Viaggiar si deve

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Archive for agosto 2006

La ciclabile della val di Fiemme

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Seconda uscita con il carrellino, questa volta lungo la ciclabile della val di Fiemme, dal lago di Tesero a Predazzo e ritorno.
Tempo bello e fresco, gambe funzionanti e bimbi contenti per la sosta al parco giochi di Ziano (che è anche il punto di partenza per l’acropark, ma sono troppo piccoli ancora), pranzo al sacco lungo la strada.
La pista è varia e divertente e, almeno nel tratto che abbiamo percorso noi, resta lontana dalla strada delle auto, passando accanto al bosco tra campi e casette sparse, direi che dal punto di vista paesagistico è ottima, ed anche la relativa salita non impensierisce più di tanto.
Questo approccio a piccole dosi al ciclismo familiare mi sembra stia funzionando, la prossima volta magari faremo la val Rendena, vedremo.

Written by erling

28 agosto 2006 at 11:42

Pubblicato su viaggi

Il panico del mac

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La frase kernel panic secondo me è appena un poco più simpatica della corrispondente blue screen of death, ma essenzialmente ha lo stesso significato: la macchina si è piantata. Ora, che questo succeda in windows, poco male, ci siamo abituati, ma vedere il mac che si blocca di brutto fa specie.

Se poi la colpa è di civilization, e proprio nel bel mezzo di un’appassionante partita, il fastidio aumenta ancora; unica consolazione il salvataggio automatico che limita i danni. Speriamo comunque in una seconda patch.

Written by erling

25 agosto 2006 at 14:51

Pubblicato su civilization, Mac

Crescere a pane e mac

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L’inevitabile punta di snobismo che hanno (abbiamo) gli utenti mac è per molti versi salutare e del tutto giustificata. Ma quando tuo figlio fa i primissimi, rapidi, passi nel mondo informatico e vede soltanto l’ambiente mac, non rischierà di diventare un alienato e di ignorare il 97% del mondo che non vede ancora la luce?
Per risolvere il dilemma confido nella pressione dei coetanei che gli faranno conoscere a tempo debito l’unico versante dove il pc eccelle: i giochi.

Written by erling

24 agosto 2006 at 14:36

Pubblicato su Mac, vaghezza

Veni, vidi, bici

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Breve resoconto della nostra gita lungo la ciclabile Dobbiaco – Lienz, un percorso decisamente facile ed alla portata di tutti, persino di chi come noi ha due bimbi piccoli e nessun allenamento.
Siamo arrivati a Dobbiaco il venerdì nel tardo pomeriggio, insieme ad una coppia di amici fornita di tre bimbi, quattro bici ed un carrellino, ed abbiamo piantato la tenda nel bel campeggio al lago.

Il campeggio è in una buona posizione ed offre dei servizi igienici moderni, una pizzeria/bar/ristorante di buon livello ed un piccolo parco giochi; non esiste un locale cucina e quindi chi vuole prepararsi i pasti deve essere attrezzato.
Dopo una notte di pioggia, la mattina del sabato si presentava grigia e densa di nuvoloni, tanto che non credevamo di poter partire con le bici; invece in breve tempo il cielo si è rasserenato e ci siamo diretti verso il paese di Dobbiaco per ritirare le biciclette preventivamente prenotate da Papin Sport, che è strategicamente posizionato presso la stazione ferroviaria.
Sistemato il carrello abbiamo caricato i bimbi ed è iniziata la gita: in cinque chilometri di pianura si arriva a San Candido/Innichen dove è possibile fare scorta di viveri per il pranzo presso il locale supermercato.
Sarà stata la settimana di ferragosto, ma tanta gente in bici lungo una ciclabile non l’avevo mai vista, ed andando avanti l’affollamento è sempre stato consistente, pur mantenendosi nei limiti dell’accettabile (non abbiamo mai dovuto frenare per le code di ciclisti, tanto per capirci).
Il percorso da San Candido si svolge sempre su strada asfaltata e protetta dal traffico automobilistico, in piano o discesa, e dopo circa 45 chilometri si arriva a Lienz, posta a 675 metri di altitudine, vale a dire 500 metri più in basso rispetto a San Candido.

