Archive for the ‘Olanda’ Category
Le mappe dell’Olanda
Ho finalmente pubblicato su everytrail le tracce con qualche foto dei quattro giorni di bicicletta in Olanda quest’estate; le pagine relative sono:
- percorso attorno ad Utrecht
- percorso da Utrecht a Gouda
- percorso in Zelanda, da Veere a Domburg e ritorno
- percorso al parco di Hoge Veluwe
Meglio tardi che mai!
Le foto dell’Olanda
Considerazioni finali sul viaggio in bicicletta
Un titolo leggermente pomposo per riassumere brevemente il viaggio appena concluso, di cui sono molto soddisfatto, sia per i luoghi visti che per l’organizzazione che abbiamo dato alla cosa dal punto di vista della gestione delle biciclette e dei bambini in bicicletta; non da ultimo il tempo bello ci ha facilitato la vita.
I bambini sul carrellino.
I nostri due bambini hanno alla data del viaggio cinque e due anni, non sono pertanto abbastanza grandi da poter pedalare in modo indipendente e sono stati trainati dal sottoscritto lungo le ciclabili olandesi.
Avevo qualche timore sulla capacità dei due passeggeri di restare seduti nel piccolo spazio del carrellino da bici per tutto il tempo del viaggio senza annoiarsi, ma è stato presto fugato: dapprima il fascino della novità, poi i panorami vari che si incontravano, infine i piccoli giochi di cui erano forniti li hanno tenuti interessati e tranquilli; nel primo pomeriggio interveniva il sonno, poi ovviamente nei posti più interessanti ci si fermava e quindi c’erano abbastanza diversioni.
E’ proprio vero che per i bambini nulla di quanto fanno i genitori è strano, ci riflettevo quando abbiamo incrociato una famiglia (immagino che lo fosse) composta da due genitori e da una decina di pargoli, noi ci siamo stupiti dell’affollamento di bimbi, loro probabilmente del nostro modo di viaggiare, ma per i bambini coinvolti entrambe le situazioni erano del tutto normali.
Abbiamo scoperto poi che si ottengono miracoli con un giochino da pochi euro distribuito al momento opportuno – l’interesse per la novità dura per molto, e la tranquillità è assicurata.
Direi anche che l’età di due anni e mezzo è già adatta per viaggiare con un minimo di flessibilità: a differenza dell’anno scorso, non abbiamo avuto problemi di sorta per il cibo, ed abbiamo pranzato e cenato anche ad ore non del tutto canoniche ed in ristoranti con menù non del tutto abituali.
L’equipaggiamento.
E’ fondamentale disporre di accessori adatti, ed impermeabili. Noi avevamo sia carrellino che borse di buona qualità, oltre a giacche a vento antipioggia, ma fortunatamente non abbiamo dovuto metterli alla prova dato che il tempo è stato clemente. Ci manca quindi l’esperienza della pedalata sotto la pioggia, ma avendola già sperimentata diversi anni fa sono ben felice di averla evitata. Riproveremo l’anno prossimo.
La tecnologia.
Parte del divertimento, almeno per me, sta nella pianificazione, ed oggigiorno questa si svolge grazie al collegamento internet ed al gps; praticamente in tutti gli alberghi avevamo a disposizione un collegamento internet veloce, e così mi sono documentato, ho scaricato le tracce gps per il percorso del giorno dopo ed ho visualizzato il percorso fatto caricando le tracce da me registrate in google earth.
Ovviamente le tracce registrate servono anche a georeferenziare le foto, grazie a programmi come GpsPhotoLinker che associano la traccia all’ora registrata sulla fotografia.
Vedrò di pubblicare le tracce dei nostri percorsi non appena possibile.
L’Olanda
E’ semplicemente il paradiso del ciclista: piatta, con piste protette e con un atteggiamento collettivo che pone l’automobile un paio di gradini al di sotto delle due ruote. Per il ciclista con figli al seguito è il massimo che si possa desiderare.
