Archive for the ‘software’ Category
Giocare col mondo
Giocare a civilization revolution sull’iphone è meglio di quanto credessi. Lo schermo piccolo non è un impedimento insormontabile grazie anche al fatto che la micro-gestione delle città viene delegata al computer e ci si può concentrare meglio sulla produzione e l’esplorazione.
Gli effetti sonori sono divertenti ed il mondo da gestire, seppure piccolo in confronto a quello che sta sui 24 pollici dell’imac, contiene abbastanza meraviglie per trovarsi a decidere di smettere dopo un turno, e smettere a fatica dopo un paio di ore.
Mi mancava il vecchio civ, forse ci voleva proprio un’interfaccia minuscola e semplificata per sfrondarlo della pesantezza che aveva accumulato negli anni. Ora se solo richiamassero in servizio Elvis…
Snow Leopard e la batteria di servizio
Sul portatile Snow Leopard mostra adesso qualche informazione utile per la batteria, basta cliccare sull’iconcina della batteria ed appare un giudizio sulla capacità: l’aiuto in linea riporta queste spiegazioni (copiio/incollo)
Lo stato della batteria ti indica se la batteria funziona correttamente e la quantità approssimativa di carica che la batteria è in grado di sostenere.
Tra gli stati possibili:
Normale: la batteria funziona normalmente.
Da sostituire al più presto: la batteria funziona normalmente ma sostiene una quantità di carica inferiore rispetto a quando era nuova.
Da sostituire adesso: la batteria funziona normalmente ma sostiene una quantità di carica decisamente inferiore rispetto a quando era nuova. Puoi continuare a utilizzare la batteria finché non la sostituisci senza che ciò rappresenti alcun rischio di danneggiamento per il computer.
Batteria da riparare: la batteria non funziona normalmente e potresti o meno notare un cambiamento relativamente al suo comportamento o alla quantità di carica che sostiene. Fai controllare il computer da un fornitore di servizi autorizzato Apple. Puoi continuare a utilizzare la batteria prima che venga controllata senza che ciò rappresenti alcun rischio di danneggiamento per il computer.
Il mio vecchio macbook pro del 2006 ha una batteria che sapevo ormai poco brillante, però mi sono stupito nel vederla definire batteria di servizio. Che diavolo è una batteria di servizio, e perchè l’aiuto in linea non ne parla?
La grande rete non sembra dare indicazioni, poi un’intuizione, è colpa della traduzione maccheronica, il termine originale è service battery, ovvero fai controllare, o riparare, la batteria!
Colpa di una traduzione automatica, o di un traduttore disattento? Intanto è il primo baco del leopardo delle nevi che trovo, mi posso dire soddisfatto.
Via come il pane
Nello stesso negozio il 27 ottobre 2007 mi ero presentato per acquistare Leopard il primo giorno; il venditore mi aveva dato una confezione prendendola dalla cima di una pila in cambio mi sembra di centoventinove euro. Non so se fossi stato il primo acquirente, ma è senz’altro possibile.
Oggi, arrivato poco prima dell’una, mi sono sentito dire che le trenta copie arrivate di prima mattina erano già state vendute, e non ho potuto far altro che prenotarmi per lunedì.
Il successo delle applicazioni per iPhone ha dimostrato che se il prezzo di un software cala di dieci volte, gli acquirenti crescono di almeno cinquanta volte, e sembra proprio che la cosa si ripeta con il nuovo sistema operativo. Forse dovrebbe rifletterci anche qualche altra casa.
Un altro pezzettino di Mac cede a Google
Non ho dei bei ricordi di google desktop per il mac, lo avevo installato ed era lento e pesante, cercando di duplicare quello che già funziona, ovvero spotlight; ora però è uscita anche per il mac la piccola casella di ricerca che, con leggerezza e velocità, rischia di prendere il posto del fedele ma non più aggiornato quicksilver.
La sto usando da un paio di giorni, e mi piace, trova le cose rapidamente e fa partire i programmi, anche se in questa funzione forse non è così rapido come quicksilver: inserendo un paio di lettere quicksilver ti fa vedere, dopo un attimo di pausa nel quale mostra la prima applicazione, una lista con tutti i possibili risultati, mentre GSB mostra il primo candidato, poi una piccola lista di altre possibilità, e per vederle tutte occorre cliccare sull’ultima casella, o scorrere in basso con la rotella del mouse.
Questo approccio forse è più ordinato, non so, bisogna però farci l’abitudine. Certo è che la grande G ha colpito ancora, ed un altro pezzetto della mia vita digitale rischia di prendere la sua impronta.

Safari 4 e la privacy
Sembra che il nuovo Safari 4 sia leggermente bulimico, accumulando file in quantità esagerate e soprattutto conservandoli anche quando uno gli dice di cancellare la storia delle navigazioni passate.
Qui si trovano alcune indicazioni sulle malefatte che compie il nuovo browser, e sono tanto fastidiose che ho deciso di verificare se sia tutto vero.
