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Da Bergen a Bergen – 3

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Stavanger é una città molto attraente, con una parte vecchia dalle casette di legno, un porto moderno e dall’aria efficiente ed un museo del petrolio che presenta una nuova prospettiva di questo argomento normalmente poco attraente per i comuni mortali.
Abbiamo trascorso quasi tutto il pomeriggio ad esplorare le piattaforme petrolifere ed a divertirci con i sistemi di evacuazione rapida in caso di emergenza, dopodiché ci é venuto in mente che la sera eravamo attesi all’albergo vicino all’aeroporto, ad una quindicina di chilometri, e ci siamo quindi messi in sella pensando di trovare una facile pedalata pianeggiante.
In realtà il vento contrario ci ha infastidito parecchio, e poco dopo l’arrivo é iniziata una furiosa tempesta di pioggia e vento, durata tutta la notte. In questi casi un tetto sopra la testa conforta maggiormente rispetto ad una tenda.

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Il vento si rivela un problema anche all’indomani, quando passiamo lungo la costa ammirando diverse belle spiagge (di vera sabbia!) che vedono però soltanto appassionati di surf, o meglio di kitesurfing, ben protetti da mute pesanti.
Con qualche fatica arriviamo comunque alla meta, la distanza non é grandissima e nel pomeriggio visitiamo a piedi la minuscola cittadina di Bryne, graziosa ma indubbiamente sonnolenta, ma a noi va benissimo, non siamo certo arrivati fin qui per cercare la vita notturna.

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Written by erling

15 agosto 2014 at 20:38

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Intanto, sulla Hurtigruten

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Intervallo il resoconto ciclistico con qualche nota relativa all’ultima parte del viaggio, che trascorriamo da Bergen a Trondheim su una nave hurtigruten. In questo momento sto scrivendo comodamente seduto su una poltroncina nel salone panoramico della Kong Harald, mentre accanto a me scorrono le pareti a picco delle montagne del Geirangerfjord.

Un giorno e due notti di relax nella zona dei fiordi, con l’unica preoccupazione di trovare il punto più favorevole per fotografare o ammirare il paesaggio, ecco il modo migliore per concludere il viaggio. Ed intanto sfogliare il catalogo, e sognare viaggi in Groenlandia o in Antartide…

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Written by erling

15 agosto 2014 at 17:13

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Da Bergen a Bergen – 2

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Da Leirvik verso sud la strada principale scende in un profondo tunnel per superare il fiordo. Le biciclette seguono invece un percorso più lungo che passa sopra due ponti colossali e segue la costa dell’isola di Bømlo lungo una strada molto stretta ma per fortuna poco trafficata.

Il tracciato é estremamente vario e tortuoso, una serie di fiordi in miniatura fa sì che per spostarsi di qualche chilometro in linea d’aria si percorra un buon multiplo della distanza su strada; tuttavia la cosa non ci dà fastidio, anzi ci divertiamo sui saliscendi (a parte su quelli più ripidi).

Giungiamo infine al porto di Langevåg, da dove un traghetto ci porta sull’altro lato del fiordo, a Buavåg; qui prevediamo di caricare armi e bagagli su un autobus e terminare la tappa con un totale di cinquanta chilometri in bici, ed una trentina in bus. Dopo un’attesa di venti minuti dall’orario previsto, ci rendiamo conto che l’autobus non esiste, e non ci resta che risalire in sella per arrivare al paese di Sveio, altri sette chilometri di colline che avremmo preferito evitare.

Fortunatamente, a Sveio ogni ora passa una corriera per Haugesund, ma la prima che incontriamo é troppo carica e non accetta biciclette, tanto che progettiamo di lasciarle in paese per la notte, arrivare ad Haugesund solo con i bagagli e ritornare l’indomani a recuperarle. Ma il piano di riserva resta nel cassetto, in quanto il pullman successivo é praticamente vuoto e l’autista accetta di buon grado di caricare tutto.
Giungiamo quindi ad Haugesund, troviamo l’alloggio e ci addormentiamo soddisfatti.

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Il giorno dopo la distanza da coprire é decisamente più breve, ma il tempo non aiuta: dall’inizio alla fine della tappa una pioggia fitta ci accompagna. Come dicono da queste parti, non esiste il cattivo tempo ma il cattivo equipaggiamento, e siamo ormai abbastanza scafati per aver capito la verità del detto; la nostra attrezzatura é del tutto adeguata al compito, ed arriviamo a Kopervik senza grossi inconvenienti.

