Viaggiar si deve

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Dropbox, ripensandoci…

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Ripensandoci, non mi va proprio di usare un servizio che comprende Condoleeza Rice nel consiglio di amministrazione… ho appena cancellato il mio account, e spero che in molti lo facciano.

Written by erling

16 aprile 2014 at 08:13

Pubblicato su Mac

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Misura per misura

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Ho scritto tempo fa di un programmino che registra sul telefonino le attività, principalmente bicicletta, camminata, corsa, e, grazie ad una serie di siti “satelliti”, consente di ottenere una miriade di statistiche che dovrebbero aiutare l’aspirante atleta a progredire verso la meta del benessere fisico.

Non sfugge a nessuno però l’implicazione di registrazione totale che un simile apparecchio prefigura: ogni spostamento è registrato e ricordato, fintanto che il telefonino è acceso, in un grande deposito nella mitica nuvola, e chissà se qualcuno mai oltre al legittimo proprietario potrà accedere a quei dati?.

Il problema con questi sistemi, secondo il mio debole parere, è che a fronte di un tangibile e spesso gratuito beneficio che apportano all’utente, presentano dei rischi che sono aggregati, ovvero nessuno andrà mai a rubare dal database di moves le attività del singolo individuo, ma un deposito che contiene gli spostamenti di decine di migliaia di persone è sicuramente molto interessante per aziende, pubblicitari e forse anche governi.

Non c’è solo moves naturalmente, in questi giorni sta facendo scalpore ad esempio l’assunzione nel consiglio d’amministrazione di dropbox di Condoleeza Rice, ovvero di una delle persone che hanno dato spinta al programma di sorveglianza totale globale che ci perseguita. Possiamo fidarci ancora di dropbox, o dobbiamo boicottarlo? Eppure è così comodo, e poi chi volete che si metta a leggere i miei documenti una volta che sono nella nuvola di dropbox? A chi possono interessare?

Anche qui, se il prodotto è gratis vuol dire che sei tu il prodotto che viene venduto, e senza voler rinunciare alla comodità di un sistema di sincronia come dropbox, occorre abituarsi al fatto che quello che si mette in rete è molto probabilmente leggibile da qualcuno, pertanto su dropbox non potrò mettere i miei piani per la dominazione del mondo, che invece magari affido a wuala, server europei e dati criptati alla partenza.

Ho quindi rimosso da dropbox un po’ di roba, senza però arrivare al boicottaggio totale (la pigrizia è più forte della giusta indignazione, e su questo contano i sorveglianti, si sa…), invece ho interrotto la registrazione su moves, non tanto per timori di privacy quanto perché quando vado a correre non mi porto il telefonino ma registro la mia performance sul garmin, e cade quindi la premessa fondamentale del programma, ovvero di avere una vita misurata in ogni momento…

Written by erling

13 aprile 2014 at 18:56

Pubblicato su rete

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Lightroom sulla tavoletta

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Era la previsione più facile del mondo, tanto che perfino il sottoscritto ci era arrivato da solo qualche mese fa, e finalmente è stato annunciato il compagno mobile di lightroom.

Prime impressioni: per essere una versione 1.0 funziona alla perfezione, lo sviluppo delle foto sull’ipad (air) è impressionante, rapido e preciso tanto da non credere di stare modificando le immagini con le dita anziché con il mouse. La sincronizzazione non è velocissima, ma soddisfacente e senza alcun errore.

Dove ancora siamo indietro, e dove è indubbiamente superiore Photosmith, è nella gestione dei metadati, che si limita essenzialmente alla bandiera positiva o negativa: niente titoli, commenti, keywords, decisamente c’è spazio per migliorare.

Serve ancora a poco, non certo a sviluppare le foto sul campo, perché non c’è modo di importare le immagini direttamente dalla macchina fotografica, ma solo dalle foto di ipad (photosmith invece, associato con una scheda eye-fi, cattura senza problemi le foto direttamente dalla fotocamera). Direi che oggi come oggi ci sono solo due utilizzi, ovvero caricare un portfolio sull’ipad per mostrarlo in giro, ed aggiungere o spostare immagini tra una collezione ed un’altra, oppure, dopo aver importato le foto in lightroom sul computer, passarle all’ipad per una rapida selezione con qualche aggiustamento di esposizione, comodamente seduti sul divano.

Non mi sembra poi da sottovalutare l’interfaccia elegante ed intuitiva, questa sicuramente superiore a photosmith, e con un’impronta familiare a chi usa lightroom e photoshop.

Già, perché da un po’ mi sono abbonato al programma fotografico adobe, ed al prezzo di 12,29 euro al mese utilizzo i due programmi, oltre adesso alla sincronizzazione sull’ipad. Comincio ad essere meno insofferente al concetto dell’abbonamento al software, fintanto che il suddetto software viene migliorato con continuità in modo da rendere sempre più conveniente il prezzo.

Written by erling

10 aprile 2014 at 21:25

Pubblicato su foto, lightroom

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Una vita misurata

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Dopo l’avvento della (geo)localizzazione per le fotografie, per la ricerca dei tesori, per la catalogazione di sentieri e luoghi da visitare, era inevitabile che si arrivasse ad una misurazione costante e ininterrotta dei nostri spostamenti e delle attività che svolgiamo ogni giorno.

