Archive for the ‘foto’ Category
Anniversari, statistiche, foto
Sono cinque anni dacchè ho iniziato a fotografare con la nikon d70; lightroom mi informa che ho accumulato 5442 fotografie taggate d70, il contascatti della nikon è già arrivato però alla fotografia numero 807, essendo ripartito da zero dopo aver raggiunto il numero diecimila; questo significa che ho eliminato la metà degli scatti, il che forse è ancora troppo poco, dovrei essere più selettivo ed abortire subito le foto che non valgono, senza nemmeno trasferirle sul mac.
Pazienza, alcune immagini buone nel mucchio si trovano, anche se il numero è sempre esagerato, mille foto all’anno sono sicuramente troppe. Se però da un lato bisognerebbe sfoltire e conservare solo le poche decine di foto che contengono un piccolo elemento artistico, da un altro lato sono anche contento di avere una buona testimonianza visiva dei giorni e degli anni trascorsi.
E’ il solito dilemma/ambiguità del fotografo amatoriale che vorrebbe produrre delle immagini che siano interessanti anche per il resto del mondo, e quindi non può assolutamente tenere e mostrare mille foto all’anno, ma anche vuole conservare il materiale necessario per i ricordi di quando erano piccoli i bambini, e quindi deve per forza documentare con almeno mille foto all’anno la crescita dei pargoli e le gite domenicali.
Del resto, se vedo quante foto ho conservato della mia precedente, e prima in assoluto, macchina digitale, la rimpianta nikon E990, ne trovo nel catalogo di lightroom quasi 7500 in meno di cinque anni, quindi molte di più conservate e molte di meno eliminate già in macchina. Passando quindi alla reflex digitale ho migliorato la severità dei miei auto-giudizi, il che mi consola.
Dovrei preparare una sezione a parte, del tipo il meglio di, ma a parte il tempo che come sempre manca è proprio una questione di prospettiva o di abito mentale con cui uno si accosta alla macchina fotografica, pertanto non prevedo cambiamenti nel breve periodo: anche se adesso mi regalerò la nikon d90 il meccanismo resterà identico, molte foto con un raggio di interesse breve, e poche con un raggio più ampio.

le solite Svalbard, l’unico viaggio serio negli ultimi cinque anni…
Negativi digitali
Ho deciso di trasformare tutte le mie foto scattate in raw nikon nel formato adobe dng.
Il lavoro grazie a lightroom non ha portato via molto tempo, e dispongo adesso di un formato di archiviazione che dovrebbe durare per parecchi anni, come i negativi del buon vecchio supporto fisico.
Già adesso infatti la mia vecchia nikon d70 è fuori produzione ed ogni anno appaiono nuovi modelli, chi mi garantisce che tra venti o trent’anni i software si ricorderanno di come maneggiare i file creati da questo particolare modello? Molto probabilmente non ci saranno problemi neanche allora, ma se dovessi scommettere tra il formato nef, nel particolare dialetto della d70, ed il formato dng, penso che quest’ultimo sarà più diffuso.
I file trasformati in dng diventano poi leggermente più piccoli, da 6 mega a poco più di 5. quindi non si spreca spazio nel cambio; il lato paranoico in me mi suggerisce che questo calo è dovuto all’eliminazione delle informazioni che il convertitore adobe non capisce, e che magari sono fondamentali, ma in tutta onestà non noto alcuna differenza visiva della foto prima e dopo la cura, quindi cerco di non preoccuparmi delle conseguenze.
Sul fatto di scattare in raw, nonostante illustri pareri contrari, ho già preso la mia decisione qualche anno fa, e la mantengo: con l’aumento della capienza dei dischi e della potenza degli elaboratori mi sembra assurdo rinunciare alla maggiore capacità del formato raw. Poi è vero, uno si diverte anche a manipolare le immagini dopo lo scatto, come ai tempi della camera oscura, e preferisce scattarne una per farla poi risultare al meglio anzichè spararne dieci per elminare subito le nove peggiori. Ma questi, è ovvio, sono gusti del tutto personali.