L’isola di Karmøy su cui ci troviamo é molto meno accidentata delle consorelle più a nord, e pedalare é piacevole nonostante la pioggia, che anzi dona ai posti attraversati quell’atmosfera di autenticità che non si trova mai nelle foto degli uffici turistici, sempre scattate con un sole mediterraneo.

Veniamo qui a scoprire, meglio tardi che mai, che da quest’anno un nuovo tunnel ha causato la fine di un altro servizio traghetti, quello da Skudeneshavn a Stavanger che tutte le mappe e le guide danno per attivo e parte importante del percorso ciclistico; vero, cercando con attenzione in rete si trova la notizia della chiusura del collegamento, ma questa notizia non si é ancora propagata al resto dei siti e delle mappe, per cui ci é sfuggita finché non é stato troppo tardi.

Tuttavia non tutti i mali vengono per nuocere, e questo imprevisto ci dà l’occasione di un cambio di itinerario che si rivela interessante. Da Kopervik prendiamo la strada diretta per Skudeneshavn e anziché partire da lì con il traghetto ormai fantasma, rientriamo al punto di partenza dalla strada “ufficiale”, per prendere il nuovo traghetto che parte proprio da Kopervik. In questo modo scopriamo che la strada non consigliata, quella sul lato est dell’isola, é molto più piacevole e panoramica di quella sul lato ovest, ed é anche meno trafficata. Ulteriore esempio di come non ci sia da fidarsi troppo delle indicazioni norvegesi.

Il nuovo traghetto esiste ed é puntuale, ed in un’oretta ci deposita a Stavanger.

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Written by erling

15 agosto 2014 at 17:10

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Da Bergen a Bergen

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Breve riassunto della parte ciclistica del viaggio, lungo la parte occidentale del tratto norvegese del percorso ciclistico del mare del nord.
La base di partenza é abbastanza obbligata, in quanto Bergen oltre ad essere il capolinea del percorso é anche una magnifica città da visitare ed é ben collegata con il resto del mondo. Nel nostro caso, si é rivelato utile il negozio dove abbiamo noleggiato delle ottime biciclette, robuste e comode con portapacchi adeguati alle nostre borse.
Uscire in bicicletta da Bergen non é facilissimo, le indicazioni sono scarse e contraddittorie, ed il paesaggio della periferia non é precisamente il motivo che spinge uno a venire in Norvegia. Ulteriore fastidio, ad una decina di chilometri dalla partenza si affronta la salita peggiore di tutto il percorso, arrivando a valicare una collina di 250 metri con una pendenza esagerata, ed in mezzo ad un traffico fastidioso.
Fortunatamente si arriva al termine della tappa, al paesino costiero di Os, ed in particolare all’albergo di lusso che ci siamo concessi, il Solstrand, con
piscina, sauna e vista sul fiordo, quanto basta per dimenticare le fatiche del giorno.

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La tappa successiva inizia con il primo passaggio in traghetto; i traghetti sono o erano una parte essenziale della rete stradale norvegese, ricordo che nel mio primo viaggio negli anni ottanta del secolo scorso ne avevo usati a decine, e quasi sempre gratuitamente, proprio come era gratis l’uso della strada. Oggi invece i norvegesi hanno preso gusto nello scavare tunnel sempre più lunghi ed arditi, sotto il mare tra un’isola e l’altra, e così i traghetti vanno scomparendo, restano solo i tratti di mare più lunghi e di conseguenza restano le navi più grandi, meno tipiche e più costose.
Altra conseguenza che ci colpirà nei giorni successivi, le biciclette non possono usare i tunnel sottomarini, e devono trovare strade alternative.

Superato il braccio di mare tra Haljem e Sandvikavåg, pedaliamo sull’isola di Stord, che é decisamente collinosa e ci regala parecchi saliscendi. Fortunatamente il tempo é buono e seguendo la strada secondaria lungo la costa ovest arriviamo senza intoppi a Leirvik.

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Le prossime tappe, tempo permettendo, nei prossimi post.

Written by erling

12 agosto 2014 at 21:11

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Meteo Norge

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Il problema fondamentale del ciclista é il meteo. Al termine dell’ottavo giorno di pedalate, da Bergen verso sud lungo il percorso ciclistico del mare del nord (nordsjøruta come dicono da queste parti), ci troviamo in dubbio su come affrontare l’ultima tappa di domani, che dovrebbe portarci ad Egersund.