Questo grazie al piccolo computer che ci portiamo dietro tutto il tempo, ovviamente. Ho scoperto che esiste un’app anche per sapere se pedaliamo o camminiamo abbastanza; si chiama Moves, ed è orientata principalmente ad un pubblico che intende fare progressi nel campo della forma fisica: registra i passi, la distanza in bicicletta ed il tempo passato ad effettuare altri sport.

La cosa interessante è però un’altra, almeno dal mio punto di vista, ed è la registrazione dei luoghi visitati e del tempo impiegato, sia pure al prezzo di una ridotta autonomia della batteria. Ci sono poi alcune applicazioni esterne che utilizzano i dati di Moves e li presentano in una forma diversa, utile per dare indicazioni sul tempo speso al lavoro, o sui luoghi più frequentati.

Ad esempio, Moves export propone una serie impressionante di grafici e statistiche, che ad un fissato numerico come il sottoscritto danno parecchio materiale per divertirsi:

Moves export

(ho leggermente offuscato la mappa)

Di particolare interesse è la possibilità di esportare i dati in formato gpx, in modo da avere in qualunque momento la base per georeferenziare le foto, senza bisogno di portarsi dietro apparecchi gps.

Altre applicazioni stanno crescendo, qui ce n’è una lista, e non c’è dubbio che con il tempo saremo sempre più tracciati e registrati. Al momento si tratta di una novità divertente, senza in fondo grande utilità pratica, in futuro si vedrà.

Ovviamente ci sono pericoli notevoli nel comunicare i nostri spostamenti e gli indirizzi di casa e lavoro alla grande rete, però per ora mi sembra che il gioco valga la candela: stranamente mi fido di questa piccola compagnia finlandese la cui pagina sulla privacy è la più chiara che abbia mai letto; il giorno che saranno notati da qualche pesce grosso ed ingoiati, mi auguro che manterranno fede alla loro promessa di distruggere le registrazioni dietro semplice richiesta.

Nel frattempo, si possono estrarre grazie ad un sito come Traqs e divertirsi ad esempio a caricarli sulle tavole di google fusion, come spiega ad esempio questo articolo.

Written by erling

26 marzo 2014 at 20:58

Pubblicato su gps, iphone

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30 anni dopo

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Ho un ricordo molto nitido di alcuni dettagli poco importanti, mentre il contesto più generale mi sfugge, come se fosse accaduto in un sogno. La prima volta che ho visto un mouse, la prima volta che ho visto un’interfaccia grafica, che ovviamente allora non si chiamava così, insomma il primo mac. Sono abbastanza vecchio per ricordarne l’apparizione nella mia piccola città, una dimostrazione ad una fiera protoinformatica, lo sbalordimento nel vedere che a video si disegnavano, e spostavano, cerchi e poligoni, in una gloriosa gamma di quattro tonalità di grigio, l’oscuro sentimento che il futuro si era materializzato, e che tutto il consueto era vecchio di colpo. La stessa sensazione l’ho provata solo un’altra volta, guardando il video della presentazione del primo iphone, niente altro finora mi ha colpito con un impatto simile provenendo dal futuro.

Non sempre però quello che viene dal futuro diventa presente, quantomeno non per tutti. Un altro ricordo del primo mac è mio padre che rapidamente sgonfiava ogni mia vaghezza ricordandomi il prezzo astronomico dell’oggetto, che difatti, almeno dalle nostre parti, non decollò nelle vendite, ma venne copiato e riproposto a basso costo, rischiando di scomparire.

La storia però la conosciamo, dopo alterne fortune il macintosh trent’anni dopo soffre la concorrenza solo ormai dei suoi fratellini con la i davanti al nome, ma per quanto riguarda le macchine produttive personali non ha confronti.

Trent’anni dopo, la morale che mi sembra di ravvisare nella parabola del piccolo computer sorridente e della casa che lo ha creato è che alla fine la perseveranza paga, non se è fine a se stessa ma se è unita alla ricerca della qualità. Banale, ma quanti di noi si intestardiscono ogni giorno a fornire un prodotto o un servizio insanely great?

Written by erling

2 febbraio 2014 at 22:06

Pubblicato su Mac

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Iniziamo ad incamminarci nel nuovo anno, ricco di neve e di sentieri da esplorare.

2014

Written by erling

1 gennaio 2014 at 22:11

Pubblicato su vaghezza

365°

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Domani occorre ricordarsi di cambiare l’anno del copyright in lightroom (sulla destra, pannello metadata – edit presets – cambiare la casella copyright e salvare cliccando in alto su preset – save current settings as new preset… oppure aggiornare il preset attuale

E’ utile anche impostare la nuova cartella 2014 che accoglierà le immagini da domani in avanti, e nella schermata di import si può anche qui definire un preset affinché il programma scarichi le foto nel posto giusto.

Altri consigli/perle di saggezza per l’anno che viene o commenti sul vecchio che finisce? Siamo ancora qui, siamo di un anno indubbiamente più vecchi, forse un filino più esperti ma non è dimostrabile, mentre è certo che milioni di neuroni ci hanno abbandonati nel corso del 2013.

Al di là di queste banalità non mi piace fare bilanci perché sanno di chiusura e di fine, mentre come sempre la distanza tra oggi e domani è di un giorno, e non di un anno, pertanto mi mantengo nei limiti di un post fotografico e rinvio a domani per qualche foto della gita sulla neve che stiamo programmando, se tutto va bene e se diventerà anch’essa un ricordo, domani sera, l’anno prossimo, da un progetto che è oggi, 2013.

Written by erling

31 dicembre 2013 at 18:41

Pubblicato su lightroom, vaghezza

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