Il primo punto di attenzione è dato dalla cartella situata in
~/Library/Caches/Metadata/Safari/History
che contiene un file per ogni pagina visitata. Nel mio mac ci sono in questa cartella 8220 elementi per un totale di 75 MB di spazio.
Poi c’è la cartella
~/Library/PubSub/Feeds/
che contiene i collegamenti a quelle belle icone della pagina Top Sites e tutto il necessario per aggiornare le suddette icone in maniera automatica. Nel mio mac, 139 file per una grandezza totale di 9 MB.
La terza accusata è una cartella che si trova in
/private/var/folders/../.../-Caches-/com.apple.Safari/Webpage Previews/
(i puntini .. stanno per due caratteri ed i puntini … stanno per una lunga serie di caratteri, apparentemente diversa per ogni computer). Qui dentro si trovano le immagini di ogni pagina visitata che Safari usa per riproporci la storia delle nostre navigazioni in modalità coverflow, che è esteticamente molto piacevole ma evidentemente consuma parecchie risorse.
La versione finale di safari 4 però non salva le immagini in formato .png ma le mette in apparenza in un file che si chiama cache.db, e quindi non si trovano alla mercè di chiunque acceda al computer (occorre comunque la password utente o di un amministratore)
Nel mio mac ci sono qui 201 MB di roba, niente di particolarmente eccessivo, rappresentando circa lo 0,04% dello spazio del disco.
Veniamo alla preoccupazione principale, ovvero se uno dice a Safari di cancellare la storia delle navigazioni, è vero che comunque questi file rimangono? Secondo le mie prove, sì, i file nella cartella …/History restano al loro posto anche dopo un comando di cancellazione delle cronologia o di eliminazione della cache, mentre il file cache.db non sembra subire variazioni nelle dimensioni.
Quindi un problema esiste, almeno se uno è sufficientemente paranoico da badarci, e nemmeno un passaggio con OnyX sembra risolvere la questione, resta soltanto l’eliminazione manuale, fintanto che apple si deciderà a porre rimedio, ma si sa che ormai pensa solo ai telefoni…
il widget svalutato
Il widget delle valute non funziona?!? Cento dollari diventano 43,44 euro, cento corone danesi diventano 3,74, cento corone svedesi 11,38…
Sono tutte cifre sbagliate, di molto o di poco, il che rende inservibile questo prezioso strumento; c’è un sistema per ripararlo, che comporta sporcarsi un po’ le mani con l’interno del pacchetto.
Ho eseguito le istruzioni, ed ora il problema sembra risolto, pochi minuti per me, pochi secondi dovrebbero bastare ad apple per porre rimedio, ma niente…

Geocaching con l’iphone 2.0
Ho sperimentato la versione 2.0 del software di geocaching di Groundspeak, che finalmente ha risolto la mancanza più evidente, quella di una mappa con la quale orientarsi nella ricerca dei tesori.
Ora la mappa c’è, tratta da openstreetmap in due versioni, stradale e con curve di livello, e c’è anche la possibilitá di registrare degli appunti che possono essere poi rivisti con calma accedendo al proprio account sul sito.
L’introduzione della mappa rende il software finalmente completo, tanto che nelle mie prove ho abbandonato il fido garmin etrex per usare solo il gps dell’iphone, senza sentire il bisogno di uno strumento dedicato.
Il fatto è che il piccolo computer apple è di suo estremamente versatile – come tutti i migliori computer, e con un programma ben fatto diventa uno strumento specializzato, che migliora ad ogni aggiornamento del software.
Ora, se solo mettessero in quel telefono un obiettivo degno di questo nome, potrei ridurre il peso del bagaglio di un altro po’…
Passata la festa
Come sarà che nessuno parla più del terribile conficker, che il primo aprile avrebbe dovuto fare sfracelli?
Già mi vedevo, unico superstite della mattanza di PC, andare fiero in giro con i miei Mac, invece niente.
Sarà per un’altra volta, sicuramente.
Cyberduck su mobile me
Funziona: mentre il finder fa cilecca spesso e volentieri, il validissimo cyberduck carica senza batter ciglio intere cartelle sul disco nella nuvola di mobile me.
Ha persino le impostazioni predefinite per collegarsi al sistema apple, cosicchè anche uno come me che non capisce molto di ftp o webdav si trova subito a suo agio.
Di solito per le mie scarse esigenze ftp usavo filezilla, che è quello che conosco dall’ambiente windows e che uso sul lavoro, ma non sono riuscito a configurarlo per mobile me, e così sono passato al concorrente.
Cyberduck è gratuito ma richiede con cortesia una donazione per lo sviluppo, e penso che la meriti.
Google Earth random location 1.1
Il nome molto pomposo nasconde la seconda versione aggiornata del mio piccolo script per scegliere una posizione casuale in google earth.
Ho aggiunto un dialogo che chiede all’utente se la posizione scelta sia di suo gradimento, così se uno finisce nel mare ha una seconda possibilità (ed una terza, una quarta…) di cambiare posto prima che lo script termini.
Lo script è qui, mentre l’applicazione compilata pronta per l’uso è qui.




