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le gite in Google Earth
Un piccolo strumento utile all’escursionista moderno è un gps logger, ormai se ne trovano a poco prezzo ed io ne ho uno già da più di un anno che uso principalmente per georeferenziare le fotografie, ma anche per tenere traccia della strada percorsa.
Ora che i bimbi crescono, si può lentamente iniziare a fare qualche gita in montagna, iniziando dalle cose più facili, e domenica siamo stati alla Bocca di Saval, dislivello breve e molti fiori da ammirare, oltre ad una cache proprio sul posto.
Oggi ho fatto qualche esperimento per riportare il percorso su google earth, ed intanto qui ho messo il file kml, che se uno vuole si scarica ed esamina.
Non contento, grazie al plugin che recentemente google ha messo a disposizione, ho creato una pagina apposita, in modo che non serva nemmeno far partire google earth (certo che però occorre avere il plugin nel browser).
Mi piacerebbe anche provare ad inserire qui il plugin, ma dubito sia possibile:
Un altro pezzettino di Mac cede a Google
Non ho dei bei ricordi di google desktop per il mac, lo avevo installato ed era lento e pesante, cercando di duplicare quello che già funziona, ovvero spotlight; ora però è uscita anche per il mac la piccola casella di ricerca che, con leggerezza e velocità, rischia di prendere il posto del fedele ma non più aggiornato quicksilver.
La sto usando da un paio di giorni, e mi piace, trova le cose rapidamente e fa partire i programmi, anche se in questa funzione forse non è così rapido come quicksilver: inserendo un paio di lettere quicksilver ti fa vedere, dopo un attimo di pausa nel quale mostra la prima applicazione, una lista con tutti i possibili risultati, mentre GSB mostra il primo candidato, poi una piccola lista di altre possibilità, e per vederle tutte occorre cliccare sull’ultima casella, o scorrere in basso con la rotella del mouse.
Questo approccio forse è più ordinato, non so, bisogna però farci l’abitudine. Certo è che la grande G ha colpito ancora, ed un altro pezzetto della mia vita digitale rischia di prendere la sua impronta.

Google street view e la privacy in Italia
Ho appena letto un eccellente articolo su ogle earth che commenta le differenti reazioni in Gran Bretagna ed in Svezia sull’avvento del servizio di google che permette di vedere le strade delle principali città con immagini a 360°.
Riassumendo indebitamente, ma consiglio di rifarsi all’articolo originale, l’idea è che mentre in Gran Bretagna ci sono state numerose obiezioni, in Svezia non è così, ed una delle ipotesi per spiegare questo diverso comportamento è legata al diverso grado di trasparenza delle due società.
Le case svedesi hanno le finestre illuminate e senza la minima traccia di tende o cortine che impediscano la vista dall’esterno, ma nessuno all’interno teme di essere spiato dai vicini, e considera un dovere ravvivare con un po’ di luce le lunghe notti invernali, anche a beneficio dei passanti. Il diritto di pubblico accesso è una tradizione con una lunga storia in Svezia, non così in Gran Bretagna, ed in generale il paese scandinavo sembra più disposto a scegliere l’apertura al pubblico rispetto alla protezione della riservatezza del singolo.
E da noi? Non ho trovato grandi commenti all’introduzione di street view in Italia, e meno commenti ancora sul servizio analogo proposto da pagine gialle, che copre anche più città rispetto al concorrente.
Strano, perchè non mi sembra che la società italiana sia alla pari di quella svedese quanto ad apertura e trasparenza, anzi… da noi le finestre sono chiuse con le tendine ben tirate, e magari dietro la tenda c’è un occhio vigile che osserva la strada per vedere cosa succede, quindi un servizio potenzialmente pericoloso per la privacy come quello di google avrebbe potuto dar luogo a molte polemiche, invece niente.
Le spiegazioni che mi vengono in mente sono essenzialmente due: da noi mancano i giornali scandalistici come quelli inglesi, che montano casi sul nulla, ed enfatizzano l’ipotetico pericolo rappresentato dall’avere la propria abitazione in bella vista sulla rete, gonfiandolo per vendere più copie.
O meglio, i nostri giornali preferiscono montare altri casi, in quanto – seconda spiegazione – la percentuale di popolazione che usa questi strumenti è relativamente modesta, chi naviga su internet si iscrive a facebook e non pensa certo di usare street view, è già abbastanza se può navigare con l’adsl, figuriamoci scaricare immagini delle strade.
Sia come sia, a mio modesto avviso street view è uno strumento utilissimo ed anche divertente, ed i potenziali pericoli di abuso sono facilmente gestibili; il fatto che per ora sia passato inosservato è decisamente una fortuna.
Everytrail su Google earth
Arrivo un po’ tardi su questa, ma da un po’ si possono vedere su google earth le tracce salvate su everytrail, basta abilitare il layer in livelli\galleria.
I tracciati vengono segnalati da un’iconcina accanto al luogo di partenza, poi cliccando si può far partire la vista animata con tanto di fotografie; per credere, provare dalle parti del Bohuslän.
Il mondo in tasca, ma davvero
Penso che la giornata di oggi sarà ricordata; se non lo avessi già comperato, questo software da solo basterebbe a convincermi a passare all’iPhone, e non solo, ma il vedere nel post di presentazione su un blog ufficiale di google nientemeno che una schermata della mia città mi sembra una potente coincidenza.
Non pensavo di arrivare a vivere tanto nel futuro.
