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Archive for the ‘Siti’ Category

Flickr e Smugmug

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Flickr o Smugmug? O magari tutti e due? Io sono iscritto da un bel po’ ormai a flickr, e vi ho depositato in quattro anni più di undicimila fotografie; lo considero principalmente come un sistema di backup, e secondariamente come un modo di reperire le mie foto in rete se mi servisse un link da qualche parte. Non sfrutto se non in minima parte le potenzialità di social network che permette flickr e che sono la sua forza. (Sarà che sono orso di natura, ma non mi trovo a postare nei gruppi ed a commentare, e lo so che mi perdo qualcosa…)

Tempo fa sono venuto a sapere dell’esistenza di un sito concorrente, Smugmug, che si focalizza invece sulle caratteristiche che più fanno al caso mio, vale a dire il salvataggio delle foto con la possibilità di archiviare anche i negativi digitali in formato raw, e la creazione di gallerie web sicuramente più accattivanti del classico bianco flickr.

Mi sono iscritto sfruttando il periodo di prova gratuito ed ho iniziato a costruire qualche galleria, sfruttando un magnifico plugin per firefox che trasferisce in automatico le foto da flickr a smugmug.

Dopo qualche tentativo mi sono reso conto di un difetto che probabilmente non è tanto grave in sè, ma per le mie abitudini di lavoro in flickr è invece totalmente bloccante: non è possibile impostare il livello di privacy della singola foto, ma unicamente a livello di galleria, ovvero di gruppo di foto.

Dato che le foto dei familiari le voglio mantenere visibili solo per amici e parenti, e le altre le possono vedere tutti, in flickr mi basta impostare adeguatamente i livelli di ogni singola foto, e lo posso fare in automatico con il plugin per lightroom di Jeffrey Friedl; in questo modo nello stesso flusso di foto gli utenti normali vedranno le immagini pubbliche mentre i privilegiati – si fa per dire naturalmente – vedranno anche quelle impostate come “famiglia e amici”.

In smugmug non è possibile questo approccio, come mi è stato anche confermato dall’ottimo supporto che risponde rapidissimamente alle email, e pertanto dovrei per ogni viaggio, gita, gruppo di foto in genere, creare due gallerie distinte, una con tutte le foto e l’altra con le foto pubbliche.

Ho lasciato quindi con rammarico scadere il termine del periodo di prova su smugmug, ed ho risposto alla loro gentile email che chiedeva i motivi della mancata conferma spiegando la mia necessità.

Mi hanno detto che passeranno il suggerimento a chi di dovere, vedremo, intanto per un anno ho rinnovato l’abbonamento a flickr, mentre rifletto sul modo di gestire smugmug se non dovessero togliere questa limitazione.


Taiz, ritratto La mia foto più vista su flickr


Malmö, il porto La mia foto meno vista su flickr (ma a me piace!)

Written by erling

18 Settembre 2009 alle 21:18

Pubblicato in Siti, foto

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Google street view e la privacy in Italia

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Ho appena letto un eccellente articolo su ogle earth che commenta le differenti reazioni in Gran Bretagna ed in Svezia sull’avvento del servizio di google che permette di vedere le strade delle principali città con immagini a 360°.

Riassumendo indebitamente, ma consiglio di rifarsi all’articolo originale, l’idea è che mentre in Gran Bretagna ci sono state numerose obiezioni, in Svezia non è così, ed una delle ipotesi per spiegare questo diverso comportamento è legata al diverso grado di trasparenza delle due società.

Le case svedesi hanno le finestre illuminate e senza la minima traccia di tende o cortine che impediscano la vista dall’esterno, ma nessuno all’interno teme di essere spiato dai vicini, e considera un dovere ravvivare con un po’ di luce le lunghe notti invernali, anche a beneficio dei passanti. Il diritto di pubblico accesso è una tradizione con una lunga storia in Svezia, non così in Gran Bretagna, ed in generale il paese scandinavo sembra più disposto a scegliere l’apertura al pubblico rispetto alla protezione della riservatezza del singolo.

E da noi? Non ho trovato grandi commenti all’introduzione di street view in Italia, e meno commenti ancora sul servizio analogo proposto da pagine gialle, che copre anche più città rispetto al concorrente.

Strano, perchè non mi sembra che la società italiana sia alla pari di quella svedese quanto ad apertura e trasparenza, anzi… da noi le finestre sono chiuse con le tendine ben tirate, e magari dietro la tenda c’è un occhio vigile che osserva la strada per vedere cosa succede, quindi un servizio potenzialmente pericoloso per la privacy come quello di google avrebbe potuto dar luogo a molte polemiche, invece niente.

