Viaggiar si deve

viaggi, foto, mac e il resto

Archive for maggio 2008

Pensieri dal treno

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Mi è capitato negli ultimi tempi di spostarmi in treno per lavoro, oggi ho visto qualche situazione interessante:

Alcuni portatili accesi, tra cui un macbook air, che ho potuto ammirare da vicino sbirciando anche il film che il proprietario stava guardando; non ero troppo fuori asse, ma lo schermo molto lucido non mi sembrava avere una gran resa, le ombre schiacciate e senza dettagli. Può dipendere però da molte cose, non ultima la qualità del filmato, quindi non mi pronuncio; l’effetto generale del piccolo portatile, specialmente se visto a poca distanza dalle altre normali scatolette, è comunque di un oggetto che fa immediatamente sembrare vecchi tutti gli altri.

Salendo sull’eurostar poi, le imperscrutabili leggi del caso mi hanno assegnato un posto di fronte ad una coppia di giovani turisti americani, direi di più, facce da classici californiani in salute ed ottimismo, che prendevano note su quadernetti moleskine con una penna con logo di una ditta tipo solarworks; ad un tratto lei ha estratto il suo iphone per ascoltare della musica, come del resto stavo facendo io con il mio piccolo ipod touch.

Ho avuto per un breve attimo una visione di quando i prodotti apple avranno l’80% del mercato e si fossilizzeranno come quelli microsoft, ma la ho subito rigettata… a scanso di rischi mi voglio comunque informare meglio sul nuviphone

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Written by erling

26 maggio 2008 at 21:48

Pubblicato su Mac, vaghezza

Il gioco globale

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Avevo assistito molti anni fa in Inghilterra ad una partita di cricket giocata da squadre amatoriali in un parco pubblico, ed ero rimasto diversi minuti tentando di capirne le regole.

Mai avrei pensato di vedere non una ma due partite qui a Trento, una tra due squadre con tanto di divise e su un bel prato che normalmente si usa per il baseball, vicino al palazzetto dello sport, e la seconda tra squadre molto più improvvisate, giocata sull’asfalto del parcheggio dello stesso palazzetto.

Interessante, le fattezze dei giocatori mi hanno fatto pensare al Pakistan, ed alla globalizzazione che ci fa scoprire sempre cose nuove.

Written by erling

25 maggio 2008 at 18:22

Pubblicato su vaghezza

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Tutti vogliono viaggiare in Svezia

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Procedo con una certa lentezza ai preparativi per il viaggio in bicicletta dell’estate. Le novità sono che la zona del Boushlän si rivela molto ambita, ed è difficile prenotare per uno o due giorni, dato che le stugor, ovvero le cabine/cottage, sono affittate di regola per una settimana.

Lo scherzo peggiore finora me lo ha tirato un campeggio sulla isola Koster del sud, che dopo cinque o sei mail di spiegazione delle caratteristiche, quando gli ho scritto che andava bene e che volevo prenotare per due giorni se mi dava gli estremi del conto bancario, mi ha risposto che controllando meglio il posto non c’era!

Per colmo di ironia mi ha diretto all’unico albergo dell’isola, costosissimo, che a sua volta dopo cinque giorni non ha ancora risposto alla mia mail.

Il sito dei campeggi svedesi mi ha spedito per posta un bel catalogo con tutti gli impianti del paese, con tanto di foto, descrizioni e coordinate gps per trovarli; almeno loro sono efficienti, ma le difficoltà nel prenotare mi fanno balenare un’idea non so quanto realizzabile, ovvero quella di portare la piccola tendina, ufficialmente solo da due posti, in grado di diventare una soluzione d’emergenza se non si trovasse proprio un tetto sulla testa…

Tra i lati positivi c’è il fatto che i nostri quattordici giorni saranno probabilmente sufficienti a farci arrivare a Göteborg con tranquille pedalate, facendo in media meno di trenta chilometri al giorno, che è proprio una distanza da famiglia poco allenata…

Ho trovato un magnifico sito, hitta.se, che mostra le carte stradali con un dettaglio notevolissimo; unico difetto, non si riescono a stampare dal browser, ma poco male, bastano tre tasti (maiuscole mela quattro) e si salva l’immagine, poi basta stampare quella.

