Viaggiar si deve

viaggi, foto, mac e il resto

Solo un test 2.0

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Solo un test per provare wordpress 2.0 per l’iPhone, che ho appena installato.

Non ci sono esaltanti novità e questo mi esalta, la scrittura con la mini tastiera è sufficientemente fluida, sembra che anche nei prossimi viaggi potrò aggiornare il mondo delle novità.

Inutile volere il web intero in uno schermo da tre pollici, basta vedere le righe che si stanno scrivendo, e tanto mi consente questa piccola applicazione, quindi tutto bene.

Written by erling

9 Novembre 2009 alle 22:32

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Anniversari, statistiche, foto

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Sono cinque anni dacchè ho iniziato a fotografare con la nikon d70; lightroom mi informa che ho accumulato 5442 fotografie taggate d70, il contascatti della nikon è già arrivato però alla fotografia numero 807, essendo ripartito da zero dopo aver raggiunto il numero diecimila; questo significa che ho eliminato la metà degli scatti, il che forse è ancora troppo poco, dovrei essere più selettivo ed abortire subito le foto che non valgono, senza nemmeno trasferirle sul mac.

Pazienza, alcune immagini buone nel mucchio si trovano, anche se il numero è sempre esagerato, mille foto all’anno sono sicuramente troppe. Se però da un lato bisognerebbe sfoltire e conservare solo le poche decine di foto che contengono un piccolo elemento artistico, da un altro lato sono anche contento di avere una buona testimonianza visiva dei giorni e degli anni trascorsi.

E’ il solito dilemma/ambiguità del fotografo amatoriale che vorrebbe produrre delle immagini che siano interessanti anche per il resto del mondo, e quindi non può assolutamente tenere e mostrare mille foto all’anno, ma anche vuole conservare il materiale necessario per i ricordi di quando erano piccoli i bambini, e quindi deve per forza documentare con almeno mille foto all’anno la crescita dei pargoli e le gite domenicali.

Del resto, se vedo quante foto ho conservato della mia precedente, e prima in assoluto, macchina digitale, la rimpianta nikon E990, ne trovo nel catalogo di lightroom quasi 7500 in meno di cinque anni, quindi molte di più conservate e molte di meno eliminate già in macchina. Passando quindi alla reflex digitale ho migliorato la severità dei miei auto-giudizi, il che mi consola.

Dovrei preparare una sezione a parte, del tipo il meglio di, ma a parte il tempo che come sempre manca è proprio una questione di prospettiva o di abito mentale con cui uno si accosta alla macchina fotografica, pertanto non prevedo cambiamenti nel breve periodo: anche se adesso mi regalerò la nikon d90 il meccanismo resterà identico, molte foto con un raggio di interesse breve, e poche con un raggio più ampio.


Ghiacciaio Monaco

le solite Svalbard, l’unico viaggio serio negli ultimi cinque anni…

Written by erling

6 Novembre 2009 alle 0:11

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Vita da pusher

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Non ho mai avuto necessità di disporre delle email con immediatezza, tanto meno sul telefonino, per il quale mi sembra già un’ottima cosa poter avere le email, senza doverle per forza ricevere in pochi secondi dalla trasmissione.

Ho visto ora con ritardo che gmail fornisce, o meglio supporta come dicono gli informatici che snobbano l’italiano, il servizio di push sull’iphone.

La mia indole di smanettone mi ha dapprima portato a considerare l’esperimento, ma la parte più saggia di me ha prevalso e così ho desistito: ho già verificato che abilitare il push sull’iphone mangia la batteria in misura elevatissima; tempo fa avevo voluto provare la ricerca del telefonino tramite mobile me, ed in effetti funzionava a meraviglia, se non che avere il push inserito consumava la batteria in una giornata, contro le due-tre che si riescono a raggiungere disabilitandolo.

Quindi niente mail a spintoni, almeno finchè qualcuno non trova il modo di mantenere l’energia del dispositivo a livelli accettabili. Siamo già troppo spinti a fare le cose in fretta, almeno le mail lasciamole arrivare con la loro cadenza – mi sembra anzi di ricordare che un tempo le mail arrivavano scritte su fogli di carta, ed impiegavano giorni o settimane, quindi un’ora di ritardo tra la spedizione e l’arrivo penso sia ancora accettabile.

Written by erling

31 Ottobre 2009 alle 23:41

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fidarsi è bene

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Sono abbastanza sicuro che mobile me sia sicuro, nel senso che nessuno possa ficcare il naso nei file che metto sull’iDisk, tuttavia alcuni elementi di questo costoso servizio mi lasciano un po’ perplesso.

