Viaggiar si deve

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Rotolando verso nord

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Finalmente arriva quel tempo dell’anno in cui si desidera ardentemente fuggire dalle attività quotidiane e dalla pioggia che funesta questo luglio, per balzare su di un aereo con moglie, figli e bagagli, e dirigersi a nord, verso la pioggia che delizia il sud della Norvegia.
In verità avevamo un conto in sospeso, e questa è la volta buona per concludere la sezione norvegese del percorso ciclistico del mare del nord. Da Bergen ad Egersund, a sud, per chiudere idealmente con la sezione occidentale del tragitto quanto avevamo iniziato tre anni fa, partendo da Sandefjord ed affrontando la parte est; sei anni sono passati invece dal primo spezzone, lungo la costa svedese del Bohuslän, sempre in bici ma allora con i bimbi nel carrellino, mentre ora sono autonomi.
Tappe brevi, massimo cinquanta chilometri, come si conviene ad una vacanza di piacere, meteo incerto come è ovvio che sia in una delle regioni più piovose d’Europa, ma siamo attrezzati per ogni evenienza, e come buon auspicio per il viaggio mi sembra adeguata una considerazione di uno dei più grandi esploratori polari:

“Seier venter den, som har alt i orden – held kaller man det.

Nederlag er en absolutt følge for den, som har forsømt at ta de nødvendige forholdsregler i tide – uheld kalles det”

Roald Amundsen

ovvero, in una traduzione nella lingua corrente:

“Victory awaits him, who has everything in order – luck we call it.
Defeat is definitely due for him, who has neglected to take the necessary precautions – bad luck we call it”

E con questo spirito, se tutto va bene, giovedì saremo ad Oslo e poi a Bergen, per iniziare l’esplorazione.

Written by erling

29 luglio 2014 at 22:02

Pubblicato su bicicletta, Norvegia, viaggi

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Che sia la volta buona?

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Finora lightroom mobile non si é rivelato un gran che, ma forse comincia ad apparire un po’ di concorrenza seria:

Once you’ve enabled it on your iOS devices, iCloud Photo Library automatically keeps all your photos and videos in iCloud, at full resolution in their original formats, including RAW files. You can access and download them anytime from your iPhone, iPad, iPod touch, or the web.

Due cose notevoli qui, l’invio automatico delle foto sulla nuvola e la gestione del formato raw, oltre all’annunciata possibilità di correggere le foto su un qualunque apparecchio e di propagare le modifiche sugli altri. C’é tempo ancora qualche mese prima di vedere in azione la nuova pensata di apple, e non dubito che nel frattempo Adobe troverà qualche contromisura. Le cose finalmente si muovono nella direzione giusta.

Written by erling

7 giugno 2014 at 22:57

Pubblicato su foto, lightroom, Mac

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Il dato é mio e lo gestisco io

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La nuova versione della pagina della privacy di moves non lascia spazio a dubbi: Facebook si é comperata una collezione di registrazioni sugli spostamenti della gente.
Peccato, era un’idea interessante da esplorare, ma ovviamente non sono il solo a pensarla così. La registrazione totale globale della vita di una persona si avvicina a passi rapidi ed interessa moltissimo a queste megaditte, intente ad ingrandire in modo esponenziale i loro archivi e ad inghiottire quanti più dettagli possibile.
Mi incuriosisce da sempre questo processo sempre più marcato verso la digitalizzazione del mondo, dalle immagini ai libri e adesso alla stessa presenza fisica di un corpo nello spazio geografico; chissà perché tuttavia ho molti timori di affidare il mio io digitalizzato ad un’entità come Facebook. Mi piaceva di più la piccola startup finlandese, mi sembrava più “a misura d’uomo”.
Spero comunque che qualcuno riprenda la strada verso la gestione individuale dei nostri dati, che non sono solo mangime per i pubblicitari ma possono dare anche a noi stessi delle nuove opportunità. Per ora abbiamo subito una sconfitta, ma la guerra é lunga.

Written by erling

7 maggio 2014 at 23:17

Pubblicato su rete, virtualità

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Moves immobile

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Come prevedibile, moves é stata acquistata da Facebook, che non ha comperato tanto una piccola società quanto un database dei movimenti della gente.

Avevo già disabilitato moves, sia per la terribile fame di energia di un’app che registra la posizione in continuità, sia perché, nonostante sia sempre attiva, non registra ovviamente le attività che uno compie senza il telefono al seguito, come le corse, e pertanto cade il presupposto della completezza della registrazione.

Ora nascono anche problemi di privacy, il che a mio parere é la goccia che fa traboccare il vaso. Nella pagina sulla privacy sul sito di moves, scritta prima dell’acquisizione e probabilmente in vista dell’acquisizione della società, si dice esplicitamente che:

We do not disclose an individual user’s data to third parties unless (1) you have given explicit consent to each such disclosure, (2) we are required to comply with a legal obligation or (3) if our business or assets, or parts of them, are acquired by a third party.

Ho scritto agli sviluppatori chiedendo di cancellare i miei dati, vedremo quanto saranno solleciti a farlo.