Technorati Tags: bicicletta, Olanda, viaggi
L’Aia, per finire
Un incantevole piccolo museo, il Mauritshuis, vale da solo la deviazione per l’Aia. Non è pretenzioso, ha come unico vezzo quello di porre una gigantografia sulla facciata principale, ma la stessa ragazza che ti guarda enorme da dieci metri d’altezza non ha lo sguardo aggressivo delle donne in vetrina di Amsterdam, bensì un leggero sorriso da vera Monna Lisa del nord; il suo unico vezzo è un orecchino di perla gigante.
L’esposizione però è ricca di altre opere, tra cui ci sono piaciuti i paesaggi invernali di Avercamp, i ritratti di Rembrandt e di Van Dyck, ed in generale l’ambiente raccolto di un piccolo palazzo nobiliare dell’epoca d’oro olandese, che contiene pochi quadri, ma praticamente tutti capolavori.
Meno di due ore in totale, con due bambini al seguito che sono stati fin troppo bravi a sopportare la visita, ma anche loro hanno avuto qualche spunto nell’ammirare un ritratto buffo o una scena di pattinaggio.
Amsterdam, senza bici
Siamo da un paio di giorni nella capitale, ultima tappa del nostro viaggio ciclistico; qui però abbiamo lasciato le biciclette ben legate nel giardino dell’albergo, troppo complicato girare in centro con un carrellino per bambini. Abbiamo anche meditato di noleggiare due bici con seggiolino per bimbi, ma il tempo freddo e ventoso (ieri ed oggi la massima era sui venti gradi) ci ha fatto desistere.
Non ci siamo comunque fermati, ed abbiamo girato a piedi, caricando sul passeggino tradizionale uno dei bimbi. Siamo alloggiati nella zona dei musei, quindi le distanze sia verso il Rijksmuseum che verso il museo Van Gogh non sono proibitive. In questi due giorni abbiamo visitato i due principali musei ed abbiamo compiuto la tradizionale crociera sui canali, oltre ad un giro in centro.
Bisogna dire che quest’anno i due bambini sono molto più facili da gestire e resistono molto meglio alle fatiche dell’esplorazione urbana, magari anche con l’aiuto di un regalino ricevuto in mattinata che li tiene occupati ed interessati; in questo modo uno dei genitori a turno sta con loro e si riposa nelle “aree di sosta” dei musei, mentre l’altro gira in santa pace ammirando i quadri.
La città è interessante, anche se forse non tanto quanto le campagne ed i paesini che abbiamo visitato nei giorni scorsi, o meglio è un altro genere di ambiente e di vacanza, tuttavia non poteva mancare come primo impatto olandese per i tre quarti della famiglia, quindi siamo soddisfatti dell’esperienza.
Ancora domani qui, poi domenica si riparte per tornare a casa, ma stiamo già meditando di fare una deviazione e passare dall’Aia per dare un’occhiata ad un piccolo museo…
Il parco di Hoge Veluwe in bici
Con un balzo spaziotemporale azzardato, reso possibile dall’auto e non certo dalla bici, ci siamo fiondati a Deventer per dormire, e ci siamo poi portati oggi al parco di Hoge Veluwe, famoso per essere uno dei maggiori d’Olanda e per contenere, assieme ad ambienti incontaminati e a decine di chilometri di percorsi per biciclette, quello che è forse il più ricco contenitore di opere di Van Gogh, ovvero il museo Kröller-Müller.
Oggi il tempo è freddo e coperto, fortunatamente non piove ma siamo costretti ad estrarre i capi pesanti ed a coprire i bimbi nel carrellino con le giacche a vento. Non si pedala molto, una decina di chilometri per arrivare al museo, poi durante la visita per fortuna la piccola Costanza pensa bene di dormire sul passeggino che ci hanno prestato all’ingresso, cosicchè possiamo vedere i quadri con una relativa tranquillità, avendo da gestire soltanto il fratellino più grande.