Le spiegazioni che mi vengono in mente sono essenzialmente due: da noi mancano i giornali scandalistici come quelli inglesi, che montano casi sul nulla, ed enfatizzano l’ipotetico pericolo rappresentato dall’avere la propria abitazione in bella vista sulla rete, gonfiandolo per vendere più copie.

O meglio, i nostri giornali preferiscono montare altri casi, in quanto – seconda spiegazione – la percentuale di popolazione che usa questi strumenti è relativamente modesta, chi naviga su internet si iscrive a facebook e non pensa certo di usare street view, è già abbastanza se può navigare con l’adsl, figuriamoci scaricare immagini delle strade.

Sia come sia, a mio modesto avviso street view è uno strumento utilissimo ed anche divertente, ed i potenziali pericoli di abuso sono facilmente gestibili; il fatto che per ora sia passato inosservato è decisamente una fortuna.

Written by erling

20 Aprile 2009 alle 22:21

Pubblicato in Siti, Svezia, google, mappe

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Il terremoto dell’intelligenza

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Il terribile terremoto che ha colpito l’Abruzzo pochi giorni fa è stato raccontato e mostrato in modi diversi, a noi che siamo stati risparmiati dalla distanza; ho dato una breve occhiata sulla rete per capire se nel ventunesimo secolo ci sono modi diversi per far percepire le cose a chi non le ha vissute.

Prima di tutto il pessimo, le vanterie della tv che pensa solo a misurare se stessa contro se stessa, ed il mondo là fuori è solo una scusa. Niente da imparare qui.

Poi il mediocre, potreste fare meglio cari giornali online per darci qualche idea in più; repubblica, corriere, stampa, giornale, ne ho guardato qualcuno e non vanno al di là di una collezione di foto e video, con magari qualche articolo preso dall’edizione stampata.

Per restare sulle foto, una sequenza invece come sempre ottimamente composta è quella ospitata su the big picture.

Molto più utile di tanti speciali, la piccola pagina di google, che mostra innanzitutto una mappa (finalmente!), ed una serie di link alle notizie ed alle ultime immagini satellitari (mediante un file kml da aprire in google earth), oltre che ad una lista di siti di interesse.

Infine un altro kml tratto dal telegraph, che mostra di aver capito il potere della neogeografia.

Written by erling

10 Aprile 2009 alle 16:28

Pubblicato in Siti, mappe, rete

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Metterci la faccia

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Sembra che sia di gran moda facebook; come sempre qui da noi le mode arrivano un po’ tardi, ma poi prendono piede alla grande: 4 milioni di italiani hanno un account, e rispettabili giornali economici pubblicano supplementi per descrivere il fenomeno.

Uno solo dei miei amici ha una pagina sul sito, forse ho pochi amici o forse siamo tutti un po’ arretrati, sta di fatto che fino a poco tempo fa non ho mai sentito l’esigenza di iscrivermi; poi ho ceduto alla curiosità, ed ho tentato l’iscrizione.

Semplice iscriversi, ma subito, scorrendo i vari punti del processo di iscrizione, il mio istinto diffidente mi diceva: ma perché questi vogliono sapere tutte queste cose di me?, e soprattutto perché dovrei mettere tutto questo in pubblico?

Per farla breve, sono arrivato in fondo con un grande disagio, e dopo nemmeno mezz’ora ho annullato l’account. Ho archiviato la cosa come una dimostrazione della mia natura di orso, più che di un sintomo negativo su facebook: in fin dei conti, se uno vuole raccontare al mondo i fatti suoi, può tenere un blog, ma se è molto pigro un sito come facebook gli viene incontro.

Giorni dopo, ho letto qualche articolo di critica, del resto un successo così esplosivo qualche effetto collaterale lo può anche avere.

Stasera invece navigando qua e là sono capitato su questo articolo, che giudico molto illuminante ed inquietante, dato che descrive aspetti di facebook che non ho trovato riportati in articoli italiani (potrei sbagliarmi naturalmente), come le attività e le ideologie dei finanziatori. Ne raccomando la lettura integrale.

Forse tendenzioso, ma d’effetto è il commento dell’articolista alla politica della privacy; ne riporto un pezzo con i corrispondenti paragrafi tratti dal documento italiano:

You can’t delete anything

Quando aggiorni le tue informazioni, viene salvata una copia di backup delle informazioni prima della modifica per un determinato periodo di tempo, in modo che tu possa riutilizzare la versione precedente.

Anyone can glance at your intimate confessions

…non possiamo garantire che i contenuti pubblicati sul sito non vengano visualizzati da persone non autorizzate. Facebook non può essere ritenuto responsabile di eventuali elusioni delle misure di sicurezza del sito Web o delle impostazioni sulla privacy. L’utente comprende e accetta che, anche dopo la rimozione dei contenuti dal sito, questi potrebbero rimanere visibili nella cache o nelle pagine archiviate o se altri utenti hanno salvato o copiato tali contenuti.

