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il cinque per mille a Bettino
L’agenzia delle entrate ha pubblicato i dati relativi alla ripartizione del cinque per mille sui redditi del 2007.
Ho dato un’occhiata alla sezione della ricerca scientifica e mi è caduto l’occhio sulla fondazione Bettino Craxi, che ha ricevuto 9.792,38 euro da 99 contribuenti. Niente al confronto dell’associazione italiana per la ricerca sul cancro, forte di 17.525.244,65 euro donati da 650.931 contribuenti.
Mi ha incuriosito però l’entità media del cinque per mille, per la fondazione Craxi risultano 98,91 euro per ogni scelta espressa, mentre per l’airc soltanto 26,92 euro. 26,92 euro corrispondono ad un’imposta netta di 5.384 euro, mentre 98,91 portano a 19.782 euro di imposta netta.
A che reddito corrispondono queste imposte medie? per l’airc, ipotizzando che il donatore sia un lavoratore dipendente con due figli a carico al 50%, il reddito è di poco inferiore ai 28.000 euro annui, mentre il lavoratore nelle stesse condizioni che destina il suo 5 per mille alla fondazione Craxi ha un reddito di 62.000 euro circa.
Che fare di questi dati? Ironizzare sul socialismo dei benestanti? Sulle dichiarazioni dei redditi dei grati al leader? O compiangere magari l’istituto universitario olandese di storia dell’arte che ha ricevuto solo una scelta? E poi dicono che la materia fiscale è noiosa.
Intercettati
E’ scomparsa rapidamente, inghiottita da notizie più ghiotte, la segnalazione da parte di un funzionario dell’autorità garante della privacy di una catalogazione di tutte le attività su internet svolte dai navigatori italiani, dal 2001 al 2008, finchè lo stesso garante ha emesso un provvedimento per bloccare le registrazioni illecite.
E non sono poche queste registrazioni, si parla di tutte le url visitate, le password transitate in modo non protetto, le mail, le chat, di tutti gli abbonati a Telecom Italia, Vodafone e H3G.
Non sembra che la notizia abbia causato grande indignazione, il commento prevalente è “non ho niente da nascondere, possono intercettare finchè vogliono”; a me invece questa idea di una totale trasparenza mette i brividi, mi sa tanto di dittatura; come ha scritto Phil Zimmerman, l’inventore di pgp, “Se la privacy diviene fuorilegge, solo i fuorilegge avranno la privacy”, e si trova ancora qui la sua convicentissima esposizione del perchè è necessario che i nostri dati privati restino tali. Non saprei spiegarmi meglio di lui, quindi rinvio al link.
Non credo che ci saranno grandi reazioni al fatto che in Italia le compagnie telefoniche facciano il bello ed il cattivo tempo con la nostra vita privata; ci si occupa solo delle loro tariffe, ma non di quello che combinano con i nostri dati.
E’ poco plausibile che di loro iniziativa le telecom ci regalino la privacy, e lo stato sembra preoccuparsi più della privacy dei personaggi illustri che di queste retate di massa.
Sto pensando quindi di cercare alternative a livello individuale, forse tor può essere una strada, occorre studiarselo un po’, ma come sempre non si ha niente per niente.
Quarant’anni dopo
Ho pochi ricordi del periodo delle esplorazioni lunari, non sono così vecchio, soltanto qualche immagine di un telegiornale con Tito Stagno che mostrava buffe figure di uomini saltellanti, e ricordo anche uno strano veicolo a ruote, il che mi certifica che non si tratta del primo sbarco, ma di uno degli ultimi (apollo 15, 16 o 17, mi dice wikipedia).
Penso al modo migliore di trasmettere ai miei figli il senso dell’incredibile avventura che è stata l’esplorazione lunare, leggo i resoconti sul sito della Nasa, ammiro le foto e i video, e mi dico che una simile impresa può stare certamente al livello di guerre stellari per la fantasia di un bimbo, con in più il vantaggio che è accaduta realmente.
Cercherò un bel libro illustrato, se lo trovo, e magari tra qualche tempo un bel telescopio amatoriale per ammirare la luna, chissà, magari prima o poi ci si ritornerà…
Dio, che nell’alma infondere…
Don Carlos, ascoltato a puntate sull’iphone mentre i bimbi prendono sonno; se non ci fossero questi strumenti moderni non so come si farebbe, forse si perderebbe qualche minuto divagando con i pensieri, anzichè scriverli di getto su una piccola tastiera virtuale.
D’altro canto, quando se non ora si trova il tempo per ascoltare un po’ di musica, sono momenti preziosi di tranquillità che non si trovano facilmente.
Tutto vero, e mi godo la musica, senza però poter scacciare il sentimento che ormai non c’è più un minuto da perdere, ed il tempo non occupato è bandito, nell’horror vacui della nostra vita.
l’arte della retorica
Gli uomini di buona volontà
Stasera mettendo a letto i bambini ascolto il flauto magico, e la magica musica dà speranza, nonostante la cruda realtà ne dia meno.
La storia vissuta
Sono abbastanza vecchio per ricordare una vignetta di Altan che raffigurava due personaggi, uno che chiedeva all’altro “che cosa è successo oggi?” e l’altro “niente, la solita giornata storica”.
Era il periodo in cui cadeva il muro di Berlino, ed uno dopo l’altro in brevissimo tempo tutti i regimi comunisti dell’ Est Europa crollavano su se stessi, in larga parte senza violenza. Le giornate storiche si susseguivano in modo entusiasmante e spettacolare.