Intanto da nessuna parte nella presentazione si fa riferimento alla sicurezza del sistema, mentre altri siti come l’eccellente dropbox spiegano in dettaglio come funziona il loro meccanismo di protezione.

Poi l’altro giorno leggo di uno strano problema che permetterebbe di vedere i contatti altrui e la cosa non mi piace per nulla.

Il velo di segretezza che apple mantiene intorno ai problemi di sicurezza non è di buon auspicio, ma fino a gennaio sono abbonato a mobile me e penso di non mollarlo di punto in bianco, adesso che la sincronia dei dati funziona finalmente bene.

Ho pensato comunque di iniziare a sfruttare i venti giga di spazio che mi danno, e copiare lassù nella nuvola le foto, quantomeno i negativi digitali in dng. Per evitare problemi di esposizione ad estranei preferisco però usare una piccola azione di automator e creare per ogni cartella di immagini un immagine disco criptata, che poi spedisco su idisk.

Mi rendo conto di diventare sempre più paranoico, ma mentre nutro grande fiducia nelle capacità hardware e software di apple, ne ho molta meno sulla loro gestione dei servizi online – a proposito, per spedire i file sulla nuvola non posso usare il finder, lentissimo, ma mi affido a cyberduck, molto più veloce e sicuro.

Written by erling

23 Ottobre 2009 alle 18:39

Pubblicato in Mac, rete

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iMac vive, viva l’iMac

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Sapevo che non poteva finire tutto in telefonini e portatili! Dopo i risultati dell’ultimo trimestre pareva che il destino dei desktop fosse segnato: da 936mila unità nel 4° trimestre 2008 a 787mila nel 4° trimestre 2009, un calo di vendite del 16%, e di profitti del 20%, unica nota stonata in un bilancio altrimenti fenomenale: i portatili cresciuti in un anno del 35%, i telefoni del 7%, gli ipod in calo anche loro, ma solo dell’8% in numeri e del 6% in introiti.

A leggere questi dati mi sentivo un dinosauro, io che non mi trovo mai bene con i portatili, sia pure ergonomici e potenti come il mio macbook pro del 2006, e preferisco la tastiera larga e soprattutto lo schermo da 24″ dell’iMac che rende al meglio le foto. Forse appartengo alla generazione sorpassata, che per lavorare (o giocare) al computer ha bisogno di sedersi alla postazione dedicata alla macchina, e non di sdraiarsi da qualche parte portandosi accanto il portatile.

Il mondo non la pensa come me, o almeno il sottoinsieme rappresentato dagli acquirenti apple, che si rivolgono sempre più in massa verso i macbook snobbando i computer desktop.

Vedendo che nel giro di un anno i desktop sono passati dal 17% all’11% del totale degli introiti di Apple mi ha portato ad immaginare, nella megaditta della mela, una nuova gerarchia secondo la quale i migliori ingegneri e progettisti software sono destinati all’iphone mentre i pivelli o quelli caduti in disgrazia vengono smistati al reparto iMac, ed i più disgraziati ancora al reparto mac mini.

Dubitavo quindi di assistere all’annuncio di oggi, e soprattutto di vedere il nuovissimo e bellissimo iMac: schermo a 16:9, 27 pollici, risoluzione aumentata ancora, che meraviglia! Ora avrò un nuovo oggetto del desiderio, se non fosse che il mio vecchio iMac funziona ancora egregiamente. Maledetta Apple, fa le cose troppo belle e troppo durevoli…

Written by erling

20 Ottobre 2009 alle 21:37

Pubblicato in imac

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Intercettati

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E’ scomparsa rapidamente, inghiottita da notizie più ghiotte, la segnalazione da parte di un funzionario dell’autorità garante della privacy di una catalogazione di tutte le attività su internet svolte dai navigatori italiani, dal 2001 al 2008, finchè lo stesso garante ha emesso un provvedimento per bloccare le registrazioni illecite.

E non sono poche queste registrazioni, si parla di tutte le url visitate, le password transitate in modo non protetto, le mail, le chat, di tutti gli abbonati a Telecom Italia, Vodafone e H3G.

Non sembra che la notizia abbia causato grande indignazione, il commento prevalente è “non ho niente da nascondere, possono intercettare finchè vogliono”; a me invece questa idea di una totale trasparenza mette i brividi, mi sa tanto di dittatura; come ha scritto Phil Zimmerman, l’inventore di pgp, “Se la privacy diviene fuorilegge, solo i fuorilegge avranno la privacy”, e si trova ancora qui la sua convicentissima esposizione del perchè è necessario che i nostri dati privati restino tali. Non saprei spiegarmi meglio di lui, quindi rinvio al link.

