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Ogni tanto mi occupo anche dell’attualità, e nello specifico della conferenza di Copenhagen che è partita da qualche giorno, inizialmente trattata dai media al primo posto, ora sempre in evidenza ma non più al vertice dell’importanza giornalistica.

Forse la bassa posizione nella graduatoria delle notizie è una reazione contraria all’enfasi spropositata con cui qualche mese fa, o meglio ormai qualche anno fa, uscivano gli articoli catastrofici sull’imminente crollo della civiltà per effetto del riscaldamento globale. Forse invece è una semplice dimostrazione del fatto che siamo evolutivamente incapaci di prestare attenzione ad un rischio certo ma a lunga scadenza.

Poi l’argomento è complesso, nessuno ha voglia e tempo di approfondire la questione anche perchè si trovano pareri contrastanti in merito, e quindi chi non ha una preparazione specialistica rimane confuso, e giocoforza confronta le notizie, o anche solo i titoli catastrofistici, con la propria esperienza di inverni innevati e di clima variabile come sempre, e si domanda che cosa ci sia di vero e cosa di artefatto in tutto il dibattito.

Sono stato molto contento quindi di imbattermi in un post qui che mi sembra inquadrare il problema in termini lucidissimi; intanto c’è un link al rapporto ufficiale (qui nella versione di sommario) dell’IPCC, che vale la lettura, sono una ventina di pagine molto chiare che provengono dall’autorità in materia.

Nel post poi si capisce molto bene perchè per ogni tema ci siano opinioni controcorrente, e di come sia un bene per la scienza che questo accada. Sono descritte anche le scelte di chi non è esperto nella materia, ovvero diventare un esperto, fidarsi degli esperti riconosciuti dalla comunità scientifica, oppure fidarsi dei sedicenti “esperti” contrari ai primi.

Insomma, si ricava qualche elemento in più per dissipare la nebbia, poi su quale sia il modo migliore di affrontare il problema, sarà che divento vecchio ma penso che i modi di vita inquinanti saranno abbandonati solo quando sarà economicamente conveniente farlo, ovvero quando saranno disponibili soluzioni tecnologiche meno inquinanti e meno costose; pertanto i poteri pubblici devono trovare il modo di stimolare il mercato a scegliere le soluzioni giuste. Abbiamo speso miliardi per salvare le banche, spendiamone ancora per diffondere le energie alternative.

Vabbè, ho finito la tirata, torno ad espellere qualche chiletto di CO2 come tutti i bravi cittadini occidentali e cinesi.

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Written by erling

11 dicembre 2009 at 18:20

Pubblicato su rete, scienza, vaghezza

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