Flickr e Smugmug
Flickr o Smugmug? O magari tutti e due? Io sono iscritto da un bel po’ ormai a flickr, e vi ho depositato in quattro anni più di undicimila fotografie; lo considero principalmente come un sistema di backup, e secondariamente come un modo di reperire le mie foto in rete se mi servisse un link da qualche parte. Non sfrutto se non in minima parte le potenzialità di social network che permette flickr e che sono la sua forza. (Sarà che sono orso di natura, ma non mi trovo a postare nei gruppi ed a commentare, e lo so che mi perdo qualcosa…)
Tempo fa sono venuto a sapere dell’esistenza di un sito concorrente, Smugmug, che si focalizza invece sulle caratteristiche che più fanno al caso mio, vale a dire il salvataggio delle foto con la possibilità di archiviare anche i negativi digitali in formato raw, e la creazione di gallerie web sicuramente più accattivanti del classico bianco flickr.
Mi sono iscritto sfruttando il periodo di prova gratuito ed ho iniziato a costruire qualche galleria, sfruttando un magnifico plugin per firefox che trasferisce in automatico le foto da flickr a smugmug.
Dopo qualche tentativo mi sono reso conto di un difetto che probabilmente non è tanto grave in sè, ma per le mie abitudini di lavoro in flickr è invece totalmente bloccante: non è possibile impostare il livello di privacy della singola foto, ma unicamente a livello di galleria, ovvero di gruppo di foto.
Dato che le foto dei familiari le voglio mantenere visibili solo per amici e parenti, e le altre le possono vedere tutti, in flickr mi basta impostare adeguatamente i livelli di ogni singola foto, e lo posso fare in automatico con il plugin per lightroom di Jeffrey Friedl; in questo modo nello stesso flusso di foto gli utenti normali vedranno le immagini pubbliche mentre i privilegiati – si fa per dire naturalmente – vedranno anche quelle impostate come “famiglia e amici”.
In smugmug non è possibile questo approccio, come mi è stato anche confermato dall’ottimo supporto che risponde rapidissimamente alle email, e pertanto dovrei per ogni viaggio, gita, gruppo di foto in genere, creare due gallerie distinte, una con tutte le foto e l’altra con le foto pubbliche.
Ho lasciato quindi con rammarico scadere il termine del periodo di prova su smugmug, ed ho risposto alla loro gentile email che chiedeva i motivi della mancata conferma spiegando la mia necessità.
Mi hanno detto che passeranno il suggerimento a chi di dovere, vedremo, intanto per un anno ho rinnovato l’abbonamento a flickr, mentre rifletto sul modo di gestire smugmug se non dovessero togliere questa limitazione.
La mia foto più vista su flickr
La mia foto meno vista su flickr (ma a me piace!)
Polvere digitale
Ci risiamo, le mie stupende foto della Val Gardena rovinate da alcuni subdoli punti neri nel bel mezzo delle cime dolomitiche. Fortuna che con lightroom si fa presto a togliere la sporcizia, ma la cosa è molto fastidiosa.
Ecco qui un esempio, si noti la macchia nera sul Sassolungo:
Tornato a casa, ho fatto un paio di foto di prova, inquadrando il cielo con un diaframma stretto, ed i risultati sono stati orribili:
Macchie nere ovunque, nemmeno nei film di fantascienza più scalcinati si vedono tanti ufo in cielo.
Non ho perso tempo a provare io stesso la rimozione, anche se in rete si trovano tanti consigli e svariato materiale per la pulizia. Ho consegnato la macchina fotografica al mio negozio di fiducia e domani andrò a ritirarla ripulita a dovere.
Vedrò quindi con la stessa inquadratura del cielo se la pulizia è andata a buon fine. Non mi lamento comunque, ai tempi della camera oscura era peggio…
Panoramiche cubiste
Ho pubblicato qui il primo tentativo di panoramica, lo considero un esperimento e nulla più, ma mi ha insegnato che a mano libera è impossibile evitare gli errori di parallasse, nonostante quanto uno si industri per correggere poi il risultato.
Bisogna avere un cavalletto, ed una testa panoramica; a parte il prezzo, sono strumenti pesanti e voluminosi, quindi poco compatibili con le foto in mobilità; dovrò riflettere sul da farsi.
Non volete vedere il quicktime? E io vi propino qui sotto la foto equirettangolare (quanti bei termini si imparano).
Un attimo ancora, c’è di più!, ho appena scoperto questo sito che crea sul momento le foto 3d!: provare per credere.
E naturalmente su flickr non poteva mancare il gruppo dedicato.
Il principiante panoramico
Ho deciso già da qualche tempo di tentare la strada delle foto panoramiche, quelle belle immagini, ma immagini è forse un termine riduttivo, dove uno si immerge e ruota il punto di vista a 360°, in modo da sentirsi all’interno di una sfera.
