Viaggiar si deve

viaggi, foto, mac e il resto

Archive for ottobre 2006

Una gita fortunata

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Sabato, a casa da solo con i bimbi a causa convegno della metà, ho deciso di provare insieme l’auto nuova e la possibilità di gestire i piccoli in autonomia; siamo partiti ed arrivati a Bolzano, dove abbiamo camminato un po’ per il centro dirigendoci verso il parco sul Talvera, e all’interno di questo nell’area giochi ben attrezzata.
L’esperimento ha funzionato, ci siamo divertiti tutti e tre senza grossi problemi, il che significa che ormai i bambini crescono e ci possono seguire con maggiore autonomia.
L’immagine che ho nel cuore non è digitale, non avevo dietro la macchina fotografica, nè il gps e nemmeno una cartina geografica, solo i miei occhi e la mia memoria umana, ma penso che mi resterà nitida per molti anni: con il sole basso ed i colori di una limpida e calda giornata autunnale, i miei carissimi bimbi sorridenti seduti su un trenino da fiera paesana e zingaresca che gira su binari arrugginiti, completamente immersi nel gioco e nell’attimo che loro ancora non sanno così breve.

Written by erling

30 ottobre 2006 at 22:39

Pubblicato su gite, vaghezza

Divide et impera

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Dopo qualche mese di doppio utilizzo del mac mini e del macbook pro posso azzardare qualche impressione sulle rispettive forze e debolezze e soprattutto sulle modalità di convivenza tra un comodissimo ma più lento computer da tavolo ed un velocissimo portatile.

E’ ovvio che il mini è molto più pratico, è sempre acceso o in stato di stop dal quale si sveglia in pochi secondi, collegato ad un monitor gigante e con tutta la scrivania libera per appoggiare carte ed oggetti ingombranti (lettori di schede fotografiche e simili). La sua minore prestanza però non lo rende adatto ai giochi (xplane e civilization attualmente sono gli unici che qualche volta uso), quindi viene destinato all’uso multimediale, come deposito delle foto “master” e della musica, e come navigatore della rete grazie ai maggiori pollici quadri del video.

Il macbook invece è un po’ meno rapido nell’attivazione – occorre toglierlo dalla borsa, accenderlo e prima ancora liberare la scrivania per lasciargli spazio – ma poi eccelle nella velocità, quindi si usa per giocare; il massimo è collegarlo al cinema display ed avere due schermi per volare con xplane, il grande per il paesaggio ed il piccolo per le mappe e la navigazione. Dato che lo spazio su disco non è infinito ed i due giochi portano via parecchio posto, non posso pretendere di duplicare esattamente la collezione di musica e foto, pertanto sul portatile c’è solo una selezione.
Insomma la convivenza è possibile, come sempre, tenendo conto dei pregi e difetti dei partner.

Written by erling

27 ottobre 2006 at 14:14

Pubblicato su Mac, MacBook Pro

La clemenza di Itunes

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Non scrivo molto di musica, anche perchè purtroppo non riesco ad ascoltarne molta; quando lavoravo un po’ più distante approfittavo della mezz’ora di autobus per immergermi nell’ascolto, ma ora arrivo in bicicletta in dieci minuti e non ho più questa possibilità.

Ciò nonostante continuo a guardare con meraviglia al mio piccolo ipod cosiddetto di terza generazione, ovvero vecchio di quasi tre anni, che contiene però tutta la collezione di dischi che ho messo assieme nel corso di una vita, ed ha ancora spazio libero in abbondanza; l’altro giorno ho acquistato un dvd, allegato mi sembra a Panorama, che contiene 56 ore di musica di Mozart in formato mp3, ovvero gran parte della sua opera. Pur evitando di copiare quello che già avevo, e non era poco, ho arricchito in un sol colpo la mia discoteca di moltissimi brani.

Non so quando mai ascolterò tutta questa meraviglia, tanto più che adesso ogni settimana esce un nuovo autore e quindi avrò moltissimo materiale nuovo. Intanto ho iniziato a catalogarlo in Itunes, ed ho trovato degli utili script in questo sito, grazie ai quali ho potuto sistemare i tag a modo mio (ad esempio come autore io voglio che ci sia W.A.M., e non l’autore che esegue il concerto come hanno messo loro, e grazie a questi script le modifiche collettive sono state facili).

Cosa avrebbe detto il Maestro nel vedere la sua opera portata in giro in un ipod? Forse sarebbe inorridito nel sentire la resa sonora di un mp3 al confronto di una vera orchestra sinfonica, ma credo che avrebbe apprezzato la diffusione democratica della musica che ora è fruibile da chiunque, e non solo da chi poteva sentirla o suonarla dal vivo come ai suoi tempi.