Nella seconda parte del percorso la valle si restringe e la discesa si fa a tratti ripida, costeggiando il corso della Drava ed a tratti la ferrovia.
Questa seconda parte è relativamente selvaggia e riparata dalla vista della strada delle auto; i punti per fermarsi a riposare (se ce ne fosse bisogno) non mancano; ci fermiamo a mangiare in riva al fiume e di quando in quando facciamo scendere i bambini, che danno prova di sopportare bene il tragitto in carrellino; dopo pranzo il sonno li vince, e pedaliamo per un’oretta con loro tranquillamente addormentati.
Ci sono anche alcuni punti di ristoro, presi d’assalto dai ciclisti, ed anche punti di assistenza per chi ha noleggiato le bici.
Raggiungiamo infine la città di Lienz, segnalata perfino da uno striscione di arrivo, e ci dirigiamo alla stazione per prendere il treno. Alla biglietteria parlano italiano, e praticamente tutti i passeggeri sono italiani con biciclette, tanto che metà treno è costituito dai vagoni per caricare i mezzi.
Si arriva a San Candido in poco meno di un’ora, si scaricano le bici e non resta che affrontare gli ultimi chilometri per rientrare a Dobbiaco, purtroppo questa volta sotto una pioggia battente.
Poco male, è l’opportunità di collaudare l’impermeabilità del carrellino. Rientriamo in campeggio in tempo per giocare ancora un po’, poi dormiamo beati fino alla domenica mattina, quando il sole ci riscalda e ci saluta accompagnandoci nel rientro a casa, non più in bici ma ahimè in auto.

Indubbiamente è un tipo di percorso molto diverso rispetto ai giri in bicicletta che ricordavo nella mia esperienza giovanile, ma per l’appunto si tratta di un tracciato del tutto “addomesticato” e pensato per ciclisti meno che dilettanti; poichè allo stato presente mi riconosco in pieno in questa categoria, ho apprezzato la facilità della gita e ne ho tratto buoni auspici per qualche giro futuro più impegnativo. Finchè dura l’entusiasmo, ad esempio, mi piacerebbe già domenica prossima tentare la ciclabile della valle di Fiemme, da Molina a Predazzo che dovrebbe essere del tutto abbordabile.

Written by erling

22 agosto 2006 at 18:06

Pubblicato su viaggi

Nuovi usi per un vecchio gioco

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Un utilizzo inaspettato di civilization è quello scoperto dal piccolo Marco di 4 anni e mezzo che lo usa, nella parte dell’editor, come mezzo per schierare eserciti armati con tutto l’armamentario di civ (con preferenza però per le armi medievali). Il movimento, i combattimenti, la creazione e la difesa delle città ed in genere tutto quanto affascina noi veterani adulti del gioco passa in secondo piano di fronte al piacere fanciullesco di schierare i soldatini, o meglio gli omini come si chiamano quelli di plastica.
Da buon papà io sono fiero del suo uso ormai ottimo della trackpad del macbook, e noto con un misto di piacere ed angoscia che questi bambini imparano prima ad usare il mouse della penna.

Written by erling

17 agosto 2006 at 20:24

Pubblicato su civilization

Verità letta su un forum

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“Mai chiedere ad un uomo che computer usa: se è un Mac, te lo dirà, altrimenti perchè metterlo in imbarazzo?”

Written by erling

14 agosto 2006 at 22:44

Pubblicato su Mac

Prova generale all’asciutto

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Mancano ormai pochi giorni al grande esperimento di pedalata familiare lungo la ciclabile Dobbiaco-Lienz; ieri a Predazzo, approfittando di uno sprazzo di tempo nuvoloso tra uno scroscio di pioggia e l’altro, ho montato per la prima volta la tenda da sei posti della Salewa comperata la scorsa settimana.
All’inizio ho avuto un momento di panico nel vedere quanta roba era compressa nel sacco che conteneva i quindici chili di materiale, ma ho ben presto capito come sistemare i pezzi e l’ho montata in breve tempo, nonostante la piccola Costanza volesse starmi in braccio ed il meno piccolo Marco corresse dentro e fuori dalla struttura ancora instabile.
Direi che il primo tentativo è andato bene, tra qualche giorno la vedremo sul campo con tutta l’attrezzatura che dovrà contenere oltre a noi – materassini, sacchi a pelo, vestiario…

Written by erling

14 agosto 2006 at 22:13

Pubblicato su viaggi