Ci sono dei bellissimi esempi in giro per la rete, come qui, oppure qui, ma il sito che mi ha ispirato a tentare è stato questo, un resoconto di un viaggio lungo tutta la Svezia con magnifiche foto panoramiche nei luoghi più suggestivi, tutte ben georeferenziate e descritte.
Così mi sono procurato un super grandangolare (un tokina 11-16 mm) che funziona molto bene già da solo, ma con l’idea di metterlo al lavoro per produrre panoramiche, per il momento senza usare treppiedi e teste panoramiche.
L’idea del principiante era quella di tentare dapprima a mano, nonostante sapessi dei problemi di parallasse che nascono se le foto non sono ben allineate, tuttavia non volevo oberarmi subito del peso e della spesa del treppiedi con relativa testa.
I tentativi fatti hanno dato qualche risultato, assemblato con hugin (di cui racconterò magari un’altra volta), ma i quicktime che ne sono risultati avevano qualche aspetto che definirei cubista, nel senso picassiano di giunzioni tra le varie foto non molto coerenti.
Peccato che non si possano allegare qui su wordpress, magari proverò con iweb, fatto sta che se si vuole tentare seriamente la strada della panoramica occorre attrezzarsi a dovere.
Studierò ancora e vedremo. Mai arrendersi
Come fotografarsi senza guardare (il nadir nel gergo dei panoramici)
Dai dischi alle nuvole
Sono sempre leggermente paranoico riguardo alla sicurezza dei miei file, specialmente delle fotografie. Da quando mi si è fulminato un disco fisso sul pc che usavo al lavoro, qualche anno fa, ho toccato con mano che molta parte della nostra vita è ormai affidata a registrazioni elettromagnetiche poste su fragili piattini che girano alla velocità del suono, e che prima o poi cedono.
Ero passato dai salvataggi su cd a quelli su dvd, sempre in duplice copia, ma ormai non bastano più nemmeno quelli, all’ultimo controllo la mia cartella delle immagini pesava 54 giga e tenerla sincronizzata solo con l’ausilio di dischi da 4 giga è uno sforzo vano.
Così ho apprezzato non poco l’introduzione di un sistema di backup automatizzato in leopard, ed ho comperato l’anno scorso una time capsule per essere tranquillo del tutto – quella che adesso dà problemi nell’aggiornare il firmware; ho anche un hard disk esterno da 320 giga dove copio di quando in quando le foto e la musica, usando lo spartano ma efficace programma aRsync.
Ovviamente tutte le immagini sono replicate sul macbook pro, e quando l’estate faccio la spola con la montagna porto là, nel piccolo mac mini, le foto dell’anno precedente. Ah, collegato al mac mini c’è un vecchio iomega da 160 giga che viene riempito da time machine ogni volta che il mini si aggiorna con le foto che gli porto dalla città.
Complessivamente quindi ho quattro dischi fissi in casa più due a cinquanta chilometri di distanza, oltre ad alcuni dvd che non aggiorno più molto spesso.
La gran parte delle mie foto finisce poi, in formato però solo jpg e non raw, su flickr, che le archivia al di là dell’oceano.
Fatte queste premesse (ho già detto che ho il terrore di perdere i file?), mi sembrava doveroso tentare anche qualche sistema di backup online, che sta prendendo piede di questi tempi.
Ho tentato di sfruttare lo spazio disco di mobile me, che essendo parte del prezzo che pago rappresenta la prima scelta per un salvataggio nella nuvola, ma l’esperienza è veramente desolante: copiare dei file tramite il finder è quasi impossibile, il processo è lentissimo e spesso porta al crash dello stesso finder con necessità di riavvio; male, molto male.
Mi piace molto dropbox, ma per ora mi affido solo ai due giga dell’account gratuito: questo è un servizio velocissimo ed affidabile, e mantiene sincronizzati tra vari computer i file in maniera molto efficiente, tanto che ho salvato sulla cartella sincronizzata anche il file di 1password, in modo da averlo sempre aggiornato anche sul portatile.
Ho tentato poi anche con mozy e backblaze, anche qui solo con l’account di prova, ma non ho proceduto poi oltre una volta che ho sperimentato la lentezza del backup.
Non è certo colpa loro, ma la velocità attuale della linea internet in upload comporta che per salvare l’intero disco o quasi, come ad esempio propone backblaze, servano dei mesi di collegamento ininterrotto, con effetti poi sulla velocità della navigazione in genere.