Non credo che ci saranno grandi reazioni al fatto che in Italia le compagnie telefoniche facciano il bello ed il cattivo tempo con la nostra vita privata; ci si occupa solo delle loro tariffe, ma non di quello che combinano con i nostri dati.

E’ poco plausibile che di loro iniziativa le telecom ci regalino la privacy, e lo stato sembra preoccuparsi più della privacy dei personaggi illustri che di queste retate di massa.

Sto pensando quindi di cercare alternative a livello individuale, forse tor può essere una strada, occorre studiarselo un po’, ma come sempre non si ha niente per niente.

Written by erling

7 Ottobre 2009 alle 22:24

Pubblicato in rete, vaghezza

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La bicicletta nuova

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Ho comperato una bici nuova.

Una bella bici da città, che sostituisce il vecchio rampichino riadattato che ho usato fino ad oggi, con il seggiolino ed il portapacchi a rovinare del tutto ogni velleità di uso sportivo del mezzo; la nuova bici ha tutto quello che serve per andare e venire dal lavoro in scioltezza ed eleganza, i parafanghi ed il copricatena, per impedire di sporcarsi i pantaloni, la dinamo integrata nel mozzo della ruota, per vedere e farsi vedere anche la sera, i cambi ed i freni in piena efficienza.

Avrei potuto tirare avanti ancora con la vecchia, ma mi ha dato una spinta l’incentivo del ministero dell’ambiente; su quattrocentoventi euro di prezzo di listino, centoventi me li ha regalati lo stato.

Questo tipo di incentivi fanno vendere molte biciclette, in quattro giorni, dice il sito del ministero, sono andati esauriti sette milioni e mezzo di euro usati per acquistare cinquatasettemila biciclette.

Il punto è, questi soldi hanno convertito qualcuno a passare dall’automobile alla bici, o si sono tradotti in un regalo alle case costruttrici, ai venditori, ed ai ciclisti appassionati che hanno rinnovato i loro mezzi? Sarebbe bello saperlo, la mia piccola esperienza mi dice che assieme a me, nel negozio che mi ha venduto la bici, c’erano due signori che comperavano delle costose biciclette da corsa, probabilmente per rimpiazzare le vecchie, un altro signore che poteva essere al primo acquisto (secondo la mia personalissima sensazione) ed una ragazza che probabilmente come me avrebbe sostituito una vecchia bici da città con una più recente.

Da questo microscopico campione non si può trarre alcuna conclusione, ma anche ammettendo che molti degli acquirenti abbiano comperato la loro prima bicicletta, dove la useranno adesso? Lunedì andranno al lavoro in bici anzichè in macchina, o terranno la bici nuova ben chiusa in garage per timore di finire arrotati nel traffico cittadino?

In altri termini, non sarebbe meglio stimolare la creazione di piste ciclabili o di percorsi protetti nelle grandi città, in modo da far sì che i ciclisti possano effettivamente usare i loro mezzi tutti i giorni? Non mi sembra un bell’uso dei soldi pubblici quello di fare sconti a chi spende magari migliaia di euro per un hobby domenicale, e poi usa l’auto tutti i giorni; gli esempi virtuosi non mancano, basterebbe avere un po’ meno della venerazione per l’auto che hanno gli italiani, ed equilibrare un po’ meglio i piatti della bilancia: otto milioni di euro per le bici sembrano molti, ma sono briciole rispetto ai cinquecento annunciati per le auto, e ai fantastilioni già concessi in passato.

Written by erling

3 Ottobre 2009 alle 23:40

Pubblicato in bicicletta

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Negativi digitali

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Ho deciso di trasformare tutte le mie foto scattate in raw nikon nel formato adobe dng.

Il lavoro grazie a lightroom non ha portato via molto tempo, e dispongo adesso di un formato di archiviazione che dovrebbe durare per parecchi anni, come i negativi del buon vecchio supporto fisico.

Già adesso infatti la mia vecchia nikon d70 è fuori produzione ed ogni anno appaiono nuovi modelli, chi mi garantisce che tra venti o trent’anni i software si ricorderanno di come maneggiare i file creati da questo particolare modello? Molto probabilmente non ci saranno problemi neanche allora, ma se dovessi scommettere tra il formato nef, nel particolare dialetto della d70, ed il formato dng, penso che quest’ultimo sarà più diffuso.

I file trasformati in dng diventano poi leggermente più piccoli, da 6 mega a poco più di 5. quindi non si spreca spazio nel cambio; il lato paranoico in me mi suggerisce che questo calo è dovuto all’eliminazione delle informazioni che il convertitore adobe non capisce, e che magari sono fondamentali, ma in tutta onestà non noto alcuna differenza visiva della foto prima e dopo la cura, quindi cerco di non preoccuparmi delle conseguenze.