Altra cosa a cui pensare è il trasporto delle biciclette in aereo, il sistema migliore è smontare quello che si può e inserire il tutto in un borsone apposito, abbastanza imbottito e sicuro. Problema, quando poi si arriva a destinazione dove si mettono i borsoni?

Dato che sono abbastanza voluminosi anche quando sono vuoti e piegati, ho avuto la brillante idea di farne un pacco (postale) e spedirlo a me stesso presso l’ufficio postale di Kungälv, che è il paese più vicino all’aeroporto dal quale torneremo, vicino a Göteborg. Devo verificare la fattibilità, ma forse questa è un’idea che può funzionare.

Written by erling

24 maggio 2008 at 15:00

Pubblicato su bicicletta, Svezia, viaggi

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La simulazione del volo al museo Caproni

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Gita domenicale in una giornata piovosa: cosa c’è di meglio di una piccola rappresentazione per i piccoli sul mondo delle api? Andiamo dunque al museo Caproni dove pensiamo di passare un’oretta istruttiva, ma non abbiamo fatto i conti con chi ha avuto la nostra stessa idea, e più furbo di noi, ha prenotato. Risultato, posti esauriti, e così dobbiamo ripiegare sul museo stesso, che del resto già conoscevamo.

La novità è data dalla mostra sulla simulazione di volo, che inizia al piano terra con dei pezzi storici: le prime “macchine” per simulare le condizioni del volo in modo da verificare se gli aspiranti piloti avevano i requisiti fisici necessari, come ad esempio una campana metallica nella quale entrava il candidato e dalla quale veniva estratta l’aria per simulare un volo in quota, oppure delle “sedie di pilotaggio” con vari gradi di libertà per testare le reazioni alle accelerazioni, e simili strumenti che visti adesso sembrano vagamente oggetti di tortura.

Poi al piano superiore si trovano strumenti più soft, ovvero i software di simulazione moderni: la parte del leone la fa il simulatore microsoft, del quale viene esposta alle pareti una cronistoria delle varie versioni, ma viene menzionata l’esistenza di X-plane e in una vetrinetta ci sono scatole di vecchi programmi (fly ad esempio).

C’è una postazione con megaschermo che simula il volo in deltaplano, con tanto di sedia appesa, seduto sulla quale il pilota virtuale governa il volo per mezzo di un triangolo come nella realtà, poi diversi computer con FS che gira ed un abitacolo di un cessna vero e proprio “collegato” al simulatore.

La folla, mai vista in queste proporzioni al piccolo museo trentino dell’aeronautica, rende impossibile mettere le mani sui comandi, ma ci divertiamo ugualmente ad ammirare, e specialmente a sederci davanti all’ultimo schermo che mostra spezzoni di cartoni animati di soggetto aviatorio.

Uscendo non si può fare a meno di passare dal negozietto; questa volta compero volentieri ai bambini una plasticosa riproduzione degli astronauti e del modulo lunare, e mi sento nostalgico quando spiego loro che quando avevo la loro età quell’astronave esisteva davvero, ed è arrivata sulla luna.

Written by erling

19 maggio 2008 at 22:11

Pubblicato su gite, simulazioni

L’arte della programmazione

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é da un paio di giorni che mi sono intestardito a programmare in applescript. Da un pezzo mi ripromettevo di mettere mano alla parte più tecnica del mac, e questi bei linguaggi di programmazione che sono “compresi nel prezzo” ed inseriti in mac OS mi attiravano molto.

Così ho pensato bene di creare un (credevo) piccolo script che riconoscesse quando scaricavo un pdf dal sito della banca e si offrisse di dargli un nome più evocativo nonchè di spostarlo dalla cartella download alla sottocartella dei documenti che contiene questo materiale.

