Archive for Settembre 2008
Quando l’ipod si blocca
Ho acquistato il mio iPod touch a gennaio, e da allora lo ho usato parecchio, facendolo passare per un jailbreak ed un aggiornamento al firmware versione 2.
Stasera, senza motivo apparente, ascoltando musica ed aprendo Safari il piccolo si è piantato, suonando in continuazione lo stesso microsecondo del brano, cose che nemmeno il rap più duro.
Non è servito premere a lungo il tasto centrale, ho dovuto spegnere.
Due considerazioni: un software eccellente si pianta una volta all’anno, ed uno strumento sempre più “umano” si pianta per futili motivi, dopo aver retto a sollecitazioni ben più terribili.
Lightroom e gli accenti
Anche la nuova versione di Lightroom ha un fastidioso baco che si porta dietro dalla precedente: i caratteri stranieri, quali gli accenti o le lettere degli alfabeti nordici, non vengono esportati correttamente quando si crea un file jpg.
Questo comporta, ad esempio, che in flickr i tag siano sballati, e quindi il mio nipotino Niccolò sia registrato come Niccol, mentre il mio viaggio in Bohuslän abbia un tag Bohusln.
Infastidito da questo baco veramente irritante, mi sono dedicato a fare esperimenti con exiftool ed a cercare qualche notizia in rete.
Ero già riuscito a capire da solo che l’errore stava nel gruppo di tag IPCT, mentre quelli del gruppo XMP erano a posto, ma poi ho trovato questo post, che spiega tutto a meraviglia.
Ora non resta che sperare che adobe ci metta una pezza; certo che il mondo delle codifiche UTF è astruso ed affascinante come pochi.
Stellarium aggiornato
Ho scaricato la nuova versione di Stellarium, un bel programma di astronomia che è diventato ancora più veloce e bello da vedere; al giorno d’oggi la precisione e la completezza del catalogo stellare sono dati acquisiti, che ogni software deve garantire.
Dove si fa la differenza è nell’interfaccia e nella facilità dell’interazione, ed è qui che stellarium eccelle: le sfumature del passaggio dalla notte al giorno, il paesaggio intorno al punto di osservazione (che può essere variato inserendo magari il prato di casa), i disegni artistici delle costellazioni e le costellazioni stesse come vengono concepite da altre culture, sono tutte caratteristiche uniche che ne fanno un programma interessantissimo, anche per un astronomo da poltrona come me.
Freeware e per tutti i sistemi operativi, non ha un difetto nemmeno a cercarlo.
I tesori vicino a casa
Se non fosse per il geocaching, mai avremmo visto posti come questo, a poca distanza da casa ma abbastanza impervi e sconosciuti per cui di solito uno non pensa di dedicarvi una gita, e invece…

Foto dall’Islanda
Sarà il mio imperterrito interesse per il nord, sarà per la furba originalità di queste foto, ed anche per la intelligente scarsità del loro numero, o infine solo per il bel nome dell’artista, ma il sito di Rebekka Guðleifsdottir mi piace.
X-plane sull’ipod touch
Se c’è bisogno di una dimostrazione del fatto che l’ipod touch, seppure di prima generazione, è un computer a tutti gli effetti, basta installare x-plane 9, appena uscito.
La cosa che impressiona maggiormente è la fluidità della simulazione: muovendo leggermente i comandi (ovvero l’ipod) l’aereo risponde con l’inerzia che ci si aspetta da un corpo immerso nel fluido dell’aria, ed il coinvolgimento è notevole dato lo schermo così ridotto.
L’ambiente simulato è la zona attorno all’aeroporto di Innsbruck, con una bella serie di montagne che rendono le manovre non banali, e la grafica riproduce bene l’aspetto delle varie situazioni del meteo e delle ore del giorno.
A mano a mano che il software si affina, questo microcomputer si dimostra sempre più grande.
(scritto dall’ipod in attesa del sonno dei bimbi…)
Il genio della musica
Ogni volta che Apple presenta nuovi prodotti, tutti restano delusi e si lamentano; per forza, visto che non avendo indizi su cosa aspettarsi, fioriscono le teorie più azzardate che ovviamente alla prova dei fatti si rivelano false: risvegliarsi dal sogno di un mac tablet per trovarsi con la nuova linea di ipod nano può essere frustrante.
Così però si rischia di perdersi le novità concrete e funzionali, come il nuovo genius incorporato in itunes. Qualche tempo fa avevo installato un precursore, un programmino chiamato the filter che costruiva delle playlist “intelligenti” sulla base di una selezione di canzoni, trovando altra musica all’interno della mia libreria che poteva sposarsi bene con la selezione scelta.
Era abbastanza interessante, ma occorreva lanciare un programma a parte e scegliere un certo numero di brani, quindi alla prova dei fatti non si è rivelato molto comodo.
Nel classico stile apple invece, il nuovo genius è molto più semplice e crea una playlist semplicemente con un solo clic, permettendo di salvarla, di rinfrescarla con altri brani simili o di cambiare il numero di brani proposti.
Funziona? Molto bene per alcune canzoni, per nulla sulla musica classica (e questo è un difetto non da poco). Non funziona nemmeno per altre canzoni che non sono evidentemente conosciute a sufficienza dalla grande comunità di utenti che in modo anonimo invia informazioni sulla “nuvola” di itunes, dove vengono analizzate, frullate e rispedite a valle.