Written by erling

1 maggio 2014 at 11:12

Pubblicato su gps, rete

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Dropbox, ripensandoci…

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Ripensandoci, non mi va proprio di usare un servizio che comprende Condoleeza Rice nel consiglio di amministrazione… ho appena cancellato il mio account, e spero che in molti lo facciano.

Written by erling

16 aprile 2014 at 08:13

Pubblicato su Mac

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Misura per misura

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Ho scritto tempo fa di un programmino che registra sul telefonino le attività, principalmente bicicletta, camminata, corsa, e, grazie ad una serie di siti “satelliti”, consente di ottenere una miriade di statistiche che dovrebbero aiutare l’aspirante atleta a progredire verso la meta del benessere fisico.

Non sfugge a nessuno però l’implicazione di registrazione totale che un simile apparecchio prefigura: ogni spostamento è registrato e ricordato, fintanto che il telefonino è acceso, in un grande deposito nella mitica nuvola, e chissà se qualcuno mai oltre al legittimo proprietario potrà accedere a quei dati?.

Il problema con questi sistemi, secondo il mio debole parere, è che a fronte di un tangibile e spesso gratuito beneficio che apportano all’utente, presentano dei rischi che sono aggregati, ovvero nessuno andrà mai a rubare dal database di moves le attività del singolo individuo, ma un deposito che contiene gli spostamenti di decine di migliaia di persone è sicuramente molto interessante per aziende, pubblicitari e forse anche governi.

Non c’è solo moves naturalmente, in questi giorni sta facendo scalpore ad esempio l’assunzione nel consiglio d’amministrazione di dropbox di Condoleeza Rice, ovvero di una delle persone che hanno dato spinta al programma di sorveglianza totale globale che ci perseguita. Possiamo fidarci ancora di dropbox, o dobbiamo boicottarlo? Eppure è così comodo, e poi chi volete che si metta a leggere i miei documenti una volta che sono nella nuvola di dropbox? A chi possono interessare?

Anche qui, se il prodotto è gratis vuol dire che sei tu il prodotto che viene venduto, e senza voler rinunciare alla comodità di un sistema di sincronia come dropbox, occorre abituarsi al fatto che quello che si mette in rete è molto probabilmente leggibile da qualcuno, pertanto su dropbox non potrò mettere i miei piani per la dominazione del mondo, che invece magari affido a wuala, server europei e dati criptati alla partenza.

Ho quindi rimosso da dropbox un po’ di roba, senza però arrivare al boicottaggio totale (la pigrizia è più forte della giusta indignazione, e su questo contano i sorveglianti, si sa…), invece ho interrotto la registrazione su moves, non tanto per timori di privacy quanto perché quando vado a correre non mi porto il telefonino ma registro la mia performance sul garmin, e cade quindi la premessa fondamentale del programma, ovvero di avere una vita misurata in ogni momento…

Written by erling

13 aprile 2014 at 18:56

Pubblicato su rete

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Lightroom sulla tavoletta

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Era la previsione più facile del mondo, tanto che perfino il sottoscritto ci era arrivato da solo qualche mese fa, e finalmente è stato annunciato il compagno mobile di lightroom.

Prime impressioni: per essere una versione 1.0 funziona alla perfezione, lo sviluppo delle foto sull’ipad (air) è impressionante, rapido e preciso tanto da non credere di stare modificando le immagini con le dita anziché con il mouse. La sincronizzazione non è velocissima, ma soddisfacente e senza alcun errore.

Dove ancora siamo indietro, e dove è indubbiamente superiore Photosmith, è nella gestione dei metadati, che si limita essenzialmente alla bandiera positiva o negativa: niente titoli, commenti, keywords, decisamente c’è spazio per migliorare.

Serve ancora a poco, non certo a sviluppare le foto sul campo, perché non c’è modo di importare le immagini direttamente dalla macchina fotografica, ma solo dalle foto di ipad (photosmith invece, associato con una scheda eye-fi, cattura senza problemi le foto direttamente dalla fotocamera). Direi che oggi come oggi ci sono solo due utilizzi, ovvero caricare un portfolio sull’ipad per mostrarlo in giro, ed aggiungere o spostare immagini tra una collezione ed un’altra, oppure, dopo aver importato le foto in lightroom sul computer, passarle all’ipad per una rapida selezione con qualche aggiustamento di esposizione, comodamente seduti sul divano.

Non mi sembra poi da sottovalutare l’interfaccia elegante ed intuitiva, questa sicuramente superiore a photosmith, e con un’impronta familiare a chi usa lightroom e photoshop.

Già, perché da un po’ mi sono abbonato al programma fotografico adobe, ed al prezzo di 12,29 euro al mese utilizzo i due programmi, oltre adesso alla sincronizzazione sull’ipad. Comincio ad essere meno insofferente al concetto dell’abbonamento al software, fintanto che il suddetto software viene migliorato con continuità in modo da rendere sempre più conveniente il prezzo.

Written by erling

10 aprile 2014 at 21:25

Pubblicato su foto, lightroom

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