Viaggiar si deve

viaggi, foto, mac e il resto

Lightroom 4, beta

lascia un commento »

E’ uscita oggi la prima beta di lightroom 4; sono andato subito a scaricarla qui, ed ho aspettato pazientemente che i quattrocento e passa mega del programma si materializzassero sul mio disco.

Molte le novità, nel pannello sviluppo hanno completamente cambiato la logica dei vari comandi, e ci vorrà un po’ di tempo per prenderci la mano; due le cose più eclatanti secondo il mio punto di vista: un modulo intero per la gestione dei geodati, con tanto di mappe di google che mostrano le posizioni delle foto, e la possibilità di trascinare le foto sulla mappa per geotaggarle, oppure di selezionare e salvare le posizioni geografiche preferite in modo da attribuirle facilmente alle immagini.

Ci sarebbe anche la possibilità di abbinare le foto ad un file gpx registrato con un gps, ma nei miei tentativi il caricamento di un file dà un errore, e dando una rapida occhiata ai forum sembra un problema comune. A parte questi difetti di gioventù, il modulo del geotagging mi pare molto efficace e funzionale, direi anche meglio di quello di iphoto. Molto bene.

Un secondo punto forte è la gestione integrata dei file video, con possibilità limitate di correggere esposizione e colori (a livello globale dell’intero video, non di spezzoni di esso), e di tagliare sempre in modo non distruttivo parti iniziali e finali, come fa quicktime player sul mac. Finalmente non occorre far partire un programma esterno per vedere i film, ma si resta all’interno di lightroom, ed è anche possibile geotaggare i film, basta trascinarli sulla mappa come si fa per le foto.

C’è anche un modulo per creare i libri, ma questo dubito sarà all’altezza di iphoto, ed una serie di innovazioni nel modulo sviluppo: su queste dovrò studiare in modo più approfondito, perché a leggere le note di rilascio sembra che si tratti di una razionalizzazione, ma il primo impatto è abbastanza spiazzante.

Il programma, per quello che ho visto, mi sembra veloce, il modulo della mappa è finalmente all’altezza della concorrenza e ci sono possibilità ancora migliori di intervenire per migliorare le foto; nei prossimi giorni lo proverò in maniera più approfondita. Ovviamente, essendo ancora acerbo, non è il caso di dargli in pasto le foto originali, ma di creare delle copie su cartelle di prova.

Scritto da erling

10 gennaio 2012 alle 23:30

Pubblicato in lightroom

Taggato con

Kazimierz

lascia un commento »

Qui vicino c’è Oświęcim, che noi conosciamo con il nome tedesco di Auschwitz, ma per questa volta non ci vogliamo andare, sono ancora troppo piccoli i bambini. Restiamo invece a Cracovia, e con una breve passeggiata ci portiamo a Kazimierz, il quartiere ebraico della città.

Leggendo le guide, si impara che dal millecinquecento fino alla seconda guerra mondiale gli abitanti ebrei del quartiere vissero in relativa tranquillità a fianco della popolazione cristiana, e riuscirono a creare un centro di cultura tra i più rinomati ed attivi dell’Europa centrale. Poi, come si sa, tutto finì ad Auschwitz ed oggi c’è solo una piccolissima frazione della popolazione ebrea presente prima della guerra.

L’impressione che si ricava arrivando a piedi a Kazimierz dal cuore ricco e monumentale di Cracovia non è comunque quella di un quartiere che stava alla pari di quelli centrali, ma di una zona molto più povera e marginale. Niente palazzi maestosi, e soprattutto al posto delle colossali chiese di Cracovia solo piccole sinagoghe, basse e poco appariscenti. Non è chiaro quanto nel quartiere sia stato distrutto, tuttavia si direbbe che, anche prima della soluzione finale, gli abitanti di questa zona della città non avessero proprio le stesse opportunità dei figli cattolici della Polonia.

