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L’Aia, per finire

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Un incantevole piccolo museo, il Mauritshuis, vale da solo la deviazione per l’Aia. Non è pretenzioso, ha come unico vezzo quello di porre una gigantografia sulla facciata principale, ma la stessa ragazza che ti guarda enorme da dieci metri d’altezza non ha lo sguardo aggressivo delle donne in vetrina di Amsterdam, bensì un leggero sorriso da vera Monna Lisa del nord; il suo unico vezzo è un orecchino di perla gigante.

L’esposizione però è ricca di altre opere, tra cui ci sono piaciuti i paesaggi invernali di Avercamp, i ritratti di Rembrandt e di Van Dyck, ed in generale l’ambiente raccolto di un piccolo palazzo nobiliare dell’epoca d’oro olandese, che contiene pochi quadri, ma praticamente tutti capolavori.

Meno di due ore in totale, con due bambini al seguito che sono stati fin troppo bravi a sopportare la visita, ma anche loro hanno avuto qualche spunto nell’ammirare un ritratto buffo o una scena di pattinaggio.

20070812

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Written by erling

16 agosto 2007 a 22:07

Pubblicato su Olanda, viaggi

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