I bimbi hanno poi il loro momento di apprezzamento dell’arte nel parco esterno, che raccoglie una serie di opere sulle quali si può correre ed arrampicarsi, in particolare la famosa Jardin d’email di Jean Debuffet che rappresenta per loro una pista per correre ed esplorare.
Ritorniamo nel pomeriggio a Deventer, e verifichiamo che una volta chiusi i negozi, alle 17.30, la città si svuota completamente, e la sera c’è ben poca attività; è un peccato, perchè la cittadina è graziosa.
Domani ad Amsterdam.
La vecchia Zelanda in bicicletta
Arrivati a Middelburg con un tempo pessimo, ne siamo ripartiti alla mattina diretti a Veere, con il sole che ci procurava un certo ottimismo sulla tenuta del clima. Abbiamo scelto un itinerario tra i moltissimi possibili, acquistando una cartina all’ufficio turistico che ci pareva proporre un tragitto della distanza giusta, e che toccasse dei punti interessanti.
Così è stato in effetti, e partiti dall’incantevole paesino di Veere abbiamo pedalato tra le campagne su stradine battute unicamente da colleghi ciclisti, arrivando poi a Domburg, l’altro centro marittimo della zona; qui abbiano potuto ammirare la versione nordica della riviera, che differisce da quella mediterranea essenzialmente per la temperatura dell’aria e dell’acqua, e per il vento che obbliga i bagnanti ad esibire accessori adatti per proteggersi dalle folate fredde. Per il resto l’umanità da spiaggia, i gabbiani e gli stabilimenti marini ricordano molto le nostre latitudini. Altra differenza fondamentale, arrivano tutti in spiaggia con le bici, quindi si trovano enormi parcheggi per biciclette e solo pochi posti per le auto.
Dopo aver pranzato al sacco su una duna sopra la spiaggia, siamo ripartiti ed abbiamo attraversato una zona boscosa, detta Mantelingen, che costeggia il mare, arrivando poi a Veere nel primo pomeriggio: in totale 37 chilometri, in un ambiente naturale relativamente intatto e per noi molto curioso ed interessante, con la compagnia di frotte di ciclisti che, a differenza di quella degli automobilisti, non infastidisce ma anzi ci fa scoprire nuovi accessori e sistemi diversi per portare i bambini – abbiamo anche visto dei passeggini agganciati alle biciclette e trasportati insieme ai piccoli passeggeri, in modo da disporre del mezzo una volta arrivati a destinazione.
La Zelanda è decisamente una zona turistica, ma trattandosi di un turismo su due ruote, e quindi più “gentile”, non viene snaturata e si lascia scoprire; il tempo bello che abbiamo trovato ovviamente ci ha reso la vita più facile, ma anche quando fa brutto, come al nostro arrivo il giorno prima, si può visitare la città di Middelburg a piedi, e come ripiego non è dei peggiori.
Utrecht – Gouda
Rinfrancati dalla dimostrazione delle nostre capacità ciclistiche-genitoriali con bici e carrellino portabimbi, siamo ripartiti sabato da Utrecht carichi del necessario per passare la notte fuori, e ci siamo diretti verso Oudewater, lungo la statale – ovviamente sulla pista ciclabile che vi corre a lato, sempre ben separata dalla strada per le auto.
Questo paesino, di per sè piccolo e grazioso, lo abbiamo scelto per la sua posizione strategica a metà strada, e soprattutto per la casa che contiene una vera ed originale bilancia per le streghe, che ha riscosso l’interesse dei nostri piccoli passeggeri ed ha fatto riflettere noi adulti pedalatori sul passato intollerante di questo tollerante paese.
Siamo poi ripartiti seguendo i cartelli delle ciclabili, che portano sempre lungo stradine secondarie e panoramiche, ed anche in questo caso ci hanno fatto arrivare a Gouda seguendo un canale ed ammirando le campagne, senza automobili tra i piedi.