Our marketing profile of you will be unbeatable

Facebook può anche raccogliere informazioni su di te da altre fonti, come giornali, blog, servizi di messaggistica istantanea e altri utenti su Facebook attraverso le funzionalità del servizio (ad esempio i tag delle foto) per offrirti informazioni più utili e un’esperienza personalizzata.

The CIA may look at the stuff when they feel like it

Usando Facebook, acconsenti che i tuoi dati personali siano trasferiti e trattati negli Stati Uniti…
Inoltre, è possibile che vengano riferiti i dati relativi ad un account qualora si ritenga necessario per rispettare una legge, per proteggere i nostri interessi o beni, per prevenire attività fraudolente o altre attività illegali perpetrate attraverso il servizio di Facebook o usando il marchio Facebook, oppure per prevenire danni imminenti a persone. Questo può implicare il rilascio di informazioni ad altre società, legali, agenti o agenzie governative.

Written by erling

8 Dicembre 2008 alle 0:24

Pubblicato in Siti, rete

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Tempo libero con iweb

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Riflettevo sul fatto che il computer certo ci aiuta a risparmiare tempo, basti solo pensare che nel corso degli anni, per limitarci al campo della condivisione delle foto, siamo passati dalla stampa delle foto su carta alla masterizzazione di cd da dare agli amici, alla pubblicazione online con invio di link – su flickr o anche su mobile me, più elegante come layout.

Dà anche soddisfazione potersi gestire una vetrina personale, dove le foto dei viaggi vengono inserite in un contesto con qualche spiegazione aggiuntiva rispetto alla sola proiezione.

Sorgono però adesso nuove incombenze che portano via tempo, ad esempio mai avrei pensato di dover passare un paio di ore a preoccuparmi di inviare a google la sitemap del mio sito, e di capire come mai iweb struttura le cartelle in modo illeggibile per i servizi di creazione online delle sitemap, tanto che esce soltanto il riferimento alla prima pagina.

C’è invero un programma che promette di creare le sitemap automaticamente anche per iweb, ma mi sembra eccessivo comperare un programma per un sito con un traffico così limitato.

Qui comunque c’è qualche suggerimento, ed il più utile è quello di creare il menù delle pagine anche in formato testo (e non javascript come standard in iweb); proverò anche questa, e rifletterò sul tempo risparmiato a possedere un computer.

Written by erling

5 Ottobre 2008 alle 22:28

Pubblicato in Siti, iweb

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Racconto del viaggio

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Ho finalmente aggiornato il sito istituzionale con la parte dedicata al viaggio in bicicletta di quest’estate.

Foto e commenti, considerazioni e tracciati GPS.

Written by erling

4 Ottobre 2008 alle 22:17

Pubblicato in Siti, Svezia, bicicletta, viaggi

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Foto dall’Islanda

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Sarà il mio imperterrito interesse per il nord, sarà per la furba originalità di queste foto, ed anche per la intelligente scarsità del loro numero, o infine solo per il bel nome dell’artista, ma il sito di Rebekka Guðleifsdottir mi piace.

Written by erling

17 Settembre 2008 alle 23:02

Pubblicato in Siti, foto

Un mese di Mobile Me

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Dopo un mese dall’inizio dell’abbonamento (di prova) a Mobile Me, qualche impressione.

Dopo i problemi dei primi giorni, che peraltro non ho patito più di tanto essendo in vacanza e quindi con poche occasioni di usare il servizio, il sistema pare funzionare a dovere.

Lati positivi:

  • La bellissima interfaccia web che rende immediatamente a proprio agio essendo praticamente identica ai programmi di posta e del calendario che si usano in Mac Os.

  • La sincronizzazione immediata e senza errori tra il web ed i computer registrati, nel mio caso l’iMac di casa, il portatile MacPro ed il Mac Mini della casa di vacanza, oltre all’ipod touch. Per il vero un errore è capitato, e proprio ieri mi sono trovato sull’iMac con una versione del calendario precedente al viaggio in Svezia, mancante quindi delle note prese là, mentre sul web tutto era aggiornato; nemmeno una sincronizzazione forzata ha rimesso le cose a posto, ed ho dovuto usare il calendario salvato dal portatile per aggiornare.

  • Il disco sul web, con venti giga utili per salvare e recuperare rapidamente file da ogni computer connesso a internet.

  • La galleria di foto, con effetti estetici notevoli e la possibilità di fare accedere tutti, qualcuno o nessuno, oltre a poter scegliere se consentire il download delle foto.

