee.

Tutta questa tirata solo per dare un accenno al libro che ho terminato oggi, Chi ruppe i rastelli a Monte Lupo del grande Carlo Cipolla, probabilmente il migliore dei brevi saggi che ha dedicato alla peste in Toscana nel 1600.

In verità la peste è solo un paravento dietro il quale agisce l’abbozzo di pensiero scientifico che si scontra col pregiudizio, religioso in questo caso; scontro epico raccontato in maniera magistrale.

Il mare è anche sopportabile, dopotutto…

Written by erling

18 giugno 2008 at 19:41

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Il viaggiatore intollerante

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Siamo oggi in Sardegna, per la nostra annuale vacanza marittima; il viaggio in aereo da Verona a Cagliari ci ha visti combattere contro il sonno e rapidamente cedere non appena saliti a bordo dell’aereo, dieci minuti prima di mezzanotte e quasi tre ore dopo l’orario di partenza previsto.

Ritardo certo fastidioso, ma tutto sommato ben sopportato dai bimbi e dai grandi, consapevoli del fatto che andando a fare una vacanza, ci sarebbe stato tempo nei giorni successivi per recuperare il sonno perduto.

La motivazione del ritardo sembrava poi (a me) del tutto ragionevole ed indice del concetto di precauzione che permea (o dovrebbe permeare) l’industria aerea: un “guasto all’aeromobile” che non è stato possibile riparare ed ha causato la sostituzione di detto aeromobile con un altro apparecchio proveniente da Parigi.

Forse lo spirito del vacanziero mi faceva vedere tutto con lenti rosa, ma francamente mi è sembrato esagerato l’atteggiamento bellicoso e drammatico di qualche passeggero, specie considerando che il personale di terra non ha certo alcuna responsabilità, ed anzi invece di tornarsene a casa ha dovuto prolungare di parecchio la giornata di lavoro.

Io dico, ben vengano questi piccoli contrattempi, che ci rendono meno lontani dai tempi eroici del viaggio, quando un ritardo di tre ore per attraversare monti e mari sarebbe stato inconcepibile, essendo inconcepibile il misurare tale distanza in tempi minori delle giornate.

Written by erling

15 giugno 2008 at 15:22

Pubblicato su viaggi

Il motore mobile, me

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Mi ha incuriosito il nuovo, annunciato servizio di apple, chiamato mobile me, che è destinato a prendere il posto di .mac.

Prima impressione, il nome e il logo sono veramente brutti e soprattutto “strani”, poco affini al resto dell’immagine apple, e più vicini semmai al gusto di qualche vecchio concorrente, come questa piccola composizione che ho trovato su flickr fa capire.

L’idea è peraltro buona, quella di garantire una sincronia istantanea tra tutti i svariati dispositivi che contengono i nostri dati, in modo che ogni variazione nei contatti, calendari e messaggi di posta si riproduca sugli altri computer, telefoni ed ipod di cui disponiamo.

Tuttavia a ben guardare il discorso non è molto diverso da quello del vecchio punto mac, soltanto che adesso la sincronia avviene in automatico ed istantaneamente.

Non so, sarà che ovviamente la modernità richiede tutta questa immediatezza, ma non mi piaceva prima il costoso servizio .mac, ed ora questa novità mi sembra solo appena più appetibile, cioè molto poco per cento euro all’anno.

I miei dubbi si accrescono vedendo questo post dell’inventore di ziphone, anche se poi cercando e trovando questa spiegazione un poco si placano.

Tutto sommato per uno come me che viaggia per un chilometro in bicicletta da casa al lavoro ed usa un portatile solo in vacanza, la nuvola di mobile me è troppo, ed assomiglia vagamente alla più celebre nuvola di Fantozzi.

Per ora dunque vado avanti con l’eccellente spanning sync

Written by erling

11 giugno 2008 at 22:30

Pubblicato su Mac, rete, Siti

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La telefonia di Babele

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Sono reduce da una abbondante mezz’ora di navigazione sul sito vodafone: una struttura più demenziale non credo sia possibile inventarla, sembra uno di quei labirinti dove si finisce per ripassare più volte nello stesso punto (o pagina) prima di trovare quello che serve.

Ma almeno uno trovasse quello che cerca… bisogna sorbirsi videate di pubblicità e promozioni dai nomi roboantemente ingelesizzanti, senza alcun indizio per decifrare la differenza tra l’una e l’altra, facendo nel contempo il pieno di musichine e di bellone sorridenti.

Scoraggiato, tento allora il numero gratuito, ma la struttura non è meno criptica, con in più lo svantaggio che occorre aspettare la fine del discorsetto della signorina sintetica, e quando è arrivata all’opzione numero nove non ci si ricorda già più la numero uno… di nuovo, che differenza c’è tra l’internet veloce e quello daily, tra la promozione one world e i minuti contati??

Io, misero, cercavo solo di ripetere quello che avevo fatto l’estate scorsa e quella prima, ovvero pagare 20 euro (anzi, solo venti euro) e scaricare col mio piccolo telefonino GPRS la posta anche al mare o in montagna. Prima di arrivarci ho penato, ed ancora non sono certo che mi sia stata attivata, dato che non ho avuto il messaggio di conferma.

Non per battere sempre sul tasto della semplicità, ma ci sarà un motivo per cui Apple, una delle principali aziende di computer e senza dubbio la più ispirata ed innovativa, ha a catalogo ad oggi semplicemente tre computer da tavolo (pro, lo dice la parola, mini, lo dice la parola e imac sarà quello medio) tre computer portatili (pro, lo dice la parola, air lo dice la parola che è leggero e macbook sarà quello medio) ed un telefono.

Se avessero duecento varianti come ha vodafone sarebbero già morti da un pezzo.

Devo anche dedurre che vodafone non è ancora morta perché evidentemente il telefonino è un bene irrinunciabile, e per quanto pessimo e rapinoso sia il servizio la gente lo compera.

Written by erling

10 giugno 2008 at 14:24

Pubblicato su Mac, Siti, vaghezza

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