Ma non mi azzardo ad entrare in una materia che non conosco, non avendo avuto modo di approfondire come sarebbe stato giusto fare; oggi ci siamo limitati alla visita della vecchia sinagoga Remuh con l’annesso cimitero, che forse anche a causa del freddo della giornata invernale ci hanno lasciato un’impressione di un mondo ricco, prezioso ma ormai quasi del tutto scomparso, i cui pochi segni rimasti vengono amorevolmente curati dai pochi superstiti.

Scritto da erling

5 gennaio 2012 alle 20:12

Pubblicato in viaggi

Taggato con ,

Sorprendente Cracovia

lascia un commento »

Cracovia è una cittadina che non dimostra i settecentomila abitanti che ospita ufficialmente. Il centro è piccolo e si gira a piedi senza problemi, ed in queste prime giornate dell’anno si incontrano turisti in quantità moderata.

La piazza principale, un quadrato di duecento metri di lato, sembra un’idea troppo moderna per credere che sia stata concepita nel Medioevo, e certo la teoria di edifici che si affacciano su di essa non ha un aspetto così antico, ma dimostra l’accumulo secolare di ricchezza e capacità di attrazione di questo centro.

Gironzolando a piedi per le vie della città si notano gli edifici imponenti delle chiese, dei palazzi storici che un po’ alla volta vengono riportati all’antico splendore. Ci siamo chiesti quanto potranno costare i sessanta metri quadri che un cartello bilingue avvisa essere in vendita al terzo piano di una casa lungo la via pedonale che porta al Wavel, probabilmente molto meno che un analogo appartamento dalle nostre parti, visto che qui i prezzi sono ancora piacevolmente bassi per il turista occidentale.

Ma quello che colpisce è proprio ciò che le foto o i film non rendono, ovvero quella che comunemente si definisce atmosfera di un luogo, e che è lo scopo primo del viaggiare; si cammina per le stradine, si incrociano i moderni abitanti dell’antica città ed ancora una volta si trova la risposta alla domanda che a volte il viaggiatore si pone: chi me l’ha fatto fare? Essere qui, e non semplicemente vedere le foto o leggere una descrizione su un blog, questo ripaga di tutti i fastidi.

Poi, a parte queste gratuite considerazioni, ci sono attrattive per tutti i gusti. Purtroppo il museo Czartoryski è chiuso per restauro, e la famosa dama leonardesca sta facendo un tour dei principali musei europei, tuttavia non mancano le alternative.

A chi ama la storia della cartografia, delle esplorazioni geografiche e della scienza in generale, il Collegium maius dell’università di Cracovia farà l’inebriante effetto che ha fatto al sottoscritto: uno scrigno di tesori favolosi, che letteralmente trasuda storia da ogni mattone, e contiene pezzi unici come il primo globo raffigurante il continente americano, o una foto del (vero) globo fatta dall’Apollo 11 con dedica di Neil Armstrong!

Insomma, giornata ricca di scoperte, e nel clima invernale (purtroppo però anche qui senza neve) mitteleuropeo che secondo me si addice ad un posto simile, anche se gli abitanti magari preferiscono stagioni più calde.

Scritto da erling

2 gennaio 2012 alle 21:11

Pubblicato in viaggi

Taggato con ,

Nuovo anno, nuovo viaggio

lascia un commento »

Domani si parte, ed anche di buon’ora; quale migliore scusa per evitare i rituali festeggiamenti della vigilia di un aereo che non ti aspetta il giorno dopo.

Qualche giorno a Cracovia, cittadina piccola e carica di storia, ci farà iniziare il nuovo anno con la giusta dose di esplorazione e novità. Probabilmente arriveremo anche a vedere le famose miniere di sale, e chissà, se la dama fosse in casa, potremmo anche passare a darle un saluto.

A domani, strada libera e volo tranquillo!

Scritto da erling

31 dicembre 2011 alle 13:14

Pubblicato in viaggi

Taggato con

Nostalgia di Lara

lascia un commento »

Niente di meglio della vigilia di Natale per indulgere alla nostalgia dei bei tempi passati, e per la precisione di un gioco che mi aveva occupato per dei bei mesi, nel lontano 97, Tomb Raider II.