Written by erling

26 ottobre 2006 at 21:57

Pubblicato su Mac, vaghezza

Rimuovere la polvere

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Agli anziani fotografi che come me hanno conosciuto le gioie e le fatiche della camera oscura, e sono però passati con entusiasmo al digitale, sembra un curioso contrappasso il fatto che il fastidio più rilevante delle moderne reflex con sensore elettronico sia, incredibile, la polvere.

Il nemico più subdolo della camera oscura, il marchio indelebile che rovinava per sempre una stampa altrimenti ben esposta, ben composta, ben sviluppata e fissata, la polvere era la bestia nera dello sviluppatore, e non so più quanti sistemi ho provato per evitare che si posasse sul negativo e sui vetrini dell’ingranditore: tutto inutile, qualche puntino bianco c’era sempre.

Passando ad una gestione digitale il problema sembrava risolto, ma con l’avvento delle reflex digitali l’onnipresente polvere è tornata ad insinuarsi non già nel negativo da stampare ma nel sensore della macchina fotografica, che a causa della necessità di cambiare obiettivo non è più fuori portata degli agenti esterni.

Dopo due anni di onorato servizio, la fedele D70 comincia a portare i segni del contagio; nelle foto dove appare il cielo sono evidenti macchie e punti neri, e così mi sono deciso a portarla in negozio per farla pulire, non fidandomi delle mie abilità manuali. Vedremo domani i risultati, ma intanto osservo che nulla di nuovo sotto il sole, nemmeno in campo fotografico, e la polvere torna a mordere noi.

DSC_5191.jpg

questo è solo un esempio, nella foto a piena grandezza le macchie sono evidenti.

Written by erling

22 ottobre 2006 at 21:29

Pubblicato su foto, vaghezza

Fatti non foste a viver come bruti

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E’ questo un periodo in cui riemerge la mia ciclica passione per la cartografia, le mappe ed in senso lato la conoscenza della propria posizione nel cosmo.

Non potendo muovermi più di tanto, ho ripescato dalla naftalina il sempre valido programma di simulazione universale Celestia, ed ho iniziato qualche viaggetto virtuale.

Sto scaricando le texture superdettagliate del pianeta, anche se sono belle pesanti penso che il macbook le saprà gestire senza patemi.

Un altro programmino da provare è  Stellarium, un planetario dall’interfaccia decisamente accattivante, con la possibilità di vedere le costellazioni in formato “artistico” e di immergersi in un paesaggio variabile (alberi, città, mare…).

Written by erling

19 ottobre 2006 at 21:36

Pubblicato su simulazioni, virtualità

Fine dei giochi?

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Sono le undici di un sabato sera, i bimbi dormono da un’oretta ed io sto per raggiungerli; è da un bel po’ che non trovo il tempo – o non riesco a restare sveglio abbastanza – per proseguire il mio giro del mondo con xplane o per terminare la mia partita con civilization.

Ultimamente mi sono appassionato al geotagging delle mie foto, ed un po’ alla volta sto sistemando quelle dell’Islanda, ma il problema principale è che entrambi i giochi che ho ricordato sopra necessitano di preparazione e tempo, non si possono iniziare in dieci minuti tanto per terminare la giornata. Invece in questi giorni finisco le giornate con navigazioni estemporanee, lettura di un magnifico libro (The fabric of the cosmos di Brian Greene) e non trovo le due ore compatte e ininterrotte che servirebbero.

Forse la componente ludica ha un’età che poi passa, o forse quello che si può realizzare oggi con un computer stimola la fantasia più di quanto possa fare un gioco, o probabilmente ancora avere in famiglia due bimbi in piena e vera età ludica esaurisce le forze completamente.

Written by erling

14 ottobre 2006 at 22:14

Pubblicato su vaghezza

Sincronia delle foto

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Cominciano a farsi vedere programmi per gestire l’interazione tra computer proprio e sito remoto (tipo flickr); ho provato PictureSync, che promette bene ma ha qualche difetto fastidioso. Si possono modificare i metadati dell’immagine e viene tenuta una traccia dei caricamenti su flickr, in modo che facendo successive modifiche alla foto locale, quella remota può essere appunto sincronizzata.

E’ anche possibile acquisire le coordinate geografiche direttamente da google earth, o per una foto con coordinate già inserite visualizzare il punto in GE, ma qui entra in gioco un grave difetto legato immagino alle convenzioni sull’uso della virgola o del punto decimale, per cui non viene registrato il punto geografico sulla foto, nè funziona la visualizzazione in earth.

Per il momento sospendo il giudizio, vediamo se nelle future versioni le cose miglioreranno ed il potenziale mostrato si svilupperà pienamente.

Written by erling

13 ottobre 2006 at 13:35

Pubblicato su gps, Mac