Viaggiar si deve

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Archive for novembre 2007

Memorie Magnetiche

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Ho dovuto trasferire alcuni file per mio suocero da un vecchio computer sul quale gira windows 95 e che ha come possibilità di collegamento esterno soltanto il lettore di floppy disk; niente masterizzatore, niente porta usb per inserire una chiavetta, niente ovviamente scheda di rete.
Ho cercato in cantina e con un certo affanno ho recuperato alcuni vecchissimi dischetti, che dalle etichette mi sembravano non più importanti (driver di schede audio e cose simili), ed ho provato ad usare quelli, temendo che la veneranda età dei supporti magnetici giocasse brutti scherzi all’integrità dei dati.
Invece niente, ho scritto e poi letto su dischetti di una decina d’anni fa, senza incidenti nè problemi; del resto, anche il vecchio computer ha un disco rigido coetaneo, ed ancora gira, scrive e legge come il primo giorno.
I dati sono quindi al sicuro su un disco o un dischetto? Non mi azzardo a dire questo, ma ho avuto la prova che una conservazione minimamente attenta, che tenga i supporti al riparo da polvere ed umidità, aiuta a preservare le memorie magnetiche.
Tralascio del tutto, sarebbe un argomento per un altro lungo post, le piccole perle che ho trovato scorrendo le etichette dei dischetti: salvataggi, programmi, cose preistoriche che se avessi tempo mi divertirei a riesumare; quasi quasi aspetto di andare in pensione per farlo, così verifico se altri n anni in una scatola buia hanno effetto sui dischetti.

Written by erling

27 novembre 2007 at 22:38

Pubblicato su hardware

Nuovo viaggio all’orizzonte

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Pianificare il nuovo viaggio è una parte che mi dà sempre soddisfazione; questa volta siamo stati parecchio indecisi, tra una serie di mete ugualmente valide, poi un po’ alla volta le nostre idee hanno preso una forma più definita ed hanno potuto convergere su una destinazione condivisa.

Dapprima abbiamo considerato Lisbona, o Istanbul, come città non troppo difficili per la nostra piccola ancora legata al passeggino, poi per un periodo ha preso consistenza l’idea di Parigi, che non vediamo da ben dieci anni, ed ho iniziato una ricerca di voli, appartamenti e attività.

In seguito la mia saggia metà ha deciso che in fondo si poteva osare qualcosa di più esotico, ed ha proposto Marrakech: a quel punto io, ormai con la testa rivolta ad un tranquillo soggiorno parigino, ho obiettato che con i bimbi piccoli non sarebbe stato facile; temevo in particolare di non poter passeggiare tranquillamente per le strette viuzze della medina, ma di dover tenere a bada i venditori, le aspiranti guide e gli ammiratori di turisti che mi dicono abbondare in quella deliziosa cittadina.

Cercando poi un volo, ho scoperto che non ci sono collegamenti comodissimi, quindi ho spostato l’attenzione familiare su una magnifica città, sufficientemente esotica e nel contempo attrezzata per un gruppo come il nostro, ovvero Istanbul.

Abbiamo quindi concordato sulla meta, e con grande facilità ho trovato sia il volo che l’alloggio; saremo là per una settimana prima di natale, approfittando per l’ultimo anno del fatto che ancora non ci sono calendari scolastici da rispettare.

Written by erling

23 novembre 2007 at 17:07

Pubblicato su Istanbul, viaggi

Ortisei a meno sei

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Siamo ancora qui, ad Ortisei nel nostro albergo preferito, il cavallino bianco, per un brevissimo fine settimana di relax; la neve ha già imbiancato le montagne ed il paese per la gioia dei bimbi che hanno potuto giocare in un ambiente bianco, in una temperatura ben al di sotto dello zero alla quale non eravamo più abituati e che lascia ben sperare per il prosieguo dell’inverno.

Per trovare un ambiente caldo e mostrare alla prole urbana qualche richiamo agricolo abbiamo visitato l’originale museo del latte, all’inizio di Ortisei sopra il caseificio. Lo spazio espositivo è piccolo ma ben pensato, di concezione moderna ma con molte suggestioni antiche su come era l’allevamento in montagna e su come si gestisce oggi; ci siamo divertiti a mungere una mucca artificiale scoprendo che non è per niente facile, ed abbiamo avuto un’idea dell’arte casearia, cosa chiedere di più?