Ora è disponibile su mac app store per cinque euro, e l’ho subito scaricato, desideroso di trasmettere alle giovani generazioni di famiglia l’esperienza ludica.

Per gli standard di oggi indubbiamente i personaggi sono, come dire, un po’ squadrati, ma questo non rappresenta un problema, a quanto vedo, per mio figlio che si è subito immedesimato nella situazione ed ha diligentemente iniziato a fare gli esercizi nel giardino della villa di Lara, allo scopo di prendere le misure al personaggio.

Ci vorrebbe solo un entusiasmo simile per fare gli esercizi che assegnano a scuola…

Scritto da erling

24 dicembre 2011 alle 16:18

Pubblicato in Mac, software

Taggato con

Cancellata Gowalla

lascia un commento »

Ho sentito oggi che facebook avrebbe comperato gowalla.

Quando mi sono iscritto a gowalla qualche mese fa, mi aveva fatto una buona impressione e mi ero divertito a giocare facendo check-in in qualche luogo; mi sembrava più leggera della rivale foursquare, più facile da usare e meno palesemente orientata a farti comperare qualcosa nei luoghi che visitavi. Forse è per questo che non è mai riuscita a raggiungere il numero di utenti vantati dal servizio concorrente, e mi dicono che nel campo delle reti, sociali o meno, il numero degli utenti è vitale.

Sia come sia, l’aggiornamento della applicazione per iphone di qualche settimana fa mi è sembrato un totale disastro, uno snaturamento totale dell’idea iniziale. Differenziarsi da foursquare puntando su non meglio definite storie da raccontare da parte dell’utente non mi è sembrata una grande idea, e mi sono trovato quindi a preferire i check-in su foursquare, che ogni volta mi fa i complimenti e mi dà dei punti, chissà forse arriverò anche a vincere qualcosa.

Ora sembra che facebook si comperi gowalla, e così finirà la piccola storia di un servizio di geo-registrazione che inizialmente aveva dato qualche buona speranza. Pazienza, ne succedono di peggio al mondo.

Mi sono cancellato subito: basta andare nella pagina dell’account ed in basso, in piccolo, c’è un link che permette di eliminare i propri dati. Chiedono due volte la password ed è fatta.

Scritto da erling

3 dicembre 2011 alle 22:42

Pubblicato in rete

Taggato con ,

5.0.1 cancella le app?

lascia un commento »

L’aggiornamento del software iPad all’ultima versione mi ha dato l’opportunità di sperimentare il nuovo sistema che consente di scaricare ed installare il sistema operativo senza collegare l’apparecchio al computer.

Ho lasciato l’ipad in carica e – ovviamente – sotto copertura wifi, e quando lo ho scollegato l’aggiornamento era stato scaricato ed era pronto per l’installazione. Ma di questo me ne sono accorto dopo.

Sì, perché la cosa più immediata che ho notato è stata la scomparsa di una buona metà dei programmi installati sull’ipad: per qualche motivo misterioso è avvenuto un ripristino e sono sparite le applicazioni. Non tutte, questo è il fatto strano, ma molte.

Soluzione, collegare l’ipad con il cavetto al Mac e ripristinare quello che mancava, con l’ulteriore danno che ogni programma è stato riportato allo stato iniziale, senza alcuna memoria di salvataggi o preferenze impostate.

Non so se altri abbiano subito questo inconveniente, né in verità se sia dovuto all’aggiornamento, comunque è stato abbastanza fastidioso. Per fortuna nulla è andato perduto, ma perdere tempo con il mac è una cosa abbastanza fastidiosa.

Ora aggiorno l’iPhone…

Aggiunta: nessun problema con l’iPhone, ma ho pensato bene di ripristinare l’ipad tramite il backup sulla nuvola. Ci ho messo un attimo ad intuire che collegandolo al mac, e vedendolo tramite itunes, l’iPad poteva essere ripristinato solo con il backup fatto sul mac ormai un mese fa, mentre per acquisire il salvataggio dalla nuvola occorre gestire le operazioni dall’ipad. Quindi, ripristino iniziale tramite itunes (che reinstalla il sistema operativo), ma poi occorre scaricare il backup da icloud e per fare questo si agisce direttamente sull’apparecchio, non più sul computer.