Sto provando ora anche sugarsync (mi piace fare questi esperimenti) ma ho già capito che è attualmente improponibile salvare tutto il disco in remoto, e che occorre selezionare i file più importanti. Tuttavia la strada è questa, e tra pochi anni avremo tutta la nostra vita digitale nella nuvola, e non più solo la testa ;-).
Come georeferenziare vecchie foto
Ho scritto l’altro giorno che il nuovo iPhoto può servire a referenziare vecchie foto in modo comodo; il problema tuttavia è che non c’è modo dall’interno del programma di aggiornare i dati exif sulla fotografia originale, ma occorre eventualmente esportare una nuova versione dell’immagine.
Mi sono messo quindi d’impegno ed ho tentato di appiccicare i dati geografici a foto vecchie di più di vent’anni, che avevano come unico riferimento i miei ricordi e delle piccole note sul bordo delle diapositive.
Allo scopo ho impiegato houdahgeo, inserendo le coordinate a mano a mano che le recuperavo con l’ausilio di google earth; trattandosi di foto di un viaggio in bicicletta, le tappe di arrivo/partenza erano abbastanza definite e relativamente semplici da ricostruire, non così le fotografie di luoghi intermedi, ma per questi quantomeno un’interpolazione abbastanza fedele sono riuscito ad ottenerla.
Per coordinare meglio le coordinate, ho creato nel processo una mappa su google maps, ovvero questa [edit: wordpress non permette di far vedere la mappa inserita, quindi nisba]
Preso dall’entusiasmo, ho anche creato un file kml con le foto, e lo ho messo in dropbox, esattamente qui; non è divertente la neogeografia?
Scherzi a parte, con tutta la facilità e la bellezza di iPhoto, credo sia indispensabile salvare i propri dati in un formato aperto e facile da mantenere e revisionare anche a distanza di anni; purtroppo con le foto manipolate dal programma apple non si sa bene dove siano salvate e in che formato siano salvate. Molto meglio quindi prima fare le revisioni e georeferenziare i file jpg o raw, e poi farle ingerire a iPhoto che ce le mostrerà in modo incomparabile.
iPhoto ‘09, il geotagging per tutti
L’altro giorno avevo leggermente snobbato la funzione luoghi del nuovo iphoto, definendola una curiosità non molto utile per gli utenti scafati come il sottoscritto che geotaggano da una vita usando programmi più professionali come lightroom.
Tuttavia, dopo qualche giorno di utilizzo, mi ritrovo meno prevenuto e comincio a sospettare un’utilità della nuova funzione anche per gente geo-raffinata.
Il fatto è che soltanto le ultime fotografie sono trattate come si deve, dal punto di vista della georeferenziazione: fino a pochi anni fa, non esisteva proprio la strumentazione adatta. Di conseguenza, la maggioranza delle foto della mia fototeca non ha il riferimento gps.
IPhoto 09 rende il lavoro di georeferenziazione piuttosto facile e veloce, e consente di esportare un jpg con i dati exif della posizione ben composti. Il massimo sarebbe poter aggiornare direttamente l’originale, ma non mi sembra che sia possibile.
In più, la vista mappa è veramente di effetto, con le spille rosse che indicano i posti visitati: un sogno di bambino divenuto realtà, dopo tanti anni.
Insomma, sto mettendo mano alle vecchie immagini, ed aggiorno luoghi e ricordi.
Pollice verso invece per la funzione di riconoscimento volti: anche quando indovina, l’utilità di questo strumento è del tutto opinabile.
Ah, dimenticavo, non mancano i bachi: le isole Svalbard non sono visibili nella mappa, anche una volta referenziate a dovere; probabilmente a nord di una certa latitudine i riferimenti non vengono gestiti a dovere
I vestiti nuovi del calcolatore
E’ tempo di aggiornamenti, ed ho appena installato ilife 09, incuriosito dalle nuove potenzialità.
Ho dato appena un rapido sguardo ad iPhoto, ed in particolare al sistema di riconoscimento dei volti, ma sono molto poco impressionato: è vero, un software che riconosce un viso in una fotografia è notevole, ma quando gli errori sono marchiani e numerosi, l’utilità pratica si riduce di parecchio.
La funzione luoghi, ad un appassionato di geotagging come il sottoscritto, incuriosisce molto, ma non va al di là di una curiosità carina.
Il fatto è che avendo già tutte le foto ben etichettate sia con keyword che con le coordinate gps, la gestione vera conviene farla in un programma serio come lightroom, e tenere iphoto per mostrare le diapositive, o meglio le presentazioni, che riescono veramente bene.