I lati negativi sono a mio parere questi:

  • La bellissima interfaccia web ha un prezzo in termini di “peso” della pagina, e quindi se la velocità internet non è adeguata è praticamente impossibile accedere al sito – lo dico per esperienza diretta avendo provato con il collegamento GPRS da cellulare. Anche quando internet è adeguato, la velocità è pur sempre inferiore ad esempio a gmail.

  • La pubblicazione tramite iweb permette in teoria di indirizzare le pagine ad un nome di dominio proprio. Peccato solo che quando si tenta di inserire un dominio di tipo .eu, il sistema lo rifiuti asserendo che non è un top level domain.

  • Parlando di domini, avere un indirizzo email che termina con me.com può gravemente compromettere la reputazione di qualunque persona, quindi non oso impiegarlo come indirizzo “serio”.

  • Terminata l’estate le mie esigenze di sincronizzazione praticamente si annullano, quindi dovrò valutare in seguito la convenienza di acquistare l’abbonamento annuale.

Insomma un giudizio ancora in fieri, ma intanto il nuovo servizio lo uso quotidianamente e senza problemi. Probabilmente tra un paio di mesi non ne potrò fare a meno, ed è su questo che contano gli “spacciatori” che offrono abbonamenti di prova gratuiti.

Written by erling

17 Agosto 2008 alle 18:14

Pubblicato in Mac, Siti

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Artesella ed il copyright

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Ho ricevuto qualche giorno fa una serie di ben 16 email dal Copyright Team di flickr, che mi annunciavano la rimozione dal mio photostream, su richiesta dell’Associazione Arte Sella, di altrettante fotografie da me scattate alle opere d’arte ospitate in val di Sella.

Al di là della vaga sensazione di associazione con ben più potenti criminali che uno prova nel vedersi arrivare una serie di avvisi di copyright infringement, mi lascia perplessa la solerzia con la quale un ente che dovrebbe promuovere l’arte si attiva per rimuoverne le raffigurazioni da un sito amatoriale, che peraltro ne contiene ancora diverse.

Sono ancora più perplesso dopo che una mia mail con una richiesta di chiarimenti, indirizzata all’associazione, non ha ottenuto risposta, e mi domando perchè il divieto di pubblicazione delle immagini non venga esposto in maniera visibile sul sito internet, ed ancor più sul luogo fisico dell’esposizione.

Vedendo poi la platea di sponsor e partner, in gran parte enti pubblici, mi domando ancora quanti dei miei soldi saranno stati erogati alla benemerita associazione, e se tutti i partner finanziatori siano consapevoli dei limiti stretti posti all’arte in quel di Sella.

Insomma la faccio un po’ tragica quando in realtà ci sono ben altri attentati alla libertà di espressione, ma mi sono sentito punto sul vivo; evidentemente “è gente per cui le arti stan nei musei“, per rubare una frase al grande poeta.

Written by erling

13 Agosto 2008 alle 22:24

Pubblicato in Siti, foto, vaghezza

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Il motore mobile, me

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Mi ha incuriosito il nuovo, annunciato servizio di apple, chiamato mobile me, che è destinato a prendere il posto di .mac.

Prima impressione, il nome e il logo sono veramente brutti e soprattutto “strani”, poco affini al resto dell’immagine apple, e più vicini semmai al gusto di qualche vecchio concorrente, come questa piccola composizione che ho trovato su flickr fa capire.

L’idea è peraltro buona, quella di garantire una sincronia istantanea tra tutti i svariati dispositivi che contengono i nostri dati, in modo che ogni variazione nei contatti, calendari e messaggi di posta si riproduca sugli altri computer, telefoni ed ipod di cui disponiamo.

Tuttavia a ben guardare il discorso non è molto diverso da quello del vecchio punto mac, soltanto che adesso la sincronia avviene in automatico ed istantaneamente.

Non so, sarà che ovviamente la modernità richiede tutta questa immediatezza, ma non mi piaceva prima il costoso servizio .mac, ed ora questa novità mi sembra solo appena più appetibile, cioè molto poco per cento euro all’anno.

I miei dubbi si accrescono vedendo questo post dell’inventore di ziphone, anche se poi cercando e trovando questa spiegazione un poco si placano.

Tutto sommato per uno come me che viaggia per un chilometro in bicicletta da casa al lavoro ed usa un portatile solo in vacanza, la nuvola di mobile me è troppo, ed assomiglia vagamente alla più celebre nuvola di Fantozzi.

Per ora dunque vado avanti con l’eccellente spanning sync

Written by erling

11 Giugno 2008 alle 22:30

Pubblicato in Mac, Siti, rete

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