Nella cittadina di Gouda ci siamo sistemati in un piccolo e confortevole albergo, il De Utrechtsche Dom, e siamo partiti ad esplorare il centro a piedi, ma non abbiamo fatto i conti con la piccola Costanza che non ha gradito il passaggio dal carrellino alle camminate sulle proprie gambe. Tornati poi in hotel, siamo usciti nuovamente per la cena con bici e carrellino, con generale soddisfazione, in fondo anche in città si gira benissimo col carrello, ed il vantaggio che dà ripaga ampiamente il disturbo dell’ingombro.
Oggi abbiamo preso il treno, siamo arrivati ad Utrecht e, dopo aver girato per la città con bici e carrello, abbiamo pranzato al sacco in un parco cittadino prima di riprendere l’auto per venire in Zelanda. Il ritornare sulle autostrade è stato un brutto cambiamento rispetto al viaggiare in comoda tranquillità con le bici, per fortuna che le distanze sono ridotte ed in un paio di ore siamo arrivati, dapprima a Veere, poi a Middelburg, dove abbiamo alloggiato.
Veere infatti ha soltanto due alberghi, entrambi pieni, e legioni di turisti incuranti della pioggia che oggi scendeva; tuttavia è un paesino talmente grazioso che speriamo domani di visitarlo con calma (e senza pioggia) in bicicletta.
Speriamo quindi soprattutto nel mutevole tempo olandese, che finora ci ha regalato due giornate di sole pieno e caldo, e per domani si prevede variabile ma probabilmente senza pioggia. Domani vedremo, e decideremo la tappa.
Utrecht in bici – ma davvero
La prima giornata sulle biciclette in Olanda è stata un successo pieno: innanzitutto dal punto di vista meteorologico, con un sole pieno ed una temperatura calda ma non fastidiosa, certo non sopra i 25 gradi.
Poi anche dalla distanza coperta, di 46 chilometri con il raggiungimento di tutte le mete prefissate, dal castello De Haar – di un medioevo molto disneyano, infatti fu costruito nell’ottocento – che abbiamo usato soltanto come sfondo per un pic-nic di mezzogiorno, al paesino di Breukelen, piccolo ma con più turisti dell’intera Utrecht, per passare poi alla zona dei laghi di Loosdrechtse Plassen dove abbiamo preso un gelato tra la folla che prendeva il sole ed andava in barca a vela.
Non è mancato il mulino a vento, poi, nel rientrare verso la città, ho deciso di lasciar perdere il percorso studiato sulla mappa, scaricato ed installato nel gps, e di seguire, come ai tempi antichi, i segnali stradali, ovviamente non quelli per le auto ma quelli per le bici, e così facendo abbiamo seguito una ciclabile nel bosco che ci ha portato in città passando davanti ad altri due mulini, addirittura in funzione, e sul bordo di un altro laghetto; come sempre insomma le cose non programmate riservano le sorprese migliori.
Il giro è riuscito ottimamente anche dal lato della gestione dei bambini, che si sono divertiti sul carrellino ed hanno goduto della varietà dei paesaggi; soltanto verso metà del percorso la stanchezza li ha resi un po’ irrequieti ma nel complesso si sono comportati egregiamente.
Domani usciremo con più bagagli, dato che non rientriamo per la notte ma intendiamo arrivare a dormire fino a Gouda, una quarantina di chilometri più ad ovest.
Utrecht in bici
Scrivo da un albergo antico, e modernizzato con l’adsl in camera: sto verificando il percorso in bici di domani su google earth e su qualche sito olandese che mi fornisce le tracce da caricare sul gps. Meglio comunque passare domani mattina all’ufficio turistico per farsi dare una cartina vera, cioè di carta.
Il viaggio in auto fin qui: lungo e noioso, ma per fortuna siamo arrivati. Domani si parte veramente.