Sul fatto di scattare in raw, nonostante illustri pareri contrari, ho già preso la mia decisione qualche anno fa, e la mantengo: con l’aumento della capienza dei dischi e della potenza degli elaboratori mi sembra assurdo rinunciare alla maggiore capacità del formato raw. Poi è vero, uno si diverte anche a manipolare le immagini dopo lo scatto, come ai tempi della camera oscura, e preferisce scattarne una per farla poi risultare al meglio anzichè spararne dieci per elminare subito le nove peggiori. Ma questi, è ovvio, sono gusti del tutto personali.

Written by erling

26 Settembre 2009 alle 22:29

Pubblicato in foto, lightroom

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Flickr e Smugmug

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Flickr o Smugmug? O magari tutti e due? Io sono iscritto da un bel po’ ormai a flickr, e vi ho depositato in quattro anni più di undicimila fotografie; lo considero principalmente come un sistema di backup, e secondariamente come un modo di reperire le mie foto in rete se mi servisse un link da qualche parte. Non sfrutto se non in minima parte le potenzialità di social network che permette flickr e che sono la sua forza. (Sarà che sono orso di natura, ma non mi trovo a postare nei gruppi ed a commentare, e lo so che mi perdo qualcosa…)

Tempo fa sono venuto a sapere dell’esistenza di un sito concorrente, Smugmug, che si focalizza invece sulle caratteristiche che più fanno al caso mio, vale a dire il salvataggio delle foto con la possibilità di archiviare anche i negativi digitali in formato raw, e la creazione di gallerie web sicuramente più accattivanti del classico bianco flickr.

Mi sono iscritto sfruttando il periodo di prova gratuito ed ho iniziato a costruire qualche galleria, sfruttando un magnifico plugin per firefox che trasferisce in automatico le foto da flickr a smugmug.

Dopo qualche tentativo mi sono reso conto di un difetto che probabilmente non è tanto grave in sè, ma per le mie abitudini di lavoro in flickr è invece totalmente bloccante: non è possibile impostare il livello di privacy della singola foto, ma unicamente a livello di galleria, ovvero di gruppo di foto.

Dato che le foto dei familiari le voglio mantenere visibili solo per amici e parenti, e le altre le possono vedere tutti, in flickr mi basta impostare adeguatamente i livelli di ogni singola foto, e lo posso fare in automatico con il plugin per lightroom di Jeffrey Friedl; in questo modo nello stesso flusso di foto gli utenti normali vedranno le immagini pubbliche mentre i privilegiati – si fa per dire naturalmente – vedranno anche quelle impostate come “famiglia e amici”.

In smugmug non è possibile questo approccio, come mi è stato anche confermato dall’ottimo supporto che risponde rapidissimamente alle email, e pertanto dovrei per ogni viaggio, gita, gruppo di foto in genere, creare due gallerie distinte, una con tutte le foto e l’altra con le foto pubbliche.

Ho lasciato quindi con rammarico scadere il termine del periodo di prova su smugmug, ed ho risposto alla loro gentile email che chiedeva i motivi della mancata conferma spiegando la mia necessità.

Mi hanno detto che passeranno il suggerimento a chi di dovere, vedremo, intanto per un anno ho rinnovato l’abbonamento a flickr, mentre rifletto sul modo di gestire smugmug se non dovessero togliere questa limitazione.


Taiz, ritratto La mia foto più vista su flickr


Malmö, il porto La mia foto meno vista su flickr (ma a me piace!)

Written by erling

18 Settembre 2009 alle 21:18

Pubblicato in Siti, foto

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Polvere digitale

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Ci risiamo, le mie stupende foto della Val Gardena rovinate da alcuni subdoli punti neri nel bel mezzo delle cime dolomitiche. Fortuna che con lightroom si fa presto a togliere la sporcizia, ma la cosa è molto fastidiosa.

Ecco qui un esempio, si noti la macchia nera sul Sassolungo:

la macchia sul Sassolungo

Tornato a casa, ho fatto un paio di foto di prova, inquadrando il cielo con un diaframma stretto, ed i risultati sono stati orribili:

test sensore

Macchie nere ovunque, nemmeno nei film di fantascienza più scalcinati si vedono tanti ufo in cielo.

Non ho perso tempo a provare io stesso la rimozione, anche se in rete si trovano tanti consigli e svariato materiale per la pulizia. Ho consegnato la macchina fotografica al mio negozio di fiducia e domani andrò a ritirarla ripulita a dovere.

Vedrò quindi con la stessa inquadratura del cielo se la pulizia è andata a buon fine. Non mi lamento comunque, ai tempi della camera oscura era peggio…

Written by erling

16 Settembre 2009 alle 22:42

Pubblicato in foto

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