Il dubbio nasce dalle allerte meteo di queste ultime ore, che parlano di pioggia forte e vento sostenuto anche per domani. Oggi abbiamo concluso una tappa relativamente breve, 18 chilometri, ma dall’inizio alla fine il vento é stato incessante, contrario, a raffiche forti di quelle che azzerano di colpo il moto della bicicletta, intervallate spesso da pioggia. E dire che il paesaggio meriterebbe un’attenzione maggiore, ci troviamo nello Jæren, regione (quasi) pianeggiante e la pista corre a tratti lungo la vecchia via reale, lungo la costa a pochi metri dal mare.

Le foto con il sole sono fantastiche, quelle che ho fatto oggi ovviamente danno un’idea diversa, ma probabilmente più realistica.

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A parte queste ultime difficoltà, il viaggio finora é stato molto buono, il percorso della nordsjøruta vario ed interessante, a parte forse l’inizio, dato che la periferia di Bergen si potrebbe tranquillamente saltare.

Rispetto alla parte est, da Sandefjord a Kristiansand, che é praticamente una riviera scandinava piena di paesini e porticcioli incantevoli, con isolette a profusione, la parte ovest che abbiamo scelto quest’anno é più selvaggia e “norvegese” nel senso di montagnosa. Complessivamente la fatica fisica é stata superiore, ma per fortuna i bambini più grandi hanno sopportato senza problemi i dislivelli ed il meteo avverso.

Le meraviglie della Norvegia le conosciamo da un pezzo, natura non addomesticata e lunghi tratti di stradine strette che ti portano da uno scorcio all’altro; ci sono anche difetti insospettati, come traghetti che spariscono senza che vengano aggiornate mappe ed orari, o autobus che pur esistenti sull’orario non si materializzano nella realtà.

Spunti di interesse al di lá della natura: il museo del petrolio di Stavanger, già dal nome uno si spaventa temendo la noia totale, ed invece le recensioni dicono il vero, ci si passa un pomeriggio senza accorgersi del tempo che passa, e si impara molto divertendosi, il massimo.

Nei prossimi giorni, forse, aggiornamenti.

Written by erling

11 agosto 2014 at 16:58

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Rotolando verso nord

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Finalmente arriva quel tempo dell’anno in cui si desidera ardentemente fuggire dalle attività quotidiane e dalla pioggia che funesta questo luglio, per balzare su di un aereo con moglie, figli e bagagli, e dirigersi a nord, verso la pioggia che delizia il sud della Norvegia.
In verità avevamo un conto in sospeso, e questa è la volta buona per concludere la sezione norvegese del percorso ciclistico del mare del nord. Da Bergen ad Egersund, a sud, per chiudere idealmente con la sezione occidentale del tragitto quanto avevamo iniziato tre anni fa, partendo da Sandefjord ed affrontando la parte est; sei anni sono passati invece dal primo spezzone, lungo la costa svedese del Bohuslän, sempre in bici ma allora con i bimbi nel carrellino, mentre ora sono autonomi.
Tappe brevi, massimo cinquanta chilometri, come si conviene ad una vacanza di piacere, meteo incerto come è ovvio che sia in una delle regioni più piovose d’Europa, ma siamo attrezzati per ogni evenienza, e come buon auspicio per il viaggio mi sembra adeguata una considerazione di uno dei più grandi esploratori polari:

“Seier venter den, som har alt i orden – held kaller man det.

Nederlag er en absolutt følge for den, som har forsømt at ta de nødvendige forholdsregler i tide – uheld kalles det”

Roald Amundsen

ovvero, in una traduzione nella lingua corrente:

“Victory awaits him, who has everything in order – luck we call it.
Defeat is definitely due for him, who has neglected to take the necessary precautions – bad luck we call it”

E con questo spirito, se tutto va bene, giovedì saremo ad Oslo e poi a Bergen, per iniziare l’esplorazione.

Written by erling

29 luglio 2014 at 22:02

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Che sia la volta buona?

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Finora lightroom mobile non si é rivelato un gran che, ma forse comincia ad apparire un po’ di concorrenza seria:

Once you’ve enabled it on your iOS devices, iCloud Photo Library automatically keeps all your photos and videos in iCloud, at full resolution in their original formats, including RAW files. You can access and download them anytime from your iPhone, iPad, iPod touch, or the web.

Due cose notevoli qui, l’invio automatico delle foto sulla nuvola e la gestione del formato raw, oltre all’annunciata possibilità di correggere le foto su un qualunque apparecchio e di propagare le modifiche sugli altri. C’é tempo ancora qualche mese prima di vedere in azione la nuova pensata di apple, e non dubito che nel frattempo Adobe troverà qualche contromisura. Le cose finalmente si muovono nella direzione giusta.

Written by erling

7 giugno 2014 at 22:57

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