Scritto da erling

11 novembre 2011 alle 18:02

Pubblicato in ipad, software

Foto nella nuvola, versione Adobe

lascia un commento »

Sono abbastanza perplesso sulle ultime uscite di Apple e di Adobe riguardo alla sincronizzazione delle foto tra una macchina e l’altra, e con gli apparecchi portatili. In quasi un mese di utilizzo, lo streaming foto di apple mi è servito solo un paio di volte in cui ho voluto scattare rapidamente una foto in casa con l’iphone, e me la sono puntualmente trovata sul computer in pochi secondi. Per il resto, meglio non guardare cosa ci finisce dentro, foto doppie, sbagliate, tutto viene sparato nella nuvola e resta lì per 30 giorni – un salvataggio di foto ulteriore anche se difficilmente gestibile.

Potenzialmente più interessante è carousel di adobe, che permette di salvare un numero illimitato di foto sulla nuvola e di modificarle in modo non distruttivo da ogni dispositivo connesso, con le modifiche che si trasmettono automagicamente agli altri apparecchi. Interessante è anche la possibilità di permettere ad altre persone di intervenire caricando le proprie foto.

I difetti principali sono secondo me il fatto di gestire solo le foto jpg e non raw – anche se forse è ancora prematuro pretendere di modificare una foto raw su un telefonino, sia per motivi di potenza di elaborazione che specialmente di opportunità, un conto è fare qualche rapida modifica ad una foto scattata al volo, un conto è fare un serio editing di un’immagine “da stampare”.

Un ulteriore difetto è che le foto devono essere espressamente aggiunte all’album carousel, e quindi non si tratta di una gestione totale globale della fototeca, ma solo di quelle foto che si intendono condividere con altri modificatori.

Quindi, mentre il sistema apple è rivolto a fotoamatori di pochissime pretese, che scattano foto con il telefonino e le conservano in iphoto, quello di adobe punta più in alto, anche se non di molto, e vuole far collaborare un gruppo di familiari o di amici all’edit delle immagini.

In un mondo ideale, ci vorrebbe un ipad con lightroom, in modo da importare e gestire anche in viaggio una libreria provvisoria, che sarebbe poi istantaneamente salvata sulla nuvola e ritrovata altrettanto istantaneamente sul mac al ritorno a casa. Ci stiamo arrivando, ma evidentemente non è cosa da poco, e ci vorrà qualche passo intermedio.

Scritto da erling

6 novembre 2011 alle 19:50

Pubblicato in foto, software

Taggato con ,

Le sagge considerazioni di chi vede una città in tre giorni

lascia un commento »

Non ricordavo quanto fosse caotica ed affollata una grande città come Parigi, e quanti stimoli e punti di interesse ci fossero. Un viaggio così breve, di appena tre giorni pieni e con i bambini, doveva per forza di cose limitarsi ad una serie di assaggi, ma nonostante le limitazioni contingenti siamo riusciti a rivedere la città con occhi nuovi – quelli della metà giovane del gruppo, ed a scoprire aspetti che ancora non conoscevamo.
Senza un particolare ordine, qualche impressione e curiosità:

  • L’efficienza dei trasporti, la modernità dell’aeroporto, la pulizia mattutina delle strade: si ha l’impressione di una città che funziona bene
  • Le biciclette in giro non sono proprio tantissime, pensavo di vederne di più. Ci sono questi depositi velib in posizioni strategiche e capillari, quasi tutti però pieni di biciclette, segno che non ce ne sono tante in giro. Ad ogni modo è una bella iniziativa, ovviamente una metropoli non cambia i modi di trasporto dall’oggi al domani, specie se appunto i mezzi pubblici funzionano.
  • L’adesivo sulle porte dei vagoni del metrò, che raffigura un coniglietto imprudente con le mani schiacciate dalle porte che si chiudono, mi aveva colpito quando l’avevo visto la prima volta negli anni ottanta, ed oggi è stato subito notato dai bambini, segno che nella sua immutabile semplicità raggiunge lo scopo.
  • La galleria dell’evoluzione può essere apprezzata probabilmente dalle scuole medie o superiori e conoscendo il francese, ma si intuisce la passione enciclopedica del catalogo di tutti i viventi, che si dispiega ai lati dello scatolone che è il museo, e si apprezza l’immediatezza visiva della fila degli animali in grandezza naturale che percorrono il centro dell’arena, pronti a salire sull’arca di Noè. Dubbio dei bambini, ai quali non abbiamo saputo rispondere, dove sono i leoni?
  • I grandi magazzini Bon Marché, di alto livello e con un ottimo ristorante, dove tutti abbiamo mangiato di gusto; la zona circostante, il quartiere di Saint Germain, è stato scelto dal gruppo come zona di esplorazione per il terzo giorno.
  • Il museo di Quai Branly, moderno e con un contenuto all’altezza del contenitore. Le culture extraeuropee viste sotto il profilo artistico anziché antropologico, e ci sono pezzi pregiatissimi.
  • Il Louvre, sì, siamo riusciti a visitare anche quello, il supermercato dell’arte se posso usare un termine forse poco rispettoso. La fiumana di gente che si dirige verso la sala della Gioconda, incurante delle decine di opere straordinarie che si trovano nel museo, solo per fotografare da parecchi metri il capolavoro sotto vetro blindato, dice qualcosa sui meccanismi della psiche umana. Eppure anche noi siamo entrati al Louvre su insistenza dei piccini che volevano vedere il celebre quadro, quindi ho poco da criticare i miei simili.
  • Parigi è vicina, in aereo da Verona un’ora e mezza, basterebbe avere tempo e soldi e tutto sarebbe a portata di mano. Ma ars longa, vita brevis, occasio praeceps, e l’occasione occorre afferrarla quando si manifesta, come questa volta.

Scritto da erling

1 novembre 2011 alle 20:51

Pubblicato in viaggi

Taggato con

Domani a Parigi

con un commento

Approfittiamo del piccolo ponte e partiamo domani per la città che non vediamo da ormai 14 anni. Pochi giorni, giusto un assaggio da dare ai bambini ed un’occasione di ritrovare cose note e di scoprire le novità.

Alla fine del secolo scorso il viaggio si era svolto in treno, era durato un’intera settimana senza fanciulli a cui badare, avevo una macchina fotografica con tante pellicole, non pensavo a georeferenziare le foto, né trovare tesori con il geocaching, né collegarmi ad internet almeno una volta al giorno, probabilmente avremo telefonato una volta ai genitori da una cabina.

Ci eravamo entusiasmati alla vista del nuovo istituto del mondo arabo, ed alla biblioteca nazionale appena inaugurata. Ricordo che proprio là, ad una nuovissima postazione di lettura con computer, avevo usato per la prima volta un atlante digitale che non era ancora google earth ma un più primitivo prodotto microsoft, e solo le insistenze della fidanzata non ancora moglie mi avevano costretto ad allontanarmi da quel luogo incantato.

Avevamo completato il giro della moderna Parigi visitando i giardini André Citroën e la fondazione Cartier, oltre al museo d’Orsay ed alla Citè des Sciences, alla quale eravamo arrivati con la barca lungo i canali che partono dalla Senna, poi a zonzo senza meta per sette bei giorni.

Ma è inutile guardarsi indietro, pensiamo al futuro: i progetti definiti per il fine settimana sono quelli di salire sulla torre Eiffel e di vedere Notre-Dame e la Gioconda, come da desideri dei piccoli, poi improvviseremo.

Scritto da erling

27 ottobre 2011 alle 22:32

Pubblicato in viaggi

Taggato con

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.