è stata un’immersione istruttiva in un linguaggio di programmazione che non avevo mai affrontato, e che non è proprio così semplice come la finta somiglianza con l’inglese lascerebbe immaginare. Dopo due serate di intenso lavoro il mio programmino funziona, ma potrebbe avere più intelligenza, e quindi non ne sono del tutto soddisfatto.

Una cosa che anche qui si nota è comunque la stretta integrazione di tutte le parti del sistema, di modo che con poche righe di testo si possono eseguire compiti complessi in modo automatico, il che è proprio la ragion d’essere dei computer.

Questi semplici script mi ricordano i vecchi file .bat di MS DOS, che esistevano anni prima delle interfacce grafiche, poi però windows ha perso per strada il concetto di automazione con strumenti semplici dei compiti ripetitivi, e si è anche qui appesantito costringendo all’uso di complessi linguaggi di programmazione.

In Mac OS invece si nota questo, che anche la programmazione può essere un’attività esteticamente appagante che fornisce risultati funzionali.

Written by erling

13 maggio 2008 at 21:53

Pubblicato su Mac

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La famiglia 2.0

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Sono iscritto già da un po’ al sito di Geni, che ultimamente si è evoluto ed è diventato ancora più raffinato e completo.

Si tratta in breve di un modo per costruire un albero genealogico, e soprattutto per tenersi in contatto con parenti vicini e lontani: l’idea è che ognuno costruisce il pezzo di albero genealogico più prossimo, ed invita gli altri a partecipare, in modo da allargare ed allungare sempre più la catena di contatti, rintracciando magari parenti dispersi o antenati mai conosciuti.

Ci sono molte funzionalità, tra cui una specie di newsletter che viene generata automaticamente e riporta gli eventi ricorrenti, come i compleanni, o quelli che i membri della famiglia inseriscono per comunicarli ai parenti remoti, oltre ovviamente ad una bella vista dinamica delle relazioni tra i vari rami e rametti dell’albero.

Purtroppo però la mia famiglia, ristretta ed allargata che sia, non è molto disponibile a partecipare a questo gioco sul web, e da qui mi accorgo di essere una rara avis nel mio uso dei moderni strumenti di socialità; pochi di noi capiscono la lingua in cui è scritto il sito, ancora meno hanno o controllano regolarmente una casella di posta elettronica; in effetti, solo un cognato ho potuto invitare confidando che capisse di cosa si tratta, ed ovviamente in due soltanto non abbiamo fatto avanzare l’albero più di tanto.

Che fare, in attesa che i figli usino flickr, twitter o quello che ci sarà tra quindici anni? Intanto tengo d’occhio l’evoluzione del settore, non si sa mai che arrivi ancora intero al web 3.0, ed allora ci divertiremo.

Written by erling

8 maggio 2008 at 20:55

Pubblicato su Siti

Davanti all’oracolo

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Mi è capitato l’altro giorno di passare qualche minuto a cercare la combinazione di parole adatta ad ottenere dal Motore di ricerca il risultato che volevo, e di trovare alla fine qualcosa di utile semplicemente inserendo un termine che era il contrario di quello che volevo.

Stare per un po’ a fissare la pagina quasi completamente bianca di google (peccato che abbiano inserito in alto quel piccolo menù, sarà utile ma rovina il minimalismo della pagina), sapendo che da qualche parte, dietro quel piccolo campo di testo, c’è in effetti la conoscenza del mondo, e che potrebbe essere mia se solo sapessi la formula giusta per chiederla, beh, mi ha fatto pensare per forza a qualche oracolo antico, di quelli che davano risposte ambigue e richiedevano rituali complessi.

Oggi almeno l’oracolo è accessibile in modo diretto e senza sacerdoti intermediari, tuttavia occorrono ancora le formule giuste per scoprirne i segreti, e soprattutto occorre, oggi come allora, discernimento nell’interpretarne le risposte.

Written by erling

2 maggio 2008 at 12:57

Pubblicato su google, vaghezza

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