Un pomeriggio in piscina naturalmente, considerando che questo tipo di albergo va sfruttato (con quello che costa) finchè i bambini sono piccoli, poi non appena si potrà andare a sciare ci basteranno alloggi più spartani, ma per ora ci godiamo l’eccellente cucina e tutte le risorse dalla sala giochi alla piscina a 35°.

Written by erling

17 novembre 2007 at 21:51

Pubblicato su Ortisei, viaggi

Energia

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Qui un grafico che vale davvero più di mille parole.

Written by erling

16 novembre 2007 at 22:31

Pubblicato su vaghezza

Artesella

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Una domenica novembrina con un clima non ancora freddo ispira ad uscire di casa, e la meta del giorno è presto scelta, vicina ma mai ancora visitata: la val di Sella poco sopra Borgo Valsugana con la sua ormai famosa collezione di opere d’arte create nella natura, artesella appunto.

Diversi visitatori, ma certo meno che in estate, ed un paesaggio naturale ancora piuttosto intatto e poco abitato, poi passeggiando lungo il sentiero si nota qualche forma innaturale creata con materiali invece naturalissimi: spirali, linee rette spezzate, cubi, il tutto fatto di legno e rami.

Per finire, la cattedrale vegetale, nome leggermente pomposo per descrivere un esperimento artistico di coltivazione arborea, che nelle intenzioni e tra una ventina d’anni diventerà una struttura naturale ma con un piccolo aiuto umano.

Diverse foto, bambini saltellanti nel bosco, per finire un pranzetto in un locale rimasto fermo a trent’anni fa, insomma il nuovo vicino a casa.

DSC_6796.jpg

Written by erling

12 novembre 2007 at 21:48

Pubblicato su gite

I bachi di leopard ed il fotografo dilettante

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Difetti di gioventù non ne mancano, come è normale che sia, ma quello che in questo momento mi infastidisce in particolare è un baco che affligge la visualizzazione delle foto trattate la lightroom.
In pratica quando si tenta di visualizzare – in anteprima, in anteprima veloce o in coverflow – un file jpg esportato da lightroom il finder va in crash, perchè non sa come interpretare un dato inserito nel file dal programma adobe.
Fastidioso a dire poco, anche se non drammatico, è un baco di cui non si sa se incolpare adobe o apple, e ci si domanda se nessuno del gruppo di sviluppo di leopard abbia avuto accesso al programma di gestione foto della concorrenza. Un difetto così evidente e riproducibile non dovrebbe superare i test di pre-rilascio, ma così è stato, mah…

20071108

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Written by erling

10 novembre 2007 at 16:00

Pubblicato su lightroom, Mac, software

Il tempo della musica

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Non dovrei essere un tipo da ipod; l’età ormai oltre i quaranta mi pone già sulla coda destra della gaussiana degli utenti, inoltre mancano le occasioni per l’uso, vado al lavoro in bicicletta consegnando lungo la strada i figli alla scuola materna, non ho quindi lunghi trasferimenti su treni o autobus da riempire con il piccolo aggeggio.
Eppure mi piace tenere in ordine la mia discoteca, di recente ho scannerizzato le copertine dei cd e le ho aggiunte ai file mp3 in modo che su itunes facciano un bell’effetto, ma quanto ad ascoltare… la musica vive di tempo, e questo è una merce rara.
In questi ultimi giorni ho scoperto però un sito interessante, audiolunchbox, che vende musica a poco prezzo: con 10 dollari al mese si scaricano 4 album, più un bonus iniziale di altri 5, ed ho deciso di provare, in fondo il dollaro vale veramente poco di questi tempi.
Il sito non regge certo il confronto con il negozio itunes, niente grafica raffinata e nessun autore famoso, sono tutte etichette poco note, ma ci sono interessanti perle, come la naxos che ha un buon catalogo di musica classica.
Ho quindi già scaricato diversi brani, innanzitutto ed inizialmente voglio rimpinguare la mia collezione mozartiana.
Riesco anche ad ascoltare qualcosa ogni sera: quando è il mio turno per addormentare i pargoli, mi porto l’ipod in camera e non appena cominciano a cedere al sonno, inizio il mio concerto privato; il tempo va ottimizzato, ed in questo modo trovo anche un uso effettivo per l’ipod.

Written by erling

8 novembre 2007 at 22:30

Pubblicato su musica, vaghezza