Le promesse sono di un’espansione e di una maggiore intelligenza del sistema a mano a mano che si creano i giusti collegamenti collettivi; in effetti già adesso i brani che propone sono interessanti, e permettono di scoprire perle dimenticate nella propria discoteca. Quando si aggiungeranno anche le canzoni meno note, il meccanismo diventerà davvero intrigante.
Per quel poco che ho visto quindi si tratta di una buona aggiunta ad un ottimo programma, ed il bello è che la cosa funziona anche sull’ipod.
Il figlio tecnologico
La settimana prossima comincia la scuola elementare, ed il non più piccolissimo Marco si trova ad affrontare un nuovo e più importante ciclo di studi.
A differenza della mia generazione, la sua è immersa fin dalla nascita in un ambiente dove i computer abbondano, e prima ancora di imparare a scrivere ed a leggere lui sa già manovrare il mouse e riconoscere i tasti in modo da governare senza problemi il suo gioco preferito, le guerre stellari formato lego.
Ci sono diversi programmini anche per mac che sono utili per avvicinare i piccoli alla tastiera, uno di questi è Alphababy che permette al dattilografo neofita di fare apparire le lettere a video senza danneggiare il computer.
Anche i videogiochi, presi con moderazione, possono aiutare a prendere confidenza con mouse e tastiera, soprattutto se come nel caso di guerre stellari sono solo una parte di un gioco più grande che continua a computer spento, impersonando cavalieri jedi impegnati in galattiche avventure.
Non sono di quelli che demonizzano i videogiochi, anzi… l’importante credo sia sceglierli bene e giocarli anche insieme ai figli, tenendo presente comunque che nemmeno un mac potrà mai sostituire l’universo di curiosità ed esplorazione che può suscitare una semplice scatola di cartone trasformata in astronave grazie alle decorazioni di un pennarello: risultato, due giorni di giochi appassionati e nessuna nostalgia per la scatola elettronica.
L’importanza di chiamarsi G
Google è minimalista, e sotto la sua semplice vetrina il cui numero di parole è calibrato attentamente pulsa la vastità delle informazioni che controlla e smista; oggi ci regala un browser nuovo, ieri il mondo sulla scrivania o la posta a vita, e ci lega sempre più a lei facendo doni sempre più grandi ed utili, in cambio del nostro essere collegati al mondo tramite i suoi servizi, in modo che siamo felici di farle sapere tutto di noi, di farle gestire la nostra vita digitale da cima a fondo, fiduciosi nel suo motto ispirato.
Yahoo è caotica, il suo tentativo di mettere ordine nell’universo attraverso una stretta elencazione è esploso in un contrappasso di una pagina disordinatissima, dove l’offerta in apparenza illimitata spaventa e disorienta; con centosette servizi disponibili, non saprei più dove sono i miei dati, e quindi diffido.
Apple è giovane e innovativa, e tutti aspettiamo il nove settembre per i nuovi giocattoli che ci annuncerà, così da innamorarcene ancor di più, ed in capo a pochi anni avremo un nuovo monopolio, ma stavolta benevolo ed esteticamente piacevole, così sarà ancora più difficile da smantellare; buon per me che sarò vecchio quando il problema diventerà serio.
Microsoft è bollita e vecchia, e tutti aspettiamo i prossimi prodotti barocchi per spararle contro e tenerci stretto windows xp nel cassone grigio dell’ufficio, che ormai fa tenerezza da quanto è primitivo.
Non so se sono paragoni sensati, ma nello spazio cartesiano che ha per assi semplicità/confusione ed efficacia/pesantezza non ci sono solo i quattro esempi che ho riportato prima; ci si potrebbero incasellare facilmente ad esempio banche, compagnie telefoniche o compagnie aeree. Credo che nel lungo periodo abbiano maggior successo le aziende e le persone che tentano di portarsi verso i poli della leggerezza.
Chrome su parallels
Ho appena scaricato google chrome, curioso di provare questo nuovo browser presentato con un fumetto.
Purtroppo non c’è ancora per mac, come hanno spiegato anche qui, ma ho voluto fare un tentativo usando windows su parallels.
Il programma si installa e funziona bene, anche se per qualche motivo si offre di importare i preferiti solo da internet explorer, e non da firefox o safari.
L’interfaccia è carina, anche se spero che quella che penseranno per il mac non sia così quadrata, e la velocità, anche filtrata dal software di virtualizzazione, è buona; non sono riuscito però ad installare il plugin per flash.
Interessante la possibilità di “salvare” come applicazioni i siti, tipo gmail, che si usano spesso, con un sistema simile a fluid per mac.
La schermata iniziale, con le nove miniature delle pagine più viste, ricorda opera e la ricerca integrata nella linea degli indirizzi è presa direttamente da firefox 3; insomma a prima vista sembra un’unione delle migliori caratteristiche che si trovano oggi in giro.
Immagino quindi che avrà un buon successo, ed i furboni di google si prenderanno un altro piccolo spicchio delle nostre attività e del nostro tempo in rete, che sono l’oro della moderna corsa del mercato.