L’importanza di chiamarsi G
Google è minimalista, e sotto la sua semplice vetrina il cui numero di parole è calibrato attentamente pulsa la vastità delle informazioni che controlla e smista; oggi ci regala un browser nuovo, ieri il mondo sulla scrivania o la posta a vita, e ci lega sempre più a lei facendo doni sempre più grandi ed utili, in cambio del nostro essere collegati al mondo tramite i suoi servizi, in modo che siamo felici di farle sapere tutto di noi, di farle gestire la nostra vita digitale da cima a fondo, fiduciosi nel suo motto ispirato.
Yahoo è caotica, il suo tentativo di mettere ordine nell’universo attraverso una stretta elencazione è esploso in un contrappasso di una pagina disordinatissima, dove l’offerta in apparenza illimitata spaventa e disorienta; con centosette servizi disponibili, non saprei più dove sono i miei dati, e quindi diffido.
Apple è giovane e innovativa, e tutti aspettiamo il nove settembre per i nuovi giocattoli che ci annuncerà, così da innamorarcene ancor di più, ed in capo a pochi anni avremo un nuovo monopolio, ma stavolta benevolo ed esteticamente piacevole, così sarà ancora più difficile da smantellare; buon per me che sarò vecchio quando il problema diventerà serio.
Microsoft è bollita e vecchia, e tutti aspettiamo i prossimi prodotti barocchi per spararle contro e tenerci stretto windows xp nel cassone grigio dell’ufficio, che ormai fa tenerezza da quanto è primitivo.
Non so se sono paragoni sensati, ma nello spazio cartesiano che ha per assi semplicità/confusione ed efficacia/pesantezza non ci sono solo i quattro esempi che ho riportato prima; ci si potrebbero incasellare facilmente ad esempio banche, compagnie telefoniche o compagnie aeree. Credo che nel lungo periodo abbiano maggior successo le aziende e le persone che tentano di portarsi verso i poli della leggerezza.
Chrome su parallels
Ho appena scaricato google chrome, curioso di provare questo nuovo browser presentato con un fumetto.
Purtroppo non c’è ancora per mac, come hanno spiegato anche qui, ma ho voluto fare un tentativo usando windows su parallels.
Il programma si installa e funziona bene, anche se per qualche motivo si offre di importare i preferiti solo da internet explorer, e non da firefox o safari.
L’interfaccia è carina, anche se spero che quella che penseranno per il mac non sia così quadrata, e la velocità, anche filtrata dal software di virtualizzazione, è buona; non sono riuscito però ad installare il plugin per flash.
Interessante la possibilità di “salvare” come applicazioni i siti, tipo gmail, che si usano spesso, con un sistema simile a fluid per mac.
La schermata iniziale, con le nove miniature delle pagine più viste, ricorda opera e la ricerca integrata nella linea degli indirizzi è presa direttamente da firefox 3; insomma a prima vista sembra un’unione delle migliori caratteristiche che si trovano oggi in giro.
Immagino quindi che avrà un buon successo, ed i furboni di google si prenderanno un altro piccolo spicchio delle nostre attività e del nostro tempo in rete, che sono l’oro della moderna corsa del mercato.
La terra frattale
Ogni tanto mi perdo a guardare il mondo dall’alto con il futuribile google earth, e vedo frattali e disegni artistici.
Davanti all’oracolo
Mi è capitato l’altro giorno di passare qualche minuto a cercare la combinazione di parole adatta ad ottenere dal Motore di ricerca il risultato che volevo, e di trovare alla fine qualcosa di utile semplicemente inserendo un termine che era il contrario di quello che volevo.
Stare per un po’ a fissare la pagina quasi completamente bianca di google (peccato che abbiano inserito in alto quel piccolo menù, sarà utile ma rovina il minimalismo della pagina), sapendo che da qualche parte, dietro quel piccolo campo di testo, c’è in effetti la conoscenza del mondo, e che potrebbe essere mia se solo sapessi la formula giusta per chiederla, beh, mi ha fatto pensare per forza a qualche oracolo antico, di quelli che davano risposte ambigue e richiedevano rituali complessi.
Oggi almeno l’oracolo è accessibile in modo diretto e senza sacerdoti intermediari, tuttavia occorrono ancora le formule giuste per scoprirne i segreti, e soprattutto occorre, oggi come allora, discernimento nell’interpretarne le risposte.
Passeggiando sul mondo
Ho scaricato ieri la nuova versione di Google Earth e mi sono divertito, letteralmente, a girare un po’ per il mondo.
Ho letto qualche critica secondo cui i miglioramenti sarebbero rivolti soprattutto all’aspetto ludico del programma: il sole che sorge e tramonta, il modo di “tuffarsi” dallo spazio ad una vista terrestre in modo fluido, l’incredibile velocità con cui adesso il programma restituisce gli edifici tridimensionali, ed il numero degli stessi… tutte innovazioni che non aumentano il contenuto informativo, ma solo la modalità di fruizione.
Tutto vero, ma la bellezza e la fluidità della navigazione ora è incomparabile, sarà un giocattolo ma è estremamente divertente, e quelle rapide prove che ho fatto mi convincono che potersi muovere agevolmente ed avere un riferimento anche con le ombre delle montagne rendono l’esperienza molto più vera, e danno un senso della geografia e della posizione molto più vivo.
Poter volare sopra una regione è affascinante e rende facile spiegare anche ai piccoli le caratteristiche geografiche di un luogo, pertanto se GE vuole diventare una miniatura del pianeta, anzichè solo un atlante che filtra le informazioni utili, a me va benissimo e ci divertiremo sempre di più ad esplorare il mondo.
Ad esempio…





