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L’ambientalista scettico ed il lettore confuso

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Ho appena finito di leggere questo libro, a dire il vero un po’ in ritardo rispetto alla pubblicazione avvenuta nel 2001.
E’ difficile darne un giudizio, è difficile valutare se il contrastato autore abbia ragione; il punto centrale che vuole dimostrare è che il mondo non sta andando a rotoli, anzi va di bene in meglio, ed a sostegno di questa tesi porta innumerevoli dati, 173 grafici, 2930 note e settanta pagine di bibliografia.
Ora, se per molti argomenti è facile vedere che le sue argomentazioni sono valide (in particolare l’aumento della vita media, della ricchezza e della salute), per altri, quali ad esempio l’inquinamento o il riscaldamento globale, la valutazione è per l’appunto difficile, ed un lettore non esperto non sa bene come interpretare i dati presentati, e soprattutto non si capacita del fatto che la stragrande maggioranza degli scienziati la vede diversamente. Certo è un testo che ha causato molte reazioni e polemiche (c’è addirittura un sito dedicato agli errori del libro), tuttavia al di là degli eventuali errori fattuali ed eventualmente anche delle discutibili scelte dei dati da presentare, i punti centrali mi sembrano condivisibili: l’umanità ha fatto e sta facendo progressi materiali consistenti, ed i problemi del mondo vanno affrontati cercando di massimizzare i benefici in funzione delle risorse limitate a disposizione.
Questa seconda affermazione sembra banale, ma nel concreto è raramente messa in pratica, poichè la scelta dei problemi da affrontare non avviene quasi mai su base razionale, ma spesso sull’onda emotiva dei mass media e delle contingenze politiche. Su questo argomento il libro mi sembra molto illuminante, e convincente nel descrivere come mediamente abbiamo un timore esagerato di rischi limitati che però vengono presentati in misura esagerata dai mezzi di comunicazione – un esempio è il rischio di tumore da pesticidi, oggettivamente del tutto marginale che però spaventa moltissimo, mentre non temiamo fattori assai più comuni e diffusi ma che fanno meno notizia – ad esempio l’enorme mortalità dovuta al fumo, o alla mancanza di esercizio fisico.
Insomma, il libro è forse errato e scientificamente disonesto, ma ha il pregio di affrontare la questione ambientale inserendola nel contesto delle scelte economiche, intese come scelte razionali date le risorse materiali limitate di cui disponiamo; voglio adesso leggere il suo successivo libro sul riscaldamento globale, insieme a qualche lavoro di un ecologista non scettico, nel frattempo, meglio fare le scale a piedi e bere l’acqua di rubinetto…

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Written by erling

1 dicembre 2007 a 23:42

Pubblicato su libri, vaghezza

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