Poi abbiamo visto che le speranze suscitate in quei giorni non si sono del tutto avverate, ma è un fatto che l’Unione Europea oggi comprende la gran parte del continente e le condizioni generali di vita dell’est sono migliorate in modo spettacolare; sicuramente i miei figli avranno problemi a concepire come poteva essere un’Europa divisa e sull’orlo di una guerra come negli anni della guerra fredda.
Era da un pezzo che non rivivevo questa sensazione di avvenimento storico e di speranza. L’elezione di Obama è un momento che segnerà uno spartiacque nella storia contemporanea, ed ha catalizzato le energie di migliaia di persone, che non si fermeranno adesso.
Per questo mi auguro che il cambiamento arriverà, e sarà profondo e duraturo.
E’ vero, ora il nostro povero paese spicca ancora di più in negativo nel confronto sulla qualità dei governanti, ma bisogna avere una visione globale, e considerare che è molto meglio per il bene dell’umanità avere un buon presidente statunitense che uno italiano (certo, non guasterebbe averli buoni tutti e due, ma mi voglio accontentare e restare ottimista)
L’importanza di chiamarsi G
Google è minimalista, e sotto la sua semplice vetrina il cui numero di parole è calibrato attentamente pulsa la vastità delle informazioni che controlla e smista; oggi ci regala un browser nuovo, ieri il mondo sulla scrivania o la posta a vita, e ci lega sempre più a lei facendo doni sempre più grandi ed utili, in cambio del nostro essere collegati al mondo tramite i suoi servizi, in modo che siamo felici di farle sapere tutto di noi, di farle gestire la nostra vita digitale da cima a fondo, fiduciosi nel suo motto ispirato.
Yahoo è caotica, il suo tentativo di mettere ordine nell’universo attraverso una stretta elencazione è esploso in un contrappasso di una pagina disordinatissima, dove l’offerta in apparenza illimitata spaventa e disorienta; con centosette servizi disponibili, non saprei più dove sono i miei dati, e quindi diffido.
Apple è giovane e innovativa, e tutti aspettiamo il nove settembre per i nuovi giocattoli che ci annuncerà, così da innamorarcene ancor di più, ed in capo a pochi anni avremo un nuovo monopolio, ma stavolta benevolo ed esteticamente piacevole, così sarà ancora più difficile da smantellare; buon per me che sarò vecchio quando il problema diventerà serio.
Microsoft è bollita e vecchia, e tutti aspettiamo i prossimi prodotti barocchi per spararle contro e tenerci stretto windows xp nel cassone grigio dell’ufficio, che ormai fa tenerezza da quanto è primitivo.
Non so se sono paragoni sensati, ma nello spazio cartesiano che ha per assi semplicità/confusione ed efficacia/pesantezza non ci sono solo i quattro esempi che ho riportato prima; ci si potrebbero incasellare facilmente ad esempio banche, compagnie telefoniche o compagnie aeree. Credo che nel lungo periodo abbiano maggior successo le aziende e le persone che tentano di portarsi verso i poli della leggerezza.
Artesella ed il copyright
Ho ricevuto qualche giorno fa una serie di ben 16 email dal Copyright Team di flickr, che mi annunciavano la rimozione dal mio photostream, su richiesta dell’Associazione Arte Sella, di altrettante fotografie da me scattate alle opere d’arte ospitate in val di Sella.
Al di là della vaga sensazione di associazione con ben più potenti criminali che uno prova nel vedersi arrivare una serie di avvisi di copyright infringement, mi lascia perplessa la solerzia con la quale un ente che dovrebbe promuovere l’arte si attiva per rimuoverne le raffigurazioni da un sito amatoriale, che peraltro ne contiene ancora diverse.
Sono ancora più perplesso dopo che una mia mail con una richiesta di chiarimenti, indirizzata all’associazione, non ha ottenuto risposta, e mi domando perchè il divieto di pubblicazione delle immagini non venga esposto in maniera visibile sul sito internet, ed ancor più sul luogo fisico dell’esposizione.
Vedendo poi la platea di sponsor e partner, in gran parte enti pubblici, mi domando ancora quanti dei miei soldi saranno stati erogati alla benemerita associazione, e se tutti i partner finanziatori siano consapevoli dei limiti stretti posti all’arte in quel di Sella.
Insomma la faccio un po’ tragica quando in realtà ci sono ben altri attentati alla libertà di espressione, ma mi sono sentito punto sul vivo; evidentemente “è gente per cui le arti stan nei musei“, per rubare una frase al grande poeta.
Bastian contrario
Mi fa un po’ impressione l’enfasi mediatica che si è creata attorno al lancio del telefono che inizia per i, e mi sento sempre meno stimolato all’acquisto, anche perchè oggi in un vero e proprio ritaglio di tempo ho scaricato la prima applicazione dal negozio digitale (per la cronaca, quella che trasforma l’ipod touch in un telecomando per gestire itunes in remoto) ed ho intuito diverse cose.
Intanto che il sistema di distribuzione del software su itunes è quanto di più semplice ed efficace che possa esistere sulla faccia della terra, poi che il telefono si venderà a valanga perchè oggi non c’è nulla che abbia una simile risonanza, ed il bello è che è quasi tutta meritata, visto che non c’è nulla che sia paragonabile (di nuovo) per semplicità ed efficacia.
Non ho alcuna fretta però di acquistarlo, intanto perchè il mio ipod touch funziona altrettanto bene dell’iphone per quanto riguarda la capacità di gestire questi nuovi software, e poi perchè forse, dico forse, se qualche bastian contrario non lo compera il primo giorno, le tariffe scandalose che ci propinano adesso saranno riviste.




